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Domani è un altro giorno, si vedrà.

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Raccontavo ieri agli amici allo stadio di come la mente mi è tornata indietro agli anni ’80, forse inizio ’90 ma più probabilmente ’80, quando con mio padre, zio e cugino raggiungemmo la vicina Omegna per il derby. Stessa delusione per un mesto 1-1 con l’aggravante che andammo pure in vantaggio su rigore. Ennesimo pareggio di questo campionato, ennesimi punti regalati che fanno storia per loro e che, un po’ per pudore e un po’ per vergogna, finiranno invece nel nostro dimenticatoio fino a quando, magari tra venti o trent’anni, ci capiterà di giocare contro il Borgomanero o il Sizzano di turno nel loro punto più alto di storia, e allora qualcuno ricorderà questi precedenti. Siamo troppo imbruttiti e delusi pure per ammettere di essere riusciti per una volta a tenere in mano il pallino del gioco per tutta la partita, cosa peraltro non ovvia in questo campionato, che non apprezziamo davvero più nulla di ciò che questo Novara può offrirci ed ogni miglioramento ci risulta invisibile. Qualsiasi cosa succeda, nel poco bene e nel tanto male, ormai ci delude o, nei casi in cui la rassegnazione ha abbondantemente vinto, non ci sorprende più. Ormai è un count down infinito verso la fine di questo campionato che, purtroppo o per fortuna, non terminerà il 5 maggio ma sarà destinato ad avere un proseguo ai playoff visto che, anche volendo, non riusciamo proprio ad uscire da questa zona spareggi anche grazie al fatto che c’è chi sta messo peggio di noi. Sinceramente non so dire quanto questo supplemento possa essere un’opportunità o quanto una scocciatura, e lo scomodo precedente del Cosenza lo scorso anno purtroppo non aiuta nel capirlo perché dimostra a tutti l’importanza di arrivare fisicamente perfetti a questi scontri diretti a scapito di una griglia di partenza defilata agli ultimi posti. In fin dei conti lo avevamo capito e scritto già a gennaio che il nostro girone di ritorno sarebbe stato un infinito ed estenuante esercizio di preparazione a questi play off, e questo di fatto sta succedendo. Sannino si è quindi trovato a inizio marzo nella stessa situazione di un nuovo allenatore che inizia la stagione a giugno per essere pronto a fine agosto. Con una squadra da costruire, una preparazione atletica da rifare, e tante teste da plasmare. Con la differenza di non poco conto che non si potrà sbagliare nessuna partita. Non so cosa possa succedere ai playoff, il cui rischio derby alla prima partita è elevatissimo, quello che è certo è che si giocassero oggi sarebbero un bagno di sangue. Ma come canta la Vanoni, domani è un altro giorno, si vedrà.

