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Come un gatto in tangenziale

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Ci sono due modi per commentare e analizzare l’esonero di Marchionni. Il primo è quello disfattista ma anche forse il più immediato e semplice, e si sintetizza nell’esternare una feroce critica argomentata col fatto che, a 15 giorni dall’inizio del campionato e con il 90% circa della rosa costruita, esonerare il tuo allenatore può solo essere indice di poca lucidità e garanzia di essere alla vigilia di una stagione potenzialmente già di merda prima di iniziarla. Siamo onesti: le storie vincenti non nascono da un esonero del tuo allenatore prima che inizi il campionato. Poi c’è la seconda, che è quella più ragionata e che prevede un’analisi approfondita. Proviamo a partire proprio da questa.

La prima vera rottura tra Ferranti e Marchionni parte da molto lontano, precisamente dal post Sanremese Novara 3-2 giocata il 7 novembre scorso. I rapporti con Di Bari erano già rotti e l’impressione di avere un tecnico percepito come non all’altezza dalla nostra proprietà, impressione che in realtà si era fatta già strada nella testa di Ferranti da qualche tempo, si fortificò. Ovviamente non esiste e mai esisterà riprova visto che le cose sono andate diversamente, ma se la domenica successiva avessimo perso lo scontro diretto contro il Casale allora Marchionni sarebbe saltato. Dopo il vantaggio degli ospiti e la gran bella vittoria finale di quella partita, svoltò però di fatto la stagione e la storia del Novara e di Marchionni, più o meno fino al finale quando qualche dubbio tornò a farsi largo. Che la conferma del Mister fosse cosa parecchio complicata, o comunque non così fluida e lineare, l’abbiamo avuta in occasione di un comunicato un po’ “sui generis” del Novara in cui a inizio estate confermò l’intenzione di voler proseguire con lui ma senza (in quel momento) alcun tipo di firma. Le settimane passarono e la voce di un interessamento del Catania a Marchionni iniziarono a diventare pressanti, altro indice che qualcosa non filasse per il verso giusto. A quanto mi è stato raccontato anche da fonti non novaresi (per le quali non ho conferma ma tenderei a ritenerle vere), le cose precipitarono quando arrivò a Novara puzza che, in realtà, quello descritto come interessamento del Catania fosse invece proprio un auto candidatura del nostro allenatore. Avevamo quindi un allenatore formalmente confermato dal Novara senza però che lo stesso confermasse a sua volta la sua volontà di proseguire la sua avventura, ma che apparentemente si proponeva altrove. Direi bene ma non benissimo. Anzi malino. Una gola profonda novarese (anche qui purtroppo non ho conferme dirette, ma ancora una volta tenderei a ritenere l’indiscrezione come un fatto vero), a questo punto della storia mi segnala di un incontro avvenuto nel week end tra Ferranti e Javorcic (allenatore neo vincitore col Sud Tirol ed ex Pro Patria) con addirittura stretta di mano tra i due, ma la storia prese subito una piega inaspettata poiché nella notte arrivò al Tecnico un’importante offerta del Venezia in B e ciao ciao Novara. Zebi, che apparentemente al 7 luglio non aveva per le mani nulla di meglio del poco proponibile Viali, non potè quindi far altro che alzare bandiera bianca insieme a Ferranti e far firmare il contratto a Marchionni. Che evidentemente pirla non era visto che riesce a strappare un biennale. L’amore torna a trionfare? Nemmeno per idea perché Marchionni, come confermato da diversi media locali, riesce nell’impresa di far incazzare nuovamente tutti impuntandosi su Del Prete e Agostinone. Chiarito che i due non sarebbero arrivati, inizia un mercato con alcune particolarità che agli occhi di un tifoso “normale” che non conosce certe informazioni potrebbero pure essere risultate invisibili: Marchionni chiede (e in certi casi ottiene) sostanzialmente solo over 30 (in alcuni casi più vicini agli over 35), Zebi ragiona invece in maniera differente portando prospetti o giocatori più giovani. Diciamo che ognuno ragionava con la sua testa portando avanti solo la propria idea di calcio. Ancora una volta bene ma non benissimo. Anzi malino. Il culmine della rottura, sempre in base a ciò che mi viene detto, è che il Mister in ritiro sembrerebbe aver bocciato Galuppini, considerandolo inadatto (e un po’ grasso), oltre a rifiutare le proposte di acquistare qualche trequartista perché non considerato funzionale al suo modulo di gioco. Fate la somma dei fatti illustrati in questa ricostruzione, che potrà avere qualche pecca o certamente essere parziale ma che giudico molto vicina alla realtà, per capire che Marchionni aveva un’aspettativa di vita sportiva pari a quella di un gatto in tangenziale. Poteva fare solo una cosa con noi: vincere, e farlo subito, altrimenti il suo destino sarebbe stato uno solo.

