Pavana is on fire Editoriale

Tanto tuonò che piovve. E mai detto poteva essere più coerente con le condizioni meteorologiche odierne. Un virgolettato del (fu) patron Rullo riportato da Renato Ambiel non lascia spazio ad interpretazioni: si chiude l’era Rullo per iniziare quella di Pavanati. Finalmente. Si chiude oggi uno dei periodi più cupi del Novara Calcio, non tanto dal punto di vista dei risultati sportivi ma, certamente, per quanto riguarda quelli di immagine e di rapporti con la Piazza di Novara, intesa come tifosi, Istituzioni e territorio. “Vi siete liberati di me” dice Rullo, tradendo un mix di amarezza e, finalmente, liberazione per essersi tolto un giocattolo più grande di lui che concretamente non è mai riuscito a governare. Su queste pagine, attraverso gli scritti di chi collabora per Novara Siamo Noi, in questi mesi abbiamo indirizzato critiche pesantissime al suo operato, oltre a diversi inviti (mai considerati) a dialogare con noi o a replicare a qualche accusa. Ma è da quando siamo nati che conviviamo con questo modus operandi dei Dirigenti di turno che, a parole, negano sempre di essere al corrente della nostra esistenza ma poi, nel sottobosco, passano dal macinare odio al farci pervenire piccate considerazioni e repliche per vie traverse. Massimo De Salvo è stato il primo a fare così (negava di leggerci nonostante ogni lunedì mattina avesse sul tavolo gli editoriali, soprattutto quelli “giusti”) e lo accettiamo, in fin dei conti la formalità prevede che si risponda solo ai giornalisti di professione. E ci mancherebbe. Ma la nostra forza è sempre stata quella di dire quello che pensiamo, talvolta dando implicitamente voce alla gente che il Piola lo popola davvero, altre volte con posizioni personali anche in contrasto tra noi. E soprattutto, pur nel rispetto delle persone e dei ruoli, senza sconti per nessuno. Non ne abbiamo mai fatti a De Salvo, non ne abbiamo fatti a Rullo, non li faremo a Pavanati (o chi per lui prenderà il comando).

Il giorno dell’avvento del “rutamat” eravamo contenti. E non perché “siamo irriconoscenti” a chi ci ha reso grandi, come in tanti non perdono occasione di sottolineare appena gli si tocca l’idolo. Eravamo contenti perché ci è sempre stato chiaro quanto lo stesso MDS fosse arrivato al capolinea. O quanto meno, un’epoca caratterizzata da un certo tipo di fare calcio e di risorse destinate al Novara Calcio, fosse arrivata alla fine. La brutta retrocessione in c (vero peccato imperdonabile) e, soprattutto, una pessima annata successiva ne erano la prova. A noi piace vincere, o meglio, piace l’idea di perseguire un risultato vincente. E avere al comando una proprietà perfettamente in grado di riuscirci, ma che aveva perso la voglia di provare a farlo, era dura da accettare. E proprio per questo, personalmente, penso e riscriverei le stesse identiche cose scritte a dicembre 2019: w Rullo, ciao e grazie MDS. Abbiamo poi concesso tempo a Rullo, perché era evidente di come l’acquisizione a metà campionato difficilmente avrebbe potuto incidere già nella stessa stagione. Lo abbiamo supportato e giustificato nei primi mesi dell’anno 2020 quando ci andò pure vicino a restarci per colpa del Covid. Abbiamo sempre atteso quei fatti da lui/loro promessi ma alla fine, giustamente, abbiamo preteso di passare all’incasso. Già dalla scorsa tarda primavera è stato evidente di come molte, troppe cose, non funzionassero. Un management (da lui portato) imbarazzante, fideiussioni sbagliate e negate, ridimensionamento di tutta la filiera giovanile con costanti pagamenti degli stipendi tardivi ai tecnici e impiegati (dopo una rivisitazione importante al ribasso). Il tutto in un contesto di parecchia strafottenza nei confronti della chiunque. Con evidente imbarazzo della quota di minoranza che mai ha ammesso di essergli più volte venuta in aiuto dal punto di vista finanziario ma che, a parte quelli che credono negli asini che volano, nessuno ha mai creduto. Un escalation di eventi e comportamenti allucinanti che ci hanno fatto vergognare di tifare Novara Calcio. Per cui, a chi dice che “siamo passati dalla padella alla brace” rispondo che lasciamo una situazione insostenibile, con potenziale rischio di non iscrizione, a favore di un qualcosa e qualcuno che la storia ci dirà se sarà migliore. Tra morte certa e giocarmela, io scelgo la seconda.