Come dicevo, siamo talmente imbruttiti e delusi che probabilmente non stiamo capendo, o peggio, non siamo nemmeno interessati a realizzare che cosa sta per succedere a Novara a livello di strutture sportive. Nel periodico monologo senza contraddittorio serio di MDS, e soprattutto sui quotidiani locali in queste settimane, è stato illustrato ciò che presto prenderà vita: la cittadella dello sport. Un progetto di circa 50 mln, interamente finanziati da sponsor e credito sportivo, che porteranno la città ad essere un centro importante dello sport grazie ad infrastrutture nuove e ristrutturazione dello stadio che diventerà così un moderno gioiellino tutto coperto (chi dice da 12.000 posti, chi da 15.000, alcuni addirittura da 20.000). Il cui Novara Calcio, che se non ho capito male è il garante quanto meno della parte finanziata dal credito sportivo, è impegnato in prima persona nello sviluppo e, forse, nella realizzazione. Sinceramente credo che o ci troviamo all’inizio di un nuovo decennio di grandi vittorie e di conseguente rilancio del brand Novara Calcio e della città, oppure siamo alla vigilia di una clamorosa opera di costruzione di cattedrali nel deserto inutili e poco utilizzate. La cittadella dello sport e il “nuovo” stadio hanno ragione di esistere se la città diventa espressione di realtà sportive locali di primaria importanza nei campionati nazionali di competenza. Oggi Novara può offrire solo un pietoso spettacolo a metà classifica di serie C con 2.000/3.000 spettatori, e una pallavolo femminile, peraltro dotata di propria struttura più che adeguata, ma che, col massimo rispetto per chi la segue, era è e rimarrà sempre pallavolo femminile. Non esiste il basket ad un certo livello, non esiste più l’Hockey ad un certo livello, non c’è nulla. Sinceramente, superata la fase di entusiasmo, viene da chiedersi perché succederà tutto questo proprio a Novara. Viene da chiedersi perché il Massimo De Salvo scoglionato e assente che abbiamo conosciuto in questi mesi, sia così entusiasta per un evento che, per quanto è dato sapere (ma sicuramente sfuggono parecchi sostanziali dettagli), lo obbligherà moralmente ed effettivamente ad ingenti investimenti per riportare la squadra almeno ad una alta B. Mi chiedo: dove starebbe il guadagno per Massimo De Salvo? Che abbia la certezza di avere nuovi sponsor che mai avrebbe ottenuto? Che sia convinto, grazie a queste strutture che nasceranno, che il Novara Calcio possa essere finalmente rivenduto alle cifre che chiede? Non è che voglia fare il solito novarese medio mai cuntent, ma ritengo di essere dotato di sufficiente capacità di analisi critica per pensare che tutto questo, con un Novara in serie C messo come è adesso, non ha semplicemente senso. A me, da tifoso, non ha mai interessato il possibile guadagno di MDS se legato al risultato sportivo. Avrà sicuramente fatto i suoi conti, e se da questa nuova storia ne usciremo tutti vincenti gli stringerò la mano. Ora osservo.

Un ultimo pensiero personale per Charlie Ludi. In questa sede non siamo stati mai teneri con lui, ma non è mai mancato il rispetto e il riconoscimento per la persona e la sua storia col Novara. Di Ludi, tra le tante cose, ricordo quell’intervista fatta in lacrime dopo il playoff perso ad Empoli in cui sfiorò il 2-2 prima che poi naufragassimo, e le tante chiacchierate a Novarello soprattutto quando ha ricoperto il ruolo di Direttore Sportivo della primavera. Purtroppo mi sto convincendo, e oggi Pablo e Buba sono un rafforzativo di questo mio pensiero, che le bandiere debbano rimanere tali fino a quando vestono la nostra maglia. Qualsiasi successivo ritorno rischia solamente di oscurarne il ricordo e rovinarne l’immagine. Ludi sa di aver commesso parecchi errori, certamente condivisi con una Proprietà assente in una stagione che sarebbe stata complicata anche per il miglior Direttore Sportivo al mondo. E’ andata così, gli vorremo sempre bene, ci vorrà sempre bene, ma un velo di tristezza e delusione in entrambi rimarrà sempre. E’ stato massacrato da tutti, non ha più senso continuare ora che c’è un nuovo Direttore, ma visto che non ho avuto l’occasione prima, gli mando un abbraccio virtuale da qui adesso.

Claudio Vannucci

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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Più Dybala, meno Gigino Piede piatto

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Mi ha molto incuriosito la riflessione fatta da Beppe Marotta ieri pomeriggio nella conferenza stampa di inizio stagione dell’Inter. In sintesi si chiedeva a lui stesso e al sistema calcio se non fosse arrivato il tempo di riflettere circa la piega che sta prendendo il professionismo. L’Inter ieri ha ripreso ad allenarsi dopo circa due mesi dalla fine della scorsa stagione, e lo ha fatto nonostante alcuni giocatori nemmeno hanno ancora terminato la stagione, visto che stanno per giocare una finale di Coppa America o hanno appena disputato una semifinale degli europei. Ma non solo: quella che sta per iniziare è una stagione del tutto particolare, visto che per 11 mesi su 12 proporrà gare ufficiali, e potenzialmente sarà protagonista di almeno 70 partite, oltre a quelle già previste con le rispettive nazionali. E tra circa un mese ci sarà già la prima partita di campionato. Che centra col Novara? Il Novara dovrà giocare forse la metà delle partite che Marotta spera o ipotizza dovrà giocare la sua Inter, ma in termini di concentrazione di impegni la Lega Pro sta facendo di tutto per rendere le stagioni molto complicate. E il grosso paradosso è quello che la praticamente assenza di vicende extra calcistiche, e la mancanza di guerre in Tribunale per far valere un presunto di diritto di partecipare al campionato (al 99% dei casi respinto), quindi finalmente una partenza regolare dei tornei, concentreranno in poche settimane tutta la preparazione estiva. Non è ancora iniziato il raduno, mancano almeno 3-4 titolari da comprare, e tra meno di un mese giocheremo già una partita ufficiale. Se passeremo il turno di coppa vorrà dire che, potenzialmente, giocheremo ininterrottamente dal 10 agosto a fine maggio (speriamo), con una sola sosta a Capodanno compensata, però, da alcuni turni infrasettimanali.

