Meglio l’esistenza con (o senza) questa dirigenza Editoriale

E’ successo l’impensabile. A due partite dalla fine abbiamo in mano il nostro destino di possibili partecipanti ai play off. Addirittura, visti gli incroci dei prossimi 7 giorni, e in base a come andrà anche il recupero di giovedì, potrebbe bastare vincere con l’Olbia per essere virtualmente nei play off. Potremmo davvero giocare in infradito come pronosticavo l’ultima partita col Como, e non perché siamo già salvi, ma perché siamo già qualificati agli spareggi promozione. Per capirci, l’anno di Viali avevamo chiuso la regular season noni a 50 punti (47 sul campo per la vittoria a tavolino con la Pro Piacenza) con una squadra che costava quanto mezzo girone A. Oggi siamo a 48 punti con ancora 2 partite da giocare e una squadra che con la rivoluzione invernale ha perso almeno 500k di monte ingaggi e una quota non definita di premi, restando comunque nella fascia medio alta dei top spender del girone, ma con un rendimento da gennaio in poi da play off alti. Sempre per capirci, la media punti della gestione Banchieri di quest’anno è esattamente la medesima dello scorso anno in cui siamo andati a una partita dalla B.

Eppure, in buona parte della tifoseria, ancora non riusciamo a goderci questo risultato, che non sarà l’equivalente di vincere tre campionati come sostiene con le sue solite iperboli Jo, ma è sicuramente degno di nota ed applausi. Lasciando un attimo da parte il tema della cessione societaria che è ovviamente l’elefante nella stanza, e concentrandoci sull’aspetto sportivo, ieri sera pensavo che se un alieno fosse sceso in quel parcheggio prima della partita con l’Alessandria e tornasse oggi, penserebbe che in fondo non è cambiato granchè annusando il clima che si respira intorno a questa squadra. E invece è cambiato tutto. Abbiamo una rosa che, numeri alla mano è attualmente tra le più forti del girone e che, nettando dei giocatori in prestito e quelli in scadenza, conta 17 giocatori di proprietà in prospettiva stagione ’21-’22, con un’età media di 23 anni e mezzo. Abbiamo un giocatore come Zunno che ad ogni partita fa capire di avere qualità (e anche difetti corrispettivi da limare) da categoria superiore. Abbiamo un pacchetto di difesa tra i più ‘futuribili’ della categoria. E’ una base per nulla disprezzabile da cui ripartire.

Non voglio tornare sulla querelle Banchieri, perché la ritengo francamente paradossale. Arrivo a dire che spero quasi non sia confermato comunque finisca questa stagione, non perché l’oggetto sia che lo meriti o meno, ma perché così ci leviamo dai coglioni questo dibattito surreale su un uomo che per qualcuno è un genio e per qualcun altro il male assoluto. Io democristianamente continuo a non prendere posizione ma una cosa la voglio dire: la polemica sulla gestione dei senatori è semplicemente ridicola. Qualcuno mi spieghi che mancanza di rispetto c’è nel tenere fuori un 36enne che ogni volta che ha assaggiato il campo quest’anno ha dimostrato plasticamente di essere un ex giocatore. O nel mettere fuori rosa un 33enne (che per la cronaca con Viali tre quarti della piazza avrebbe preso a calci in culo) che già prima del mercato di gennaio e della mancata cessione last minute pareva chiaramente in fase discendente. O nel dosare un 38enne che anche ieri ha sbagliato 9 palloni su 10 nel primo tempo, ha dato il la con due errori marchiani nella stessa azione al gol che ha riaperto la partita ma nonostante questo è rimasto in campo 94 minuti e che avrà forse la chance di giocarsi da protagonista l’ultimo play off della sua carriera. E sia chiaro, il mio è un dato da osservatore, che ha stima umana enorme per i tre sopra citati e si è augurato spesso che rientrassero nei giochi nel periodo di quello che ho chiamato ‘cerchio magico’. Ma sta di fatto che con questa gestione del capitale umano a disposizione abbiamo fatto 29 punti in 17 partite. Fine della discussione.

Come detto, è ovvio che il tema dell’eventuale passaggio societario farà tutta la differenza del mondo. Ma da tifoso non posso accettare che qualcuno si auguri velatamente di fallire perché così si fa piazza pulita di dirigenti, tecnici e personaggi a torto o a ragione ritenuti non adeguati. O meglio, ognuno può augurarsi quel che vuole, ma per me sbaglia. Perché non stiamo giocando a Football Manager dove resetti e ricominci. Qui stiamo parlando di un giochino che non è proprietà del singolo ma di qualche migliaio di persone. Un giochino che sarà forse rotto e rattoppato, ma che con un minimo del criterio visto da gennaio in poi da parte di dirigenti e staff può ancora garantirci una sopravvivenza, a mio parere anche con questa proprietà sgangherata. Poi, è ovvio che tutti speriamo in un passaggio di quote rapido e col miglior acquirente possibile. Ma per me la priorità deve essere esistere. Con o senza questa dirigenza.

Adesso sotto con queste ultime due finali e portiamoci a casa quello che ci spetta. Ce lo meritiamo tutti

Jacopo


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