CON I SE E CON I MA CI ATTACCHIAMO AL CAZZO Editoriale

Era da un po’ che non vedevamo tre sconfitte in una settimana di fila e anche l’ultima volta c’era un pelato in panca (Di Carlo).

partiamo subito dal nocciolo della questione: possiamo elencare tutti i se e i ma che vogliamo, peraltro più che giustificati, come i pali, le parate dei portieri, gli errori arbitrali ( la moviola del Depa non lascia spazio a dubbi interpretativi) la sfiga (che per inciso non si scopre oggi essere particolarmente accanita sul Novara), l’atrocità di incontrare una squadra che non aveva mai vinto, ma da che mondo e mondo niente di tutti questi alibi hanno mai portato punti, anzi, hanno sempre solo creato loop dai quali è difficile uscirne se, in riferimento alle dichiarazioni comunque condivisibili del mister, di Nespoli e Bianchi, ad esempio, non viene detto che nel primo gol l’attaccante riesce comunque a tirare ( poi fortunato vero, ma comunque tira) malgrado un 6 vs 1 nostro, o che nel secondo gol (c’erano due falli ma non essendo fischiati ci attacchiamo al cazzo) Fonseca si trovi sulla tangenziale ovest invece che davanti alla difesa a schermare un errato disimpegno di Pogliano; o ancora che si continui a dire che nel primo tempo meritavamo di più (probabilmente il miglior Novara degli ultimi due anni, quindi si’, è verissimo), ma omettendo che nella ripresa a parte il gol episodico, sia andata più vicina a fare il 3-1 la Giana che il 2-2 noi.

Sgombriamo subito il campo da possibili dubbi: questa squadra merita fiducia. Tuttavia l’onestà intellettuale e coscienza critica impongono di sottolineare che tre sconfitte sostanzialmente identiche sono un grosso segnale d’allarme. Se è vero che vincere quando si gioca male e non si merita è un grosso vanto, perdere dominando è un’aggravante assoluta. E questo segnale d’allarme dovrebbe arrivare chiaro ed inequivocabile anche a Banchieri, che deve al più presto trovare un’alternativa allo sterile giropalla che puntualmente usiamo per recuperare senza successo le partite. Dovrebbe pensare che l’ottimo lavoro delle “sottopunte” Peralta, Capanni e Piscitella non può continuare ad essere una serie di movimenti a rientrare, culminati con cross nel nulla cosmico, o che Bortolussi, che non è certo il miglior puntello del mondo, forse deve stare fisso in area e non lasciato al suo destino, quasi sempre atroce, e per giunta da solo contro una difesa che varia da 4 elementi a 10. In ultimo, ma non meno importante, che a centrocampo forse gli interpreti devono essere messi meglio (Buba per Fonseca? Nardi finalmente titolare? Capanni non è ora parta titolare?). Ma è altrettanto vero che se avessimo tutto questo a posto, non saremmo in C e non saremmo il Novara.

L’appunto, o meglio la speranza, che mi sento di girare al nostro allenatore, è proprio quella di non trincerarsi ideologicamente dietro la dibattibile convinzione che tutte le partite si dividano in due (prima e dopo il 70esimo) ma di capire che questo può essere vero solo fino a quando gli avversari ti lasciano in partita fino al famoso 70esimo. Tre volte su tre in cui a quel preciso minuto tanto caro al Mister eri sotto hai poi perso, e la volta in coppa che ci sei arrivato sullo 0-0 hai comunque preso tu goal. Questo per dire che, come tifoso, mi sento assolutamente in diritto di criticare molte formazioni iniziali probabilmente non proprio azzeccate, e di auspicare che si inizi qualche volta con una formazione giusta invece di provare sempre e comunque ad aggiustarla strada facendo, facendocela poi passare come una cosa normale.

Parlavamo prima del pericoloso loop ed errore cui rischiamo oggi di ricadere, emulando così la sciagurata stagione passata. Occorre un po’ di equilibrio. Forse tra il nostro pubblico ci sono un po’ troppi professoroni che oggi sono delusi (ma gli obiettivi di agosto già scordati???), e che dimenticano come, un anno esatto fa, perdavamo in casa contro l’Albissola ed eravamo quasi alla vigilia dell’ignobile trittico di 0-0 contro Gozzano, Cuneo e Pontedera, facendo mezzo tiro in porta in tre partite. Ecco, questo Novara è oggettivamente lontano parente di quello inguardabile targato Viali, ma è una squadra viva che crea gioco, peraltro pure piacevole. Le sconfitte non sono casuali ma in ognuna di queste ci sono comunque quei se e ma coi quali ci potremo pure attaccare al cazzo, ma che comunque non ridimensionano il Novara Calcio nella sua interezza. Si ha, infatti, una percezione di aver meno paura ad affrontare la Carrarese (utilizziamo lei come esempio perché è la prossima avversaria, ma si potrebbe citare tutte le presunte big del nostro girone) oggi che un anno fa, perché oggi si può farle male. Contestualmente, però, tra i giocatori, soprattutto quelli giovani, va serenamente fatto notare che la carriera del calciatore non è fatta di lodi e di messaggi come “grande bomber” , o “che giocatore pazzesco” su Instagram scritti dagli amichetti della compagnia, ma è fatta di rapporti con gente come noi ai quali, magari, perdere a Gorgonzola implica poi che si torni a casa sversi, non si abbia fame, si litighi con la moglie e vada a puttane tutta la settimana seguente. Insomma, girano i coglioni, e se capita di beccarsi a caldo un mugugno immeritato, va accettato senza farne drammi. La stagione scorsa non può e non deve essere dimenticata da entrambi gli attori: noi tifosi e voi giocatori (Società). Dimentichiamo tutti questi ultimi 8 giorni di calcio giocato e ripartiamo tutti insieme. Domenica l’occasione è ghiotta, non sprechiamola.

Forza Novara, sempre, ovunque e comunque!

Francesco Sartorio

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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