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I numeri del Novara nel girone di andata

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Se consideriamo il FC Novara il naturale proseguimento del Novara Calcio 1908, il girone di andata 2023/24 è stato il peggior risultato della Storia del Novara Calcio al pari delle stagioni 1999/00 e 2000/01 finite con 11 e 12 punti nel girone di andata ma in 17 partite anziché 19.

Bisogna partire da questo dato per analizzare il girone di andata della squadra azzurra: un pessimo risultato al di sotto delle aspettative che puntavano quanto meno alla zona salvezza. Eppure, nonostante questo, nessuno può rimproverare alcunché ai ragazzi di azzurro vestiti: impegno ed attaccamento alla maglia ci sono sempre stati. Hanno fatto il massimo delle loro possibilità e questo il tifoso novarese da stadio lo ha riconosciuto e non ha mai fatto mancare il suo supporto.

Gattuso ha sicuramente migliorato la squadra che Buzzegoli aveva condotto fino all’ottava giornata: prima di tutto ha voluto dare delle certezze puntando su una squadra titolare fissa, ha valorizzato Corti relegato ai margini in precedenza, ha recuperato alla causa Bonaccorsi e Ranieri e ha inquadrato Scappini alla Altafini. Non ha mai rinunciato a giocare al football puntando prima su un 4-3-3 che ha in D’Orazio il fulcro imprescindibile e nelle ultime due giornate, in piena emergenza, ha provato un 3-5-2 escludendo D’Orazio non ritenuto idoneo a quel modulo ed inventando per mancanza di alternative Di Munno centrale difensivo.

I difetti di questa squadra sono ormai noti: siamo fisicamente inferiori a quasi tutte le squadre incontrate e contro alcune di queste la differenza è stata imbarazzante, nei finali di partita crolliamo atleticamente e subiamo mentalmente la pressione dei nostri avversari; la nostra rosa, per infortuni e scelte di mercato estive è limitata a non più di 15 giocatori, in attacco non realizziamo per quanto costruiamo ed in difesa spesso gli errori individuali vanificano le prestazioni. Nelle ultime giornate gli errori in attacco ed in difesa sono diminuiti e questo ci ha consentito di guadagnare qualche punto.

La mia impressione è che Gattuso abbia sempre schierato la miglior formazione possibile con gli uomini a disposizione e che le scelte tenico-tattiche del Mister siano state le migliori possibili con gli uomini a disposizione. Quando non si condividono le scelte di formazione del Mister bisognerebbe avere la correttezza di proporre un modulo alternativo e soprattutto i giocatori, in quel momento a disposizione, da utilizzare. Probabilmente la conclusione sarebbe che per almeno 10/11 i giocatori scelti sarebbero gli stessi proposti da Gattuso.

Adesso tocca a Lo Monaco, i nuovi acquisti disegneranno un nuovo Novara, sicuramente più esperto, più fisico e più cinico. Se Gattuso riuscirà a mantenere lo spirito di gruppo attuale e applicare la sua idea di calcio ai nuovi arrivati, l’obbiettivo salvezza diretta può essere raggiunto.

POSSESSO PALLA

Con Gattuso il possesso palla è diminuito rispetto alla gestione Buzzegoli, il Novara è passato dal 53% al 45% medio di possesso palla. Non è un dato particolarmente indicativo anche se indubbiamente le ripartenze/imbarcate che prendevamo nelle prime partite sono decisamente diminuite.

DIFESA (tiri subiti, indice XGA, gol subiti)

Con 32 gol subiti il Novara ha la seconda peggior difesa del girone A e l’analisi potrebbe finire qui. È chiaro che per raggiungere la salvezza bisogna subire meno gol, come farlo dipenderà dai nuovi arrivi e da una maggiore solidità di squadra che non dipenderà dalla quantità di difensori e centrocampisti schierati o dalla propensione difensiva o offensiva degli stessi ma dalla qualità dei nuovi acquisti e dall’organizzazione di gioco che Gattuso saprà dare.

Il Novara subisce mediamente dieci tiri a partita con un indice medio XGa di 1,5. Sono numeri in linea per una squadra che si deve salvare, il problema è che sono sufficienti solamente 6 tiri verso la porta azzurra per subire un gol (contro il Padova ne servono mediamente 14 e contro la Pro Sesto 10) ed è questo l’aspetto assolutamente da migliorare.

