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Grande è la confusione sotto il cielo, quindi la situazione è una merda

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Non riesco davvero a parlare razionalmente di una partita come quella di ieri senza che mi salga il crimine. Non c’è analisi che tenga quando il tuo terzino destro titolare è uno che ha fatto già nell’ordine la mezzala, l’esterno del centrocampo a cinque, e infine l’esterno e quello di mezzo del centrocampo a quattro, e l’unico criterio per cui lo scegli è che è l’unico di cui ti puoi un minimo fidare perché almeno correrà come un tarantolato come fa sempre. Non c’è analisi che tenga quando, per dinamiche di mercato che fanno sì che metà del tuo pacchetto difensivo sia perfettamente in grado di giocare ma è o non convocato o bullonato in panchina senza possibilità di entrare (e quindi mi chiedo che cazzo ci stiano a fare questi ultimi in distinta), ti trovi a sostituire uno dei tuoi due centrali con uno che ha 9 minuti effettivi nell’ultimo anno e mezzo. Non c’è analisi che tenga quando nella partita in cui devi dare il colpo di grazia a un’avversaria più morta che viva, prendi il gol dopo TREDICI SECONDI, su un appoggio del tuo centrale che, se non avessi piena fiducia nell’onestà professionale derivante dal fedele rispetto della Dottrina di Carillo, mi farebbe istantaneamente pensare a una fortissima puntata alla SNAI – e avrei voluto vedere se l’avesse fatta a Messina l’anno scorso in che punto della città e in che condizioni l’avrebbero ritrovato ieri sera.

Mi spingo a dire che a livello di squadra questa è stata tutt’altro che la peggiore prestazione stagionale. A parte una certa inconcludenza nell’ultimo passaggio e nella scelta finale, ho visto anche un discreto progresso a livello di personalità e propositività di alcuni dei giocatori che ho più criticato nei mesi scorsi (Urso e Tavernelli in primis). La sensazione è che se in una delle situazioni pericolose create tra la metà del secondo tempo e l’ 80esimo fossimo riusciti a buttarla dentro in qualche modo, sicuramente i tre punti glieli avremmo fatti sudare, e forse saremmo pure riusciti a pareggiarla. Ma non sarebbe cambiato nulla, e non può cambiare nulla, nell’analisi di una partita affrontata nella situazione di organico accennata all’inizio.

Questa è una squadra che a sue fragilità già note, riconosciute e denunciate e che emergono con drammatica plasticità in trasferta (e ricordo sommessamente che l’ultimo gol, peraltro inutile, lontano dal Piola risale a più di due mesi fa), sta aggiungendo una totale confusione programmatico – gestionale nel mercato, e che fa seguito a una serie di vicissitudini a livello di figure tecniche e dirigenziali (ds cambiati come camicie d’estate, allenatori cacciati a due settimane dall’inizio del campionato, giocatori improvvisamente bruciati dopo una amena conversazione nel sottopassaggio). Vicissitudini che, diciamoci la verità, fossero capitate con una delle gestioni precedenti sarebbero bastate per avere la polizia a presidiare Novarello per l’ira dei tifosi. Dal mio punto di vista il semestre bianco (che ormai è diventato un anno e mezzo) derivante dalla gratitudine per averci salvato le chiappe è finito, e pretendo ora di capire dal famoso padrone del vapore o da chi per lui se ha titolo per spiegare le strategie, in che razza di direzione stiamo andando, perché onestamente fatico a capirlo. E per spiegazione intendo qualcosa di diverso da Zebi che ci racconta quanto siano tutti consapevoli del fatto che non stiamo facendo bene e non ci stanno dormendo la notte, e che stanno cercando di capire, e tutta una serie di verbi coniugati con un gerundio, quelli che il mio vecchio capo sgamava subito al lavoro perché erano il segnale inconfondibile di una colossale supercazzola.

Jacopo

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4 consigli non richiesti

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Dopo i 5 consigli non richiesti che mi sono permesso di dare a Ferranti lo scorso anno, ne propongo oggi “solo” 4. La premessa è la stessa di sempre: Ferranti & Co sono liberi di farne quello che credono, compreso il non leggerli o accartocciarli mettendoli nel dimenticatoio. Ma secondo me, se quanto meno li leggessero e spendessero 3 minuti del loro tempo per una breve riflessione, male non gli farebbe.

