“Non è attinente con l’evento sportivo” Pensieri e parole

Quando supponenza e mancanza di elasticità mentale si incontrano l’effetto non può che essere nefasto e fuorviante. È esattamente quello che accade a Novara da anni a questa parte, da quando il vero problema della città è individuato nello stadio, e in tutto ciò che ci ruota attorno.
Mentre sul campo ogni due o tre partite si fa la gara a scavare più a fondo, fuori dal campo, metaforicamente parlando, il fondo è stato toccato nelle ultime settimane, quando è stato negato ai tifosi di Cesena prima e Ternana poi, l’accesso di striscioni commemorativi atti a ricordare tifosi prematuramente scomparsi.
Penso ci sia un limite a tutto.

E se lo schifo che vediamo in campo ci fa giustamente arrabbiare, possiamo pensare che è solo un gioco dopotutto, mentre il rispetto nei confronti di chi non c’è più non lo è. La giustificazione “non è inerente all’evento sportivo” non può essere una giustificazione seria,  credibile ed accettabile. E se Mondonico è stato giustamente ricordato, è altrettanto giusto che sia ricordata ogni persona che per un qualunque motivo vuole essere ricordata.

Questo divieto è un triste e becero liberticidio, una seconda pugnalata verso i famigliari dei vari defunti.
Nella mia testa e nel mio cuore questa storia non sarà cancellata tanto facilmente.
Mi piace pensare, copiando dal comunicato dei supporters Ternani, che “il tempo metterà ognuno al proprio posto, ogni re sul suo trono e ogni pagliaccio nel suo circo”.

Ecco, è ora che il circo si sposti, oppure che qualcuno incominci a ragionare.
Lupo


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