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Cosa sta succedendo nel Novara FC e cosa succederà.

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Archiviati con Jacopo i ragionamenti tecnici, ed iniziata la settimana finalmente con un po’ più di entusiasmo e speranza per il futuro, vorrei oggi parlare di due aspetti fondamentali sui quali si giocherà nelle prossime settimane il futuro del Novara FC: questione mercato di gennaio, (o meglio reale situazione del threesome Ferranti, Di Battista e Gattuso) e situazione societaria. Procediamo con ordine. C’è un qualcosa che non quadra nel rapporto tra i 3, nel senso che Jack Gattuso continua ripetutamente a chiedere 3-4 acquisti parecchio “pesanti”, in grado quindi potenzialmente di spostare gli equilibri. E fin qua tutto legittimo e in un certo senso pure auspicabile, se non fosse per il fatto che, al momento del suo ingaggio, Di Battista è stato estremamente chiaro circa l’impossibilità di agire sul mercato in maniera impattante. Quello che mi pare strano è il perché una persona coscienziosa come Jack chieda ripetutamente un qualcosa che gli è stato chiaramente detto non sarebbe avvenuto. Le due risposte che mi sono dato sono che, dopo quasi due mesi, si sia accorto di avere una squadra molto più debole del previsto e quindi implori interventi; la seconda, e sarebbe più grave, che qualche altro (leggasi Ferranti) gli abbia invece promesso concreti rinforzi. E purtroppo quoto maggiormente questa seconda ipotesi perché, largo circa, l’arrivo di Jack coincide proprio con una delle poche interviste rilasciate nella quale il Pres parlò effettivamente di mercato. Il tema, però, è sempre lo stesso: per fare mercato servono parecchi soldi che Ferranti stesso non vuole più spendere. Ecco perché non vorrei che la nuova storia di Gattuso fosse nata sotto un’antipatica presa per il culo. Aggiungo: a quanto so, l’idea di Ferranti è sempre la stessa: alleggerire in maniera importante gli ingaggi e quindi procedere prima alla vendita di Bertoncini e Calcagni (i due insieme cubano intorno a 175.000 euro complessivi annui di stipendio), e poi fare mercato ovviamente coerente coi nuovi parametri. Ma sappiamo perfettamente tutti che ai due, prima di una valutazione tecnica sulla quale ci sarebbe comunque da dire, qualsiasi acquirente anteporrebbe una valutazione finanziaria. Ergo sono invendibili. Sul mercato di gennaio, poi, ci si trascina sempre quella errata convinzione che, iniziando il 2 gennaio, i nuovi acquisti per quella data possano essere tutti pronti, abili ed arruolabili. Se a Di Battista verrà imposto prima di cedere e solo dopo di acquistare, ragionevolmente, posto si riuscirà a fare qualcosa, significa che il Novara registrerà qualche eventuale ingresso solo dopo il 20-25 gennaio. Che vuol dire aver già giocato 4 partite del girone di ritorno (di cui 3 “spareggi” salvezza) con la rosa attuale. Mi fanno quindi tenerezza quei tifosi che parlano di mercato di gennaio facendola come sempre molto facile. Ci metto il carico: in settimana Di Battista è dovuto intervenire sul Presidente implorandolo di pagare almeno una mensilità arretrata a quei 7-8 giocatori più giovani che prendono lo stipendio base, proprio perché, viaggiando quotidianamente e avendo parecchie spese, erano disperati. Spogliamoci un po’ tutti da quella visione elitaria del calciatore privilegiato che guadagna bene perché, se è vero che è sempre meglio giocare a calcio che andare in fonderia, è altresì vero che la maggior parte di questi ragazzi prende davvero poco e l’ultimo stipendio visto è stato a ad Agosto. Va detto che Ferranti ha operato assolutamente in linea con le normative, però un conto è vivere con uno stipendio di Bertoncini e un altro con quello di uno a caso della truppa dei giovani. Peraltro l’ambiente del calcio è spietato, e se si diffondesse il dubbio che Ferranti non paga allora sarebbe un enorme problema per Di Battista fare mercato. Molto più di quanto la classifica attuale già lo penalizza.

