Hanno vinto loro, e bom Editoriale

Sono andato per curiosità a rileggere gli editoriali post derby che ho scritto da quando esiste questa testata, e in ciò che ho letto, rapportato a quello che sto per scrivere oggi, si può facilmente intuire quanto il Novara odierno abbia probabilmente davvero chiuso i conti col passato. Pur dopo aver perso una partita che, ovvio, si può anche perdere ma che non si dovrebbe farlo, soprattutto in casa.

Mai come oggi il titolo di questo editoriale riassume il mio pensiero in maniera così totale: hanno vinto loro, e bom. Potrei ora sconfinare nel giudizio tecnico, ma non capendo di calcio rischierei di scrivere ancora più vaccate di quanto sia normalmente capace di fare, per esempio spiegando perché, a mio avviso, nel match tra due allenatori con poca esperienza, ha vinto quello che nella vita precedente di partite a certi livelli ne ha giocate giusto qualcuna. Cosa che, ovviamente, gli ha permesso di leggere la partita meglio dell’altro (il nostro) che evidentemente pure lui, oltre ai nostri ragazzi, ha bisogno di mangiare ancora qualche michetta di pane.

Allora la butto sull’esoterico, cosicché parlando di aria fritta risulti incontestabile. Il clima che si è creato per questa partita è proprio quello che esalta di più gli dei del “mai una gioia” e della “legge di Murphy”, probabilmente i due più stronzi di tutto l’Olimpo che hanno tanto a cuore le sorti del Novara Calcio. Un derby in cui , pur senza troppe sboronerie nei giorni precedenti ma solo un’apprezzabile sobrietà e basso profilo della piazza, ha riportato allo stadio una buona fetta di quella gente scesa dal carro. “Quel qualcosa di magico” che ho provato a spiegare nello scorso editoriale, fatto di un ambiente intimo ma granitico nello spingere alla vittoria i Banchieri’s boys, è andato ovviamente a ramengo perché l’involontaria ma massiccia influenza di mugugnones, “saponi” del calcio, bocche buone e pretendenti alla vittoria sempre e comunque, ha colpito riuscendo a fare ciò che non ha rivali al mondo nel fare: menare una sfiga della madonna. Un goal di Comi dopo 16 secondi (chiedo agli esperti se rappresenta il goal più veloce della storia della serie C oppure no) può essere solo inquadrato in un contesto divino e avverso più ampio, non ci sono dubbi.

La verità è che abbiamo perso giocando poi una gara tutto sommato apprezzabile, una di quelle che, siamo onesti, pur nei suoi eccessi di foga e in qualche errore di troppo, ci avrebbe esaltati e riempiti di orgoglio se l’avessimo vinta. È proprio rileggendo i vecchi editoriali che ho trovato in tutti un filo conduttore preciso: la mancanza di anima e grinta pretesa al di là del risultato, atteggiamento che onestamente ho visto nei nostri ragazzi ieri sera. Ed è proprio per questo che credo oggi debba emergere un po’ di coerenza e non fare drammi per questa sconfitta che nel gioco del calcio fa parte di quel 33,33% periodico di possibilità. Ce l’abbiamo messa tutta per raddrizzare una partita nata male, bravi e fortunati loro a portarla a casa e bom. Oggi è un altro giorno, in cui il Novara riparte non certo ridimensionato da ieri ma, forse, con qualche insegnamento in più cui farne tesoro per il futuro.

L’elaborazione di una sconfitta casalinga in un derby è cosa personale, io mi permetto solamente di suggerire di voltare pagina quanto prima. Dalla prossima sono certo che torneremo nella nostra magica ed intima realtà che ci ha fatto così innamorare in queste settimane e ci ha regalato tanti punti. Ci sarà da divertirsi, ne sono certo. Forza Novara sempre, ovunque e comunque!

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: