Rimaniamo in contatto

Analisi Tecnica

La teoria degli alibi

Published

on

In vari speech disponibili su internet, Julio Velasco espone la sua illuminante teoria degli alibi, in cui parla di come i giocatori abbiano la tendenza a giustificare l’errore, singolo o di squadra, con una serie di scuse che non attengono al proprio gesto tecnico. In quel caso, il tema era la palla alzata male, con lo schiacciatore che invece di risolvere quel tipo di alzata, accampava una serie di giustificazioni attinenti all’errore del palleggiatore o a fattori contingenti come la luce e altre influenze ambientali. Ora, lungi da me tornare al campo pesante di notaristefaniana memoria, ma vedendo come ogni volta esce fuori la giustificazione del campo stretto, (mai da parte del mister, devo dire) che poi è caratteristica peculiare di almeno metà dei pollai in cui si gioca in questa categoria, mi viene il dubbio che invece di ‘andare a cercare nel proprio cervello i file che ti dicono come giocare in un campo stretto’ (sempre rielaborando Velasco), perseveriamo nell’errore di giocare in trasferta allo stesso modo in cui giochiamo in casa.

La sensazione mia, per quel che ho potuto vedere dall’orrenda piccionaia dove erano collocati i tifosi ospiti a Montjovet, è stata di una squadra che nel primo tempo ha fatto girare palla in maniera lenta e prevedibile, cercando di risolvere la propria manovra asfittica con giocate individuali alla ricerca di un minino di superiorità, giocate che però si sono praticamente sempre tradotte in un nulla di fatto. Il tutto condito da errori banali in fase di appoggio e alleggerimento che hanno portato ad esempio al secondo gol dei valdostani. Con il primo tempo negativo di Paglino abbiamo perso anche il contributo difensivo dell’esterno più ‘vero’ che abbiamo in rosa e dalla sua parte sono arrivati i pericoli maggiori sulle palle in profondità, sempre con protagonista l’ottimo De Cerchio, con prima un rigore negato e poi quello assegnato davvero da Fantozzi su dinamiche di azione molto simili.

Nella ripresa, sotto 2-0 e con un uomo in meno, Marchionni ha avuto un gran coraggio, arretrando Di Masi senza diminuire il peso offensivo. La riprova che secondo me, specie in contesti di trasferta in cui ci ingolfiamo su campi piccoli e spazi congestionati, passare a 4 dietro e costringere gli avversari a venirti a prendere più basso può non essere una cattiva idea. Ho visto molto bene Di Munno in impostazione all’esordio e ho apprezzato il cambio di passo di Paglino nella ripresa, mentre Di Masi, pur con il solito dinamismo, non appena saltato l’uomo e trovato il metro di spazio in cui infilarsi continua a sembrarmi troppo poco lucido, cercando la soluzione personale piuttosto che magari rallentare un minimo e ragionare. Fatico a comprendere le lodi per Laaribi che da quando è arrivato non ho ancora capito che oggetto è, e mi fa abbastanza girare le palle Pereira, che sembra sempre voler dimostrare di spaccare le partite da solo ma deve ancora capire che se porti palla sul ribaltamento con l’uomo che si allarga, tardi a fare la giocata, e poi ti butti nello stesso spazio in cui è andato quel giocatore che hai ignorato, non dai un grosso contributo.

Un’ultima considerazione più in tema ‘mediatico’ su Marchionni. Mi pare che nelle interviste del post partita il mister si venda sempre un po’ male, e dispiace perché onestamente credo che abbia meriti enormi nei risultati fino ad ora ottenuti dalla squadra. Ha creduto in un modulo in cui tutti noi che di calcio capiamo un cazzo non avremmo mai scommesso dopo le prime tre/quattro partite, ha lavorato sulle motivazioni di uno come Vuthaj che sempre io che non capisco un cazzo toglierei tutta la vita quando siamo almeno con un paio di gol di vantaggio per evitare anche solo che gli si strappi una pellicina, perchè evidentemente è anche bravo a gestire la testa oltre che le gambe dei giocatori. È un uomo di calcio e si vede e noi capiamo molto meno di lui, e questo è chiaro. Ma questo non significa limitarsi sempre e solo a  rivelare che abbiamo fatto bene quando vinciamo con tre gol di scarto e che non abbiamo fatto niente di quello che ha chiesto quando balbettiamo. Non dico di venirci a spiegare la teoria delle linee di passaggio o del terzo centrale che si alza durante la fase di possesso nel 3-5-2, ma almeno argomentare un filo di più oltre al canonico ‘non è questione di modulo’ quando gli si fa una qualsiasi domanda sul tema tattico. Apprezzo molto il fatto che non accampi scuse quando qualcosa non funziona e che non si sia mai tolto in pubblico dei sassolini dalle scarpe in questi mesi quando forse avrebbe potuto, lasciando le cose da spogliatoio dove devono stare. Ma si può essere un po’ più ‘empatici’, paraculi e dare anche qualche spunto al pubblico senza per forza cadere nella teoria degli alibi del buon Julio.

