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La galleria degli orrori

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Nella conferenza stampa di presentazione di Marchionni e Pittino il nostro Presidente ha fatto più volte riferimento ai troppi gol presi per errori individuali che spesso hanno vanificato risultati e prestazioni.

E allora facciamoci del male: il Novara ha subito fino ad ora 26 gol che in assoluto non sono tantissimi, il Vicenza ne ha subiti 24 ed il Lecco 27. Certo sarebbe meglio fare come il Feralpi (12 gol subiti) o il Pordenone (17 gol subiti) ma il problema è come sono arrivati questi gol.

Abbiamo subito un solo gol su rigore (Arzignano), uno su punizione (Triestina), due su calcio d’angolo (Piacenza e Renate). Escluse queste tre situazioni nessun gol è stato subito da palla inattiva. Non è questo è il problema.

Abbiamo subito 23 gol di piede e solo 3 di testa. Il problema non sono i centimetri dei nostri difensori, due gol di testa subiti nelle prime due giornate di campionato contro Renate e Mantova e uno contro il Piacenza da calcio d’angolo. Pochi e molto lontani nel tempo per essere un problema.

Due gol sono arrivati da tiri da fuori area a difesa schierata (Pro Vercelli e Juve NG), gol evitabili ma bisogna anche dar merito agli avversari. Un paio di gol, evitabilissimi, sono arrivati da percussioni centrali non lette correttamente dalla difesa (Feralpi e Padova). Abbiamo subito tre gol su contropiedi clamorosi (Lecco, Feralpi, Albino) dove tutta la squadra ha sbagliato. Sarebbe bastato un fallo tattico per evitarli.

Ben cinque gol sono arrivati a difesa schierata con cross bassi tutti dalla fascia destra (nostro difensore sinistro) contro Juve NG, Pordenone, Feralpi, Trento e Triestina. Primo allarme rosso: chi c’era a difendere a sinistra? Chi in mezzo non è riuscito a contrastare l’attaccante avversario?

E ora apriamo la galleria degli orrori: sette gol sono arrivati da errori individuali: due di Carillo (Triestina e Albino Leffe) uno di Peli (Pro Sesto) e quattro di Pissardo con la complicità di una difesa poco reattiva (Pro Sesto, Pergolettese, Albino, Feralpi). Altri quattro gol sono stati incassati per sbagli collettivi con errori di posizione o interventi sbagliati.

Tutti questi errori sono avvenuti in trasferta. Qui c’è un problema: 19 gol su 26 subiti fuori dalle mura di casa indicano una fragilità caratteriale strutturale.

Ogni gol presuppone un errore difensivo e come dicevano Annibale Frossi e Gianni Brera la partita che termina zero a zero è una partita perfetta perché senza errori soprattutto delle difese. Non pretendo che la mia squadra arrivi alle conclusioni del sommo Gianni ma un errore come quello di Carillo con la Triestina, reiterato e accompagnato da altri dieci errori individuali e di reparto in undici partite in trasferta che nulla hanno a che fare con moduli, schemi e stati di forma, deve avere una spiegazione.

Sbagli del genere si fanno per deconcentrazione, per inesperienza oppure perché il calciatore errante è scarso. A parte il gol causato da Peli contro la Pro Sesto che può essere addebitato all’inesperienza, gli altri ricadono nelle altre due ipotesi. Se gli errori sono causati da giocatori scarsi (il livello Placida è la mia unità di misura) non si può far nulla se non stare vicino ed incoraggiare giocatori poco dotati ma se come penso il problema è la testa, il carattere, la concentrazione allora si può e si deve intervenire.

Per risolvere il problema il nostro Presidente invece di un mental coach ha fortunatamente richiamato Marchionni che se riuscirà ad entrare nella testa di questi ragazzi ed evitare questi errori avrà già risolto buona parte dei nostri problemi. Marchionni nelle prime dichiarazioni ha fatto intendere che l’obbiettivo è fare meglio della posizione attuale per poi andare a giocare le nostre possibilità ai play off. Il calcio è strano e potrebbe succedere che la strana coppia Marchionni-Pittino funzioni, centrando i play off con il quarto posto e magari la promozione in serie B, prima però il nuovo Mister deve far capire ai ragazzi che non si deve entrare in campo come l’impiegato della posta entra in ufficio e che testa e testicoli fanno la differenza.

Ultimo consiglio non richiesto: basta dire che i ragazzi si applicano, che si allenano bene, che sono disponibili al sacrificio, che in settimana hanno lavorato senza problemi, che l’unica medicina è il lavoro. Basta, abbiamo capito che sono dei bravi ragazzi, che prendono tutte le sere la medicina e vanno a letto presto. Il calcio, soprattutto la domenica è altro.

