Una brutta storia di forma e di sostanza Editoriale

Dopo lunga riflessione mi sono imposto 48 ore di tregua. La delusione e la rabbia verso chi ha causato tutto questo (mai scemata in queste settimane) le metto da parte perché è più forte di me. Vorrei idealmente essere alle spalle di chi lunedì proverà a difenderci perché mai come questa volta c’è in gioco il nostro futuro. Anche un condannato a morte vede nel proprio avvocato la sua unica e irripetibile speranza di salvezza, e piaccia o no, lunedì saremo nelle mani di Di Cintio, Pavanati e Bonanno. In queste settimane è peggiorato tutto, e lo stesso Novara, pur nella difficoltà di dover spiegare a chi come noi ha smesso di voler ascoltare, si è messa d’impegno per confondere le idee parlando in maniera confusa talvolta di compensazione, altre di surrogazione, riuscendo così a convincere tutti di essere spacciati.

La nostra speranza è che passi il principio della sostanza e non quello della forma. L’operazione contestata che abbiamo effettuato è valida. Infatti abbiamo oggi la conferma che è stata accettata e considerata lecita da Agenzie delle Entrate, e questo è un fatto che noi tutti abbiamo sempre contestato alla Società ma che potrebbe avere un peso in un dibattimento, perché se è vero che questo fatto non può cancellare minimamente le colpe di chi evidentemente ha operato diversamente dal richiesto, è altresì vero che non li colloca in una posizione di assoluto torto. Il mio pensiero è irrilevante, perché contano le regole e ciò che dirà il CONI di Frattini, ma penso che se la condizione necessaria e sufficiente per iscrivere una squadra sia quella di presentare una fideiussione e di sanare l’arretrato col fisco, ed entrambe le cose sono state fatte (perché Agenzie delle entrate ha accettato l’operazione e questo è un fatto), allora a prescindere è criminale escluderla. La si deve sanzionare e penalizzare con qualche punto se ha operato in maniera “impropria”, ma non escludere dal professionismo. Questo è il mio irrilevante pensiero che però mi sia consentito di esprimere.

Da lunedì sera, però, occorrerà tra tutti accantonare un po’ l’idealismo ed essere pratici. Se vinceremo allora avremo la nostra squadra iscritta in serie C. Pavanati e Bonanno, che sicuramente pretenderanno scuse e una sorta di revisionismo collettivo sulle loro persone, a mio avviso dovranno invece fare una monumentale opera di convincimento nella testa dei tifosi. Hanno perso la stima e fiducia di tutti, e solo un’imponente operazione di rinforzo della squadra potrebbe, in qualche modo, raddrizzare una situazione ad oggi irrimediabilmente persa. Sempre che abbiano la forza psicologica e, soprattutto, economica per poterlo fare.

Se perderemo, a prescindere dalla rabbia che riverseremo sui colpevoli, prepariamoci invece ad entrare nel periodo più cupo della nostra vita di tifosi. L’attuale Società potrebbe chiedere subito la sospensiva al TAR, che mi dicono avrebbe l’obbligo di sentenziare entro 30 giorni, e quindi cristallizzare la situazione per un mese circa ancora. Il Novara tecnicamente sarebbe ancora escluso, ma i giocatori pare non si svincolerebbero per un altro mese (poveri loro, da non augurare a nessuno). Noi tifosi soffriremmo come cani senza avere certezze (poveri noi, da non augurare a nessuno), e il tutto con grosse possibilità di sconfitta finale per tutti.

Il piano B del Sindaco non può attendere il TAR, bisogna dirlo chiaramente. Se Novara vorrà essere certa di avere una sua squadra di calcio allora il 27 mattina Canelli dovrà chiedere l’ammissione in D in sovrannumero, e far partire l’iter di nascita di una nuova Società di calcio. Iter che, ovviamente, prevede un investimento di qualcuno. Perché ipotizzando una risposta del TAR a fine agosto, se lo stesso decretasse la sconfitta di Pavanati allora non ci sarebbero più i tempi tecnici per iscrivere la nuova Società, e Novara starebbe un anno senza calcio.

Ma se il TAR, invece, desse poi ragione a Pavanati? Avremmo ovviamente due squadre, con quella che per comodità chiamiamo impropriamente ora “del Sindaco” che sarebbe la seconda squadra di Novara (Sparta e altre di quartieri a parte), e il Novara Calcio 1908 riammesso in sovrannumero in C. Squadra “del Sindaco” che, a sua volta, avrebbe oltrepassato il punto di non ritorno, perché a fine agosto i soldi qualcuno li avrà già dovuti versare. Seconda squadra che è ipotizzabile sarebbe un progetto interessante e “pulito” dal punto di vista dei conti, ma che perderebbe immediatamente il senso della sua esistenza.

Non vorrei essere nei panni di Canelli oggi, perché qualsiasi cosa faccia rischia di sbagliare, ma soprattutto noi tifosi, a prescindere, rischiamo di perdere una delle nostre ragioni di vita. Ed è il motivo per cui, per come la vedo io, Pavanati e Bonanno ( il 20% per me è morto e nemmeno mi degno di nominarlo) anche in caso di vittoria dovranno nuovamente chiedere scusa alla città. Perché non ci si deve mettere in questa situazione a prescindere dalle convinzioni sui modus operandi.

48 ore di tregua. Ne uno in più ne uno in meno.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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