Jacopo

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia un commento

Analisi Tecnica

Appunti tecnici pro futuro

Published

on

By

La partita col San Giuliano, squadra e società che ha scalato con rapidità insospettabile la mia personale classifica di simpatia mettendosi di poco alle spalle del Frosinone di Zappino e Soddimo, fa calare dal mio punto di vista il sipario psicologico su questa stagione. Al momento ci sono ancora remote possibilità che con un complicato sistema di specchi, leve e combinazioni astrali riusciamo a rientrare dalla finestra, ma la mia speranza profonda è che finisca qui perché in questa poule scudetto onestamente ci vedo lo stesso fascino della Nations League. Inoltre, mi pare chiaro che la partita di ieri abbia fatto emergere qualche dato che a me personalmente fa stare un po’ meno tranquillo dell’altro ieri ma che comunque la si pensi dovrebbe incoraggiarci tutti a sperare che si chiuda al più presto questa stagione per concentrarsi su quella decisiva in arrivo.

In primis, se davvero l’obiettivo è quello di giocarsela per un posto al sole in C l’anno prossimo, mi pare chiaro che serva rivoltare questo Novara FC come un calzino. Il San Giuliano è stata la prima squadra di spessore assoluto dopo la Sanremese che è venuta al Piola, e, se a livello tecnico non mi è parsa assolutamente superiore, ho visto invece un mezzo abisso dal punto di vista dell’organizzazione. Nel primo tempo abbiamo sofferto maledettamente il loro pressing asfissiante, il loro predominio sulle seconde palle e la loro capacità di giocare sempre sul filo di fuorigioco, vittima soprattutto Amoabeng che deve ancora imparare ad usare bene tutti i suoi enormi mezzi fisici. Ma tolto il 7 che è palesemente di un’altra categoria mi è parso di vedere una squadra tutto sommato normale, solo molto più sgamata e rognosa e soprattutto con una chiara identità di gioco.  Non saprei dire ad oggi quanti del nostro undici di ieri o della rosa in generale possa stare in serie C, da titolari o da riserve. Quel che è certo è che il rischio di sbagliare (e di stravolgere completamente un progetto tecnico tattico che a quel punto sarebbe completamente da ricostruire da zero, il che per quanti soldi ci metti è sempre difficilissimo) sale proporzionalmente con la percentuale di squadra che si decide di cambiare, e noi ad oggi non siamo nella condizione di poter sbagliare quasi nulla se vogliamo centrare gli obiettivi che la società sta sbandierando da un mese a questa parte. Ma d’altro lato, pare evidente che una buona fetta della rosa odierna sia non adeguato a quegli stessi obiettivi.

Saranno quindi tutti cazzi di Zebi, che arriverà qui con un tecnico già confermato (un po’ a sorpresa visto che fino a poco prima non sembrava essere così saldo) e con cui dovrà definire il progetto. Prendiamo atto quindi del fatto che partiamo già un po’ anomali, visto che normalmente è il ds che sceglie un allenatore che si sposi col progetto tecnico in accordo con la società e da lì si parte a costruire. Ma per carità, quando l’allenatore gode della piena e incondizionata fiducia del presidente, sono cose che si possono risolvere. Marchionni dal mio punto di vista quest’anno ha sicuramente dimostrato di avere buona personalità, gestendo bene alcuni momenti in cui in tanti potevano farsi condizionare (vedi a inizio campionato dove le pressioni per cambiare l’assetto erano oltremodo insistenti), ma ha altresì dimostrato dei limiti. Ieri, ad esempio, non ho compreso il motivo per cui, in un momento in cui stavamo smettendo di giocare a calcio per la frenesia di recuperare, con in più la tensione aumentata dall’inferiorità numerica avversaria, abbia aspettato così tanto a modificare qualcosa. E, pur consapevole del discorso under, non ho capito perché, quando era evidente che avremmo cominciato a giocare a tirare calcioni in area sperando in qualcosa, l’unica aggiunta al peso offensivo sia stata Diop che pesa 40kg bagnato, oltre ai limiti tecnici che continuo a vedere palesi rispetto ad altri pari ruolo in rosa.