Messa così, credo che la cosa migliore sia stata quella di esonerarlo per il principio del “meglio ora che dopo”. In realtà la cosa migliore sarebbe stata proprio quella di non confermare un allenatore evidentemente non gradito a Ferranti, che si è trovato nella situazione di doverlo confermare perché già sotto accusa di aver silurato due DS in maniera affrettata, e quindi desideroso di dare un po’ di continuità, ma alla fine confermarlo avendo come unica vera argomentazione la frase: “è un bravo ragazzo”. Che è la classica argomentazione che utilizzi quando sai perfettamente di aver fatto una cazzata. E’ chiaro che questo deve servire di lezione al nostro Pres in primis, che deve assolutamente trovare un giusto equilibrio tra il non passare per siluratore seriale in base a quale piede appoggia per primo quando si alza dal letto ma, nello stesso tempo, esercitare il diritto di circondarsi solo di persone che godano della sua stima nell’interesse di tutti. La ricetta per vincere è semplice: soldi, culo e circondarsi di persone possibilmente competenti che abbiano la stessa visione del calcio e del fare impresa. Sul primo punto ci siamo, sul secondo direi anche. Sul terzo, a prescindere dalla competenza, era evidente che la pensassero tra i vari attori in maniera diversa. E non poteva funzionare. Dando per scontato che il prossimo allenatore quanto meno non sia così pirla di andare allo scontro con Ferranti e Zebi un minuto dopo la firma, la sola cosa che posso pensare oggi è che sia stata fatta una scelta coraggiosa ma inevitabile.

Intendiamoci mi dispiace per Marchionni. Non sono mai stato il primo dei suoi tifosi e penso che tantissimi altri allenatori avrebbero vinto il campionato. Per cui non gli attribuirei miracoli ma riconoscimento e ringraziamento per una vittoria che ha fatto storia. Ma la sua conferma rientrava nell’ordine delle cose. La storia ha preso un’altra direzione e adesso la sola cosa da fare è trovare un nuovo allenatore, che ritengo cosa non così impossibile visto che Novara è tornata piazza gradita a tutti, e far quadrare la rosa intervenendo sul mercato con le pedine che mancano per completarla. Tutto sommato non è che ad oggi siano stati acquistati degli scappati di casa, per cui chi sarà chiamato ad allenarli potrà comunque farlo nel migliore dei modi. Ciao Marchionni, grazie ancora, ma adesso il Novara torna ad essere solo roba nostra.

Claudio Vannucci

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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Più Dybala, meno Gigino Piede piatto

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Mi ha molto incuriosito la riflessione fatta da Beppe Marotta ieri pomeriggio nella conferenza stampa di inizio stagione dell’Inter. In sintesi si chiedeva a lui stesso e al sistema calcio se non fosse arrivato il tempo di riflettere circa la piega che sta prendendo il professionismo. L’Inter ieri ha ripreso ad allenarsi dopo circa due mesi dalla fine della scorsa stagione, e lo ha fatto nonostante alcuni giocatori nemmeno hanno ancora terminato la stagione, visto che stanno per giocare una finale di Coppa America o hanno appena disputato una semifinale degli europei. Ma non solo: quella che sta per iniziare è una stagione del tutto particolare, visto che per 11 mesi su 12 proporrà gare ufficiali, e potenzialmente sarà protagonista di almeno 70 partite, oltre a quelle già previste con le rispettive nazionali. E tra circa un mese ci sarà già la prima partita di campionato. Che centra col Novara? Il Novara dovrà giocare forse la metà delle partite che Marotta spera o ipotizza dovrà giocare la sua Inter, ma in termini di concentrazione di impegni la Lega Pro sta facendo di tutto per rendere le stagioni molto complicate. E il grosso paradosso è quello che la praticamente assenza di vicende extra calcistiche, e la mancanza di guerre in Tribunale per far valere un presunto di diritto di partecipare al campionato (al 99% dei casi respinto), quindi finalmente una partenza regolare dei tornei, concentreranno in poche settimane tutta la preparazione estiva. Non è ancora iniziato il raduno, mancano almeno 3-4 titolari da comprare, e tra meno di un mese giocheremo già una partita ufficiale. Se passeremo il turno di coppa vorrà dire che, potenzialmente, giocheremo ininterrottamente dal 10 agosto a fine maggio (speriamo), con una sola sosta a Capodanno compensata, però, da alcuni turni infrasettimanali.

