Rimaniamo in contatto

Pensieri e parole

Venghino, siori, venghino

Published

on

Perché così tante proprietà straniere decidono di investire nel calcio italiano?

Al Milan è appena arrivata la terza proprietà straniera in pochi anni e sembra che Sampdoria e Lecce saranno le prossime.

Nonostante un sistema calcio incapace di costruire nuovi stadi (a Roma ci stanno provando inutilmente da 10 anni), nonostante un confronto con le strutture europee, non solo inglesi e tedesche ma anche polacche e turche impietoso; nonostante i diritti televisivi, marketing e pubblico pagante siano lontani anni luce dagli standard inglesi, tedeschi e spagnoli.

Nonostante un livello tecnico di basso livello, con stelle straniere sempre più anziane (Ibra, Giraud, Dzeko, Ribery…), giovani sempre più ai margini e talenti emergenti subito ceduti a club stranieri. Dirigenti federali improvvisati, mancanza di programmazione e bilanci costantemente in perdita.

Eppure, non solo in serie A ma anche in B e addirittura in serie C le società calcistiche di proprietà straniera sono ormai tantissime e di alto livello:

società categoria quota proprietà proprietario nazione note
ATALANTA A 55% Bain Capital Stephen Pagliuca USA fondo finanziario che ha circa 80 miliardi di dollari di capitale di gestione e che gestisce asset per 155 miliardi di dollari.
BOLOGNA A 100% Joey Saputo CAN gruppo alimentare caseario nordamericano che conta 17.200 dipendenti e un fatturato di circa 7 miliardi di euro
FIORENTINA A 100% Mediacom Communications Corporation Rocco Commisso USA una delle principali emittenti via cavo statunitensi con 4.500 dipendenti, oltre 1 milioni di clienti e un fatturato annuale di circa 1,9 miliardi di dollari.
GENOA A 100% 777 Partners Joshua Wander – Steven Pasko USA Il fondo 777Partners possiede un patrimonio di 3 miliardi di dollari in asset, ha all’attivo più di 45 società e ha alle sue dipendenze più di 600 impiegati
INTER A 68,55% – 31,05% Gruppo Suning – LionRock Capital Steven Zhang – Daniel Tseung CIN/HONG KONG Suning in Cina conta oltre 300.000 dipendenti e un fatturato registrato nel 2019 di 35 miliardi di euro. LIONROCK CAPITAL (HONG KONG) È UNA SOCIETÀ DI VENTURE CAPITAL SPECIALIZZATA IN INVESTIMENTI IN FASE DI CRESCITA.
MILAN A 100% Rebird Gerry Cardinale USA Gestisce 6 miliardi di dollari di investimenti in settori tra cui beni di consumo, servizi finanziari, telecomunicazioni, media/tecnologia e sport. RedBird ha acquistato una partecipazione di poco più del 10% nel Fenway Sports Group (FSG), proprietario del Liverpool.
ROMA A 100%  Gulf States Toyota Distributors Dan Friedkin USA uno dei più grandi distributori di Toyota al mondo, con un giro d’affari intorno ai 9 miliardi di dollari.
SPEZIA A 100% MSD Capital Robert Platek USA Società di investimento privata americana che gestisce il capitale di Michael Dell e della sua famiglia
VENEZIA A 100% VFC Newco 2020 LLC Duncan Niederauer USA
COMO B 100% Sent Entertainment Robert Budi Hartono ING patrimonio complessivo di 45,5 miliardi di dollari.
PARMA B 90% Krause Group Kyle Krause USA il gruppo della famiglia americana ha fatturato circa 2,9 miliardi di dollari partito con l’acquisto e rilancio della catena “Kum and Go”, oggi presente con più di 400 negozi.
PISA B 75% Alexander Knaster
SPAL B 100% Joe Tacopina USA
ANCONA-MATELICA C 100% Owlsome Group – Rh Mining Resources Tony Tiong Malesya Il nonno di Tony è stato eletto da Forbes come il 16esimo uomo più ricco della Malesia.
CAMPOBASSO C 100% Halley Holding Mario Gesue SVI/ING fondo di private equity
CESENA C 60% JRL Investments Robert Lewis e John Aiello USA gestisce fondi di private equity
PADOVA C 100% Amber Capital Joseph Marie Oughourlian FRA tale fondo ha un portafoglio d’investimenti per 1,6 miliardi di dollari.
PISTOIESE C 100% Omega srl – Digimark Group Stefan Lehmann GER la prima ha un capitale sociale di diecimila euro e un patrimonio di un milione e ottocentomila euro, mentre la seconda ha un capitale sociale di duecentomila euro un patrimonio di seicentosessantamila euro. La prima ha un utile di duecentomila euro, la seconda più più di trecentoquarantamila euro
TRIESTINA C 100% Metricon Home Builders Mario Vittorio Biasin AUT fatturato pari a poco meno di 1 miliardo di euroa azienda che ha costruito oltre quattromila case tra Melbourne, Brisbane e Sidney

