Il nostro bell’agriturismo Editoriale

Non riesco a volere male a questo Novara tanto da vederci solo le cose brutte. Anzi, non mi riesce proprio a risultarmi antipatico. Nonostante un primo tempo parecchio deludente sotto diversi punti di vista, non ultimo l’atteggiamento parso un po’ troppo rinunciatario forse dovuto ad una formazione iniziale discutibile, nutrivo la convinzione che, con un paio di cambi giusti, le cose si sarebbero sistemate. Cosa puntualmente accaduta. Il Novara è oggi per me come quell’agriturismo in qualche posto sperduto da Dio che accetta di darti da mangiare anche se non hai prenotato, dove sei certo che qualche mosca si appoggerà sul pane e il tuo culo sarà seduto su una panca scomoda e sporca. Ma nonostante questo non ti deluderà. Si era detto che Pontedera rappresentasse il perfetto profilo della trasferta “media” che questa stagione ci potesse offrire, e se questa previsione sarà poi confermata dai fatti credo si possa oggi dire, magari senza urlarlo troppo, che le paure di un anno di atroce sofferenza si possano pure parcheggiare nel nostro bauletto sfigato, insieme alle lettere d’amore ricevute da qualche donna che, ai tempi, ci aveva giurato che ci avrebbe amato per sempre. Ed ora è sposata con un altro con cui ci ha fatto tre figli. Insomma, questo Novara merita oggi almeno un posto di rilievo nella nostra vita quotidiana.

E’ vero che sono cambiati i tempi, però pensare ad un Barbieri nemmeno maggiorenne che entra tosto “palla o tibia” ad uno come Mannini, che già giocava a discreti livelli quando il nostro bimbo manco era nato, sono cose che mi mettono il buon umore. Siamo infatti passati dai cronisti che una volta ci lodavano per Novarello e per la nostra maestosa Società, ad oggi che lo fanno esaltando i giovani di sicuro avvenire. Insomma, vedetela come vi pare rimane il fatto che il Novara evidentemente gode ancora di una certa stima e considerazione nell’ambiente, aspetto che pochi di noi realmente percepisce (e che tende invece a sottostimare) e che qualcosa vorrà pur dire.

Detto questo è evidente che il processo di crescita deve progredire, perché è lecito attendersi qualcosa di più nel complesso. Non sempre in queste partite avremo la fortuna e l’abilità di non incassare goal nel primo tempo, e non sempre ci verrà consentito di sparare la palla a casaccio in avanti come successo ieri nei primi 45 minuti, e proprio per questo credo che siano i più anziani e bandiere del gruppo che debbano ora far cambiare passo. Non possiamo tutti gli editoriali perdere tempo per difendere Pablo Gonzalez da qualche critica assurda, perché la sua figura non potrà mai essere in discussione. Tuttavia mi aspetto che inizi a lasciare realmente il segno dal primo minuto, così come mi aspetto che Buba acquisisca una tenuta fisica che gli consenta di regalarci concretezza e legna non solo negli ultimi minuti. E’ evidente che il lavoro svolto fuori dal rettangolo di gioco coi giovani sia stato perfetto, mi aspetto da adesso anche tanta sostanza dentro il rettangolo. Banchieri in settimana ha detto di dividere le partite in due: una fino al 70′ e una da dopo il 70′, quando appunto ne inizia una nuova. Ha ragione, ma a patto che ci arrivi al 70′ ancora in partita. E per farlo non possiamo sempre prescindere da loro due, così come oggi non possiamo immaginare questo Novara senza Sbraga e Bianchi.

Ho molta fiducia nel futuro, soprattutto quello prossimo. Ho voglia di vedere i miglioramenti, ho voglia di veder sbagliare ma di non disperarsi. Ho voglia di vedere vittorie contro dei perfetti sconosciuti che però si approccerrano a noi come se fossero il Real Madrid, e non importa se qualcuno dirà che avremo vinto sculando contro dei poveracci. A tavola e letto non si porta rispetto. Nell’agriturismo Novara Calcio ci si passa il pane tra i commensali senza curarsi del fatto si siano lavati prima le mani, e si usano le forchette anche se ci sono cadute. Siamo di bocca buona e, ad oggi, pure di pancia piena. Scusate se è poco.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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