Mi chiedo, quindi, se non siano maturi i tempi per una riflessione seria anche in serie C. Mi chiedo, per esempio, che senso abbia partire così presto per poi terminare già a fine aprile. Un squadra che non parteciperà a plyout o playoff, infatti, si troverà nella situazione di andare al mare con circa 3 mesi di anticipo rispetto ad alcune big della serie A. La disparità, in tal senso, è clamorosa. Ma soprattutto mi chiedo che senso abbia continuare ad alimentare una categoria fatta da 60 squadre ed un playoff della durata di oltre un mese. Una miglior ridistribuzione delle partite per esempio gioverebbero sia dal punto di vista tecnico che da quello della maggior copertura nei mesi di partite giocate. Ma tornando a noi, probabilmente si passerà dalla follia di un’estate infinita come la scorsa dove ogni 3 giorni si giocava un’amichevole, a quella attuale dove, calendario alla mano, se riusciranno a fare 3-4 amichevoli prima di Renate Novara del 10 agosto sarà tanto.

Ma questa preparazione “ridotta”, soprattutto delle categorie superiori, causa anche l’improbabilità di assistere alle solite amichevoli “di prestigio”. Se è vero che è molto opinabile e dibattibile l’utilità di un’amichevole congiunta a Milanello a porte chiuse in una domenica mattina di agosto, credo invece nell’utilità di una replica di un Novara Samp del caso come lo scorso anno. Il fatto è che, a parità di data, quest’anno la Samp e il Novara già scenderanno in campo nelle rispettive Coppe nazionali. Quindi, in un certo senso, la mancanza di tempo fa perdere anche un po’ quell’emozione di una pre season che, se è vero ultimamente è stata infinita, ma che se  gestita più intelligentemente potrebbe davvero diventare interessante.

Quanto al mercato, mi ha molto sorpreso la quasi certa partenza di Corti. Ammetto di essere stato talvolta impietoso con lui, nel senso che ho sempre pensato (e lo penso tutt’ora) che potesse giocare titolare solo perché dentro in un contesto di squadraccia. Pensate ad un qualsiasi Novara medio degli ultimi 15 anni e ditemi quando mai avrebbe trovato spazio. E lo stesso, come aggravante, se prendessimo come riferimento le prime 4-5 squadre di ogni girone. Detto questo, se c’è un giocatore che avrebbe meritato il rinnovo, e la possibilità di giocarsi le sue carte magari a partita in corso, sarebbe stato proprio lui. Dubito molto che il Novara possa realmente monetizzare, più probabile lo scenario in cui il giocatore abbia chiesto di giocare titolare. Il che mi riporta alla mia convinzione originale: se vuoi un minimo (ma mimino) pensare in grande non puoi avere Corti titolare. Ma la verità la sanno loro. Corti è comunque uno di quelli che va ringraziato per l’apporto dato lo scorso anno, e il fatto lo si ricorderà con affetto certifica il suo successo personale.

I nomi che girano su radio mercato, inutile prenderci in giro, non stanno scaldando i cuori e nemmeno placano le incazzature del partito no abbonamento. Durante il mercato le persone si dividono tra quelli che non parlano fino al primo settembre e quelli che commentano ogni possibile operazione. Tendenzialmente faccio parte dei secondi, anche perché altrimenti si finisce per non parlare mai di niente o, ancor peggio, di passare per quell’élite di luminari con la puzza sotto il naso che però, state certi, alla fine rinfacceranno pure le scorregge sentite. Il campo è sempre giudice, ma se viene scritto che stiamo comprando Dybala è evidente che mi esalto, se invece scrivono che stiamo comprando Gigino Piede piatto magari mi incazzo. Probabilmente ci leveranno le amichevoli estive interessanti, non toglieteci anche le discussioni da bar sul calciomercato altrimenti è la fine.