Mi chiedo, quindi, se non siano maturi i tempi per una riflessione seria anche in serie C. Mi chiedo, per esempio, che senso abbia partire così presto per poi terminare già a fine aprile. Un squadra che non parteciperà a plyout o playoff, infatti, si troverà nella situazione di andare al mare con circa 3 mesi di anticipo rispetto ad alcune big della serie A. La disparità, in tal senso, è clamorosa. Ma soprattutto mi chiedo che senso abbia continuare ad alimentare una categoria fatta da 60 squadre ed un playoff della durata di oltre un mese. Una miglior ridistribuzione delle partite per esempio gioverebbero sia dal punto di vista tecnico che da quello della maggior copertura nei mesi di partite giocate. Ma tornando a noi, probabilmente si passerà dalla follia di un’estate infinita come la scorsa dove ogni 3 giorni si giocava un’amichevole, a quella attuale dove, calendario alla mano, se riusciranno a fare 3-4 amichevoli prima di Renate Novara del 10 agosto sarà tanto.

Ma questa preparazione “ridotta”, soprattutto delle categorie superiori, causa anche l’improbabilità di assistere alle solite amichevoli “di prestigio”. Se è vero che è molto opinabile e dibattibile l’utilità di un’amichevole congiunta a Milanello a porte chiuse in una domenica mattina di agosto, credo invece nell’utilità di una replica di un Novara Samp del caso come lo scorso anno. Il fatto è che, a parità di data, quest’anno la Samp e il Novara già scenderanno in campo nelle rispettive Coppe nazionali. Quindi, in un certo senso, la mancanza di tempo fa perdere anche un po’ quell’emozione di una pre season che, se è vero ultimamente è stata infinita, ma che se  gestita più intelligentemente potrebbe davvero diventare interessante.

Quanto al mercato, mi ha molto sorpreso la quasi certa partenza di Corti. Ammetto di essere stato talvolta impietoso con lui, nel senso che ho sempre pensato (e lo penso tutt’ora) che potesse giocare titolare solo perché dentro in un contesto di squadraccia. Pensate ad un qualsiasi Novara medio degli ultimi 15 anni e ditemi quando mai avrebbe trovato spazio. E lo stesso, come aggravante, se prendessimo come riferimento le prime 4-5 squadre di ogni girone. Detto questo, se c’è un giocatore che avrebbe meritato il rinnovo, e la possibilità di giocarsi le sue carte magari a partita in corso, sarebbe stato proprio lui. Dubito molto che il Novara possa realmente monetizzare, più probabile lo scenario in cui il giocatore abbia chiesto di giocare titolare. Il che mi riporta alla mia convinzione originale: se vuoi un minimo (ma mimino) pensare in grande non puoi avere Corti titolare. Ma la verità la sanno loro. Corti è comunque uno di quelli che va ringraziato per l’apporto dato lo scorso anno, e il fatto lo si ricorderà con affetto certifica il suo successo personale.

I nomi che girano su radio mercato, inutile prenderci in giro, non stanno scaldando i cuori e nemmeno placano le incazzature del partito no abbonamento. Durante il mercato le persone si dividono tra quelli che non parlano fino al primo settembre e quelli che commentano ogni possibile operazione. Tendenzialmente faccio parte dei secondi, anche perché altrimenti si finisce per non parlare mai di niente o, ancor peggio, di passare per quell’élite di luminari con la puzza sotto il naso che però, state certi, alla fine rinfacceranno pure le scorregge sentite. Il campo è sempre giudice, ma se viene scritto che stiamo comprando Dybala è evidente che mi esalto, se invece scrivono che stiamo comprando Gigino Piede piatto magari mi incazzo. Probabilmente ci leveranno le amichevoli estive interessanti, non toglieteci anche le discussioni da bar sul calciomercato altrimenti è la fine.