Il comune denominatore dei nuovi investitori esteri è la loro potenza economica praticamente illimitata e la metodologia di ricerca delle società da acquistare che orienta la scelta su società con proprietari-venditori affidabili. Contrariamente ai nostri Lotito e De Laurentis, gli investitori stranieri non sono andati a prendere per un tozzo di pane società storiche fallite ma hanno fatto business con interlocutori seri e società vive e reali, pagando il giusto prezzo.

L’investimento fatto su piazze importanti come Firenze e Roma per non parlare delle milanesi è comprensibile perché il potenziale di crescita nel medio termine è enorme al di là di un sistema-calcio italiano debole.

Riamane per me un mistero il motivo per cui un fondo americano potentissimo si interessa al Como Calcio oppure allo Spezia o al Cesena. Piazze assolutamente confrontabili con Novara. Non capisco ma evidentemente gli investitori che stupidi e benefattori non sono, sanno bene cosa vogliono ottenere.

Avrete probabilmente capito dove voglio andare a parare: ci sarà mai uno zio americano, un annoiato miliardario oppure un fondo thailandese interessato al Novara Calcio?

Le basi per una trattativa ci sono: proprietario serio, società ora affidabile, strutture di livello disponibili a kilometro zero e sullo sfondo la Cittadella dello Sport sempre pronta a risorgere.

Per carità, Ferranti va benissimo e se manterrà le promesse (serie B subito) avrà soddisfatto tutte le necessità del tifoso novarese e sarà il miglior proprietario possibile (soprattutto se riconquisterà titolo e storia del Novara Calcio) ma il mondo cambia e anche molto velocemente e se un inglese da 12 miliardi di dollari ha comprato una squadra che navigava nei bassifondi della serie C perché non potrebbe in futuro,  succedere la stessa cosa a Novara?

Depa

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia un commento

Pensieri e parole

La musica ribelle

Published

on

Negli anni ’70 le frequenze radio erano monopolio dello Stato e la RAI aveva il controllo assoluto sulle frequenze. In quegli anni di grande ribellione, le restrizioni e le frequenti censure provocarono la nascita delle radio libere clandestine che aprivano localmente con mezzi di recupero. Spesso venivano chiuse dalla polizia e rinascevano pochi giorni dopo.

Anche l’editoria subì in parte la stessa dinamica. E ora vengo al punto: grazie alla dritta dell’amico Siviersson sono venuto in possesso di alcuni numeri della rivista del Commandos Club che veniva distribuito allo stadio. Per depistare la legislazione dell’epoca i foglietti distribuiti alla domenica erano tutti “numeri unici” e avevano ogni volta un’intestazione diversa: “Curva Est” “Fede Azzurra” “Noi Commandos” “Alè-alè Novara” e chiaramente “Commandos Club”. Gli autori degli articoli (alcuni dei quali diventarono colonne del giornalismo locale) si celavano sotto nomi di fantasia come Scarpazz, Fungo, l’Illuso, Docomas ecc.

La polemica, l’ironia ed i giudizi tranchant erano all’ordine del giorno e solo ora capisco la verve polemica senza compromessi degli articoli di oggi di Ciumi, sicuramente influenzati dalla cultura dell’epoca. Non poteva mancare la rubrica della posta, antesignana delle opinioni dei tifosi del muro di ForzaNovara.net. Non c’è traccia invece dell’uso del dialetto, perché probabilmente tutti all’epoca lo parlavano e non era necessario un Nonnopipo che lo ricordasse.