Chiudo col discorso Vuthaj su cui ha già detto tutto Vannu sulla parte più caratteriale ma che anche a livello tecnico tattico, se deciderà di restare a Novara, dovrà a mio parere cambiare registro. L’enorme confidenza nei suoi mezzi in questa categoria fa sì che appena vede un minimo di spazio il suo istinto oggi sia o quello di tirare se è in posizione centrale, il che ci può anche stare per un attaccante, oppure di andare a puntare il fondo per mettere in mezzo il pallone, come è successo ieri in un caso vanificando la sovrapposizione naturale di Laaribi. Ecco, questo l’anno prossimo non potrà succedere, perché se quest’anno un po’ di indisciplina tattica se la può permettere essendo un alieno, l’anno prossimo in C sarà uno dei tanti. Più forte della media probabilmente, ma uno dei tanti.

Jacopo

Continua a leggere

Analisi Tecnica

L’importanza della normalità

Published

on

By

A volte quello che serve è solo una partita normale. Una partita in cui sei consapevole di essere superiore, riesci a stare un minimo equilibrato senza la frenesia di strafare, ti gira bene un episodio che potrebbe farti andare in merda (il colpo di testa del loro 9 appena prima del nostro gol), te ne gira bene un altro che ti fa svoltare la partita dalla tua (il sospetto fallo di mano di Laaribi sull’ 1-0 derubricato dall’arbitro come involontario o non visto) ed ecco che tutto sembra più semplice. Come è successo a dire la verità nel girone d’andata in una delle tante partite chiuse già dopo un tempo o poco più in cui l’ultima mezz’ora serviva solo a far passare i minuti e dare minutaggio a qualche riserva.

Ho rivisto un’avversaria abbastanza rassegnata alla nostra superiorità, con il loro mister che subito dopo il 2-0 toglie il giocatore più talentuoso, evidentemente per risparmiarlo in vista di partite in cui abbia qualche chance in più di fare risultato. Ho rivisto quella costruzione dal basso che è imprescindibile per noi, non avendo fisicità a centrocampo, per attirare la pressione degli avversari ed evitare che il nostro gioco diventi uno sterile titic titoc in orizzontale sulla trequarti. E certo, correremo qualche rischio quando ha la palla tra i piedi Desjardins, ma non abbiamo alternative. Ho rivisto un Paglino che, pur a tratti e con qualche momento di mancanza di lucidità, è tornato a dettare legge sulla sua fascia e due ragazzi come Bonaccorsi e Vimercati fare una prestazione di una maturità sorprendente.

Ho visto anche qualcosa che non mi è piaciuto. Un paio di passaggi in orizzontale troppo leggeri sulla trequarti avversaria che potevano innescare contropiedi, un giallo speso da Tentoni troppo presto e in una situazione di ripartenza che era ancora tutta da maturare, un buco preso da Vimercati nel primo tempo quando ha perso il riferimento fisico su Diatta, troppo poco filtro su un ottimo corridore come Arpino che sulle riconquiste ha avuto praterie per scatenarsi. Tutte cose che con un’altra avversaria, o con uno schema di partita un po’ meno ordinario di ieri, ci sarebbero potute costare molto più caro. Quindi come dice giustamente il Vannu, piano con gli entusiasmi (e lo dico soprattutto a me stesso), ma con la consapevolezza che, guardando le squadre che ci rimangono da affrontare da qui alla fine, quello che abbiamo messo in campo ieri dovrebbe essere sufficiente per avere la meglio su quasi tutte. E quindi, sempre citando il Vannu, non è utile eccedere ad esempio con le lodi a un ragazzo come Diop che ha ancora molto da lavorare sui fondamentali e sul fisico, anche se mostra un atteggiamento molto umile e che dovrebbe ispirare qualcun altro.