Claudio Vannucci

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Abbonamenti, maledetti abbonamenti

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Ero al corrente dei rincari. Lo ero anche del fatto sarebbero stati un po’ più elevati del previsto, ed ero altresì al corrente dell’idea di lasciare fuori una partita, nonostante questa moda sembrava un po’ in disuso. Aggiungo: non è mai passato nella testa della Società l’idea di escludere dagli abbonamenti il Derby, a meno che lo stesso si giocasse casualmente verso la fine o fosse determinante per qualcosa. Vi ricordate Novara Fiorenzuola ultima di campionato? Ecco, una partita del genere, nella testa della Società, rappresenta l’ideale opportunità di massimizzare il guadagno. “Massimizzare il guadagno”, ricordatevi di questo concetto che userò spesso e che, e vi chiedo un’opera di apertura di credito con loro, non necessariamente o non sempre è guidato da una logica perversa anti tifoso anche se il risultato finale che si ottiene è quello.

È già stato detto tanto, forse tutto, e tutti hanno una parte di ragione, ma per come la vedo io l’errore più grave è stata la mancanza di empatia e di serie argomentazioni a supporto di una scelta che sapevamo tutti sarebbe stata presa, ma ovviamente meno impattante di quanto è stata. Primo errore: i modi di comunicazione. Fai una finta conferenza stampa coi giornalisti dalla quale non trapela nulla e poi la fai cadere addosso ai tifosi così senza nessuna conferenza. E il fatto che, causa deferimenti, nessuno potesse parlare ufficialmente non depone a tuo favore. Trovavi altri modi. Secondo errore: sai di essere in difetto e per prima cosa metti le mani avanti dicendo che “se andassimo in B i prezzi non aumenterebbero di molto ”. Prima vai in B poi parli di questo. Terzo errore: giustifichi l’aumento parlando di costi medi “del professionismo”. Il professionismo è un concetto vasto che va da una scala che parte dall’Alessandria semi fallita al Real Madrid campione di tutto. Il terzo anello verde di Milano costa 300 euro, meno del Rettilineo, ma li non vedi Ngamba e Bonaccorsi (con tutto rispetto) ma qualcuno più forte. Se paragonati ai costi delle nostre antagoniste, quindi fai un’analisi seria, si rileva come il costo dei nostri abbonamenti sia nella forchetta più alta. Quarto errore: non tuteli i giovani e il settore popolare per definizione, ovvero la curva, e in un momento in cui si sta ripopolando di giovani è una scelta idiota.

Il fatto è uno: PLM ci capisce di calcio e come si gestisce una Società. Sa perfettamente che gli abbonati non spostano i bilanci. Una stagione rilevante, invece, con conseguente vendita di biglietti importanti sono più utili alla causa. E torno appunto al concetto di massimizzazione del guadagno citato prima. Il vero rischio di PLM non è di fare solo 500 abbonamenti, ma che il Novara vada male e non si generi un giro di affari decente.

Ora la ferita è troppo fresca, difficile trovare equilibrio nei giudizi. Il calcio è un po’ come il vizio del fumo e dell’alcool, ovvero due finanziarie dello Stato che puntualmente aumenta i loro costi per fare cassa, e così …la dico forse un po’ troppo male e cruda…sta facendo PLM: alla fine la gente allo stadio ci va, che paghi un abbonamento o si compri i biglietti più volte cambia poco. Anzi a lui tanto.

Quindi non mi stupisce questa apparente mancanza di empatia ed interesse della Società, soprattutto sulle critiche. Fondamentalmente la nostra Società ascolta tutti di facciata, ma fa quello che vuole. E la cosa mal si sposa con un piazza abituata a Patron che prima di fare pipì chiedevano ad alcuni se fosse meglio farla in piedi o seduti.

Auguro al Novara di fare bene, auguro di uscirne bene e di fare un mercato degno di “costi da professionismo” altrimenti sarà dura. Ma tanto.