Presentazione della squadra. Parto in anticipo considerando che ci sono ancora 15 giorni di mercato, quattro giocatori almeno da prendere e, nel momento in cui sto scrivendo, anche un allenatore. Ma un mini evento pubblico, che può essere al castello, in piazza o allo stadio con presentazione alla città della rosa è cosa buona e giusta. Non necessariamente si deve organizzare qualcosa di imponente, ma un minimo sindacale di evento volto anche a rimarcare la presenza e il legame con la città dovrebbe essere un’abitudine perché aiuta a creare interesse e permette di rinsaldare il legame con la propria Piazza. Se questo fosse già in programma ne sarei felice, al contrario sarebbe bene pensarci visto che il tempo non manca.

Presentare la maglia da gara 2022/2023. Il tema maglia da sempre non ammette vie di mezzo tra la tifoseria. Ad alcuni interessa zero, ad altri è di vitale importanza. Tuttavia la curiosità per capire le novità di una maglia che noi tifosi “presteremo” ai giocatori di quest’anno affinché ci rappresentino in questo campionato è decisamente comune. A tutti è capitato di chiedersi “ma come sarà la maglia di quest’anno?” Al 22 di agosto (se non ci fosse stata la grana Campobasso ieri avremmo giocato la Coppa Italia) non è stato scritto sui Social o mostrato ancora nulla. Nessuna indiscrezione, nessuna creazione di aspettativa o hype commerciale. Da questo punto di vista mi permetto di dire che si può e deve migliorare. Quasi ovunque la presentazione della maglia è già stata fatta a testimonianza del fatto che il tema non sia così stupido. Presentarla insieme alla presentazione pubblica della squadra può essere un buon suggerimento.

Migliorare la biglietteria. È dai tempi di Faccioli DG che mi sento dire che il box biglietteria necessita di cablaggio reti perché Internet è lento. Altre volte il problema è stato la mancanza di pc o stampanti. Rimane il fatto che credo debba essere umiliante per una Società constatare che un centinaio di tifosi sabato abbiano desistito e siano tornati a casa dopo oltre un’ora di coda. Intendiamoci: con me sfondate una porta aperta quando fate notare che c’era la prevendita su internet ma a Novara è una guerra persa, bisogna farsene una ragione. Preferiscono fare tutti le coda e, se possibile, pagare in contanti. Credo ve ne sarete accorti anche voi, ma sappiate che il passo è molto breve tra il passare dal “sono orgoglioso di essere stato uno di quelli che si è fatto 3 ore di fila per sottoscrivere il primo abbonamento”, al “vanno capiti è normale che manchi organizzazione” per arrivare al “che Società di merda, davvero assurdo”. Lo so che è impietoso, ma spesso la credibilità e il seguito si basa su “cazzate” (o percepite tali) che magari in buona fede non vengono analizzate a dovere perché tanto “è ferragosto”.

Valorizzare il ritiro. Noi siamo tifosi e non atleti. Per noi tifosi il raduno in valle interessa poco che sia il periodo in cui la squadra accumula fiato e possa ossigenarsi meglio. Per noi il ritiro è un momento di aggregazione, la possibilità di una gita per scoprire il primo nuovo Novara. Il ritiro è iniziato lunedì 18 luglio ed è terminato sabato mattina 30 luglio con il trasferimento a Monza per giocare contro Galliani. Significa che si è avuto un solo weekend completo a disposizione speso con un’amichevole a pagamento contro il Cameri il sabato (massimo rispetto per la formazione ma sempre Cameri rimane) e, assurdità, una domenica libera in cui il Novara non si è nemmeno allenato. La sola domenica a disposizione in ritiro , dove la gente non lavorava e avrebbe potuto passare una giornata insieme alla squadra, si è deciso di sparire dalla circolazione. Non è stato speso dalla Società nessun vero invito pubblico a raggiungere il ritiro, nessuna indicazione stradale, nessun suggerimento di ristorazione, che peraltro cose sempre fatte molto bene negli anni “d’oro”. Solo la comunicazione di due amichevoli di cui appunto una in giornata lavorativa. Anzi, alcuni tifosi mi hanno personalmente segnalato un pochino di diffidenza da parte di alcune persone dello staff che si sono viste l’arrivo di qualche tifoso una mattina. Per come la vedo io, in ritro estivo la domenica non ti devi permettere di spostarti dal campo di allenamento, altroché il giorno libero per andare in gita. Ci vai il lunedì. Per fare un ritiro così, quasi privato e così poco raccontato o mostrato in video, allora si fa prima a stare a Novarello. Occasione buttata, peccato.