Claudio Vannucci

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Abbonamenti, maledetti abbonamenti

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Ero al corrente dei rincari. Lo ero anche del fatto sarebbero stati un po’ più elevati del previsto, ed ero altresì al corrente dell’idea di lasciare fuori una partita, nonostante questa moda sembrava un po’ in disuso. Aggiungo: non è mai passato nella testa della Società l’idea di escludere dagli abbonamenti il Derby, a meno che lo stesso si giocasse casualmente verso la fine o fosse determinante per qualcosa. Vi ricordate Novara Fiorenzuola ultima di campionato? Ecco, una partita del genere, nella testa della Società, rappresenta l’ideale opportunità di massimizzare il guadagno. “Massimizzare il guadagno”, ricordatevi di questo concetto che userò spesso e che, e vi chiedo un’opera di apertura di credito con loro, non necessariamente o non sempre è guidato da una logica perversa anti tifoso anche se il risultato finale che si ottiene è quello.

È già stato detto tanto, forse tutto, e tutti hanno una parte di ragione, ma per come la vedo io l’errore più grave è stata la mancanza di empatia e di serie argomentazioni a supporto di una scelta che sapevamo tutti sarebbe stata presa, ma ovviamente meno impattante di quanto è stata. Primo errore: i modi di comunicazione. Fai una finta conferenza stampa coi giornalisti dalla quale non trapela nulla e poi la fai cadere addosso ai tifosi così senza nessuna conferenza. E il fatto che, causa deferimenti, nessuno potesse parlare ufficialmente non depone a tuo favore. Trovavi altri modi. Secondo errore: sai di essere in difetto e per prima cosa metti le mani avanti dicendo che “se andassimo in B i prezzi non aumenterebbero di molto ”. Prima vai in B poi parli di questo. Terzo errore: giustifichi l’aumento parlando di costi medi “del professionismo”. Il professionismo è un concetto vasto che va da una scala che parte dall’Alessandria semi fallita al Real Madrid campione di tutto. Il terzo anello verde di Milano costa 300 euro, meno del Rettilineo, ma li non vedi Ngamba e Bonaccorsi (con tutto rispetto) ma qualcuno più forte. Se paragonati ai costi delle nostre antagoniste, quindi fai un’analisi seria, si rileva come il costo dei nostri abbonamenti sia nella forchetta più alta. Quarto errore: non tuteli i giovani e il settore popolare per definizione, ovvero la curva, e in un momento in cui si sta ripopolando di giovani è una scelta idiota.

Il fatto è uno: PLM ci capisce di calcio e come si gestisce una Società. Sa perfettamente che gli abbonati non spostano i bilanci. Una stagione rilevante, invece, con conseguente vendita di biglietti importanti sono più utili alla causa. E torno appunto al concetto di massimizzazione del guadagno citato prima. Il vero rischio di PLM non è di fare solo 500 abbonamenti, ma che il Novara vada male e non si generi un giro di affari decente.

Ora la ferita è troppo fresca, difficile trovare equilibrio nei giudizi. Il calcio è un po’ come il vizio del fumo e dell’alcool, ovvero due finanziarie dello Stato che puntualmente aumenta i loro costi per fare cassa, e così …la dico forse un po’ troppo male e cruda…sta facendo PLM: alla fine la gente allo stadio ci va, che paghi un abbonamento o si compri i biglietti più volte cambia poco. Anzi a lui tanto.

Quindi non mi stupisce questa apparente mancanza di empatia ed interesse della Società, soprattutto sulle critiche. Fondamentalmente la nostra Società ascolta tutti di facciata, ma fa quello che vuole. E la cosa mal si sposa con un piazza abituata a Patron che prima di fare pipì chiedevano ad alcuni se fosse meglio farla in piedi o seduti.

