Quel maledetto di cui. Editoriale

Avete presente quelle partite dove pensi “è la miglior partita da inizio anno”? Ecco, proprio quelle che ti fanno andare a casa felice e soddisfatto per una bella vittoria. E invece. Ennesimo pareggio di una stagione disgraziata, ennesima occasione sprecata per accorciare la classifica ma, soprattutto, ennesima dimostrazione della carenza di quel qualcosa in più che ti permette di vincere queste partite. Purtroppo al 3 Febbraio la classifica difficilmente mente. Sia per quanto riguarda il nostro distacco dalla vetta che per la classifica dei nostri avversari. Ma soprattutto non mente il campionato di serie C, in cui a una squadra come il Piacenza fa sempre più gioco portarsi a casa il punticino, oppure altre che a tre minuti dalla fine sono sotto di tre goal riescono miracolosamente a pareggiare (chissà la quota live sul pareggio a tre minuti dalla fine come era alta, ma è sicuramente un caso per cui inutile approfondire..). Anche se sarà sempre più difficile recuperare posizioni, questo pareggio non cambia fondamentalmente il mio punto di vista: il nostro campionato inizia ora, e deve essere inquadrato come una lunga preparazione ai playoff dove chissà, tutto può succedere. Certo è che ogni occasione sprecata come ieri sera aumenta la possibilità di affrontarli da una posizione più defilata, rendendoli molto più complicati.

Eppure questo è un Novara diverso. E’ diverso nell’organico, con parecchie alternative in più a centrocampo e possibilità di gioco differenti. E’ diverso nel piglio con cui i giocatori approcciano la partita. E’ diverso pure nel management, con l’addio di Morganti a favore del contabile del gruppo Nespoli. Ma non c’è stato verso di cambiare, o almeno di far prendere in considerazione l’ipotesi di cambiare, la guida tecnica. Non c’è nulla da fare, fatico sinceramente a capire dove collocare la linea di demarcazione tra l’indifendibile difesa di una scelta estiva estremizzata al solo scopo di non dover certificare il fallimento (chi lo sa, magari ai playoff ci andrà bene), e la reale convizione di avere tra le mani un ottimo allenatore. Anche ieri, al netto di una punizione dalla distanza, il fatto che una formazione tuttosommato parecchio sbilanciata in attacco sia stata capace di fare il primo tiro in porta a cinque minuti dalla fine, peraltro sugli sviluppi di una calcio d’angolo, non dovrebbe lasciare alcun tipo di dubbio su quale dovrebbe essere il prossimo intervento. Che però non ci sarà, mi pare evidente. Sembra che ormai per la massa sia la normalità vedere Eusepi a centrocampo o Schiavi terzino, e che basti aver visto tre passaggi riusciti in più di prima per difendere un allenatore che non solo non ha mai dato una parvenza di gioco, ma non ha nemmeno mai fatto nulla per risultare simpatico ad una piazza. Almeno Corini e Di Carlo coi tifosi ci avevano provato a dialogare, e qualcuno poteva almeno erigere una difesa nei loro confronti basata sulla simpatia alla persona, ma con Viali mi chiedo sinceramente cosa possa portare ancora parecchie persone a difendere una delle persone più lontane e meno empatiche che esistano sulla faccia della terra. Ma siete seri quando vi appellate ai sedici o diciassette risultati utili consecutivi dimenticandovi però di “quel maledetto di cui” tredici pareggi?

Convivo con una rabbia interiore assurda, che però si scontra con la razionalità dell’accettazione di trovarci dentro ad una annata assolutamente anomala, culminata con la certezza di partecipare ad un campionato totalmente sfalsato e che potrebbe presto esserlo ancora di più. La voglia di arrivare velocemente a Maggio è alta, in modo di mettere un nuovo punto e finalmente progettare una stagione normale. Eppure continuo ad avere quel sano curioso masochismo di volermela giocare fino alla fine, proprio in virtù di quella particolare stranezza di non risultare mai più deboli dei nostri avversari. Sinceramente, il Piacenza di ieri, secondo o terzo che sia, vi è sembrata una squadra non alla nostra portata? In questa risposta c’è la sintesi del mio stato d’animo attuale e le mie ultime speranze di una stagione da ricordare. Ad oggi è solo da dimenticare, domani chissà.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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