Tifo contro? Anche no, grazie! Pensieri e parole

Sono consapevole che ciò che seguirà qui sotto non sarà del tutto gradito ai più e che risulterà indigesto come una bagna cauda a colazione, quindi partendo dal presupposto che non si può piacere a tutti, chi vorrà affrontare la lettura proceda, chi invece riterrà opportuno, alla fine, mandarmi affanculo anche per altri motivi non strettamente legati all’esposizione dei pensieri che verranno, colga tranquillamente questa occasione.

Così come non riesco a ritenere una persona con la faccia di altro colore rispetto alla mia diverso da me, con le debite proporzioni in merito alla portata sociale del distinguo, non capisco i motivi e le ragioni che inducono a “odiare”, seppur relativamente al supporto calcistico, i tifosi di un’altra squadra o la squadra stessa.
Madonna, che fatica fó a sentire i soliti cori truci nei confronti dell’avversario di turno, qualunque esso sia, non percepisco nessuna utilità nell’insulto gratis, nulla che possa aumentare le prestazioni dei miei, che altresì trarrebbero vantaggi, in merito all’autostima , a udire incitamenti a loro riservati.
A Novara però siamo specialisti del “va da via ‘l cü” al primo passaggio sbagliato, ma su questo argomento si sono già espresse le migliori penne di questo sito, mentre il mio umile e personalissimo punto di vista parte dalla considerazione che al mondo ci sono due cose che riescono a mettere tutti contro tutti: la politica e il calcio, quindi mi rifaccio al Montanelli pensiero quando asseriva “turiamoci il naso e votiamo DC”
Di contro però proprio non capisco il ” tifo contro” fatto di ingiurie, quando va bene, e di violenze nei casi peggiori, contro gli altri, dove per “altri” si intendono persone che vivono le nostre stesse passioni, anche se rivolte a colori diversi dai nostri.

Posso accettare il plastico e coinvolgente “chi non salta ……….. è” ma solo perchè risulta essere universalmente versatile e simpatico.

Condividiamo i cori che risultano uguali in tutti gli stadi senza saper proporre qualcosa di originale e di nuovo, qualcosa che possa veramente fare la differenza, qualche giaculatoria che possa rimanere impressa come il refrain di una canzone estiva studiata e scritta per le vacanze sotto l’ombrellone.

Ma il tifo organizzato, da est a ovest, da nord a sud, propina sempre e solo le solite cantilene vecchie come il cucù e ripetitive come la messa in latino.
Il paradosso è che condividiamo i cori che risultano essere identici in ogni stadio, senza riuscire a capire e fare nostro il concetto che ciò che ci rende uguali è l’amore per una squadra.

Sarà che ho sempre vissuto lo stadio da spettatore solitario, e proprio per questo mi risulta difficile capire chi gode delle altrui disgrazie, addirittura dimenticando a volte le proprie soddisfazioni.

Soddisfazioni per le quali gioisci e che si potrebbero sintetizzare nella risposta ad una domanda che il grande Sandro Pertini, di ritorno dai mondiali vinti in Spagna nel 1982, diede a un giornalista : “Presidente, non le pare esagerato esultare per una vittoria ai mondiali con tutti i problemi che ci sono?”
La risposta, semplice ed efficace ristabilì gli equilibri: “Ma i nostri problemi… ma buon Dio, insomma! Che ci sia una sosta nelle preoccupazioni, nella tristezza, nella insoddisfazione… ci sia un po’ di sosta! Dopo sei giorni di lavoro viene la domenica, no? Chi ha lavorato sei giorni ha diritto alla domenica di andarsene con la famiglia a gioire sulla spiaggia, in montagna o altre robe. E gli si dovrebbe dire: ‘Come mai tu gioisci quando ti attende il lunedì?’ Io penso a gioire la domenica, per il lunedì verrà il suo tempo”.

Ecco, gioire per la tua squadra, godere per i suoi successi anche se minimi, e cercare di capire le sue disavventure, essendo ben consci del fatto che un’altra squadra di pari dignità gli contenderà il diritto ad avere un sogno, quel sogno da vivere in caso di vittoria.

Perché un sogno prima o poi dovrà tornare in quel meraviglioso luogo dal quale, per la luce che era, ho sempre avuto il sospetto si fosse allontanato poco dal tempo che fugge, per rimanere accanto il più possibile proprio dove le virtù resteranno a vivere per sempre.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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