Il secondo problema è la solita tiritera della cessione societaria. Proviamo a fare chiarezza, visto che su questa tema sembra sempre prevalere un’ipocrisia di fondo in base alla quale è reato fare sempre nomi e cognomi perché “si rischia di creare un danno al Novara Fc e di far saltare le trattative”, come se l’aver omesso i nomi abbia portato a chissà quali closing. Al Tamimi a parte, sul quale è stato detto e scritto di tutto, a quanto a me noto Ferranti nei mesi scorsi ha proposto il Novara ai fratelli Leonardi (della Igor) incaricandoli di ingaggiare qualche altro imprenditore locale per formare una sorta di cordata novarese che avrebbe potuto acquisire una quota rilevante della Società. La risposta è stata “No grazie”. Ferranti quindi ha incontrato prima una cordata con a capo Nini Corda (quello che poi è entrato nell’Alessandria ed è stato silurato 15 giorni dopo), e un secondo possibile acquirente americano con un progetto triennale di investimenti sul settore giovanile che, nei loro piani, in tre anni avrebbe formato giocatori spendibili per la prima squadra. Non se ne è fatto niente. Poi è toccata alla solita cordata di imprenditori con a capo una nota figura biellese che pare ci abbia davvero provato per mesi. Il problema è che questa cordata sembrerebbe aver raccimolato una cifra addirittura inferiore a quella necessaria per concludere questa stagione e che, non mi è chiaro, siano stati scartati dal Pres o loro si siano ritirati stanchi di non esser ricevuti. Poi si è iniziato a fare sul serio, e a Ferranti si è presentato quel famoso ex dirigente calcistico di cui si è scritto sui giornali. Mi devo adeguare a questo andazzo in base al quale se fai nomi becchi denunce quindi vi dico solo che era del sud e che, tra le altre cose, viene ricordato per una divertente querelle con Mourinho. Ma pare che a Ferranti non sia mai piaciuto. Poi è toccato ad un imprenditore noto per aver avuto una squadra nobile in serie C e che recentemente ha acquisito una nobile decaduta in eccellenza. Non mi è dato sapere e capire i motivi per i quali, dopo aver appena acquistato una squadra in eccellenza, voglia comprarne una in C ma tant’è. In mezzo a questi pare si sia fatto vivo un imprenditore che vive dalle parti di Djokovich oltre ad aver bussato alla nostra porta una serie di altri interessati ma caratterizzati dal fatto di essere oggettivamente improbabili ed irricevibili banditi, fino ad arrivare a Pedretti sul quale, al di là delle smentite di Ferranti (ieri incalzato da più domande pare abbia cambiato 3 versioni in 2 minuti netti) è evidente ci sia sotto qualcosa di concreto. E’ altresì evidente che il Pres stia forzando la mano per una cessione e che, probabilmente entro il 2023, il Novara Fc avrà una nuova proprietà.

Proprio su questo ultimo tema, prepariamoci perché da qui alle prossime settimane saremo bombardati di notizie proprio quando ai giocatori servirebbe invece un po’ più di protezione ed isolamento. Non è facile perché se davvero arrivasse una nuova proprietà, allora è credibile pensare che parecchi di questa rosa farebbero le valige, ma se invece rimanesse Ferranti allora sarebbe la normalità per questi ragazzi vedere i soldi all’ultimo giorno possibile, posto li vedranno tutti realmente. Questo per dire che noi tifosi, io in primis, spesso tendiamo ad essere iper critici e bollare i giocatori di turno considerandoli scarsi. Che in parecchi casi della nostra rosa probabilmente è anche vero, ma rimane il fatto che riuscire a stare in carreggiata su questa auto senza freni e con le gomme bucate è davvero un’impresa.

Claudio Vannucci

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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…che lei salva lui!

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E cosa succede dopo che lui ha scalato la torre e salvato lei?

