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Pensieri e parole

Il Compagno P

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1993: nel pieno dell’inchiesta di mani pulite, mentre tutti gli indagati crollavano dopo pochi giorni di carcere preventivo, raccontando in lacrime i misfatti e snocciolando i nomi dei complici e dei concussori in cambio della libertà provvisoria, Primo Greganti militante e funzionario del Partito Comunista, rifiutava qualsiasi tipo di collaborazione, trincerandosi dietro un muro di silenzio. Sei lunghi mesi di carcere preventivo non servirono a nulla e il suo silenzio gli valse il titolo di Compagno G da parte dei suoi colleghi di partito.

Un altro “compagno” in quel periodo si comportò nello stesso modo di Primo Greganti, questa volta non per fedeltà verso il partito ma per qualcosa di meno nobile ma più redditizio. Dopo essere stato assolto con formula piena, divenne improvvisamente il re delle cliniche private.

Oggi il Compagno P è già arrivato a 132 giorni tra carcere preventivo e domiciliari per ipotesi di reati che vanno dalle indebite compensazioni al falso in bilancio e altre violazioni di natura finanziaria, aggravate dal fatto che per Pavanati si tratta di reiterazione di reato. Quasi cinque mesi di carcere e domiciliari (preventivo, senza un processo, senza una condanna) sono tanti anche per un personaggio come Pavanati che per quello che ha fatto alla nostra passione meriterebbe l’ergastolo all’Isola di Petak ma per i reati ascritti sembrano veramente un’esagerazione.

Viene da chiedere come mai nessun dirigente juventino sia insieme al Compagno P nella stessa cella, considerato che i capi di accusa contro la società bianconera sono enormemente superiori, soprattutto dal punto di vista economico, di quelli del “proprietario” del Novara Calcio 1908.

In realtà però non sono le pene carcerarie di Pavanati a preoccuparmi ma lo sviluppo dell’iter di fallimento del Novara Calcio 1908: da una parte Pavanati padre ha passato il testimone a Pavanati figlio che sta cercando di arrivare ad un concordato non si capisce con quali reali possibilità di successo; dall’altra parte PM, Procura e creditori chiedono di avviare il fallimento.

Nel mezzo ci sono 114 anni di storia che se da un punto affettivo sono scritti da elementi impalpabili ed estremamente personali che non potranno essere cancellati (cit. Nonnopipo), dal punto di vista formale e sostanziale sono di proprietà del Novara Calcio SRL di Pavanati e De Salvo: coppe, trofei, cimeli, maglie storiche, matricola e titolo sportivo.

Ma se i beni materiali sono di proprietà dei soci ed eventualmente andranno a comporre il patrimonio fallimentare a disposizione dei creditori, il titolo sportivo dal momento che è un riconoscimento da parte della federazione, non può essere gestito dal club come un bene proprio. La F.I.G.C. infatti sancisce che “in nessun caso il titolo sportivo può essere oggetto di valutazione economica o di cessione” (art. 52, comma 2 N.O.I.F).  E’ solo la F.I.G.C. a stabilire la sua circolazione e la sua assegnazione.

Il primo passo per riconquistare il titolo sportivo è la decadenza e revoca della affiliazione del Novara Calcio 1908 alla F.I.G.C.: “le società decadono dall’affiliazione alla F.I.G.C. se non prendono parte ovvero non portano a conclusione, a seguito di rinuncia od esclusione, l’attività ufficiale” (art. 16, comma 2 N.O.I.F). La partecipazione nella passata stagione di una improbabile squadra giovanile al campionato provinciale era proprio per scongiurare questo rischio ma quest’anno il Novara Calcio 1908 non partecipa ad alcun campionato e quindi la revoca/decadenza dell’affiliazione è dovuta. Qualcuno potrebbe chiederla o quanto meno sollecitarla.

Il secondo, conseguente passo è l’assegnazione al FC Novara del titolo sportivo. L’art. 52, 3°comma, delle N.O.I.F. sancisce: “il titolo sportivo di una società cui venga revocata l’affiliazione, può essere attribuito ad altra società con delibera del presidente della F.I.G.C., ……ove il titolo sportivo concerna un campionato professionistico”.

Il problema è che nessuno è interessato a seguire questa strada: non interessa a Ferranti, non interessa all’amministrazione pubblica cittadina e tutto sommato non interessa neanche alla maggioranza dei tifosi e dei club organizzati. Così come non interessa a nessuno che trofei e maglie storiche del Novara Calcio siano accatastate nel magazzino di una pizzeria.

Stiamo festeggiando in questi giorni il record di Pablo Gonzalez di 101 gol in maglia azzurra ma sappiamo tutti che è un’ipocrisia. Pablo ha realizzato con la maglia del Novara Calcio 1908, 87 gol e con la maglia del FC Novara, 14 gol. Due società con due storie differenti che solo l’assegnazione del titolo sportivo del Novara Calcio 1908 al FC Novara potrebbe riunire.

Il filo azzurro prima o poi dovrà essere riannodato. Io non mollo.

depa

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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Forza Easton!

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Siamo schiavi di una fede.

E la cosa buffa (ma neanche tanto!!) è che non ci dispiace affatto di essere sottomessi.

Risulta altresi strano perfino dover riconoscere che il grafico del nostro umore risulta legato all’andamento di una squadra!!!

Ed è a questo punto che la matassa si sbroglia fornendo una veritá inconfutabile: non si tratta solo di una squadra.

