Torniamo ad essere noi. Editoriale

Spiace leggere certi commenti col sorriso a bocca storta per una vittoria che si dimostrerà determinante per il nostro campionato, nella convinzione che una sconfitta, magari brutta, lo avrebbe allontanato dalla panchina. Ciumi 22 febbraio 2021

Dal di fuori immagino che possa radicarsi una convinzione differente tra i lettori, tuttavia dovete sapere che noi di “Novara Siamo Noi” difficilmente ci mettiamo d’accordo sul cosa scrivere post partita. Ognuno scrive quello che si sente. Inizio quindi riportando un passaggio dell’analisi tecnica odierna di Ciumi perché, senza che lo sapessi, ha anticipato un concetto che volevo esporre nel mio consueto editoriale del lunedì. Che la nostra piazza sia in una situazione di tutti contro tutti è purtroppo evidente da tempo. Una delle colpe più grandi (tra le tante) di questa gestione Rullo è senza dubbio quella di aver contribuito all’implosione della nostra tifoseria, umanamente colpita da un campionato penoso e psicologicamente già fragile  (come tutto il mondo) da un anno di restrizioni per il Covid. Tutto ciò ha cementato e foraggiato le condizioni per far prolificare quella sorta di odio represso in ognuno di noi, a livelli differenti ma certamente crescenti, che ci sta caratterizzando. La situazione attuale tra i tifosi (mi permetto di fare una banalissima e personalissima categorizzazione) vede una parte che è talmente in scontro aperto e frontale contro Jo Condor che tutte le volte che facciamo qualche punto è comunque tutto un disastro, tutto una merda e quasi nemmeno riescono a gioire per i tre punti. Poi ci sono quelli che, invece, hanno macinato odio nel periodo Marcolini e adesso vivono con la convinzione che il nostro allenatore sia in parte vittima di un anno in cui gli è stato scandalosamente privato di lavorare ed ora invece sia una sorta di Messia del calcio; qualsiasi cosa di bello succeda è merito suo e, se fosse rimasto in autunno, saremmo certamente in cima alla classifica. E infine, una sparuta minoranza, quelli a cui frega nulla di queste beghe perché quello che conta è soltanto il Novara Calcio. Senza troppi giri di parole penso che siano le persone che, oggi, vivano molto meglio questa situazione; ma penso anche ci sia un’enorme necessità, in questo momento, di avvicinarci un po’ tutti a questa linea di pensiero.

