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Al ventunesimo chilometro (diciannovesima giornata)

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Siamo arrivati al ventunesimo chilometro della maratona di serie C (diciannovesima giornata). A metà gara i valori sono ormai emersi e un gruppo di cinque squadre si sta staccando dal resto dei concorrenti: Feralpi, Pordenone e Vicenza erano tra le favorite di inizio campionato e stanno confermando i pronostici; Lecco e soprattutto Pro Sesto sono le sorprese che stanno tenendo il passo delle migliori.

Il focus riguarda le sei squadre che per monte ingaggi (gazzetta.it) e valore delle rose (transfermarkt.it) erano a inizio stagione, le indiscusse favorite per la vittoria finale. Ciò non toglie che Pro Sesto e Lecco alla luce dei risultati ottenuti fino oggi possano lecitamente sognare la promozione diretta.

situazione ad inizio stagione:
Società valore medio di mercato monte ingaggi
1 LR Vicenza 282.000 € 6.157.000,00 €
2 Pordenone Calcio 260.000 € 5.204.000,00 €
3 US Triestina Calcio 1918 225.000 € 6.015.000,00 €
4 Calcio Padova 247.000 € 5.666.203,00 €
5 Novara FC 211.000 € 4.122.000,00 €
6 Feralpisalò 188.000 € 2.020.000,00 €

 

situazione alla diciannovesima giornata:
Pos. Squadra PT
1 Feralpisalò 35
3 L.R. Vicenza 34
5 Pordenone 33
8 Novara 28
13 Padova 24
18 Triestina 15

Il Pordenone ha provato a strappare riuscendo a prendere qualche metro di vantaggio (+5 punti sulla seconda alla quattordicesima giornata) ma è stato ben presto ripreso dal gruppo. Il Vicenza ha recuperato lo svantaggio iniziale (-6 punti dalla vetta alla dodicesima) e ora viaggia a ritmi record, nonostante l’ultimo pareggio casalingo.

La Feralpi, sorniona, mantiene un passo regolare che le consente di conquistare il primo posto assoluto.

Triestina e Padova, nonostante un monte ingaggi elevatissimo, sono in crisi profonda e faticano a recuperare posizioni. Il Novara non riesce a mantenere il ritmo dei migliori e chiude il girone di andata con un anonimo ottavo posto.

La media punti è molto bassa, negli ultimi anni la prima in classifica chiudeva il girone di andata a 42-47 punti , quest’anno la Feralpi ha chiuso con 35 punti. Da una parte un livellamento di tutte squadre, non necessariamente verso il basso, dall’altra l’assenza di una squadra ammazza campionato che avrebbe fatto facilmente il vuoto. In entrambi i casi sale il rimpianto di non avere allestito, con le stesse risorse a disposizione, una squadra in grado di rimanere ai vertici.

Vicenza, Novara, Triestina e Padova hanno già cambiato allenatore ma solo il Vicenza al momento ha tratto beneficio evidente con 5 vittorie nelle prime 5 partite del nuovo corso di Mister Modesto.

Vicenza, Pordenone, Feralpi e Novara giocano con tre giocatori offensivi. Triestina e Padova schierano una sola punta centrale e una o due sottopunte Vicenza e Padova difendono con tre centrali; Pordenone, Feralpi e Triestina preferiscono la difesa a quattro. Il Novara è tornato alla difesa a quattro dopo aver a lungo giocato a tre.

Il Vicenza ha il miglior attacco del campionato, la Feralpi la miglior difesa ed il Pordenone la miglior differenza reti. I numeri dicono che queste tre squadre giocheranno per il primo posto. Interessante notare che Novara, Pro Sesto e Lecco hanno numeri praticamente uguali nei gol fatti e subiti e di conseguenza la stessa differenza reti ma le due squadre lombarde hanno sei e sette punti di punti in più del Novara.

Svanita l’illusione di poter lottare per il primo posto, l’obbiettivo che in questo momento può sembrare irreale alla luce delle ultime prestazioni è il quarto posto.