Ma ciò che mi ha stravolto è stato l’amichevole scambio di complimenti e convenevoli con la tifoseria vercellese. Non si può parlare di gemellaggio ma poco ci manca. Molti tifosi azzurri andavano volentieri a vedere le bianche casacche che negli anni ’70 galleggiavano tra la serie C e la serie D e sicuramente molti tifosi vercellesi venivano a godersi la serie B a Novara. Probabilmente l’insolita amicizia era giustificata dal fatto che Novara e Pro Vercelli non si incontravano dal 1948 infatti, l’ordine naturale delle cose venne ristabilito quando nel 1977 Pro Vercelli e Novara tornarono ad incontrarsi dopo 30 anni e immediatamente l’amicizia svanì: novaresi e vercellesi tornarono a suonarsele di santa ragione come da tradizione.

Sicuramente alcune copie di quei giornaletti troveranno posto, come è giusto che sia nella “Casa del Novara” che l’Associazione dei Tifosi del Novara sta costruendo. È importantissima la raccolta di documenti e cimeli che nelle nostre cantine e soffitte sono inutili, ingialliscono, si consumano e prima o poi verranno buttati. Nel Museo del Novara troveranno nuova vita, se qualcuno fosse interessato e pensa di possedere ricordi della Storia Azzurra (oggetti, foto, giornali) oppure è in contatto con ex giocatori o con i loro parenti, scriva all’Associazione oppure mi contatti tramite la pagina facebook di semprenovara o alla mia email.

Ulteriori info su https://associazionetifosinovara.it/

Continua a leggere

Pensieri e parole

Disincanto e catarsi

Published

on

By

Penso che immaginare il  disincanto che viene sopraffatto dalla catarsi possa essere un concetto intrigante che sottolinea la nostra trasformazione interiore e il senso di purificazione che abbiamo  sviluppato in questi ultimi giorni, dopo la merda mangiata negli ultimi anni, con una esperienza ( quella di domenica ) che stiamo facendo diventare intensa e coinvolgente.

La catarsi, che secondo  Aristotele era il processo di purificazione delle emozioni attraverso l’arte drammatica, è la forma di liberazione dalle  emozioni negative ( potremmo anche dire dai  blocchi emotivi )  che ci hanno imprigionato negli ultimi tre anni.

Non veniamocela a raccontare:  col cazzo che la serie D è stata emozionante, che Ferranti o il clan dei calabresi prima e dei siciliani ora ci hanno fatto venire il cazzetto duro… anni di merda pura, anni che hanno generato, senza tanti giri di parole, disincanto all’ennesima potenza.

E così è stato rappresentato il nostro senso di smarrimento; quella perdita di fiducia, la consapevole certezza di non poterci rifugiare in quel mondo fatto di illusioni che da sempre ci appartiene e che è indispensabile per ogni tifoso .

Molti di noi hanno vissuto un distaccamento emotivo profondo, e il disincanto, nonostante tutto, è stato un sentimento comune, causato proprio dalla consapevolezza di non poter sviluppare illusioni.

Tuttavia, da dieci giorni a questa parte, se consideriamo la catarsi come un’opportunità per affrontare e superare il disincanto, possiamo aprire la strada a una trasformazione personale e collettiva.

Fiorenzuola ci mette di fronte alle nostre paure, ai nostri limiti e alle nostre vulnerabilità, e con Fiorenzuola possiamo giungere a quella consapevolezza di quel mondo che ci circonda per qualcuno di noi da oltre mezzo secolo.

La catarsi, quindi, diventa il mezzo che ci consente  di rigenerare la nostra sfera emotiva, e ci libera dalle catene dell’apatia e della disillusione. 

Ci permette di riconnetterci con le nostre emozioni più autentiche e di riscoprire la bellezza e la complessità della passione per una squadra che ha sempre rappresentato, anche nelle sue sfaccettature più oscure, una importante parte della nostra vita.

In questo contesto rimetterci la maglietta azzurra  non sarà soltanto un momento fugace di liberazione, ma un processo  di crescita e, speriamo, di trasformazione.