Auguro al Novara di fare bene, auguro di uscirne bene e di fare un mercato degno di “costi da professionismo” altrimenti sarà dura. Ma tanto.

Claudio Vannucci

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Buon Novara FC

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Il fatto che in questo ultimo mese ci sia stato molto poco da raccontare in termini di eventi sostanziali la dice lunga sull’ottimo stato di salute del Novara FC. Stiamo infatti terminando quel periodo di “nulla”, che però rappresenta un lusso che possono permettersi solo quelle Società sane, o comunque non a rischio di continuità sportiva. Veniamo da anni in cui in estate si parlava di tutto fuorché di programmazione, dove anche quando non era a rischio la partecipazione al campionato comunque pareva la scalata dell’Everest il riuscire a produrre la fideiussione necessaria all’iscrizione. Siamo quindi tornati ad essere “normali”, con una Società che ha confermato subito l’allenatore, ha provveduto ad allungare alcuni contratti, ed è pure riuscita ad organizzare un doppio raduno estivo con parecchie settimane di anticipo. Insomma, tutto ciò che si dovrebbe dare per scontato è realmente successo, e questo fatto ammetto che me lo sono goduto parecchio.

Ma oggi inizia il calciomercato, e in un certo senso si ribaltano un po’ le cose: la cronaca deve necessariamente riempirsi di fatti concreti da raccontare, gli eventi sostanziali, ovvero tutto quel mondo di dietrologia che varia dalla goduria alle bestemmie, dal diritto di pensare in grande attraverso sogni e pippe mentali alle preghiere per evitare la catastrofe, devono essere messe da parte in attesa che il campo parli. Sono molto combattuto sul cosa mi devo attendere da questo calciomercato. Sono fermamente convinto, e lo sono perché i fatti lo dicono in maniera chiara, che siano finiti i tempi delle programmazioni nel tempo. Se ogni sessione di mercato (estiva + invernale) porta a 20-25 operazioni annue significa che non stai programmando nulla, e quando le Società parlano di “promozione entro 2-3 anni” stanno mettendo solo le mani avanti per proteggersi da eventuali fallimenti. Insomma, un po’ come se sapessero di investire per qualche anno e statisticamente pensino in uno di questi di poter vincere, ma non si sa quando. Effettivamente, però, dalle nostre parti abbiamo assistito ad una mole di conferme che autorizzano oggi a credere di avere almeno già 6-7 titolari su 11 confermati. Se è vero che è proprio in quei 4-5 nuovi elementi che si potrà fare la vera differenza rispetto al passato, e che molto peso avranno anche i nuovi innesti in panchina, se non è programmazione questa poco ci manca visto che le conferme e i nuovi innesti sembrano blindati per almeno 2-3 anni di contratto. Mi sembra di capire che non si stia per nessuno parlando di cifre folli tuttavia i contratti lunghi, e lo abbiamo visto in passato, portano inevitabilmente ad esposizioni finanziarie importanti, ma soprattutto ti condannano al non poter mai sbagliare una stagione. Se costruisci una rosa di 24 elementi composta da almeno 15 o più contratti lunghi a figure scarse, stai certo che le prossime stagioni avrai grossi problemi a meno che non continui ad investire. Ma sarebbe abbastanza anacronistico e improbabile oltre che pericoloso. Questo per dire che PLM si giocherà già quest’anno molto del nostro futuro nel medio termine, però è un rischio che mi piace molto dover correre.

Sono molto curioso di leggere quale sarà l’attaccante principale che affiancherà Ongaro. Quando avevamo con noi il vero MDS, quello che ci credeva insomma, e che dopo le delusioni della serie A imparò che il primo acquisto, quello che costa di più per intenderci, doveva essere l’attaccante, se ricordate il primo acquisto era sempre uno top. Piovaccari, Evacuo, Cacia 3 esempi. Poi il fatto facessero bene o male rappresentava lo spartiacque tra una stagione buona e una pessima, ma la figura professionale era sempre rilevante. Mi aspetto che così faccia anche PLM perché, e lo abbiamo visto tutti, non si campa di sola buona volontà.

Non so voi, ma finalmente torno a godermi una sessione di mercato, e non vedo l’ora di leggermi i vari comunicati. Buon calciomercato a tutti, buon Novara FC!

Claudio Vannucci

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