Chiudo con un appello e una considerazione. Il primo è a patron Ferranti, ed è quello l’anno prossimo di alzare gli abbonamenti in tribuna di almeno 10 volte per dimezzare la presenza di anziani con chiari problemi di prostatite che al primo passaggio sbagliato stanno già a frantumare le gonadi. La considerazione è extra Novara e mi sorge dopo aver visto Juve – Inter ieri sera: questa sarà anche una categoria di merda, ma meglio tutta la vita un guardalinee che non si accorge che Gonzalez sbagliando un cross si tira il pallone sull’altro piede e dà rimessa a noi pensando che sia stato deviato, piuttosto che una VAR che pretende che un giocatore a contrasto resti in sospensione in stile Matrix finchè non sia certo atterrando di non sfiorare neanche minimamente il piede dell’avversario. Se questo è il progresso, mi tengo volentieri i miei vecchi arbitri scarsi e fallibili e il mio calcio demodè.

Jacopo

Continua a leggere

Analisi Tecnica

Un bel puntone … di merda

Published

on

By

È piena di merda la testa dei 15 andati in campo oggi a Casale così come è piena di merda la testa di chi ce li ha mandati.

Non può esserci altra spiegazione se, dopo le cinque pere prese domenica, è stata reiterata una prestazione ridicola per grinta, carattere, capacità tecniche, atletiche e disposizione in campo.

Quella vista al Natal Palli è una squadra immobile e impotente, priva di un  minimo barlume di lucidità, incapace di costruire una manovra articolata per gli interi 95 minuti … una squadra che non è neanche lontanamente paragonabile a quella che all’andata rifilò quattro pere al Casale.

Tre centrali difensivi che, complici anche i piedi di piombo, non hanno avuto dal centrocampo il minimo aiuto costretti, obtorto collo, a passarsi continuamente la palla tra di loro per poi tentare un lancio lungo destinato costantemente a perdersi nel vuoto.

Un trio di centrocampo con Tentoni ( orfano di Capano) e Laribi irriconoscibili e con il solito Di Munno campione del mondo nel nascondersi o nel togliersi la responsabilità passando la palla indietro.

Due punte (che da sole dovrebbero valere il campionato) costrette il più delle volte a retrocedere per recuperare una palla giocabile ma, allo stesso tempo, incapaci di applicare i più semplici fondamentali come lo stop o la giocata sulle fasce.

I due quinti, che sono stati la nostra arma migliore fino a quando dominavamo il campionato, persi nella confusione generale con Paglino che dopo i millemila chilometri percorsi sino ad ora non ne ha più e dovrebbe riposare,  con Pagliai costretto a giocare su una fascia che non è la sua e con Di Masi ( l’unico capace, vedi il gol annullato a Diop, di saltare l’uomo ) inspiegabilmente in panchina in una partita che aveva una importanza vitale per lo sviluppo del campionato.

Non so se il gol annullato era regolare o meno ma, chiunque abbia un minimo di dignità, si sarebbe vergognato di tornare a casa con una vittoria dopo una partita giocata in questo modo.

E di quella merda che affolla la testa dei protagonisti in campo ed in panchina cominciamo a sentirne l’odore intenso pure noi che siamo seduti sui gradoni.

È un’aria mefitica quella che sta girando intorno a questo Novara … tutto questo  nervosismo in campo e fuori non fa presupporre niente di buono.

Marchionni invece di dare pugni alla panchina imitando Sergione Borgo dovrebbe cominciare a delineare soluzioni alternative nella disposizione in campo … quali alternative non spetta a noi dirlo … anche se qualche idea, tipo rafforzare il centrocampo, ce l’avremmo.

Vuthaj, al quale siamo perennemente grati per i gol che ci ha regalato, deve darsi una calmata perché ha sonoramente rotto i coglioni con questo lamento continuo per ogni giocata ( quando ci capita ) che non lo vede protagonista.

Ferranti ( anche a lui siamo grati sia chiaro per dove siamo arrivati ) la smetta di stringere mani, salutare gente, partecipare a cene o sminchiare discorsi su categorie lontane e ritorni alla realtà perché questo campionato è tutto meno che vinto.

Noi siamo il Novara e, al di là del risultato, abbiamo il dovere, anzi l’obbligo, di uscire a testa alta da ogni stadio in questa categoria… oggi, uscendo dallo stadio, due signori – tifosi del Casale – si dicevano fra loro ” beh per noi un bel pareggio ma questo Novara è stato proprio una delusione, chissà cosa mi aspettavo …”

pure io avrei voluto aggiungere… ma mi sono vergognato

Ciumi

Continua a leggere

Ultimi Articoli

Copyright © 2017 Zox News Theme. Theme by MVP Themes, powered by WordPress.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: