I Supercafoni Pensieri e parole

Le vette di cafonaggine che riesce a toccare questo Paese quando decide di unirsi intorno a un simbolo mi sorprendono sempre. Ma nulla, neanche nei miei incubi peggiori, avrebbe mai potuto raggiungere l’apice di qualche sera fa su Notte Azzurra. D’altra parte, il desiderio di tornare alla normalità dopo questo anno e mezzo terribile, e la mancanza da sette anni (suicidio con la Svezia alle qualificazioni al Mondiale scorso + slittamento dell’Europeo) di una manifestazione sportiva seria che coinvolgesse la Nazionale e potesse appieno far esprimere tutta la tamarraggine italica erano impulsi troppo forti per far sì che Mamma RAI non ci si buttasse a pesce con un evento in prima serata.

Il format poteva anche starci, se non fosse che per reggere tre ore di evento ci si è dovuti inventare cozzalate tipo Insigne, Immobile e Donnarumma che rappano con Clementino, Bernardeschi che canta Colapesce e Dimartino e il povero Sensi che balla sul palco, o i giocatori che si esibiscono in un calciobalilla con Bonucci che quando segna fa la sua nota esultanza in stile Listerine. Roba da far tremare le vene anche a uno spettatore a caso del Trono Over di Maria De Filippi. Il tutto tenendo agganciato il pubblico con la scusa di svelare solo alla fine la lista dei 26 scelti da Mancini. Ci mancava solo il televoto da casa ed eccoci in pieno dentro una puntata di Campioni, ma non lo dico troppo forte altrimenti qualche genio in Federazione potrebbe davvero tenere buono il suggerimento e magari utilizzarlo per i prossimi Mondiali: la signora Maria che decide chi ha il faccino più pulito tra Pessina e Politano e sceglie da casa chi resta nella grande Casa Azzurra. ‘Ci spiace Matteo, la tua avventura finisce qui’.

Eppure, nella nostra bella Italia ormai espressione dei maitre a penser Tosa e Lucarelli è possibile digerire tutta la merda televisiva immaginabile come quella sopra, basta che non si sconfini nel politicamente scorretto. E allora scoppia la polemica, perché quello che è stato designato nello schema narrativo della serata come il guastatore di turno, vale a dire Bonolis (ripeto BONOLIS, ripeto ancora B-O-N-O-L-I-S, manco parlassimo di Ricky Gervais ai Golden Globes o di Lenny Bruce nell’America bigotta degli anni ‘50) decide di fare un parallelismo abbastanza banale e scontato tra il colore della pelle di Kean e l’abbronzatura di Carlo Conti e accenna all’abitudine di Chiellini a gettarsi a terra quando viene sfiorato come se gli avessero dislocato la rotula sopra il polpaccio. Apriti cielo, accuse di razzismo e anti-juventinismo. Forse sarebbe il caso di farsi un giro negli UK e vedere che cos’è la satira il politicamente scorretto lì, e allora magari ci faremmo quattro risate tutti assieme.

Tra l’altro proprio in Inghilterra è in pieno svolgimento il dibattito dopo l’amichevole con l’Austria, con i ‘buuu’ ai giocatori inginocchiati in onore del movimento ‘Black Lives Matter’. In un Paese evoluto nel concetto di libertà di satira (e quindi di critica) come quello, si è aperto un confronto paritetico tra chi condanna tout court e chi scinde l’ovvia condanna del razzismo rispetto a un atto che è prettamente POLITICO e nulla a che fare con lo sport, e che finisce per banalizzare e rendere una routine stucchevole il messaggio del movimento BLM che in America ha tutt’altro significato (vedere il link sotto):

(https://www.dailymail.co.uk/sport/sportsnews/article-9647627/Thousands-England-fans-BOOED-team-taking-knee-Euro-2020-warm-Austria.html).

Ovviamente invece il messaggio che esce dai media italiani è: ‘ululati dei tifosi ai giocatori inginocchiati contro il razzismo’. Perché come al solito, criminalizzare chiunque va allo stadio senza distinguo sta bene con tutto e non impegna ed è facilmente fruibile per l’italiano medio indignato un tanto al chilo senza che gli si complichi troppo la faccenda, altrimenti non capisce.

In tutto questo non è ancora iniziato ‘Sogno Azzurro’, la miniserie in quattro puntate per raccontare il percorso dell’Italia verso gli Europei, altro evento che promette di essere per stomaci forti. Che poi storicamente, tutta questa attenzione e questo pompare una squadra prima di un evento porta una sfiga cosmica. Ma se va male, è un attimo far partire il tiro al piccione, come con Balotelli dopo i mondiali del 2014 che era diventato il capro espiatorio del naufragio azzurro, dopo ovviamente averlo esaltato solo due partite prima alla stregua di un Pallone d’Oro al termine della prima vittoria illusoria con l’Inghilterra. Eroi e capri espiatori. E una bella dose di ipocrisia. Siamo pur sempre italiani, no?

Jacopo


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