Domenica ritorneremo ad esplorare la profondità del nostro senso di appartenenza ed a  confrontarci con le nostre contraddizioni e i nostri conflitti, con la speranza di  emergere più forti e più consapevoli.

Quindi, sebbene il disincanto sia sembrato, sino ad ieri, come  una barriera invalicabile, la catarsi ci offre la possibilità di superarlo e di risvegliare in noi la speranza di credere ancora nella bellezza della nostra passione e, anche se un po’ azzardato, nel significato di una parte  della nostra esistenza. 

La catarsi sostituirà  il disincanto non come negazione delle difficoltà e delle delusioni che abbiamo vissuto,  ma come accettazione e trasformazione di esse in occasioni di crescita e di rinascita.

Bom vi ho annoiato abbastanza ma è importante che ciascuno di noi sappia fare tesoro di queste esperienze passate e che sia consapevole che Fiorenzuola non sarà la gita fuori porta da raccontare ai propri figli o nipoti ma la pietra con cui ricostruire una passione in parte perduta … un saluto, prima di chiudere, a Jacopo 😜

Ciumi 

Continua a leggere

Pensieri e parole

Coltiviamo l’ottimismo: situazione ripescaggi

Published

on

Nella passata stagione il Mantova, con una squadra costruita per la parte alta della classifica arrivò sedicesima con 45 punti, perse i play out da favorita contro l’Albino Leffe (sconfitta fuori casa e pareggio in casa) retrocedendo in serie D. Poche settimane dopo fu ripescata in serie C al posto del Pordenone e sappiamo tutti come è andata a finire: il Mantova ha dominato il successivo campionato 2023/24 grazie ad una squadra piena di talento ma sicuramente inferiore a Vicenza, Padova e Triestina e soprattutto grazie al gioco dominante e propositivo di Mister Possanzini, discepolo e per diversi anni secondo di De Zerbi.

Questa bella favola non si ripeterà quest’anno. Come sempre il Novara dovrà sudare sul campo la salvezza e non potrà sperare in un ripescaggio che con le nuove regole sarà praticamente impossibile.

La strada della “riammissione” (diversa dal ripescaggio) presuppone che una società del girone A di serie C rinunci a partecipare al campionato come, per esempio, è successo proprio al Pordenone l’anno scorso che ha dato via libera alla riammissione del Mantova all’interno dello stesso girone. Non sembra che quest’anno ci siano società del girone A intenzionate a rinunciare all’iscrizione. In quel caso il Novara “scalerebbe” una posizione in classifica e si salverebbe.

Se invece a luglio la FIGC deciderà di escludere qualche società per inadempienze o per irregolarità nelle iscrizioni (come successe al Novara 1908) si procederà ad un “ripescaggio” comune alle 60 squadre di serie C, le cui regole non sono state ancora ufficializzate ma dovrebbero essere le seguenti:

  • La condizione essenziale per effettuare ogni singolo ripescaggio è che il numero delle formazioni che hanno il diritto di giocare il campionato di C sia inferiore a 60 (in attesa della annunciata e mai realizzata riforma dei campionati)
  • Le società interessate al ripescaggio dovranno effettuare un versamento straordinario di 720.000 euro alla FIGC. Cifra che scoraggerebbe dal ripescaggio tutte le piccole società e soprattutto quelle della serie D avente diritto.
  • Nella graduatoria per i ripescaggi le seconde squadre di serie A avranno una corsia preferenziale e saranno le prime ad essere ripescate. Dal 2024/25 sembrerebbero molti i club di serie A interessati all’iscrizione della propria squadra in Serie C, con il Milan in prima fila.
  • A seguire sarà ripescata una formazione di serie D seconda classificata e vincitrice dei play off di serie D.
  • Infine, saranno ripescate una o più squadre retrocesse dalla C alla D.

Con queste regole è impossibile sperare in un ripescaggio del Novara. Dovrebbero essere escluse almeno 4-5 società di serie C per dare alla società di Lo Monaco qualche speranza di ripescaggio.

Quindi cancelliamo anche questo falso alibi e andiamo a battere il Fiorenzuola.

Continua a leggere

NSN on Facebook

Facebook Pagelike Widget

Telegram

Ultimi Articoli

Copyright © 2017 Zox News Theme. Theme by MVP Themes, powered by WordPress.