Dal Presidente al magazziniere Editoriale

Ci sono tre modi per voltare pagina dopo un derby perso, soprattutto se non si è riusciti in campo nemmeno a dare la parvenza di provare a vincerlo. Il primo è avere un approccio equilibrato, ovvero quello che vuole evitare di farne una questione di Stato perché gli effetti sul futuro possono essere devastanti e, in fin dei conti, la storia è fatta di vittorie e di sconfitte e sul carro si rimane anche quando non gira bene. Buttarla quindi sulla filosofia ricordando che dalla merda nascono i fiori è la prima opzione, quindi non abbattersi e stare vicini alla squadra, che poi è quello che ogni tifoso doc dovrebbe sempre fare, e cantare “domani è un altro giorno si vedrà, sarà quel che sarà” con una chitarra in Piazza Martiri , sempre che il questore poi non ci daspi. La mia personalissima idea su questa modalità di elaborazione della sconfitta è molto semplice: “ma vaffanculo”. Troppo facile così, mi dispiace. Troppo riduttivo fare come quei giovani avvocati difensori di ufficio di qualcuno che ha sterminato mezza popolazione, che davanti al giudice chiedono la perizia psichiatrica per il proprio assistito, magari per dimostrare che è totalmente scemo e, poverino, va curato in qualche struttura e riabilitato perché non era in grado di intendere e volere quando ha agito. Eh già. Se lo scordino di passarla liscia così.

Il secondo è quello di spaccare tutto ciò che capiti a tiro, sperando di non trovarsi difronte qualcuno del Novara, o meglio sperando che qualcuno del Novara non si trovi difronte a noi, perché la possibilità che qualcuno di loro ci affronti, magari quello più scemo, è purtroppo per lui altissima. A tal proposito non faccio un nome perché non ho un nome preciso da fare, ma so perfettamente che in ogni gruppo c’è sempre quello più scemo, quello che pensa che rispondere ai tifosi incazzati voglia dire “metterci la faccia”, che prenderebbe di petto i tifosi con lo sguardo incazzato e direbbe “ma pensi che sono sceso in campo apposta per non tirare in porta? pensi che mi diverta a fare queste figure? ma lo sai che mi spacco il culo tutta settimana per vincere?”, mettendoti nella condizione in cui puoi solo guardarlo con quello sguardo misericordioso che aveva San Francesco quando parlava con le caprette e gli scoiattoli nel bosco e dirgli “ma vai a cagare te e la tua faccia simile al culo che ti spacchi tutta settimana in allenamento”. No, seppur ammetto mi piacerebbe l’epilogo di questa opzione, buttarla in vacca così ho provato diverse volte che non porta a risultati credibili nel medio termine.

Rimane il terzo modo, che è quello classico di immaginarli a testa bassa davanti al plotone di esecuzione, a sorbirsi il pippone e la cazziata. Dal Presidente, che in questi casi è solito sparire salvo poi giocarsi nel breve la solita carta del terrorismo psicologico sulla parte di tifoseria pirla che “e va beh, se lo insultate si stanca, va via, moriremo con atroci sofferenze” al magazzinierie che, in questi casi qualche motivo per fargli il pippone lo troviamo pure a lui, tipo quello di aver notato dalle foto pre partita qualche maglia stirata male. Partirei da questa prima considerazione: nel tunnel degli spogliatoi compare la foto di Silvio Piola vicino alla frase: “amate la vostra società, la maglia che portate, difendetela, siate dei generosi in campo, la gente vi applaudirà sempre.”. A quella immagine, magari proprio negli spogliatoi del Novara, aggiungerei ora questa foto:

 

che rappresenta probabilmente uno dei punti più bassi della nostra recente storia. Rappresenta quella che, non certo per colpa di noi tifosi, è la fine di quella certezza di superiorità che ci trasciniamo da tempo. Perché, siamo sinceri, non è più solo una questione di tifosi, ma lo è diventata, soprattutto grazie al nostro recente passato che ormai non ci appartiene più, una convinzione radicata anche in Società e in squadra di essere sempre e comunque più forti, sempre e comunque migliori di loro, sempre e comunque meno poveri e sfigati di loro, cose che però non stanno più trovando un oggettivo riscontro sul campo dove ultimamente la bella figura la fanno loro e non noi. In questa foto c’è tutta l’umiliazione che provo io oggi da tifoso ma che dovrebbero provare ogni giorno quelli che hanno oggi e avranno in futuro l’onore di indossare la nostra maglia. Vedere quelli al di là del Sesia, un’onesta squadraccia ultima in classifica con l’acqua alla gola, vincere e prenderti per il culo a casa tua, nel tuo stadio, davanti alla tua gente accorsa numerosa, con te che non sei nemmeno capace a fare un tiro nello specchio della porta e perdi in una maniera così ignobile che nemmeno i derbacci nel fango in C2 negli anni ’80 o ’90 dovrebbe essere non solo giusta causa di assegnazione del patentino di “senza palle” a tempo indeterminato, ma un qualcosa che sancisca dopo Piola il secondo esempio che chi entrerà in quelle stanze dovrà sempre tenere in considerazione. Perché è evidente che il problema non è stato perdere un derby, ne vinceremo e perderemo tanti altri nel futuro, ma è stato perderlo in questa maniera vergognosa. E un derby così non lo si perde. Piuttosto, se proprio non ne hai, si mira ai polpacci e alle ginocchia, ma non si esce dal campo con l’aggravante di zero cartellini gialli. Indegni ed indifendibili.

Si è poi tanto parlato del fatto di aver visto un Piola finalmente pieno. A parte che per quanto mi riguarda il Piola pieno l’ho visto contro la Juve, il Milan e il Napoli e non certo ieri, ma penso che l’ultimo dei nostri problemi sia ora dispiacersi per quei 2500 in più che solitamente non vengono e che, probabilmente, torneranno a vedersi la partita da casa. E’ ora di farsene una ragione, anzi di sperare che queste belle persone continuino a vedersi il culo della Piccinini al Pala Igor, che sicuramente è più bello del culo in tribuna di Maniero, e che non ci rompano più i coglioni a noi che su questi spalti ci abbiamo fatto casa. Abbiamo fatto una figura di merda colossale, e magari senza tutti questi dell’ultima ora, che peraltro portano una sfiga della madonna, magari alla prossima torneremo a vincere. Come dice il mio amico Ciumi, la volta che torneremo in A, perché prima o poi ci torneremo, ci compriamo un Sky Box in tribuna così ce la vediamo da soli la partita, noi cinici e stronzi, senza confonderci in mezzo a quella massa di gente che “complimenti al Vercelli, hanno giocato bene, che schifo il Novara ma come si fa a venire allo stadio a vedere una roba del genere, non mi beccano più”. Perché noi siamo tifosi e quel senso di superiorità ce lo possiamo anche permettere visto che il nostro dovere lo facciamo sempre. Noi in campo avremmo fatto sicuramente più ridere, e avremmo perso peggio. Ma in casa nostra nessuno ci avrebbe umiliato come hanno fatto loro ieri.

Testa bassa, bocche cucite e lavorare sodo. Da ieri non è più questa città che deve dare tanto a questa squadra. E’ la squadra che deve dare tanto alla città. Sia chiaro a tutti, dal Presidente al magazziniere.

Claudio Vannucci

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Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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