Questione di fedeltà. E di Fidelity. Editoriale

E anche questa estate ce la semo levati dalle palle (semi cit.)

Ricordo come fosse ieri il viaggio di ritorno da Siena dopo il passaggio del turno. Era la sera del 12 Maggio e ai miei amici manifestavo le preoccupazioni per il fatto che, in caso di eliminazione il mercoledì successivo ad Arezzo, avremmo vissuto un’interminabile estate di non notizie sul Novara. Già l’estate senza partite è lunga di suo, figuriamoci quando vengono a mancare le basilari news quotidiane sulla tua squadra del cuore. I timori si sono poi presto trasformati in realtà, con i primi 45-50 giorni di nulla assoluto interrotti solo dalla famosa follia collettiva sul cambio di proprietà (ve la ricordate, vero?). Fino ad arrivare a metà del mese scorso con i movimenti in uscita ma la contestuale assenza di news certe su quelli in entrata. Forse tre mesi a spaccare pietre coi detenuti in Arkansas sarebbero passati più velocemente. 

Nonostante tutto del Novara abbiamo comunque più scritto che visto; la campagna acquisti ancora non è terminata e cosa sarà questo Novara è una cosa che con certezza nessuno può dire. Possiamo anche essere certi di fare un campionato di merda, rimane il fatto che sulla reale forza di Bortolussi , Piscitella, Pablo Gonzalez e Mr X che arriverà messi insieme, ne sappiamo oggi quanto ne possiamo sapere di fisica quantistica: nulla.

Oggi, quindi, sperando di fare cosa utile e gradita, mi piacerebbe provare a spiegarvi qualcosa di più sulla Fidelity Card e dell’importanza della sottoscrizione per chi ha la tessera scaduta o in scadenza, sulla campagna abbonamenti del Novara e del perché, a mio modesto parere, il Novara stesso ha commesso un paio di grossolani errori di comunicazione/organizzativi relativamente a questo tema.

Non ci sono dubbi che i prezzi agevolati abbiano generato una certa vivacità è successo, benché i circa 2400 abbonamenti sottoscritti ad oggi, proprio in virtù del prezzo stracciato per la curva, non possano rappresentare un dato esaltante. Solo il Novara oggi può sapere di questi 2400 quanti siano rinnovi e quanti invece nuovi abbonamenti, permane l’impressione, però, che la stragrande maggioranza di chi era abbonato lo scorso anno lo abbia rinnovato quasi subito, e che ogni nuovo abbonamento sottoscritto sia una new entry. Ed è proprio sulla politica societaria mirata alle new entry che baso la critica.

In Italia è passato un errato messaggio nella testa della gente: che la tessera del tifoso sia stata abolita. Non è proprio così. Diciamo che si è passato dall’obbligatorietà di averla per poter fare tutto (abbonamenti e trasferte in primis) all’obbligo di possesso solo per determinate situazioni. Una di queste è però proprio la sottoscrizione dell’abbonamento. Agevolare le new entry, soprattutto in quella fascia d’età parecchio giovane, ma obbligarla a sottoscrivere la Fidelity (a cui ipocritamente è stato cambiato il nome da tessera del tifoso quale fondamentalmente è ancora) esclusivamente a Novarello, consentendo invece l’acquisto dell’abbonamento on Line e in rivenditori fisici in città, è un clamoroso autogoal che sta limitando la vendita degli abbonamenti. Mi viene raccontato infatti di gruppi di ragazzini che vorrebbero fare l’abbonamento e che si presentano al Tune ma escono a mani vuote proprio perché, lo stesso rivenditore, non è abilitato a rilasciare queste Fidelity.

Altro errore di comunicazione grossolano è quello di non raccontare alla fetta di tifosi che “ho sottoscritto 3 o 4 abbonamenti, l’ho fatto a nome mio, di mio padre e di mio fratello, poi li cedo di volta in volta e li regalo, tanto costano poco” che poi potranno cedere l’abbonamento solo ad altro possessore di Fidelity card (o vecchia tessera del tifoso). Se non racconti alla massa, già pigra di suo a cercare di capire, che senza questa Fidelity Card nessuno potrà poi in qualche modo godere di un vantaggio (per esempio usare un abbonamento pagato solo 14 euro da un amico quel giorno influenzato), ti metti in una situazione di difetto. Ultimo, ma non ultimo, è il non suggerire di sottoscrivere la nuova Fidelity a chi ha la tessera in scadenza a campionato iniziato. Questi, a tessera scaduta, quasi certamente troveranno il tornello chiuso (provato anni fa sulla mia pelle). Certo, io parlo per esperienza e per norma, poi se all’ingresso a fronte di “mio papà non è potuto venire, vengo io mi fa entrare?” la risposta è “si certo” allora vale tutto.

Davvero non capisco perché il Novara, per esempio in occasione delle amichevoli giocate in estate al Piola, non abbia compiuto quel minimo sforzo aggiuntivo di aprire una biglietteria e consentire la sottoscrizione di questa Fidelity anche in città. Non dico tutti i giorni, ma ogni tanto. Anche perché, ma il Novara lo sa bene, alla maggioranza dei tifosi praticanti la vecchia tessera è in scadenza. Compiuto lo sforzo maggiore di agevolarli sul prezzo, trovo assurdo poi ostacolarli sulla sottoscrizione di una tessera indispensabile cui, la stessa maggioranza di tifosi, è chiaro che sottoscrive senza nemmeno sapere cosa sia e a cosa serva.

Sono curioso di leggere i dati definitivi. Secondo me quota 3000 è credibile. Tanti o pochi che siano quelli saremo. Il tempo delle chiacchiere sta finalmente per finire. È tempo di tornare a tifare. Se è vero che anziani e ragazzini possano essere stati penalizzati dall’obbligo di recarsi a Novarello, la scusa vale comunque un po’ meno per tutti gli altri. Un abbonamento in curva costa come una singola partita. Fidelity o non Fidelity almeno sul tema costo chi ha da dire qualcosa parli ora o taccia per sempre.

Claudio Vannucci 


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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