Claudio Vannucci

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Buon Novara FC

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Il fatto che in questo ultimo mese ci sia stato molto poco da raccontare in termini di eventi sostanziali la dice lunga sull’ottimo stato di salute del Novara FC. Stiamo infatti terminando quel periodo di “nulla”, che però rappresenta un lusso che possono permettersi solo quelle Società sane, o comunque non a rischio di continuità sportiva. Veniamo da anni in cui in estate si parlava di tutto fuorché di programmazione, dove anche quando non era a rischio la partecipazione al campionato comunque pareva la scalata dell’Everest il riuscire a produrre la fideiussione necessaria all’iscrizione. Siamo quindi tornati ad essere “normali”, con una Società che ha confermato subito l’allenatore, ha provveduto ad allungare alcuni contratti, ed è pure riuscita ad organizzare un doppio raduno estivo con parecchie settimane di anticipo. Insomma, tutto ciò che si dovrebbe dare per scontato è realmente successo, e questo fatto ammetto che me lo sono goduto parecchio.

Ma oggi inizia il calciomercato, e in un certo senso si ribaltano un po’ le cose: la cronaca deve necessariamente riempirsi di fatti concreti da raccontare, gli eventi sostanziali, ovvero tutto quel mondo di dietrologia che varia dalla goduria alle bestemmie, dal diritto di pensare in grande attraverso sogni e pippe mentali alle preghiere per evitare la catastrofe, devono essere messe da parte in attesa che il campo parli. Sono molto combattuto sul cosa mi devo attendere da questo calciomercato. Sono fermamente convinto, e lo sono perché i fatti lo dicono in maniera chiara, che siano finiti i tempi delle programmazioni nel tempo. Se ogni sessione di mercato (estiva + invernale) porta a 20-25 operazioni annue significa che non stai programmando nulla, e quando le Società parlano di “promozione entro 2-3 anni” stanno mettendo solo le mani avanti per proteggersi da eventuali fallimenti. Insomma, un po’ come se sapessero di investire per qualche anno e statisticamente pensino in uno di questi di poter vincere, ma non si sa quando. Effettivamente, però, dalle nostre parti abbiamo assistito ad una mole di conferme che autorizzano oggi a credere di avere almeno già 6-7 titolari su 11 confermati. Se è vero che è proprio in quei 4-5 nuovi elementi che si potrà fare la vera differenza rispetto al passato, e che molto peso avranno anche i nuovi innesti in panchina, se non è programmazione questa poco ci manca visto che le conferme e i nuovi innesti sembrano blindati per almeno 2-3 anni di contratto. Mi sembra di capire che non si stia per nessuno parlando di cifre folli tuttavia i contratti lunghi, e lo abbiamo visto in passato, portano inevitabilmente ad esposizioni finanziarie importanti, ma soprattutto ti condannano al non poter mai sbagliare una stagione. Se costruisci una rosa di 24 elementi composta da almeno 15 o più contratti lunghi a figure scarse, stai certo che le prossime stagioni avrai grossi problemi a meno che non continui ad investire. Ma sarebbe abbastanza anacronistico e improbabile oltre che pericoloso. Questo per dire che PLM si giocherà già quest’anno molto del nostro futuro nel medio termine, però è un rischio che mi piace molto dover correre.

Sono molto curioso di leggere quale sarà l’attaccante principale che affiancherà Ongaro. Quando avevamo con noi il vero MDS, quello che ci credeva insomma, e che dopo le delusioni della serie A imparò che il primo acquisto, quello che costa di più per intenderci, doveva essere l’attaccante, se ricordate il primo acquisto era sempre uno top. Piovaccari, Evacuo, Cacia 3 esempi. Poi il fatto facessero bene o male rappresentava lo spartiacque tra una stagione buona e una pessima, ma la figura professionale era sempre rilevante. Mi aspetto che così faccia anche PLM perché, e lo abbiamo visto tutti, non si campa di sola buona volontà.

Non so voi, ma finalmente torno a godermi una sessione di mercato, e non vedo l’ora di leggermi i vari comunicati. Buon calciomercato a tutti, buon Novara FC!

Claudio Vannucci

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