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La puttana sentimentale

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Mi hanno sempre consigliato di non affezionarmi ai giocatori e di non nutrire riconoscenza eccessiva nei confonti degli allenatori.

Ma io non ci riesco, proprio no.

Sarà perchè ritengo il calcio un gioco perennemente sospeso tra la realtà e la fantasia, sarà perchè quella palla che rotola è equiparabile ai voli del Peter Pan che esiste in me nonostante i sessant’anni ormai abbondantemente superati, sarà che aver conosciuto i miti azzurri degli anni in bianco e nero, averli spiati in campo e negli spogliatoi, per seguirli e affiancarli quando in bicicletta alcuni di loro, terminato l’allenamento, si dirigevano verso casa, sarà per quell’ atmosfera che ho vissuto quando le barriere non esistevano, nè all’ingresso dello stadio nè agli allenamenti sempre rigorosamente a porte aperte, sarà perchè quelle barriere non servivano a delimitare nemmeno alcune aree culturali o sociali in quel periodo ben visibili, forse più ostacoli esse di quanto non lo sia un tornello, anche se  i “ricchi” di allora andavano in tribuna mentre oggi i raccomandati frequentano gli sfavillanti Sky box, sarà perchè ritengo che la qualità giornalistica raggiunta dagli editoriali del Vannu sia inarrivabile, e per questo sfrutto la seconda possibilità di cui dispongo nel sotituirlo, per evidenziare quello che ritengo sia il profilo a me più congeniale, cioè quello che proprio mi calza a pennello, ovvero quello della “puttana sentimentale”.

Perché proprio come una vecchia prostituta nostalgica non riesce a separare i profitti derivanti dalla sua professione dall’affetto nutrito verso i suoi clienti abituali, io non riesco a staccare le mie emozioni dal fascino indiscreto di taluni giocatori che hanno colpito la mia fantasia e il mio cuore nel corso di tutti questi anni.

E non per questo nella lista figurano solo i migliori o quelli che sarebbero diventati poi campioni….a me bastava e basta costruire il mio personalissimo album delle figurine con i volti, tutti con la maglia azzurra, dei giocatori che mi hanno regalato almeno un’emozione.

Che fosse forte, dolce, autentica, unica o triste e amara non era e non è importante.

Per cui il Celestino Testa che mi accarezzava il testone quando usciva dagli spogliatoi per iniziare gli allenamenti al campo dell’ENEL o il Nini che mi invitava a superarlo con il pallone tra i piedi, lui, alto come un pioppo, si faceva fare il tunnel per poi rincorrermi e caricarmi come un fuscello sulle spalle, e quando il Gigi Gabetto, i cui tratti marcati incutevano timore, si elevò nel cielo azzurro sforbiciando l’aria per spedire dritto all’incrocio dei pali la sfera contro il Sottomarina, roba da brividi!!!! e il Luigino Giannini che aveva la capacitá di farmi letteralmente impazzire con i suoi movimenti plastici ma imprevedibili, compassati in fase di studio ma paragonabili a saette quando saltava con classe immensa e raffinata l’uomo, come avvenne quella volta contro la Biellese che dribblò per ben cinque volte un avversario per poi finire steso a terra abbattuto dalla rabbia di costui, la generosita di Rocca, la velocità tecnica di Scienza fino ad arrivare a quella traiettoria splendida e impossibile tracciata da Lorenzo Dickman in una serata grigia come la maglia degli avversari, di quella partita; gesto tecnico che aumenta il suo peso specifico in funzione dell’umiltà dell’autore. Così come Raffaele Rubino che ha legato il suo personale record di aver segnato almeno un gol in tutte le categorie professionistiche con la stessa maglia, a quella azzurra che è anche la mia maglia.

E così, ricordo dopo ricordo, si finisce con l’arrivare in quella sala in qui è esposto quel quadro raffigurante quello splendido capolavoro balistico di Rigoni, il quale ha rispedito sulla Salerno – Reggio Calabria  la lunga carovana calabrese e noi in finale. A tutti questi campioni d’azzurro che ormai l’azzurro non lo indossano più ma certamente lo vestono dentro di loro, se ne aggiunge uno che, oltre ad averlo indossato, custodito, profondamente desiderato e cullato, lo vestirà nuovamente. 