Il Novara dopo aver cambiato con Cevoli tutti i moduli dell’universo calcistico ha virato su un 4-3-3 zemaniano che Mister Semioli vuole imporre a giocatori e miscredenti. Il modulo che ha in mente Semioli presuppone due terzini che siano in grado di difendere e di arare la fascia in continuazione stile Gemiti e Morganella ma né Urso né Ciancio sembrano in grado di assolvere a questo compito e almeno uno dei tre terminali di attacco, oltre a segnare ogni tanto qualche gol, dovrebbe avere lo spirito di sacrificio del giovane Corazza, dote che fino a oggi Tavernelli non ha dimostrato. Il mercato dovrà dare delle risposte in questo senso e Zebi dovrà rimediare a diverse scelte sbagliate fatte in estate.

I play off cominceranno a maggio e non si possono passare quattro mesi a cambiare continuamente moduli e allenatori. Se la strada che porta al 4-3-3 di Semioli è stata ponderata e condivisa da Zebi e Ferranti bisogna, al di là della qualità della rosa a disposizione, andare avanti su questa strada fino alla fine, lasciando il tempo a Semioli di provare e sbagliare. La scommessa che vuole giocare Semioli è molto ambiziosa, gli auguro di avere il tempo di vincerla e spero che non scenda mai a compromessi tattici che significherebbero la morte (sportiva) sua e del Novara, se deve fallire è meglio che lo faccia con idee e convinzioni proprie.

Il peggio che potrà capitare sarà di perdere ai play off oppure di non parteciparci andando oltre al decimo posto. Molti tifosi, spaventati dalla media punti da zona retrocessione, preferirebbero mettere in sicurezza la salvezza piuttosto che pensare ad obbiettivi fuori portata per questa rosa. La matematica dice che la quota salvezza dista dai 15 ai 18 punti da fare in 19 gare.  Il Novara ha conquistato 14 punti nelle prime 6 partite (media punti 2,3) e altri 14 punti nelle successive 13 partite (media punti 1,07). Mantenendo questa orribile media si raggiungerebbe comunque la quota salvezza.

Per questo obbiettivo minimo basterebbe richiamare Marchionni e giocare con 4 o 5 centrocampisti di rottura e altrettanti difensori. Ma anche no, grazie.

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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I numeri di sto c…. e la felpa rossa

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Quest’anno mi sono divertito a raccontare le partite del Novara partendo dai numeri: possesso palla, occasioni create, tiri in porta, tiri subiti, indici di pericolosità e così via. La realtà è che i numeri raccontano una storia che molto spesso non è quella del campo. Anche ai massimi livelli abbiamo visto il PSG perdere contro il Borussia nonostante il 70% di possesso palla, 21 tiri dei parigini contro 4 dei tedeschi e il famoso indice di pericolosità XG che indicava che il PSG avrebbe dovuto vincere 3 a 1 ed in invece 0-1 per il Borussia e Mbappè muto.

Per tutta la stagione il Novara ha avuto ottimi numeri e soprattutto in attacco, la squadra di Gattuso ha quasi sempre creato occasioni da gol, oltre a praticare spesso un calcio godibile. Non è semplice costruire un gioco organizzato e propositivo, molto più semplice e probabilmente più funzionale in questa categoria giocare in maniera speculativa, pensare a difendersi, infoltire il centrocampo e pungere in contropiede come 40 anni fa. Ma il calcio è cambiato e quest’anno Alessandria e Pro Sesto che praticavano proprio questo tipo di calcio, fondando la loro forza sulla compattezza difensiva per compensare la loro pochezza tecnica, sono retrocesse nettamente.

Ma se il Novara si salverà non sarà per le scelte tattiche di Gattuso, bravissimo a svicolarsi da assurde imposizioni societarie sul modulo, non sarà per la crescita continua del gruppo, non sarà per i cambi in corso che hanno cambiato il volto delle partite, non sarà per la pazienza ed il lavoro su Ongaro trasformato in giocatore di calcio in tre mesi, non sarà per aver inventato un difensore in capocannoniere, non sarà per la continua, incrollabile quasi maniacale convinzione che la salvezza sarebbe arrivata nonostante tutto. Se il Novara si salverà sarà soprattutto grazie alla felpa rossa di Jack Gattuso tenuta rigorosamente sulle spalle nella conferenza stampa prepartita e per tutta la partita con il Fiorenzuola dal riscaldamento fino ai festeggiamenti culminati con il regalo della stessa felpa ad un fortunato tifoso azzurro. Quella felpa rossa, indossata in egual maniera anche con il Legnago, appoggiata sulle spalle a 27 gradi è il vero segreto della probabile salvezza del Novara.

