L’accordo di Cesena Trasferte

Novara, 28 Ottobre 2017

Con la presente firmata in calce garantisco di astenermi dal raccontare ai presenti i non ancora narrati e quindi restanti 2 (due) mesi di naja, durante il viaggio per e da Cesena.

Tale astensione comprende altresí aneddoti, situazioni particolari, nonchè episodi occorsi e rientranti nel periodo succitato.

Qualora tale da me sottoscritto documento venisse violato nei suoi totali o parziali contenuti, conferisco ai miei compagni di viaggio pieni poteri esecutivi nel merito di eventuali punizioni da infliggersi prima del ritorno a Novara.

Tano

 

Con la firma del Presidente ha inizio la trasferta cesenate.
Cesenate per ciò che concerne la partita, Cesenatico invece per quella culinaria.
Viaggio a parte, che è stato protetto dalla firma posta dal Presidente sul documento riportato qui sopra, l’interesse e le attese di tutti e cinque: lo studente, il pensionato alla guida, il metalmeccanico, il bancario e il Presidente firmaiolo ( mancava solo l’imprenditore) sono concentrate sul momento fatidico in cui il culo verrá finalmente poggiato su una comoda sedia di uno dei tanti ristoranti situati sul canale progettato da Leonardo da Vinci, ed è proprio in questo frangente che sono successe cose che voi umani non potete nemmeno lontanamente immaginare.

Intanto il Lupo al ristorante ci arriva nelle stesse condizioni che lo videro interprete di un copione unico e irripetibile andato in scena in quel di Carpi alla prima gara di campionato, condizioni che voi umani difficilmente potreste concepire come plausibili, difatti non lo sono affatto.

Quando al ristorante prescelto uno si siede con una naturalezza che è pari a quella ostentata da Rocco Siffredi sul set di uno dei suoi film, ed estrae dalla borsa una schiscèta del tipo di quelle usate dai muratori bergamaschi, avrete intuito subito che ciò che sta avvenenendo ha ben pochi riferimenti con la normalità.

Succede che subito dopo aver ordinato una birra piccola al cameriere esterrefatto, le persone che affollano le strade prospicienti il portocanale, lanciano, urlando scompostamente, l’allarme che un uomo si è buttato nel canale dopo aver lasciato, sopra a un tavolo, una lettera indirizzata alla famiglia, nella quale si scusava per il folle gesto, ma chiedendo comprensione per ciò che, poco prima del tuffo, era stato costretto ad assistere dopo quarant’ anni di onorata carriera. Immediatamente dopo essere stato ripescato, sotto gli occhi indifferenti dal fiulót impegnato a liquidare il contenuto della schiscèta, il cameriere mancato suicida, ha rassegnato le dimissioni nelle mani del proprietario del locale, ripetendo stralunato e incredulo frasi del tipo “Mai vist gnent del zéner”

Si va alla partita scossi da quanto accaduto, ovvero che il Lupo, che per ora di professione fa lo studente per poter un giorno fare il bancario o chissà, magari l’imprenditore di successo, e che a tempo perso lavora come metalmeccanico per potersi pagare le trasferte, il biglietto d’ingresso al Piola e possibilmente raggiungere felicemente l’età pensionabile, la sua schiscèta, la cui durata è risultata minore di quanto possa sopravvivere un gatto in tangenziale, l’ha liquidata con una disinvoltura pari a quella che manifesta certa gente a scrivere cagate sui social.
Comunque l’impegno sottoscritto dal Tano è stato mantenuto: non ha detto una parola che una riguardante i suoi ultimi mesi di naia.

In compenso e senza potergli imputare nulla, ha iniziato a sciorinare una serie di racconti del periodo scolastico interessanti quanto lo possono essere le pagelle del giorno dopo la gara scritte di taluni autoreferenziati giornalisti.

Ricordatevi di spostare indietro le lancette dell’orologio.

Nonnopipo


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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