ATTACCO (tiri fatti, indice XG, gol fatti)

La produzione offensiva del Novara è sempre stata buona, anche con Buzzegoli. Gli azzurri arrivano con relativa facilità al tiro in porta e questa è una dote preziosa da conservare anche in futuro: se non si tira in porta non si segna, se non si segna non si vince e spesso non si pareggia. Nella classifica per tiri fatti in porta il Novara è addirittura al quarto posto dietro alle corazzate Mantova, Padova e Triestina mentre tutte le nostre avversarie per la salvezza sono sul fondo di questa classifica.

L’imprecisione dei “tiratori” azzurri vanifica quanto prodotto dal gioco. L’esplosione di Corti e la ritrovata vivacità sottoporta di Scappini hanno migliorato, nelle ultime partite il rapporto tiri/gol ma questo non è sufficiente e nel girone di ritorno avremo bisogno di almeno un nuovo bomber implacabile.

Nel girone di ritorno serviranno almeno 25/27 punti per raggiungere la salvezza diretta, vuol dire un ritmo da play off. Il Novara è la squadra che ha pareggiato più partite del girone ed è quella che ne ha vinte meno. Per il girone di ritorno bisogna abbandonare la teoria del fetido pareggino, perché con 19 pareggi retrocediamo, la vittoria va sempre ricercata ed il pareggio dovrà essere eventualmente la conseguenza e non l’obbiettivo.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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La connessione emotiva

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Quello che filtrava dai ben informati era che PLM avrebbe agito sottotraccia, senza far trapelare nulla al contrario di come era abituata la carta stampata ed elettronica locale, per arrivare alla partenza per il ritiro con la rosa sostanzialmente al completo. E, se consideriamo che ne sono rimasti a casa solo tre in procinto di cessione (a cui forse seguirà un portiere), a cui però fanno da contraltare tre nuovi in prova, accuratamente non annunciati né comunicati da nessuno sull’onda della nuova tradizione per cui la piazza è quella cosa fastidiosa che si colloca nel risicatissimo spazio tra l’ego di Lo Monaco e il resto del mondo conosciuto, non andiamo probabilmente tanto lontani oggi da quella che sarà la rosa definitiva. È vero però che in questi giorni, in una delle rare occasioni in cui ci è stato fatto l’onore di sentire la viva voce di un dirigente non deferito, ossia quell’Argurio che teoricamente dovrebbe stare costruendo la squadra ma sembra che debba chiedere anche il permesso per fare pipì, è stato fatto intendere che ancora qualcuno a completamento dovrebbe arrivare.

Intanto partiamo da un dato di fatto: in un contesto in cui i colpi più rilevanti sono due svincolati dell’Ancona e un 32enne che faceva la differenza in C due anni fa e oggi chissà, mi risulta difficile pensare che a questa rosa possano essere integrati profili tipo Liguori e Ferrari. Ho fatto due conti e: 1) considerando i 4 o 5 stipendi di fascia medio alta che ci portiamo dalla scorsa stagione più quelli derivanti da probabili rinnovi al rialzo; 2) considerando che non è stato speso ancora un euro per trasferimenti (l’unico sotto contratto era Jelenic ma mi chiedo il Koper cosa possa aver chiesto che non sia differibile in natura) e che i nuovi profili, sia quelli in prova che quelli già contrattualizzati, sicuramente si inquadrano in fascia di stipendi medio bassi 3) considerando che dalla cessione di Corti sicuramente qualche decina di migliaia di euro la incamereremo 4) ammesso e non concesso che arrivino altri due o tre buoni profili di categoria in mezzo e davanti; fatte tutte queste premesse questa è una squadra che alla fine costerà a stare larghi forse qualcosa in più di due milioni lordi. Un budget che probabilmente anche il Ferranti dello scorso anno, se preso nella giornata in cui assumeva la pastiglietta ed era un po’ su di giri, avrebbe potuto sganciare. Poi ovvio, è possibilissimo che spendi quella cifra e poi ti ritrovi come l’anno scorso con 5 punti in 12 giornate perché hai sbagliato tutto, oppure che a questa spesa corrisponda un buon numero di scommesse azzeccate e ti ritrovi a giocare in posizioni più tranquille e questo fa tutta la differenza del mondo. E, considerando che parti dall’aver confermato lo zoccolo duro, soprattutto in difesa che in questa categoria fa un buon 50-60% della garanzia di non ritrovarti a rasconare nella merda, le premesse per spendere il giusto facendo contenta la piazza non sono neanche così lontane.