Grazie Jack, tieni duro ancora una settimana, recupera qualche ora di sonno e poi costruisci come sai fare l’ultima vittoria, con o senza  felpa rossa sulle spalle.

p.s. il Fiorenuzola ha dominato nei numeri: oltre ai 18 calci d’angolo anche 18 tiri in porta contro solo 5 (tre gol compresi) del Novara. Nel primo tempo abbiamo fatto due tiri in porta e tre gol. Secondo l’indice XG il Fiorenzuola doveva vincere 2 a 1 ed invece 1-3 e Tabbiani muto! Pur avendo enormi limiti tecnici e fisici il Fiorenzuola gioca a calcio e prova a vincere le partite come il Novara. Poi perde e retrocede perché questo nel calcio succede, ma almeno prova a costruire calcio. Alessandria e Pro Sesto giocando come 40 anni fa non hanno nemmeno provato a giocare e non penso che da quelle parti qualcuno si sia divertito.

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Come un biglietto in tangenziale

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Lunga e diritta correva la strada, forte il motore rombava, ma il finestrino era abbassato e fuori il foglio volava, e fuori il foglio volava.

Non si tratta di una modifica al bellissimo testo di Francesco Guccini, ma l’esatta trascizione di ciò che è successo ieri.

Complice una di quelle trasferte “ciccione” che resteranno scolpite nella storia e nella memoria, ammesso che si riesca a ricordare tutto.

Dunque, giusto per essere sintetici e non dilungarmi in quelli che il Ciumi classifica come pipponi,

mi tocca precisare che lo scenario è la campagna piacentina, non troppo diversa dalla nostra: sullo sfondo le colline invece delle alpi, ampi spazi coltivati a verde contrapposti al nostro mare a quadretti.

Case e cascine un po’ qua e un po’ la, e tra queste una trattoria, una di quelle sulla cui porta di ingresso non sono appiccicati gli adesivi delle stelle al merito culinario, ma un semplicissimo foglietto con su scritto “tutti i giorni dopo le 12:15 si organizzano corsi di recupero per astemi”.

Ecco, qui si comincia a intravedere la causa del ricorso a Guccini.

La complicità dell’ ottimo cibo e la semplicità di quel blend di bonarda e barbera che da queste parti chiamano gutturnio, si impadroniscono subdolamente della scena. 

Non è mica colpa nostra se il fischio di inizio è fissato alle 18, c’è da far trascorrere un po’ di tempo per arrivarci vicino e quindi il “felino”, la coppa, il lardo, la tagliata sono gli strumenti che si usano da queste parti, insomma, mica puoi stare li a rimirare il paesaggio e bom!

Vabbè, si parte per Fiorenzuola una volta pagato il conto, lievitato sensibilmente dopo la conta della bocce, le quali, in combutta con la temperatura esterna, inducono all’abbassamento dei finestrini delle auto.

Ed è proprio in questo frangente che si consuma la tragedia: tangenziale che conduce a Fiorenzuola, un rettilineo lungo un paio di chilometri, un ponte sotto il quale scorre il Trebbia, un foglio bianco che vola fuori dal finestrino della vettura che apre il “corteo”, le quattro frecce inserite per una sosta dove non esiste la benchè minima corsia d’ emergenza.

Il biglietto della Vivaticket valido per l’ingresso allo stadio, che svolazza per aria beffardo e impertinente per posarsi in mezzo alla carreggiata per poi riprendere il volo al passaggio delle auto che sfrecciano in ambo i sensi di marcia a più di 100 chilometri orari.

