Massimo De Brunetta Editoriale

Ammetto che la voglia di non scrivere nulla ascoltando il cuore e il suggerimento di alcuni amici allo stadio è stata molto forte, ma alla fine ha prevalso quell’innato senso del dovere (che in questo contesto onestamente fa anche ridere visto che nessuno ha obblighi di scrittura e doveri di lettura, ma vabbe ci siamo capiti) che ci mette nelle condizioni di mettere sempre a disposizione dei tifosi del Novara il nostro punto di vista, dipinto da Renato Ambiel su La Stampa come “interventi sagaci, critici quel che basta ma che scaturiscono sempre dalla grande passione per i colori azzurri. A prescindere da chi li indossa e li rappresenta. Improntati sulla necessità di sostenere sempre e comunque la squadra”. Per cui non ci nasconderemo dietro i comprensibilissimi “Game Over” di circostanza (che ci starebbero pure benissimo) e proverò, proveremo, a dirvi la nostra anche oggi.

Ci sono due punti che vorrei analizzare. Il primo riguarda l’aspetto tecnico, che liquiderò velocemente, e che mi porta a sottolineare due cose: 8 (otto) sconfitte interne stagionali (nove se consideriamo la coppa italia estiva), unite ad una serie di pareggi piuttosto vomitevoli sono un ruolino di marcia che è quasi impossibile replicare cercando volutamente di eguagliarlo. La seconda cosa è che, senza entrare nel merito della formazione e dello schieramento, una sconfitta interna maturata in questo modo contro l’ultima in classifica non può mai avere alcun tipo di giustificazione tecnica ed alibi di sorta. Di Carlo potrà anche aver sbagliato a non schierare Dickmann, o giocare a quattro dietro e potrà aver commesso tutti gli errori di questo mondo, ma giocatori di calcio di serie B ( che ad oggi sarebbero salvi, cit. Teti e non solo lui) non possono fare una prestazione aberrante come quella di ieri. Lo dice il buon senso, lo dice il rispetto che i giocatori dovrebbero avere verso chi li paga (Società e pubblico) e lo dice l’amor proprio e la dignità per se stessi che ognuno di loro dovrebbe avere. Figure di merda di questo livello non possono essere tollerate e giustificate da niente. Se ad un mese dal termine del campionato la nostra rosa è in grado solo di produrre quanto visto in Novara Ternana vuol dire che l’aspetto umano, prima di quello tecnico, rappresenta il primo vero deficit di questa squadra. E’ evidente che manchi la dignità e i coglioni che, se non possono sopperire alle carenze tecniche, almeno aiutano a salvare la faccia rendendo difficile la conquista dei tre punti agli avversari. E invece se appare cosa francamente semplice muovere la classifica di chi ci gioca contro allora vuol dire che abbiamo fallito la stagione.

Il secondo punto meritevole di analisi è l’intervista post partita di MDS ascoltata su Radio Azzurra. Tentando nell’impresa di non infervorarmi subito, riconosco per prima cosa al Presidente il complicato ruolo di chi in certi momenti non ha molte argomentazioni da snocciolare e concetti da esprimere, ergo ammetto che quello che ha detto è ciò che probabilmente a parti invertite avrei detto io ma con alcune differenze sostanziali di forma. Purtroppo quello che ritengo essere uno dei veri problemi di MDS, che gli ho detto almeno 4 volte direttamente in faccia ottenendo 2 sfuriate, 1 risata e 1 una faccia di quello che si capiva mi stesse mandando a ramazzare la sala di attesa della San Gaudenzio con un mocio vileda XXL nel culo, è quello del risultare antipatico sempre e comunque nel vendersi come il migliore di tutti. E’ più forte di me, sarò anche uno poco riconoscente, ma quando lo ascolto con quel tono misto saccente e finto sarcastico mi sembra di trovarmi davanti a Brunetta solo un po’ più alto, con l’aggravante che mi fa pure passare per un coglione perché “non c’è scritto su nessuno statuto che il Novara Calcio non possa avere una stagione difficile e lottare per salvarsi”. Ecco, quando dice quelle cose, e nel modo in cui le dice, a me non viene voglia di battergli le mani in segno di riconoscenza e sostegno ma mi viene voglia di pigliarlo metaforicamente a sberle. Probabilmente sono io sbagliato, frustrato o affetto da qualche malattia (che spero non mi curerà mai una delle sue cliniche altrimenti ci impiegherò anni per guarire, visto i tempi solitamente impiegati per contratture e menischi vari dei nostri giocatori) ma tutte le volte che lo sento parlare vengo preso da questo bipolarismo che al primo stadio mi porta a dire “eh, che cosa deve dire dai” e al secondo “ma vaffanculo”. Il fatto è che penso sia troppo facile il 14 aprile farci passare per quelli irriconoscenti e mai contenti, soprattutto dopo essere sparito per gran parte della stagione lasciando il tuo DS, il tuo vecchio allenatore e i tuoi giocatori totalmente privi di difesa e di tutela nei confronti dell’ambiente, salvo poi comparire solo quando le cose apparentemente miglioravano, o in alternativa ieri facendoli passare come dei limitati a livello generale. Eh no caro MDS, a metà Luglio ti presenti, chiedi sostegno e unità e spieghi che non dobbiamo ragionare come fossimo tifosi del Real Madrid; dimostri coi fatti che la tua presenza è costante e solo allora toglierai qualsiasi alibi alla piazza, ai giocatori e a chiunque pensa di tifare Real Madrid. Ma in mancanza di tutto questo non sarai tu che dovrai dire “prendiamo atto di non meritare la serie B” ma saremo noi a prendere atto delle tue mancanze e deficit.

In fin dei conti, una Società che nemmeno dopo lo scempio di ieri riesce a tutelare i suoi giocatori evitando di esporli al rischio umiliazione ma anzi incoraggiandoli ad uscire uno a uno per raggiungere le proprie auto nel parcheggio insieme a quelle dei tifosi, che credibilità può avere? Perché i tifosi che vanno ad applaudire, a farsi fare i selfie e a baciare salutando le fidanzate, mogli e bimbi dei giocatori faranno anche piacere, ma non sono un campione numericamente rappresentativo della tifoseria. C’è anche chi, giustamente, ad un certo punto si rompe pure le palle, sia di chi a casa asciuga le lacrime del suo campioncino e fuori affronta i tifosi, o dei giocatori che dicono alla moglie “ma non rispondere a queste teste di cazzo”. Se come Società non arrivi nemmeno a pensare che in questi momenti è opportuno farli tacere, caricarli sul tuo bus e portarli a Novarello, allora mi sento autorizzato a mettere in discussione tutto questo centro di eccellenza e di cultura del lavoro di Novarello tanto decantata in questi anni, perché talvolta più che un covo di illuminati luminari del Cern mi sembra più un gruppo di persone a cui mancano i fondamentali.

Mancano quindi solo 7 partite, e i bonus sconfitta sono terminati. In un modo o nell’altro bisogna portare a casa punti. Come, dove e contro chi lo decidano loro. Oppure facciamolo decidere a MDB (Massimo De Brunetta), che fino a quando non mi porterà la salvezza a casa per quanto mi riguarda non meriterà più di chiamarsi col suo vero nome, ovvero quello che ci ha reso grandi e ci ha fatto diventare orgogliosi di lui. Passare da Massimo De Salvo a Massimo De Brunetta in poco tempo è effettivamente cosa non facile. Evidentemente non per lui.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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