Che lei salva lui

Il celebre finale di Pretty Woman è ciò che più si avvicina alla realtà che abbiamo vissuto quest’anno. Un anno iniziato in salita, con tanti rischi e incognite, dove inizialmente ci ha visti tutti protagonisti uniti nel prendere per mano la squadra, proteggendo un improbabile gruppo col fine unico di salvaguardare, o meglio salvare, il nostro Novara. Unione che partita dopo partita si è inevitabilmente sgretolata, vinta da quei fatti che, inequivocabilmente, mostravano il disastro di un progetto low cost insostenibile e, forse, irrealizzabile. Il tutto durato fino a quando, col cambio di proprietà e la creazione di un nuovo gruppo, lentamente abbiamo assistito al ribaltamento dei compiti, questa volta con la squadra che ha preso per mano la piazza accompagnandola ad una salvezza che, dopo i soli 15 punti dell’andata, pareva irraggiungibile. E cosi siamo arrivati alle 20 di domenica 19 maggio 2024 quasi con gli occhi lucidi, forse pure un po’ magonati, perché quella fine di stagione più volte auspicata da tutti, e ieri sera arrivata, pone fine ad una storia probabilmente di irripetibile, quanto meno per come è maturata, e che ricorderemo tutti con affetto per sempre. Se prima tutto era da buttare, oggi ci sono molte basi sulle quali costruire una nuova stagione che non potrà prescindere da alcuni rinnovi: Gattuso in primis (mi risulta che con la salvezza sia scattato il rinnovo automatico), Urso e Ongaro. Quanto meno perché l’eventuale perdita rappresenterebbe un fatto impopolare e poco gradito.

Torno a ripetermi rispetto al precedente editoriale: ha vinto Lo Monaco, ha vinto la proprietà, ha vinto la filosofia dello spendere qualcosa in più. E adesso arriva il bello perché se prima si doveva parlare di costruire l’arca di Noè per salvarci, ora c’è da costruire un castello, ma soprattutto una nuova storia che speriamo non dovrà più raccontare angosce e paure di retrocessione. Concordo con chi sostiene che, talvolta, sia meglio una salvezza ottenuta con lacrime e sangue di una totalmente anonima e anaffettiva, ma è altresì vero che un lieto fine ottenuto una volta non rappresenta garanzia futura di finale analogo. E se oggi sono qui a raccontare la mia tristezza per la fine di questa stagione è solo perché ci siamo salvati (bene), perché se lo stesso gruppo avesse perso i playout oggi staremmo parlando di altro. Certamente siamo alla vigilia di un’estate molto più tranquilla della scorsa, in cui i nostri pensieri saranno solo rivolti al calciomercato inteso come un momento di speranza positiva e non come lo scorso in cui, al telefono con l’amico Faranna, la domanda che ci facevamo dopo ogni rumors era: “e chi cazzo è questo?”. Ma di questo avremo tempo per parlarne.

Oggi è tempo di goderci questa salvezza, e di rendere onore a chi ha contribuito a raggiungerla. Abbiamo vinto un po’ tutti, dove nel tutti ci metto quello zoccolo duro di tifosi che ha mangiato tanta, tantissima merda. Ma non ha mai mollato. E’ stato un anno difficile, soprattutto triste perché si è reso protagonista di tanti addii di cuori azzurri che ci hanno lasciato. E mi piace oggi pensare che siano tutti lì, un po’ magonati come siamo noi, ma felici per aver vinto. Perché poi il calcio si sintetizza cinicamente così: perdere una finale di playoff o vincere un playout alla fine porta allo stesso risultato: esserci ancora il prossimo anno. E noi ci saremo.

Claudio Vannucci

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Abbiamo vinto tutti

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In queste occasioni la mia testa si divide sempre tra quella corretta scaramanzia che imporrebbe di non esporsi troppo fino a quando l’obiettivo non è stato raggiunto, e quel rispetto alla razionalità ed oggettività dei fatti che, ovviamente, mi fanno guardare con un po’ di disprezzo e noia chi fa notare quanto la salvezza sia ancora da conquistare. In questi casi mi e gli ricordo che il nostro compito è quello di essere tifosi, e pertanto dovremmo dare per scontato un approccio più umile da parte della squadra ma, contemporaneamente, più sereno nostro. Perché in tutto il mondo oggi è evidente come il Novara si sia salvato. Poi, certo, è tecnicamente possibile perdere con 3 goal di scarto la partita di ritorno, ma mi permetto di suggerire ai cultori del “non dire gatto se non l’hai nel sacco” di non eccedere in manifestazioni tafazziane porta sfiga. E che cazzo, siamo reduci da 9 mesi di merda, vinciamo in trasferta 1-3 la partita di andata contro una squadra che, ricordiamolo, con ieri ha perso 5 partite su 5 in questa stagione contro di noi, è così reato godere?

