L’azionariato popolare Pensieri e parole

In realtà il presidente avrebbe già in mano l’accordo con l’acciaieria tedesca. Se si andasse in questa direzione, inizialmente, questi ultimi entrerebbero in società acquisendo il 20 per cento delle quote societarie (non il 40). Mentre Rullo fa sapere che un altro 20 per cento potrebbe diventare “proprietà” dei tifosi tramite un azionariato popolare e il 40 resterebbe nelle sue mani (il 20 a De Salvo). Sdn Novarese riportando virgolettati di Rullo 10 maggio 2021

Siccome vedo che il tema dell’azionariato popolare sta iniziando ad essere “usato” dagli attori in scena in questa commedia teatrale del passaggio di proprietà, mi permetto di fare un po’ di chiarezza. E lo faccio ovviamente a titolo personale, non rappresentando nessuna corrente ma esclusivamente da persona informata che ha fatto e fa parte di questo tavolo di lavoro ancora aperto. Peraltro, molto di quanto dirò, era stato riportato in maniera molto fedele, tra i tanti articoli dei media locali, in primis sulla Stampa da Filippo Massara e Renato Ambiel oltre che su un numero de “il Fedelissimo”.

A gennaio e febbraio abbiamo avuto due incontri preliminari presso lo studio dell’Avvocato e amico Massimo Barbero, partecipanti io e Claudio Barbaini in veste del Coordinamento, il grandissimo Clementoni (vero promotore e primo supporter del progetto), un rappresentante dei Fedelissimi e uno del gruppo Nuares. Ognuno di questi gruppi, con modalità differenti, si è reso disponibile a supportare idealmente questo progetto. Abbiamo sostanzialmente chiarito gli aspetti tecnici, gli inevitabili passaggi burocratici e, soprattutto, i fini del tutto. Si è ragionato, quindi, sulla nascita di una sorta di Associazione da creare con regolare atto notarile, che sarebbe stata il veicolo legale per raccogliere le donazioni, iscrizioni, quote di adesione (chiamatele come vi pare, il senso è quello), col fine dichiarato di supportare e non di acquisire il Novara Calcio, unitamente all’ambizioso progetto di far sedere in CDA (anche senza diritto di voto) un rappresentante dell’Associazione stessa. Questo rappresentante sarebbe stato eletto dai soci e, comunque, sarebbe stata persona dalla caratura morale e professionale importante, non politicamente schierata, e che ovviamente fosse tifosa del Novara Calcio. Obiettivo concreto: arrivare potenzialmente ad acquisire una quota simbolica della Società, qualora fosse ceduta, ma non a rilevare e “salvare” il Novara Calcio come qualcuno pensa. Questa Associazione, idealmente, lavorerebbe a fianco del Novara anche con attività volte ad avvicinare la Società civile novarese al Novara Calcio stesso, oltre a promuovere attività benefiche e di volontariato. Quindi non un club di tifosi, ma proprio un’entità vera e propria che lavorerebbe in città. I lavori si sono un po’ fermati anche perché si è entrati nella fase in cui si sarebbe dovuto passare alla divulgazione, ad una sorta di “porta a porta” con tutti i gruppi organizzati, i tifosi e con le tante realtà imprenditoriali e sociali che si sono fatte avanti per dare il loro contributo. Ma stiamo parlando di inizio febbraio, ovvero alla vigilia della terza ondata di pandemia che ha portato a nuovi lockdown e chiusure generalizzate. Organizzare incontri in città è stato praticamente impossibile. Altra cosa fondamentale da raccontare: si era tutti d’accordo sul fatto che la condizione necessaria e sufficiente per sedersi al tavolo col Novara Calcio fosse il passaggio di proprietà con l’uscita dell’attuale maggioranza. In assenza di questo cambiamento ci si è comunque riservati di procedere con la nascita dell’Associazione ma, evidentemente, di farla lavorare al di fuori della Società. Questo è stato ed è ad oggi. Qualsiasi lettura differente da questa non solo non è fedele alla realtà, ma snatura in qualche modo il senso per il quale si sta lavorando.

Mi sento in dovere di ribadire questo perché quando leggo l’attuale patron parlare di azionariato popolare, e soprattutto di legarlo ad una possibile acquisizione di una quota rilevante del 20%, credo occorra far immediatamente chiarezza sul fatto si stia costruendo un film tutto suo privo di fondamento. L’attuale proprietà, sia nella sua quota di maggioranza che in quella di minoranza, non ha mai nella maniera più assoluta trattato con nessuno delle persone o delle entità coinvolte in questo preliminare progetto. Se invece, lui o chi per lui, sta realmente lavorando con altre persone per arrivare allo stesso obiettivo, ma addirittura potenziato, finalizzato a cedere una quota così importante, allora è bene faccia i nomi e i cognomi e metta le carte sul tavolo. Altrimenti stiamo parlando del nulla.

Non lo so se si riuscirà a far nascere questo progetto di azionariato popolare. Mi dispiacerebbe però venisse strumentalizzato ed utilizzato per altri fini, magari per rinfacciare alla società civile novarese che, quando è stata chiamata ad aiutare il Novara Calcio, si è defilata. Ma mi dispiace notare anche uno scetticismo immotivato ed “imbruttito” in tanti tifosi che, forse non al corrente della reale situazione e dei fini di questo possibile azionariato, stanno avendo un approccio distruttivo e distaccato. Forse bisognerebbe provare ad uscire sempre dalla solita logica e mentalità novarese in base alla quale chi fa qualcosa lo faccia solo per un tornaconto personale. Ci sono anche persone che provano a lavorare per un comune obiettivo, e davvero per il bene del Novara Calcio.

Claudio Vannucci

 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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