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Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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I numeri di Novara-Mantova

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Il Mantova è dominante, il Mantova andrà in serie B, il Mantova vincerà tutte le partite a partire dalla prossima ma a Novara non ha vinto, a Novara non si vince, non più. Perché ora il Novara è una squadra vera, consapevole delle proprie forze e dei suoi punti deboli e se la gioca con tutti. Contro il Mantova difendendosi ad oltranza perché diversamente non si può giocare, contro l’Atalanta dei futuri campioncini vedremo.

Anche i numeri, se ce ne fosse bisogno, dimostrano il dominio del Mantova: 78% di possesso palla è un dato impressionante, il secondo più alto per il Mantova in campionato che domina nel girone A anche in questa speciale classifica. Il possesso mantovano non è stato sinonimo di bel gioco, anzi la lentezza del gioco della squadra di Possanzini è esasperante e annoierebbe qualsiasi spettatore “neutrale” però capisco che per vedere una bella partita bisogna essere in due ma giustamente Gattuso non ha voluto fare la fine del pur fortissimo Padova che avendo deciso di affrontare il Mantova a viso aperto, ha preso cinque gol. Possanzini ritiene quella di Novara tra le migliori prestazioni dell’anno della sua squadra e questo accresce i meriti degli azzurri e conferma la bontà delle scelte e del piano tattico di Gattuso.

Il lento tiki taka mantovano porta a 12 tentativi pericolosi verso la porta azzurra con un indice XG 2. Non è sterile il dominio mantovano, il nostro Minelli compie solamente un paio di parate importanti ma indubbiamente le azioni che ci hanno fatto stare con il fiato sospeso sono state molte, compreso un rigore piuttosto evidente non concesso ai biancorossi.

Non è la partita giusta per valutare l’attacco azzurro ma è evidente che a fronte di una solidità difensiva ritrovata e di un centrocampo concreto, l’evanescenza offensiva del Novara sia sotto gli occhi di tutti. Nonostante il partitone di Corti (vi avviso è il mio nuovo idolo) che per spirito di sacrificio, movenze e concretezza mi ricorda Ravanelli con parecchi chili di muscoli in meno e molti capelli in più, il Novara 2.0 produce molto meno in fase offensiva rispetto al Novara 1.0 e non sembra esserci soluzione.

Nonostante i risultati delle nostre concorrenti alla salvezza la situazione rispetto alla settimana scorsa non cambia, eravamo a -3 dalla salvezza e a quella quota rimaniamo, anzi aumentiamo il vantaggio sulla Pro Sesto a +11 e manteniamo a distanza di sicurezza il Fiorenzuola. La via più probabile verso la salvezza senza play out rimane il sedicesimo posto, attualmente occupato dalla Pergolettese, combinato con otto punti di vantaggio sulla Pro Sesto.

La Pro Vercelli in caduta libera, conferma che tutto sommato qualche attinenza tra risultati reali e indici XG/XGA esiste. I vercellesi hanno overperformato per tutto il girone di andata, pur essendo quarti in classifica erano negli ultimi posti nelle varie classifiche di rendimento. Ora pagano dazio, oppure stanno semplicemente passando all’incasso.

Abbiamo visto nella partita di andata quanto talento abbia la giovane Atalanta e sicuramente buona parte dei giocatori bergamaschi che affronteranno i giocatori del Novara, giocheranno nei prossimi anni in serie A ma oggi sono giovani ragazzi dai 18 ai 22 anni che giocano nell’inferno della serie C, oggi il Novara non è inferiore all’Atalanta U23 e se la deve giocare fino alla fine. Da questa partita confronterò i numeri del Novara 2.0 considerando come prima partita del nuovo corso quella contro la Pro Patria.

In difesa in numeri del Novara 2.0 sono praticamente uguali a quelli dell’Atalanta ma in attacco la differenza è ampia a favore dei bergamaschi. Anche sabato, Gattuso dovrà inventarsi qualche alchimia tattica per prevalere.

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I numeri di Arzignano-Novara

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Guadagniamo un altro punto sulla Pro Sesto (+10 / +7), manteniamo quota -3 dalla salvezza ma perdiamo punti con quasi tutte le altre squadre che ci precedono, Arzignano compreso che con il pareggio, grazie agli scontri diretti, mette un altro punto tra noi e loro. La corsa sulla Pro Sesto rimane l’opzione più probabile per la salvezza diretta anche se Trento e soprattutto Renate rimangono ancora abbordabili (i lombardi sono a -3 con una partita in meno ma con ancora lo scontro diretto da disputare al Piola).