Ecco queste peculiarità legate a particolari minimi o importanti che siano, hanno fatto si che questi giocatori, come del resto molti altri, finissero dritti nel mio personalissimo album dei ricordi, che si apre con la foto di quello che considero ancora oggi il mio Presidente, il Santino Tarantola, per poi continuare con gli allenatori, da Parola fino a Toscano, a cui riserverò sempre un posto speciale essendo riuscito a riportarmi in serie B in un momento molto brutto della mia vita.

Ecco, credo di aver spiegato il motivo per cui non riuscirò a non amare, anche dopo il distacco, alcuni giocatori, allenatori e Presidenti, essendo io il primo della lista della categoria “puttana sentimentale”.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo

Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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Il posizionamento dell’asticella

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Le stagioni peggiori, anche quando siamo stati in serie B, sono stati gli anni di mezzo. Il nono posto raggiunto da Boscaglia nella stagione 2016/17 in serie B e il nono posto in serie C del 2018-19 con Viali-Sannino in panchina sono state due annate noiosissime, con un pessimo gioco, senza alcuna partecipazione emotiva, con lo stadio che si svuotava ad ogni partita. Per assurdo le stagioni della retrocessione e sicuramente l’ultima dove si è lottato per tutto l’anno per la salvezza, sono state emotivamente più coinvolgenti, con rabbia a volte, con contestazioni ma sicuramente con più partecipazione. Poi è ovvio che sceglierei tutta la vita il nono posto alla retrocessione.

L’obbiettivo di questa stagione è stato fissato dal DS Argurio, concordato  con il mentore PLM: alzare l’asticella della competitività rispetto alla passata stagione e raggiungere i play off. Tradotto significa obbiettivo minimo decimo posto. Sinceramente le mie aspettative erano un po’ più alte, non mi aspettavo una squadra costruita per vincere ma competitiva per le prime posizioni si, in linea con le ambizioni della nuova proprietà.

La speranza è che PLM abbia impostato un programma biennale e che questa prima stagione sia immaginata per costruire la base per tentare la scalata alla serie B nella stagione successiva. Nessuno pretende la serie B ma è la società stessa che ha fatto intendere che non è venuta a Novara per rimanere in serie C. Sicuramente fino ad oggi la rosa che è partita per il ritiro di Arona è perfettamente in linea con l’obbiettivo del decimo posto che unito ad una campagna abbonamenti anaffettiva porterà ad una di quelle “stagioni di mezzo” che avrà come risultato uno stadio desolatamente vuoto. Ma il mercato è ancora lungo e PLM può sempre sorprenderci nel frattempo vediamo cosa è stato inserito nel carrello della spesa rispetto ad un mese fa:

PORTIERI:

Oltre a Minelli e Desjardins è partito per il raduno il portiere brasiliano classe 2004 Joao Vitor Cerantola

DIFENSORI CENTRALI:

 Lorenzini, Lancini, Bertoncini, Khailoti e Cannavaro. Per completare il reparto come un mese fa “manca una pedina che dovrà essere un potenziale titolare in grado di svolgere un ruolo che attualmente manca ovvero il braccetto in grado di giocare anche a centrocampo alla Bastoni, come impone un 3-5-2 moderno.”

ESTERNI DESTRO-SINISTRO:

Rispetto ad un mese fa a Donadio si sono aggiunti l’esterno sinistro Giuseppe Agyemang, Luca Ghiringhelli ed è stato aggregato Migliardi Un po’ poco per un settore che è determinante nel 3-5-2. Mi aspetto un altro inserimento di livello superiore e la partenza di Migliardi.

CENTROCAMPO:

Ranieri, Di Munno, Calcagni, Jelenic, Basso, Caravaca e Speranza. Il reparto è numericamente al completo, forse l’unico movimento potrebbe essere l’uscita di Caravaca e/o Speranza e l’entrata del suo sostituto.

ATTACCO:

Sono partiti per il ritiro di Arona i giovani sconosciuti Gonzalo Issa e Marco Brkic, che si uniranno a Ongaro e Gerardini In questo settore la scommessa di PLM è veramente altissima. Se un mese fa, facevo sommessamente notare che, quando il Novara è stato vincente in serie C schierava in avanti gente come Evacuo e Motta oggi mi accontenterei di profili decisamente più bassi ma qualcuno di solido dovrà arrivare.