Partiamo da un assunto: mancano due mesi alla fine di questa stagione. Sicuramente ci arriveremo con questo allenatore e, probabilmente, con questo assetto societario. Quindi ci salveremo (auspicabilmente) con Banchieri in panchina e Rullo patron. Bisognerebbe saper scindere l’obiettivo primario di mandare a casa tutti, con quello di sostenere la squadra per arrivare, il più velocemente possibile, all’obiettivo salvezza. Eppure si fatica a percepire questa cosa perché, in un contesto condiviso di “Rullo vattene”, vedo però due schieramenti, i pro Banchieri e i contro Banchieri, che si mandano a fare in culo tra di loro. E il Novara Calcio, coi suoi risultati, sembra solamente essere un qualcosa di marginale e irrilevante, o al limite un’argomentazione per rincarare la dose contro il proprio obiettivo. Forse a me viene molto più semplice fare questo discorso perché tendo ad essere molto anaffettivo nei confronti dei giocatori. Nella mia vita da tifoso ho avuto solo un ottimo rapporto con Pacini (ci sentiamo ancora oggi) e Kosicky, poi ho avuto rapporti molto cordiali col preparatore Sorbello (spesso accusato di non saper lavorare dai nostri fini esperti) e con Mister Baroni. Quest’anno talvolta dialogo via chat con piacere con un giocatore della rosa attuale (non dico chi perché è meglio così) ma la cosa finisce lì. Per me, tolti gli esempi citati, uno vale l’altro, oggi ci sei domani non esisti più. Per cui, non ho Banchieri come un riferimento nella mia vita di tifoso e nemmeno una convinzione personale, positiva o negativa, da dover quotidianamente difendere. L’ho criticato tutta la scorsa stagione (quando era molto più difficile farlo di adesso, concedetemi questa puntualizzazione) perché ho sempre trovato assurdo il suo farsi comandare (ma fortunatamente che è stato così!) da parte della vecchia guardia. Così come in estate ho sperato nel cambio dopo averlo comunque ringraziato per il finale di stagione (qualche merito ce l’avrà pure, no?), e oggi non vedo l’ora termini questo campionato per dirgli addio. Penso, e qui sì che ho un mio legittimo pensiero, che Banchieri sia stato in parte abile e in parte fortunato a sfruttare il vento a favore di un’opinione pubblica tutto sommato favorevole, forgiata dal fatto di ignorare o fregarsene di certe dinamiche quotidiane. Tanto per dirne una, Banchieri ha certi atteggiamenti e modalità del tutto simili a quelli utilizzati da Sannino che però, a differenza sua, è stato mediamente massacrato e condannato dalla massa (chiedete a Nardi come veniva trattato). Tratta parte del gruppo nello stesso modo deprecabile e tende a prendersi meriti che evidentemente non ha. Per cui tutta questa scienza ed empatia col gruppo non è che la si noti a differenza di quanto mediamente venga riportato. Detto questo, a un certo punto dovremmo però farcene una ragione perché è irreale pensare oggi ad un nuovo cambio di panchina . Ecco, premettendo che sono il primo che me ne devo fare una ragione e che non sono certo un verginone che può parlare, ieri avrei sperato di leggere qualche commento un po’ più entusiasta per una vittoria complicata, ottenuta giocando una buona partita combattuta fino all’ultimo secondo. Ma questi commenti, in tantissimi fratelli da stadio come me, non si sono letti. A differenza di interminabili stronzate sul derby di Milano, scritte con una foga ed una profondità di pensiero che lasciano intendere quanto l’evento sportivo di ieri tanto atteso non fosse la partita di Carrara ma quella di Milano. Ho anche io, come tanti, un passato allo stadio a vedere la serie A altrove che non rinnego,  fatta comunque insieme all’abbonamento in C del Novara, e ieri nel derby ho sperato vincesse una piuttosto di un’altra, ma credo ci siano grosse differenze tra una partecipazione emotivamente distante, guidata da una legittima simpatia, ed un’altra palesemente militante nei modi in cui è stata manifestata.

Non si senta offeso nessuno per favore, non parlo di qualcuno in particolare ma solo di sensazioni generali, e comunque ognuno nella vita può fare quello che crede senza dover rendere conto a nessuno e men che meno al sottoscritto, ma consentitemi almeno di pensare che ieri, in generale, non sia stata la giornata più indicativa per mostrare a tutto il mondo l’attaccamento alla gloriosa maglia del Novara dei propri tifosi in un giorno in cui il risultato e la prestazione della squadra avrebbe chiamato ben altre manifestazioni di consenso. Abbiamo fatto di meglio come tifosi, possiamo fare di meglio. Poi , come spesso accade, posso non averci capito una mazza io, ma diciamo che la felicità per questi tre punti fondamentali per il proseguo della stagione è stata mascherata per bene. Ma l’importante è quello che si ha dentro. Credo che abbiamo dannatamente bisogno di tornare alla normalità. Ci stiamo perdendo, e questa forzata assenza dagli stadi ci sta peggiorando. E poi abbiamo bisogno di azzerare tutto. Cambiare Società il più velocemente possibile, concludere questo dannato campionato, cambiare allenatore, e ripartire da zero con una nuova storia da scrivere. Così stiamo male, ci facciamo del male, e distruggiamo tutto ciò che di buono abbiamo costruito.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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