Sarebbe intollerabilmente riduttivo e semplicistico se cosí fosse, e tutto venisse attribuito esclusivamente a un discorso legato al tifo.

Perchè il tifo e, conseguentemente il suo interprete principale che è il tifoso, è composto da quegli ingredienti naturali che si chiamano passione e amore.

E la passione e l’amore sono immortali, infiniti, insensibili al dubbio e all’incertezza.

Li trovi entrambi negli occhi di chi esulta, nelle lacrime di una delusione, nel pallone che gonfia la rete o nel palo che soffoca in gola l’urlo liberatore come troppe volte è capitato a quel bravo e sfortunato ragazzo canadese che risponde al nome di Ongaro. Si rifarà, il ragazzo, si rifarà quando verrà il momento propizio, quando il peso specifico di un gol risulterà raddoppiato.

Intanto ha imparato a proteggere la palla come si deve, inserendo quegli esili centonovantotto dinoccolati centimetri tra la sfera e l’avversario, gesto mai visto a compiersi prima d’ora. Chissà che non sia l’avvento di un cambio di rotta di quella sfera il cui tragitto era destinato a impattare quei maledetti palo e traversa. Il destino sceglierà per lui ciò che sarà giusto, mentre noi faremo di tutto per far si che il pallone cambi direzione evitando l’impatto con quei due sciagurati legni. Forza Easton, ne basta uno, uno solo, come quello di Luigi Della Rocca, fattelo raccontare da chi quel mommento lo ha vissuto.

Perchè, come disse lo scrittore argentino Jorge Luis Borges, “ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio”.

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo

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Dubbi

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In questo angolo di paradiso dove il bianco, donato dal cader della neve, è il padrone assoluto della scena e l’occhio fa la conoscenza con il candore, l’aria che respiri introduce argomenti di purezza assoluta. Lo spazio mischia la tavolozza dei pochi colori rimasti ricomponendola subito dopo, mentre il silenzio assoluto diventa la palestra dell’anima. 

In questo dipinto prendono forma le tue angosce e i tuoi dubbi, perchè mai nessuna certezza potrebbe impedirti domani un passo indietro rispetto alle tue convinzioni attuali.

È stato Lui a donarci tutto questo? Non so, il mio ateismo convinto mi guida fino al punto di poter  escludere questa possibilitá o ipotesi, lasciando però le possibili conclusioni a un nervo assai scoperto.

Di certo, se cosí fosse, Lui non ha dimenticato nulla, nemmeno l’azzurro di quel cielo che colora la mia Maglia.

Se Lui è l’autore, allora quell’azzurro non puó che essere il colore della sua squadra, e io sarei d’accordo con Lui.

E questo potrebbe essere il primo passo, o forse no!!

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo

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La paperella ha compiuto un anno.

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Quanto segue è stato scritto da Nonnopipo circa un anno fa, in occasione della nascita del gesto  della paperella del Sig. galuppini (volutamente minuscolo)

E così, caro il mio Galuppini, secondo te a Novara ci sarebbe della gente da zittire, gente a cui secondo la tue recenti e ripetute gestualizzazioni, non sarebbe concesso protestare e fischiare legittimamente prestazioni che tifosi, social e stampa, hanno abbondantemente censurato.

Cosa e chi, soprattutto per quale ragione  all’interno della tua esultanza post gol, intendi riprendere, punire, vendicare con l’insulso gesto della paperella, sarebbe opportuno tu lo spiegassi.

Sai, atteggiarti così platealmente vendicativo ricorrendo a un gesto palesemente infantile, per giunta sguazzando nel fango torbido del vago, potrebbe voler dire tutto o forse niente, un po’ come affermare che non ci sono più le stagioni di una volta … e nemmeno i calciatori!

Sai, caro Francesco, ho avuto per un momento la tentazione di richiederti l’amicizia su Facebook, rispondendo a uno di quei flash che questo social spesso propone, bene, sono contento di non averlo fatto.

Tu non potrai mai essere mio amico, tu come quelli che covano rancore per poi vendicarsi alla prima occasione e gioiscono ben sapendo che il bersaglio non possiede altre armi se non quelle del dissenso, cioè l’opposto dell’applauso.

Conquistalo l’applauso, Francesco, anche se ottenerlo attraverso la trasformazione di un calcio di rigore, non è impresa eccezionale, che lo diventa, però, quando peschi dal ricco cilindro delle tue enormi possibilità, il numero che l’ ovazione la strappa istintivamente, così come qualche tua “cagata”, svogliata e supponente, produce l’effetto opposto.

Dettaglia, Francesco, facci sapere quali sono le negatività da te riscontrate che ti hanno spinto a sguainare la spada della vendetta mascherata con il gesto addirittura a due mani della paperella; forse i rumors derivanti da una serie di contrasti persi, oppure l’essere arrivato tardi su una palla raggiungibile con un tantino più di grinta? O forse i fischi che tracimano in campo dalle tribune quando stai (state) offrendo prestazioni il cui limite della decenza avete superato come è avvenuto nelle ultime partite?

Stavolta, caro Francesco, mi sa che l’hai pestata fresca, poi, per caritа, tu sei libero di pensarla come vuoi e dire ciò che pensi, anche con l’ausilio di una ripetizione, per lo più sgradevole, di determinati gesti di pessimo gusto che non meritano nemmeno i miei più sgradevoli insulti.

Con rispetto e senza acrimonia nè rancore.

Nonnopipo

foto presa da pagina FB Mantova Passion

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