La rosa del Novara è composta al momento di 23 giocatori perfettamente in linea con il regolamento federale. Il regolamento sulla composizione delle rose prevede un massimo complessivo di n. 23 “calciatori professionisti” più un numero illimitato di giovani (nati dopo il primo gennaio 2002) provenienti dal settore giovanile. Considerando (come ipotesi) Speranza, Migliardi e forse Caravaca in uscita e almeno uno tra Cerantola, Issa e Brkic (giocatori in prova non ancora tesserati) c’è ancora spazio per l’acquisto di 3-4 giocatori. Saranno gli acquisti che faranno tutta la differenza del mondo tra una stagione di mezzo e una stagione da protagonisti.

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Il carrello della spesa

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Il calciomercato comincerà il primo luglio, questo è il periodo dei rinnovi e delle risoluzioni, delle scadenze contrattuali e dei rientri dai prestiti. Insomma, niente di particolarmente entusiasmante ma le prime mosse della società cominciano a piacermi.

Partiamo con una prima analisi della nuova rosa, partendo da un paio di considerazioni:

  • il modulo sarà quello scelto da Lo Monaco, un 3-5-2 che verrà declinato nelle sue varie desinenze da Giacomo Gattuso. La tattica si sta velocemente evolvendo e anche i moduli stanno diventando fluidi, la linea dei tre difensori può trasformarsi in una linea a quattro nel corso della stessa partita ma sicuramente la rosa verrà costruita pensando a quel disegno tattico.
  • Escludo che i rientri dai prestiti (Catania, Bagatti, Saidi, Martinazzo e Speranza) faranno parte della nuova rosa e considero i giocatori in fine prestito (Boccia, Caravaca, Kerrigan, Bentivegna e Schirò) non più in rosa.

PORTIERI:

Con Minelli e Desjardins il reparto è già completo e la scelta del terzo portiere non sarà un problema.

DIFENSORI CENTRALI:

la batteria di difensori centrali è quasi al completo: Lorenzini, Lancini e Bertoncini sono giocatori esperti e pronti ad ogni battaglia, Khailoti è in rampa di lancio e Cannavaro dopo una mezza stagione da apprendista sarà utile come giovane rincalzo. Per completare il reparto (sei centrali) manca una pedina che dovrà essere un potenziale titolare in grado di svolgere un ruolo che attualmente manca ovvero il braccetto in grado di giocare anche a centrocampo alla Bastoni, come impone un 3-5-2 moderno.

ESTERNI DESTRO-SINISTRO:

Abbiamo visto nella passata stagione come questo sia il ruolo fondamentale nel modulo 3-5-2. Prima Kerrigan e poi Urso sono stati decisivi nella nostra salvezza. L’Inter di Inzaghi ha costruito i suoi successi grazie a Di Marco ed in alternativa Carlos Alberto sulla sinistra e Dumfries-Darmian sulla destra. Al momento su quattro posti disponibili abbiamo solo Donadio. Se Lo Monaco vuole costruire una squadra in grado di lottare per la promozione, non necessariamente per vincere il campionato, in questo ruolo devono arrivare tre giocatori del livello di Urso e Kerrigan se non superiori.

CENTROCAMPO:

Molto bene i rinnovi di Ranieri, Di Munno e Calcagni che garantiscono continuità e solidità. Anche in questo reparto servono sei se non sette giocatori. Sarei felicissimo del ritorno di cuore azzurro Collodel ma non ho dubbi che verranno presi almeno tre giocatori con le giuste caratteristiche. Nel reparto aggiungo Gerardini che ha dimostrato di essere utilissimo nel ricoprire diversi ruoli dal trequartista all’esterno offensivo in moduli diversi dal 3-5-2.

ATTACCO

Attualmente il reparto può contare solo su Easton Ongaro. Qui la coppia Lo Monaco-Augurio dovrà dare il meglio e portare sotto la Cupola giocatori importanti che dovranno garantire una buona dote di gol. È vero che la Carrarese è andata in serie B con la coppia Panico-Finotto e l’anno scorso il Lecco con Pinzauti-Tordini ma a Novara le ultime promozioni sono arrivate con l’ingaggio di giocatori come Felice Evacuo e Simone Motta. Mi accontenterei anche di un livello inferiore ai due giganti ma nel reparto offensivo dovranno arrivare tre attaccanti con caratteristiche diverse ma in grado di fare la differenza.

