Le caselle del puzzle Editoriale

“Abbiamo, ad oggi, sempre difeso la nuova proprietà perché gli alibi erano oggettivamente forti, ma soprattutto perché i fatti hanno dimostrato che ogni casella del puzzle si è sempre incastrata al posto giusto nel momento giusto. Ci avevano infatti raccontato che non avremmo mai giocato i playoff e che non avremmo mai giocato al Piola (giusto per raccontarne due) perché non avevamo soldi, ma tutto poi si è sistemato. Come sempre”. da Buon Lavoro 18 luglio 2020

Come sempre. Ancora troppo presto e troppo poco per classificare come “fatti” qualcosa che rappresentano solamente la normalità delle cose, ma ancora una volta gli eventi della settimana appena conclusa ci dicono che tutto ciò che doveva essere fatto è stato fatto. Siamo passati da una situazione di totale incertezza, dubbi e paura quando, due giorni prima di Renate Novara, tutta la squadra non aveva nemmeno la certezza di come avrebbe raggiunto Meda (il bus era fermo ai box e non sembravano esserci soldi per noleggiarne un altro quindi ci si trovava nella situazione in cui si stavano contando le macchine), ad un quotidiano in cui abbiamo depositato fideiussioni e documentazione per l’iscrizione con un settimana di anticipo, pagato gli ultimi stipendi e gli arretrati degli incentivi agli esodi di giocatori del passato. Ma non solo: abbiamo pure prenotato un ritiro in montagna dal 23 agosto, il cui costo complessivo non è lontano da quello dell’ingaggio annuo di un onesto calciatore di categoria. E’ quindi evidente che qualche soldo ci sia, o che sia arrivato. Mi auguro solo che MDS non sia stato così pirla da vendere e continuare a pagare solo lui, ma questo non è un nostro problema. Se sia lui, se siano i Rullo, se siano MDS e Rullo insieme, o se sia arrivato un finanziatore terzo (perché i rumors non vanno in vacanza) fa parte di quelle cose irrilevanti se poi, come sta succedendo, sono portatrici di fatti.

Sinceramente non ho capito quanto il nuovo regolamento dei tesserati possa realmente creare intoppi nella costruzione di una rosa. Prese singolarmente tutte le Società stanno piangendo indignate e fanno la conta delle inevitabili cessioni che dovranno effettuare prima di iniziare a comprare, ma mi dovrebbero però spiegare chi è che, con ampia maggioranza, ha votato questa norma visto che è stata presentata in Consiglio, discussa, votata ed approvata dalla maggioranza dei club. Leggendo le opinioni dei DS sembrerebbe quindi che, per ufficializzare qualche ingresso, dovremo attendere almeno settembre inoltrato, nella speranza che il mercato si sblocchi. Certo è che, se le cose stanno realmente così, avremo nei tre gironi un discreto numero di Società con potenziali esuberi di profili che difficilmente potranno ambire oggi a categorie superiori, che mai scenderebbero di categoria, e pure difficilmente piazzabili a tutte le altre squadre di serie C che però possono permettersi solo stipendi al minimo. Messa così come ce la stanno mostrando verrebbe quasi da dire che, come Novara Calcio,  ci troviamo in una situazione di relativa tranquillità, con una squadra fondamentalmente già costruita alla quale vanno aggiunti solo pochi innesti e mirati, per renderla più forte. Ma se è vero che viviamo in un Paese in cui comunque il calciomercato è parte fondamentale della sua vita, un Paese che è riuscito a portare Cristiano Ronaldo e che oggi sogna di portarci pure Messi, noi però facciamo parte di quell’altra parte del Paese stesso a cui non è dato sapere che cosa potrà succedere addirittura il giorno dopo. Per cui oggi possiamo solo attendere che quelle famose caselle del puzzle, ancora una volta, si sistemino.

E’ una situazione davvero paradossale. Abbiamo un orologio biologico interno che sta già reclamando l’inizio della nuova stagione (in condizioni normali staremmo per giocare la prima di Coppa Italia) ma in realtà, al di là delle date, è tutto un grossissimo punto interrogativo. C’è un Ministro che un giorno ci rassicura dicendo che a settembre potremo tornare allo stadio e il giorno dopo considera irreale questa ipotesi. Stiamo tutti bene e gli ospedali, chi più chi meno, sono sostanzialmente Covid free, eppure ogni giorno ci raccontano che qualche centinaio di nuovi contagi li trovano. E se guardiamo in Europa scopriamo pure che sono messi peggio di noi. Di questo passo, che tra due mesi la situazione possa essere migliore di oggi è una cosa che solo la speranza e la fede possono darci per assodata. Io non mi fido più di nulla. Vorrei oggi partire per le vacanze ipotizzando una rosa competitiva, pregustandomi le domeniche allo stadio con gli amici, le organizzazioni delle trasferte, nuovo materiale da fare per lo stadio. Eppure non esiste nessuno di autorevole che oggi riesca a darmi una cazzo di certezza nel futuro. Non riusciamo ad uscire da quella eterna fase in cui qualcuno ti guarda come se fosse il Papa e ti dice “stai tranquillo, torneremo a fare quello che più ci piace fare” ma concretamente non fa nulla affinché questo accada. E mi rendo conto che tutti i fatti che ogni giorno chiediamo alla Società possono per loro diventare montagne da scalare quando poi, e questa stagione lo ha dimostrato, il Governo del calcio non restituisce loro i soldi persi.

Ma forse è il destino di tutti quelli che il puzzle non se lo trovano già montato, ma se lo sudano pezzo dopo pezzo, smadonnamento dopo smadonnamento. E forse è proprio il destino di questa nuova proprietà e di noi tifosi: soffrire, farci soffrire, sembrare di cadere ma poi fare meglio di tanti altri: completare il gran bel puzzle che tutti gli altri ci invidieranno. Non sarebbe nemmeno la prima volta.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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