Tutto questo se non ci fosse quello che io chiamerei un totale, sbandierato, orgogliosamente esibito disprezzo sovrano per la connessione emotiva nei confronti dell’ambiente. Credo non sia mai capitato neanche nei periodi più neri che dovessimo fare il toto-Issa o il toto Marko-Brkic sul muro di forzanovara per capire quale degli omonimi sconosciuti fosse il giocatore in prova mai annunciato e scelto per partire in ritiro ed essere poi con ogni probabilità integrato. Ho già avuto modo di scriverlo altrove ma lo ribadisco: le modalità di (non) comunicazione commisurate alla qualità della rosa attuale e all’atto di fede che in società chiedono di fare (e a quei prezzi) sono semplicemente da sputo metaforico in faccia alla piazza. Da qui alla fine del mercato potrà anche con ogni probabilità uscire una squadra che si collochi potenzialmente tra il sesto e il dodicesimo posto. Il problema è che andando avanti con questo atteggiamento da sfrondatori di passione, rischia di coinvolgere emotivamente come un attore di un porno tedesco anni ’80 col taglio di capelli alla Mike Werner.

Jacopo

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I numeri di sto c…. e la felpa rossa

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Quest’anno mi sono divertito a raccontare le partite del Novara partendo dai numeri: possesso palla, occasioni create, tiri in porta, tiri subiti, indici di pericolosità e così via. La realtà è che i numeri raccontano una storia che molto spesso non è quella del campo. Anche ai massimi livelli abbiamo visto il PSG perdere contro il Borussia nonostante il 70% di possesso palla, 21 tiri dei parigini contro 4 dei tedeschi e il famoso indice di pericolosità XG che indicava che il PSG avrebbe dovuto vincere 3 a 1 ed in invece 0-1 per il Borussia e Mbappè muto.

Per tutta la stagione il Novara ha avuto ottimi numeri e soprattutto in attacco, la squadra di Gattuso ha quasi sempre creato occasioni da gol, oltre a praticare spesso un calcio godibile. Non è semplice costruire un gioco organizzato e propositivo, molto più semplice e probabilmente più funzionale in questa categoria giocare in maniera speculativa, pensare a difendersi, infoltire il centrocampo e pungere in contropiede come 40 anni fa. Ma il calcio è cambiato e quest’anno Alessandria e Pro Sesto che praticavano proprio questo tipo di calcio, fondando la loro forza sulla compattezza difensiva per compensare la loro pochezza tecnica, sono retrocesse nettamente.

Ma se il Novara si salverà non sarà per le scelte tattiche di Gattuso, bravissimo a svicolarsi da assurde imposizioni societarie sul modulo, non sarà per la crescita continua del gruppo, non sarà per i cambi in corso che hanno cambiato il volto delle partite, non sarà per la pazienza ed il lavoro su Ongaro trasformato in giocatore di calcio in tre mesi, non sarà per aver inventato un difensore in capocannoniere, non sarà per la continua, incrollabile quasi maniacale convinzione che la salvezza sarebbe arrivata nonostante tutto. Se il Novara si salverà sarà soprattutto grazie alla felpa rossa di Jack Gattuso tenuta rigorosamente sulle spalle nella conferenza stampa prepartita e per tutta la partita con il Fiorenzuola dal riscaldamento fino ai festeggiamenti culminati con il regalo della stessa felpa ad un fortunato tifoso azzurro. Quella felpa rossa, indossata in egual maniera anche con il Legnago, appoggiata sulle spalle a 27 gradi è il vero segreto della probabile salvezza del Novara.

Grazie Jack, tieni duro ancora una settimana, recupera qualche ora di sonno e poi costruisci come sai fare l’ultima vittoria, con o senza  felpa rossa sulle spalle.

p.s. il Fiorenuzola ha dominato nei numeri: oltre ai 18 calci d’angolo anche 18 tiri in porta contro solo 5 (tre gol compresi) del Novara. Nel primo tempo abbiamo fatto due tiri in porta e tre gol. Secondo l’indice XG il Fiorenzuola doveva vincere 2 a 1 ed invece 1-3 e Tabbiani muto! Pur avendo enormi limiti tecnici e fisici il Fiorenzuola gioca a calcio e prova a vincere le partite come il Novara. Poi perde e retrocede perché questo nel calcio succede, ma almeno prova a costruire calcio. Alessandria e Pro Sesto giocando come 40 anni fa non hanno nemmeno provato a giocare e non penso che da quelle parti qualcuno si sia divertito.