Panico nello sguardo del titolare del Vivaticket volante e in quello di Nonnalanto che urla “Ma dove vaiii, torna indietro che c’ hai il ginoccio bionicooo!!” quando si accorge che il più vecchio della comitiva … pardòn, il più anziano o diversamente giovane, sprezzante del pericolo, corre assieme alla bisteccona e al gutturnio verso il foglio che nel frattempo si è posato sul bordo del guardrail, fermo, immobile, inanimato … “ti ho visto, ti prendo, non puoi sfuggirmi”… col cazzo!!! uno stronzo con la maglia del Fiorenzuola strombazzando a centoventitre all’ ora, rimette in discussione tutto quanto facendo decollare il Vivaticket nella carreggiata opposta.

È lì che il più anziano diversamente giovane, sprezzante del pericolo attraversa le corsie impossessandosi definitivamente del Vivaticket per poi restituirlo al legittimo intestatario del medesimo dopo aver ripercorso i circa trecento metri a ritroso sotto un sole estivo che fissava il termometro a 30 gradi.

Un proverbio recita che la curiosità è femmina, ma secondo me è anche maschia, però credo non sia giusto, per i diritti che la privacy garantisce, rivelare il nome del proprietario del Vivaticket volante.

Ma siccome io della privacy me ne sbatto le balle rivelo pubblicamente il nome di colui che ha rischiato di perdersi cotanta memorabile partita: Ciumi.

Il resto lo conoscete tutti, ormai appartiene al passato, il futuro si concretizzerà tra sette giorni. Domenica tutti al Piola.

Nonnopipo   

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Atto d’amore

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Saranno circa seicento i novaresi presenti sulle tribune e nel settore ospiti di Fiorenzuola. Trecentocinquanta biglietti polverizzati in poche ore con la conseguente apertura del secondo blocco riservato agli ospiti.

La trasferta in Emilia, complicata per l’assenza di pullman organizzati, avrà una partecipazione che non si vedeva in tante trasferte in serie A per non parlare di quelle in serie B anche ai massimi livelli. Un risultato numerico sorprendente, alla fine di un campionato che ha fatto risultare il peggior piazzamento della storia del Novara insieme al 17°posto del campionato di C1 del 1996/97.

Evidentemente questi ragazzi di azzurro vestiti sono riusciti a smuovere il freddo cuore dei tifosi novaresi. Al di la dei risultati è innegabile che questo gruppo ha dato tutto quello che poteva, ha sempre giocato al massimo delle proprie possibilità ed è cresciuto nel corso della stagione dimostrando un attaccamento alla causa e forse anche alla maglia sorprendente.

Abbiamo visto i giocatori spauriti di inizio stagione come Corti, Donadio e Gerardini diventare credibili per la categoria partita dopo partita, giocatori che speravamo che se ne andassero via come Di Munno e Ranieri diventare colonne intoccabili del centrocampo, altri come Calcagni e Bonaccorsi trasformarsi in bandiere azzurre e nel caso di Urso abbiamo visto un giocatore ripresosi da un infortunio devastante e molto criticato nel suo primo anno azzurro, diventare Federico Di Marco. Ci siamo subito innamorati dell’impegno dei nuovi arrivati e soprattutto abbiamo visto una squadra che nonostante un inizio campionato da incubo con la prima vittoria raggiunta a fine novembre, nonostante le sconfitte devastanti subite negli ultimi minuti e nonostante gli schiaffi presi, si è sempre rialzata, ha sempre lottato e ha sempre espresso, un livello di gioco organizzato e propositivo.

Abbiamo perso strada facendo Khailoti, Calcagni, Donadio, Kerrigan, Scappini e Lancini. Sei titolari persi senza battere ciglio, chiunque sia entrato in campo lo ha fatto al meglio delle sue possibilità. Questa “chimica” è stata capita dai “maicuntent” novaresi che non hanno mai fatto mancare il sostegno alla squadra.

Ventitré anni fa il Novara che raggiunse la salvezza a Fiorenzuola capitanato da Giacomo Gattuso, appassionava i tifosi azzurri, come il Novara di oggi e costruì nella sofferenza della lotta per la salvezza le basi che portarono due anni dopo sei undicesimi di quella squadra al raggiungimento di una clamorosa promozione.  Che sia di buon auspicio, forza ragazzi, siamo pronti a soffrire con voi fino alla fine, fino alla vittoria.

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