25 Nov 2007, Rome, Italy --- Newly-elected Cardinal Angelo Bagnasco (L) adjusts his cardinal skull during Pope Benedict XVI's second concistory ceremony, held in St. Peter's Basilica at the Vatican. The Pope elevated 23 new cardinals, including 18 eligible to take part in a papal election, being under 80. --- Image by © Alessandra Benedetti/Corbis Racconti

Oggi, mi sono svegliato e c’è un nebbione proprio come quelli di una volta … si lo so, poi sparirà tutto con l’arrivo del sole, intanto però quel velo davanti agli occhi, verificato che non si tratta della cataratta, offre una lieve e garbata sensazione autunnale che ben si sposa con i colori caldi degli alberi.

Comunque poetismi a parte, mi sa che stavolta San Gaudensi s’ha sbagliá.
Nulla di grave, per carità, ma l’é fai una capèla.

Cioè nel senso di un clamoroso errore, e non certo per una improbabile edificazione di una costruzione religiosa, tipo quella famosa che in Vaticano prende il nome da Papa Sisto IV della Rovere: la Cappella Sistina.

E dire che il suo amico fraterno, che risponde al nome di Sant’ Ambrös, che abita nella metropoli lombarda, glielo aveva ripetuto più volte: “prima che te fèt un quai miracul par la to squadra , fa minga di stüpidat, eh, duèrdet l’almanacch del balòn e guàrdet ben dua la giöghet la tó squadrèta, che l’ann passà te ghè fai piovèt quand la serie b l’èvét ferma”.

Ma lui da buon nuarés fals e curtés, ha fatto finta di nulla, assumendo un’atteggiamento di chi è sicuro di avere tutto sotto controllo. Atteggiamento che riesce sempre a mandare su tutte le furie il buon Ambrös.

E ora che dobbiamo giocare contro la squadra più blasonata della serie B, quando sarebbe opportuno un intervento mirabolante da parte del proprietario della cupola antonelliana, il nostro patrono cosa ti combina? Fa saltar fuori dalla mitria un nebbione così fitto come in questo periodo dell’anno non si vedeva da anni.

Ed è a questo punto che Sant’ Ambrös prende il telefono da attaccato il muro e, facendo girare la rotellona, compone il prefisso 0321, quindi, con un sorriso largo quanto la cresta del Resegone, attende la risposa del suo caro amico al quale esclama con tono risoluto: “Deh balabiót d’un nuarés, te ghèt al dun de Dio de capí nagot, te sè sbagliat un’altra volta!!”

È stato in questo preciso momento che San Gaudensi si è reso conto dell’errore commesso: si è inventato un nebbione “della Mamma del Principale” per accogliere degnamente i giocatori del Palermo, abituati a ben altre condizioni climatiche.

Purtroppo il nostro Vescovo patrono non siè accorto di aver invertito l’andata con il ritorno, quindi non avendo poteri miracolosi al di fuori della diocesi di appartenenza, si è levato la mitria, e con le mani a grattarsi i capelli bianchi ha esclamato: ” uuuh Signur che capèla chi son fai, ‘dèss ho capí parchè l’Ambrös m’ aveva dí da guardá ben l’almanacch, incö al mè Nuara al giöga in trasferta!!!”

Ora, a meno di un improbabile intervento miracoloso dl’ Ambrös, le cui attenzioni attualmente sono peró concentrate nel tentativo di dare una mano alla seconda squadra di Milano, che qualche malessere lamenta in questo periodo, pare che al San Gaudensi, da solo, non riesca a trasportare la nebbia a Palermo e soprattutto a conservarla in quella cittá … ci vorrebbe appunto un miracolo!!

Se poi consideriamo che i siti metereologici prevedono per domani, nel capoluogo siciliano, una giornata bellissima, si capisce il motivo per il quale, ad un cazziatone dl’ Ambrös al nostro mortificato San Gaudensi, questi abbia risposto :” Dai, Ambrös, ti ghè rasón, ma spaca pü i marön, che pö al vintidü da Genar na trovi in gir gnanca pü la rassa!!”

Preoccupato per lo stato psico fisico del suo amico novarese, fonti autorevoli e soprattutto attendibili come alcune testate giornalistiche Milanesi, quali “il giornale” e “libero” affermano che il Vescovo di Milano varcherà il Ticino per assistere assieme al nostro patrono alla partita tra il Novara e i siciliani.

Per facilitare la ricezione del segnale televisivo si stanno installando alcune antenne paraboliche direttamente sulla cupola a 121 metri d’altezza.
I due alti prelati si intratterranno poi per una cena a base di paniscia e chèga a cui faranno seguito i biscottini di Novara per l’occasione confezionati con la forma del bastone pastorale e una fetta di panettone preparata dalla pasticceria novarese rilevata poco fa dello chef Antonino, il tutto bagnato da una buona bottiglia di vin Santo, giusto per rimanere in tema con i personaggi.

Sicuramente alla fine se ne andranno a letto con la mitria messa di traverso.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo


Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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