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) si sta delineando la vittoria di PLM. Ha avuto ragione lui. Ma soprattutto ha avuto la ragione la filosofia in base alla quale bisogna spendere per inserire in rosa qualità o, comunque, esperienza. Solo dopo si possono questionare alcune scelte che, oggettivamente se guardiamo il mercato invernale, non hanno pagato. Ma con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) nasce davvero la vera era PLM (& Co), perché è adesso che potrà agire costruendo una squadra da zero, senza il pensiero di una classifica drammatica e, auspicabilmente, con un innesto di liquidità sufficiente a far si che non si debba mai più convivere con lo spettro di una retrocessione.

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) è nata una nuova stella. O semplicemente si è guadagnata non solo la riconferma, ma una maglia titolare Gaston Ongaro, che per proprietà associativa rappresenta un’ulteriore vittoria di PLM visto che è stato un acquisto tutto suo. Forse il ragazzo ci ha messo un pochino troppo ad ambientarsi, forse ci ha messo un pochino troppo a trovare la forma, forse è anche stato un pochino sfigato ma anche un pochino troppo timido, ma certamente dal punto di vista tecnico sempre impeccabile. Certo andrà messo nelle condizioni di dare il meglio, e probabilmente gli va affiancato un “Felice Evacuo” del caso, ma il goal segnato ieri è cosa che difficilmente si vede in questa categoria.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica prossima) si è dimostrato quanto anche questa categoria non può fare a meno della tecnologia. Sono sempre stato un estimatore del var, sicuramente perfettibile e criticabile per alcune distorsioni al gioco del calcio che ha provocato, ma se è visto come uno strumento in grado di correggere un errore macro allora è perfetto. Come ho detto è perfettibile, e in tal senso grida vendetta il non goal della Giana, ma altrettanta vendetta avrebbe gridato la non concessione del nostro rigore apparso evidente a tutti allo stadio. Non posso non pensare a che campionato avremmo potuto fare se la tecnologia fosse stata presente in tutte le partite. Certamente non saremmo primi, ma magari ci saremmo risparmiati Fiorenzuola.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica) ha vinto anche tutto lo zoccolo duro del tifo novarese. Ieri davvero pochi gli occasionali presenti (magari sono stati occasionali da trasferta ma vabbè, ci sta) perché i cuori azzurri presenti al velodromo erano davvero quelli che ogni domenica sono lì a soffrire sugli spalti. Non solo non c’è stata competizione coi locali, ma quando siamo così c’è competizione solo coi mostri sacri di tifoserie della categoria.

E allora che arrivi domenica e si festeggi definitivamente. Ce lo meritiamo tutti.

Claudio Vannucci

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Nessuna opzione diversa dalla salvezza