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Come un biglietto in tangenziale

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Lunga e diritta correva la strada, forte il motore rombava, ma il finestrino era abbassato e fuori il foglio volava, e fuori il foglio volava.

Non si tratta di una modifica al bellissimo testo di Francesco Guccini, ma l’esatta trascizione di ciò che è successo ieri.

Complice una di quelle trasferte “ciccione” che resteranno scolpite nella storia e nella memoria, ammesso che si riesca a ricordare tutto.

Dunque, giusto per essere sintetici e non dilungarmi in quelli che il Ciumi classifica come pipponi,

mi tocca precisare che lo scenario è la campagna piacentina, non troppo diversa dalla nostra: sullo sfondo le colline invece delle alpi, ampi spazi coltivati a verde contrapposti al nostro mare a quadretti.

Case e cascine un po’ qua e un po’ la, e tra queste una trattoria, una di quelle sulla cui porta di ingresso non sono appiccicati gli adesivi delle stelle al merito culinario, ma un semplicissimo foglietto con su scritto “tutti i giorni dopo le 12:15 si organizzano corsi di recupero per astemi”.

Ecco, qui si comincia a intravedere la causa del ricorso a Guccini.

La complicità dell’ ottimo cibo e la semplicità di quel blend di bonarda e barbera che da queste parti chiamano gutturnio, si impadroniscono subdolamente della scena. 

Non è mica colpa nostra se il fischio di inizio è fissato alle 18, c’è da far trascorrere un po’ di tempo per arrivarci vicino e quindi il “felino”, la coppa, il lardo, la tagliata sono gli strumenti che si usano da queste parti, insomma, mica puoi stare li a rimirare il paesaggio e bom!

Vabbè, si parte per Fiorenzuola una volta pagato il conto, lievitato sensibilmente dopo la conta della bocce, le quali, in combutta con la temperatura esterna, inducono all’abbassamento dei finestrini delle auto.

Ed è proprio in questo frangente che si consuma la tragedia: tangenziale che conduce a Fiorenzuola, un rettilineo lungo un paio di chilometri, un ponte sotto il quale scorre il Trebbia, un foglio bianco che vola fuori dal finestrino della vettura che apre il “corteo”, le quattro frecce inserite per una sosta dove non esiste la benchè minima corsia d’ emergenza.

Il biglietto della Vivaticket valido per l’ingresso allo stadio, che svolazza per aria beffardo e impertinente per posarsi in mezzo alla carreggiata per poi riprendere il volo al passaggio delle auto che sfrecciano in ambo i sensi di marcia a più di 100 chilometri orari.

Panico nello sguardo del titolare del Vivaticket volante e in quello di Nonnalanto che urla “Ma dove vaiii, torna indietro che c’ hai il ginoccio bionicooo!!” quando si accorge che il più vecchio della comitiva … pardòn, il più anziano o diversamente giovane, sprezzante del pericolo, corre assieme alla bisteccona e al gutturnio verso il foglio che nel frattempo si è posato sul bordo del guardrail, fermo, immobile, inanimato … “ti ho visto, ti prendo, non puoi sfuggirmi”… col cazzo!!! uno stronzo con la maglia del Fiorenzuola strombazzando a centoventitre all’ ora, rimette in discussione tutto quanto facendo decollare il Vivaticket nella carreggiata opposta.

È lì che il più anziano diversamente giovane, sprezzante del pericolo attraversa le corsie impossessandosi definitivamente del Vivaticket per poi restituirlo al legittimo intestatario del medesimo dopo aver ripercorso i circa trecento metri a ritroso sotto un sole estivo che fissava il termometro a 30 gradi.

Un proverbio recita che la curiosità è femmina, ma secondo me è anche maschia, però credo non sia giusto, per i diritti che la privacy garantisce, rivelare il nome del proprietario del Vivaticket volante.

Ma siccome io della privacy me ne sbatto le balle rivelo pubblicamente il nome di colui che ha rischiato di perdersi cotanta memorabile partita: Ciumi.

Il resto lo conoscete tutti, ormai appartiene al passato, il futuro si concretizzerà tra sette giorni. Domenica tutti al Piola.

Nonnopipo   

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