Ricapitolando, nel carrello della spesa metterei:

Un difensore centrale alla Bastoni in grado di giocare a centrocampo.

Tre esterni dello stesso livello, possibilmente da “livello Urso” in su.

Tre centrocampisti in grado di alternarsi con la stessa qualità di Ranieri-Di Munno-Calcagni.

Tre giocatori offensivi di cui almeno due titolari di alto livello per la categoria.

Totale 10 giocatori da reperire sul mercato. Forse ho esagerato ma la matematica e le ambizioni societarie portano a queste conclusioni. Le ultime righe vorrei dedicarle a due giocatori che in silenzio stanno concludendo il loro rapporto professionale con il FC Novara: Simone Bonaccorsi, tre anni e 66 maglie azzurre indossate con onore e Nicolò Corti 6 gol e due assist fondamentali in questa tribolata stagione, giocatore dalle possibilità di crescita, secondo me, notevoli.

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La rivoluzione d’inverno

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A poche ore dalla chiusura del mercato possiamo affermare che la campagna acquisti invernale è stata una vera rivoluzione, la squadra è stata rivoltata come un calzino e dovrà trovare velocemente il modo giusto di stare in campo per raggiungere nelle prossime quindici partite la salvezza con o senza play out

Undici acquisti, tutti potenzialmente titolari, tranne l’ultimo arrivato, il giovane Caravaca; nessun titolare tra i giocatori ceduti, tranne D’Orazio. Ognuno può dare il giudizio che vuole sugli acquisti effettuati da Lo Monaco ma un fatto è certo: il Novara 1.0 aveva un solo cambio che poteva in qualche modo cambiare il volto di una partita: Scappini per Corti. Tutti gli altri cambi peggioravano la già scarsa formazione azzurra. Nel Novara 2.0 Gattuso ha 20 giocatori che possono giocare nell’undici titolare oppure subentrare migliorando o quanto meno non peggiorando la formazione iniziale. Non è poco.

Il modulo sarà un 3-5-2 con l’opzione 3-4-1-2. Questo è l’imput categorico che Gattuso ha ricevuto da Lo Monaco. Proviamo un po’ per gioco ad ipotizzare le formazioni titolari con i due moduli imposti da Lo Monaco. Chiaramente all’interno di questi schieramenti ci sono tutte le varianti possibili, considerando che nel calcio di oggi chi parte dalla panchina spesso è più importante e determinante dei titolari. Inoltre, bisogna stare attenti alle prime impressioni che hanno dato i nuovi arrivati: qualcuno ci sembra una ceppa di minchia di ciumiana memoria, ma potrebbe evolversi come un pokemon e viceversa quelli che ora sembrano dei fenomeni, implodere come degli Spelta qualsiasi.

Abbiamo intravisto contro il Padova come potrebbe giocare il Novara: tre centrali grandi e grossi, due esterni tuttocampisti, due punte di peso. Il nodo rimane il centrocampo con tre giocatori di gamba e polmoni come Schirò, Ngamba e Calcagni e due con un minimo di piede e geometrie come Ranieri e Di Munno. Ma i posti a disposizione sono solo tre.

La variante 3-4-1-2 prevede Bentivegna dietro le punte anche perché escludo possa fare il quinto esterno e non mi sembra proprio che possa funzionare come seconda punta. In questo caso a centrocampo servono due maratoneti.

Infine, ma giusto per infastidire Lo Monaco e un po’ anche Gattuso, ipotizzo un bel 4-3-3 che il nostro Direttore ha reso quasi impossibile da schierare per mancanza di terzini ma che con un po’ di coraggio potrebbe funzionare:

Mi sembra evidente che tutto passa attraverso la speranza che Ongaro sia un crack per la categoria perché in caso contrario ci ritroveremo la stessa prima punta del Novara 1.0 (Corti o Scappini). In ogni caso, la rivoluzione d’inverno ci ha regalato una rosa molto superiore a quelle di Alessandria, Pro Sesto e Fiorenzuola e questo ci dovrà bastare.

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