E’ troppo presto oggi per esporci su Pavanati, ma sicuramente chi vi scrive è tra quelli da sempre più morbidi nei suoi confronti. Lo sono sempre stato per due motivi fondamentali, oltre al fatto di considerare il male assoluto la precedente gestione: il primo è che Pavanati è il solo che concretamente ha messo soldi veri per acquisire il Novara Calcio. E se è vero, come continua a ripetersi da settimane il nostro Depa, che accollarsi i debiti non vuole dire necessariamente ripianarli, è altresì vero che legalmente si impegna a farlo, con garanzie economiche certificate e che, acquisendo “solo” l’80% della Società, significa che rimane sempre l’altro 20% cui, alla peggio, qualcuno del fisco busserà alla porta. (radio gola profonda mi ha nuovamente confermato che, infatti, dalla Romania via Carate Brianza abbiano verificato questo aspetto dando poi il via libera all’operazione). Insomma, non sarò certo io che mi metterò a convincere i legittimamente scettici, ma se vogliamo avere un atteggiamento di chiusura e di scetticismo allora diciamo pure che Pavanati potrebbe tranquillamente fallire una settimana dopo il closing oppure pigliargli un coccolone e restarci. Nessuna certificazione oggi potrà mai garantire sul futuro, facciamocene una ragione. Il secondo punto è che, lo ripeto, fa parte del mio DNA distinguere ciò che dicono le persone da ciò che fanno. L’amico Renato Ambiel, in una delle nostre chiacchierate serali, mi disse una volta che Pavanati gli confidò :” la gente mi critica per il mio stile di vita, ma non ci posso fare nulla, a me piace la figa”. Poi però, e passo ai fatti, quando si è presentato a Novarello a trattare lo ha fatto, e Novara Siamo Noi lo ha sempre ribadito, con persone di altissimo profilo. A partire dal Dirigente in Unicredit (o ex Unicredit non so) che di conti e bilanci ci capisce più di tutti i Dirigenti degli ultimi 20 anni visti in Società. E’ evidente che dobbiamo attendere ora il nuovo management per giudicare, ma tra le persone ad oggi note che gravitano intorno a lui ci pare assolutamente di scorgere un grandissimo miglioramento. Poi varrà la dura legge di chi fa calcio: conteranno solo i risultati. Ho creduto pure io, come tutti, che fosse l’ennesimo quaquaraqua perché la storia sua non lo aiuta di certo a pensare diversamente, anche se nostre fonti molto vicine al Pescara ci hanno sempre ridimensionato le critiche dei loro media, raccontandoci una realtà un po’ diversa circa la trattativa con la squadra di quella città. Se poi, in caso le cose andranno male, qualcuno un giorno ci rinfaccerà con un  “io lo avevo detto” vorrà dire che lo incasseremo. Come dare torto a chi  ogni mattina dice “questo è l’ultimo giorno che sarò al mondo”. Prima o poi avrà ragione.

Quindi nessuna preclusione ad oggi, solo normale apertura di credito che si deve concedere a una nuova proprietà. Non abbiamo mai avuto dubbi nel criticare, quando ritenevamo corretto farlo, chi ci ha portato in serie A, figuriamoci se ci fermeremmo davanti a Pavanati. La mia speranza è che la gente si tolga parte di quell’imbruttimento e negatività che l’accompagna da mesi. Abbiamo tutti sperato e chiesto un cambiamento che oggi sembra essere arrivato. Potrebbe andare peggio di oggi? Certo, potrebbe piovere. Ma, potrebbe anche tornare il sole.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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