In quest’ottica i recuperi di mercoledì 21 tra Alessandria-Pro Sesto e AtalantaU23-Renate saranno fondamentali per la nostra salvezza diretta. Una sconfitta del Renate lascerebbe i lombardi a -3 e una vittoria o un pareggio dei grigi terrebbe la Pro Sesto oltre la fatidica soglia degli otto punti che in questo momento significherebbe salvezza per la Pergolettese e non per noi.

Con la scelta di schierare tre centrali “statici” che non superano mai la metà campo, Gattuso imposta la partita per portare a casa il punto e raggiunge l’obbiettivo. I numeri confermano la pochezza della partita con l’Arzignano che qualcosa in più ha provato a fare. Il 3-5-2 ha sicuramente dato certezze difensive ed i quattro clean sheet consecutivi confermano la bontà della strada scelta ma Gattuso deve avere la libertà di proporre un piano B, un modulo differente per sbloccare certe partite ed essere un po’ meno prevedibile soprattutto adesso che il “fattore sorpresa” è svanito ed i nostri avversari hanno capito il nostro gioco.

Con il Mantova la partita sarà molto semplice, incontriamo la squadra che sta dominando il campionato con il miglior attacco, la miglior difesa ed un possesso palla altissimo con punte del 79%. Hanno segnato più del doppio dei nostri gol e hanno subito meno della metà dei gol subiti dal Novara. Possanzini ha fatto un lavoro straordinario con un gruppo sicuramente di qualità ma non superiore al Padova, al Vicenza o alla Triestina. Evidentemente l’esperienza vissuta come vice di De Zerbi per sei anni dal Foggia allo Šachtar qualche frutto lo ha dato. Quindi le possibilità di fare punti contro i Virgiliani, statisticamente parlando sono quasi nulle.

Ma il calcio è lo sport più bello del mondo proprio perché la squadra più debole ha sempre la possibilità di battere quella più forte e quindi mi aspetto da parte di Gattuso qualche trappola tattica e tanto spirito di sacrificio da chi entrerà in campo.

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I numeri di Novara-Pro Sesto

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Con la vittoria contro la Pro Sesto, il Novara tiene aperte le due strade verso la salvezza diretta.

La prima strada ci vede a -3 punti da dalla Giana e a -4 dal Trento (3 + scontro diretto). La seconda strada, ci porta a + 9 dalla Pro Sesto che però ha una partita da recuperare ma nella peggiore delle ipotesi andremo a -2 punti dalla salvezza. Alla Pro Sesto abbiamo mangiato sette punti nelle ultime cinque partite e continuo a immaginare il + 8 sui lombardi come la via maestra verso la salvezza.

La Pro Sesto ha confermato la pochezza offensiva che la sua organizzazione difensiva ed un modulo a sorpresa con la difesa a quattro non sono riusciti cambiare nella sostanza: un solo tiro su calcio da fermo nello specchio della porta novarese in 95 minuti è veramente il nulla. Bravo Gattuso a non cadere nel tranello tattico di Paci e brava la squadra che ha avuto la pazienza e la fortuna dei più forti nel trovare il gol al momento giusto. Il Novara dimostra di essere diventata squadra vera e solida con l’unico problema del gol: sono solo quattro le reti realizzate nelle ultime sei partite, tutte conquistate dalla vecchia guardia (Bonaccorsi, Urso, Di Munno e Calcagni) e tutte realizzate da difensori e centrocampisti.

Come sempre il dato statistico può essere letto in due modi: positivo, quando le punte cominceranno a segnare, il Novara diventerà ancora più vincente; oppure negativo, con zero gol del reparto offensivo in sei partite non si può fare molta strada. Al di là dell’impegno e dell’utilità tattica di Ongaro la coppia d’attacco più prolifica rimane Scappini-Corti.

Domenica avremo uno degli ultimi scontri diretti per la salvezza. L’Arzignano è una squadra che ha “numeri” migliori dei nostri in tutti i reparti: attacca molto e tira in porta con frequenza elevata, difende meglio di noi in generale ma probabilmente peggio del Novara 2.0. Mister Bianchini dispone la squadra con un 4-3-1-2 molto offensivo per la categoria con due punte centrali ed un trequartista. Fino ad ora e speriamo che continui a farlo, la squadra veneta ha sicuramente underperformato e meriterebbe una classifica migliore.

La partita promette spettacolo, mi accontenterei di un brutto incontro con il risultato delle ultime tre partite.

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