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Triestina Novara si sono incontrate dopo un girone di ritorno nel quale entrambe hanno conquistato lo stesso identico numero di punti. Solo che la prima giocava per provare ad ottenere il terzo posto mentre l’altra la salvezza diretta. Questo certifica nuovamente come il girone di andata, o meglio i primi tre mesi dello stesso, abbiano rappresentato qualcosa di molto simile ad una sentenza. Ma i numeri raccontano anche di un Novara in grado evidentemente di giocarsela oggi con la maggior parte delle avversarie a prescindere dalla classifica occupata da queste. Coi se e coi ma non si va da nessuna parte, ma se avessimo ottenuto all’andata gli stessi punti ottenuti al ritorno saremmo oggi al settimo posto, ovvero avremmo disputato un onesto playoff passando, se bravi e fortunati, uno o due turni prima di lasciare il palcoscenico a qualche altra compagine più attrezzata. Settimo posto che, tanto per dire, sarebbe stato ben più onorevole e lodevole di quel decimo posto ottenuto lo scorso anno da una squadra molto più quotata di questa. In chiave imminenti e molto probabili playout, anche se non lo ammetteranno mai, la verità è che il Novara FC è la squadra che nessuno oggi vorrebbe incontrare, e probabilmente lo stesso sarebbe capitato se avessimo dovuto disputare i playoff. Che qualcuno sano di mente a Fiorenzuola oggi possa sostenere che sia meglio giocare contro di noi rispetto ad una Pro Sesto, Pergolettese o Arzignano, non ci credo esista nemmeno se si materializzasse ora davanti a me. Detto questo, domenica prossima potremmo beneficiare di una combinazione di risultati favorevoli non così impossibile, anzi. Non dobbiamo infatti sperare in una sconfitta casalinga del Real Madrid contro il fanalino di coda, ma di tre risultati (vittoria Novara, pareggio o sconfitta Pergolettese, pareggio o sconfitta Pro Sesto) che tranquillamente potrebbero verificarsi senza che nessuno possa gridare allo scandalo, a differenza di alcuni risultati un po’ naïf successi le scorse settimane. Le buone notizie sono però finite.

Quel dannato minuto di ieri, nel quale in sequenza è arrivato prima il pareggio della Pergolettese e poi quello della Triestina in pieno recupero, può essere una mazzata psicologica devastante. Paradossalmente una sconfitta in Friuli per 4-0 avrebbe lasciato meno strascichi dell’ennesima beffa subita in tempo di recupero che, ormai, è diventato un marchio di fabbrica di questa stagione. Che una partita si possa risolvere nel recupero fa parte dell’ordine delle cose, ma che questo, nel poco bene e tanto male, sia ripetutamente successo è un qualcosa che difficilmente può trovare una spiegazione razionale. Non ne va bene una, e anche il primo fortunoso pareggio dei locali va nella direzione di una sfortuna inenarrabile. Così come l’ennesimo non fischio arbitrale in occasione del secondo pareggio, unito ad un possibile rigore non dato a favore, fortificano in me l’impressione che il “sistema” sia totalmente avverso a PLM. Il mio ultimo editoriale ha causato qualche critica, soprattutto dalla parte buonista e “verginona” del tifo, quella che va sempre bene tutto e che mai una volta faccia lo sforzo di capire una provocazione. E’ evidente che non chiedessi a PLM di presentarsi negli spogliatoi avversari o nel “palazzo” con gli assegni in mano, ma invece che facesse un po’ di casino e provasse ad influenzare il mood. Come fanno tutti i Dirigenti mestieranti del calcio, in qualsiasi categoria. Non so se questo gli è riuscito col Legnago evidentemente sceso al Piola in ciabatte, certamente non è riuscito ieri dove è arrivata appunto l’ennesima riprova di come, nel dubbio, il Novara debba essere penalizzato. Detto questo, sfortuna a parte, non può essere un caso che questa squadra non riesca a mantenere un vantaggio fino alla fine. Evidentemente ci sono limiti caratteriali molto più profondi, uniti ad una spirale negativa tale per cui, arrivi all’85’, e ti tremano pure le corde vocali.

A questo punto, salvo un lieto fine tra sette giorni, è arrivato il momento di tacere durante la settimana e di presentarsi allo stadio e fare la sola cosa che possiamo fare: tifare. La sola storia che fa fede è quella che viene scritta, quindi ringraziare oggi PLM perché in sua assenza saremmo stati al posto dell’Alessandria è una narrazione inutile in caso di retrocessione ai playout, così come dannarci troppo pensando all’inizio di questo campionato pensando ad un qualcosa che, in quel momento , non era possibile fare: vincere di più. Portiamo a casa la stagione e poi ognuno tragga le sue considerazioni, ognuno faccia le polemiche che vuole, ognuno si tolga i sassolini nella scarpa che ritiene. Solo dopo. Oggi serve salvarsi.

Claudio Vannucci

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