Sperando che arrivi in Società l’intento assolutamente propositivo di questo articolo, non ci resta che rimboccarci(vi) le maniche e migliorare. La perfezione non esiste ma l’approssimazione invece è aspetto molto più tangibile e rilevabile. Attenzione perché siamo (siete) molto meglio di come talvolta appariamo (apparite).

Claudio Vannucci

 

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E che vaffanculo sia

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La foto non è esaustiva …  dovrebbe essere affollata da tutti quei personaggi che negli ultimi tre anni hanno presidiato  le cronache e la mente del popolo azzurro, ma era la più significativa …. quella che più di tutte esaltasse il nostro sdegno ed evidenziasse, nel contempo, quanto il nostro vaffanculo fosse sincero, spinto dal cuore.

Pavanati, Rullo, Cianci, Civitarese, Nespoli, il duo De Salvo ed il resto della compagnia cantante sono riusciti, in soli due anni, a spezzare l’anima di almeno tre generazioni di tifosi, rubando un sogno, portandoci via l’amico di tutta una vita.

Il Novara Calcio era così : un amico.

Un amico che ha volte ti faceva incazzare ma sapeva farsi volere bene comunque; sapeva ascoltarti senza mai chiederti niente; era capace,  per un paio d’ore a settimana, di sgombrarti la mente facendo sparire le preoccupazioni e le ansie  di ciascuno di noi…. un amico che ha accompagnato, per tanti di noi, in ogni istante della vita.

E sti bastardi ( io faccio parte di quella frangia che non potrà mai dimenticare) quell’amico ce l’hanno portato via, facendolo a pezzi e buttato in un fosso.

Senza dimenticare il fatto che hanno tolto pure al buon Ferranti, con i sacrifici che sta facendo,  il diritto di avere la pienezza di oneri ed onori.

Tifiamo tutti indistintamente Novara Fc ma, sino a quando quello scudetto non sarà restituito con tutti gli onori che lo accompagnano, rimarrà il fratello del tuo amico , quello che da piccolo ci andavi d’accordo e gli volevi bene, ma non era la stessa cosa Lui, quello grande, ti mancava.

Che sti bastardi siano destinati all’ottavo cerchio dantesco non ci piove ma la speranza, per me – per noi – per Ferranti .. per tutti, è che il  sentiero con destinazione inferno possa delinearsi per tutti loro ( senza distinzione ) il prima possibile.

Non ci resta che confidare nel fatto che, avendone  combinate talmente tante,  la magistratura non possa non essersi già da tempo mossa.

E speriamo, aggiungo, che se così fosse individui talmente tanti capi di reato da buttare via la chiave per un po’ di tempo per tutti sti buffoni.

Il Novara non è mai morto nel nostro cuore e continua a vivere in quello attuale … ma sapere che tutti paghino per la fraudolenza con la quale si sono comportati darà il giusto risalto al Novara attuale sgombrando definitivamente il campo dall’equivoco, qualunque esso sia.

Ciumi

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Vietato fare gli snob

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Ma come si fa a giocare con la Romentinese? È la frase che più circola tra i tifosi alla vigilia della prima partita ufficiale della nuova era. Sgombriamo il campo da equivoci: l’RG Ticino ha conquistato la serie D sul campo e a pieno titolo giocherà il campionato di serie D. Per noi dovrà essere un’avversaria al pari delle altre contendenti, quindi evitiamo quell’atteggiamento da radical chic che può portare solo antipatia e delusioni.

In un momento di reminiscenza storica ho percorso alcune tappe geografiche figlie delle trasferte in luoghi fino ad allora per me sconosciuti. Il primo approccio in trasferta con mio zio fu a Verona ma non con l’Hellas bensì con l’Audace S.Michele finì 1-1 era il 1977. Proseguiamo con la Brembillese (BG) stagione 1983/84 per arrivare al 1984/’85 con la famosa Virescit Boccaleone e la Pievigina (Pieve di Soligo). Saltiamo poi al 1987/’88 dove arrivammo a Telgate (BG). Anno horribilis 1989/’90 dove anche grazie al La Palma (CA), che non si iscrisse al successivo campionato, evitammo di finire già allora tra i dilettanti, che rappresentava in quel frangente la quinta serie. Nel 1991/’92 scoprimmo il Leffe che peraltro vinse il campionato ben prima della fusione (Albinoleffe). Nella storia recente citiamo il Renate, altra realtà importante di un comune non certo grandissimo.

Quelli descritti rappresentano solo alcuni esempi della nostra lunga presenza sui campi di calcio, per cui non è il caso di fare gli snob. Presentiamoci al Piola e percorriamo una nuova avventura nel segno dell’Azzurro.
Siviersson

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