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Orgogliosamente nicchia

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Adesso inizio subito con una delle mie riflessioni che, al solito, farà incazzare un po’ di gente probabilmente perché ho ragione. Ieri sera, mentre raggiungevo Piazza Martiri, ho dovuto farmi largo tra la folla rossonera festante. In quel tragitto io, il Barba, il Prof Sartorio (che nel frattempo Prof lo è diventato davvero), Moia, e un amico dei Fedelissimi, eravamo i soli 5 pirla vestiti di azzurro in mezzo ad una marea rossonera. Mi sono sentito come gli irriducibili del battaglione Azov asserragliati dentro l’acciaieria Azovstal, circondati dai russi che continuavano a bombardare. Con le ovvie proporzioni dettate dal contesto differente e con eccesso di licenza poetico metaforica, Piazza Martiri chiusa al traffico e concessa quasi totalmente solo agli irriducibili azzurri mi ha davvero ricordato quello scenario. Una città in festa per il Milan e in mezzo noi e il nostro mondo. Chiarisco: i milanisti hanno fatto bene a festeggiare così come avrebbero fatto bene interisti o juventini, non è questo il punto. Il tema è che se è normale che in tutte le città d’Italia la fazione vincitrice abbia festeggiato, trovo non sia assolutamente normale la proporzione in base alla quale noi siamo oggettivamente nicchia della nicchia. Mi viene facile fare questo discorso perché mi ritengo completamente “deserieazzato” da almeno 12 o 13 anni, ed è legittimo che non sia così per gli altri, tuttavia è oggettivo che la situazione in cui la passione per una squadra di A, che per come la vedo io dovrebbe essere considerata un po’ “l’amante o l’amichetta” esterna al quotidiano rapporto coniugale, a Novara sembrerebbe essere decisamente all’opposto, con i bianco azzurri nel ruolo di terzo incomodo che ogni tanto ci fa divertire a letto. Ogni tanto noi che abbiamo il Novara al primo posto sembriamo proprio come la parte “debole” di un rapporto di coppia, in cui sappiamo perfettamente che il nostro partner ci fa le corna ma, un po’ per convenienza, un po’ per paura di perderla e un po’ perché non abbiamo voglia di discutere, ci voltiamo dall’altra parte e va bene così. Perché il vero paradosso è proprio che se lo fai umilmente notare ti becchi pure gli insulti. Ecco, non mi venite a raccontare che tutta Italia è così, con la stessa proporzione, perché non è vero. Mi pare chiaro, e se così non lo fosse lo ribadisco nuovamente, che non è un ragionamento anti Milan visto che avrei scritto lo stesso se avesse vinto l’Inter o la Juve, come deve essere altresì chiaro che nessuno deve darmi alcun tipo di giustificazione. Ognuno faccia quello che crede, come crede e come si sente di farlo, ma ho la presunzione di dire che ci ho preso. Poi se come ieri devo abbassare la testa perché obbligato a passare in mezzo a 150 tifosi festanti che mi guardano pure ridendo perché indosso la maglietta azzurra (metà dei quali però presenti al Piola in serie A e B, ovviamente col piglio di quelli che hanno inventato loro il tifo a Novara) non mi venite a rompere le palle se me la prendo con gli occasionali da grande occasione o da categoria. Occasionali sono e occasionali resteranno, cosi come Novara siamo e Novara resteremo: puttane provinciali senza mezze misure, che vanno dove tira il vento. Chiusa la polemica senza davvero nessun dito puntato contro nessun amico in particolare.

Questa è la vigilia di un’estate che poche volte nella mia vita posso apprezzare dal punto di vista sportivo. Non vedo l’ora di gustarmi la costruzione della compagine che affronterà il prossimo campionato di C, di leggere le conferme e i nuovi acquisti. Al di là dell’ennesima sobria dichiarazione del Pres “si punta chiaramente alla B”, è tangibile la sensazione che si stia costruendo qualcosa di importante e soprattutto duraturo. E lo penso perché mi pare di percepire un riavvicinamento ai nostri colori anche dalla parte imprenditoriale della città, dopo quella politica chiaramente molto esposta già dallo scorso agosto. Sono sempre stato molto critico con certi noti Imprenditori, soprattutto la scorsa estate perché quel gruppo che avrebbe potuto salvarci prima ha deciso di attendere alla finestra, confermando il solito (prezioso, lo ammetto e ne do atto) appoggio esterno. Non mi riferisco quindi oggi a loro, ma a tutta quella serie di imprenditoria minore che mi pare stia smettendo di vedere il Novara come un qualcosa di umiliante cui starne alla larga. Ovviamente vedremo tra qualche settimana chi e come aiuterà Ferranti, ma che sia cambiata l’aria è evidente. Concordo con l’amico Renato Ambiel quando, in un passaggio a Radio Azzurra (e riferendosi al Ds Cordone, ma concettualmente varrà anche per il prossimo) il nuovo Direttore Sportivo avrà un compito “abbastanza” semplice nel senso che, a differenza della massa dei suoi colleghi, non si troverà nell’inevitabile situazione in cui prima dovrà vendere e poi, solo dopo, eventualmente acquistare al ribasso. E’ uno dei pochi col privilegio di trovarsi un portafoglio pieno (di quanto lo vedremo, sicuramente in termini assoluti non poco in rapporto agli altri), di poter scegliere chi confermare di questa stagione e di puntare agli obiettivi prefissati. Non sarà comunque facile oltre al fatto che, come ho scritto tempo fa, è proprio da questa estate che non solo si potranno e dovranno mettere le basi per una sorta di continuità, ma implicitamente si rischierà di mettere le basi per futuri disastri finanziari. Non sono e non sarò mai persona che si accontenta ma, a differenza di prima, credo aver pagato sulla mia pelle lo scotto dell’insostenibilità. I due campionati di C vinti nell’era De Salvo sono l’emblema di un paradosso cui è difficile non dover affrontare: in genere si vince solo spendendo e tanto, a meno che non sei un qualcosa di strano stile Cittadella o Sudtirol, che però lo diventi solo negli anni e in contesti senza pressione, perché se da zero ti metti a provare a fare la stessa cosa è molto probabile che fai parecchio male. Ma se spendi tanto senza potertelo permettere prima o poi salti. Se per noi sarà un’estate eccitante, vedrete che per molte altre realtà (alcune delle quali hanno goduto per le nostre tragedie) sarà un’estate molto complicata e di merda. Una serie C concepita come un accumulo di debiti e di contratti onerosi non è sostenibile se poi non vinci. Non mi piace parlare di altri ma, giusto per fare un esempio, mi piacerebbe vedere il bilancio di un Padova soprattutto se, anche quest’anno, non riuscirà a passare in serie B. Se il giusto compromesso probabilmente è insufficiente per ottenere certi risultati, la sola cosa che chiedo a Ferranti è quella di essere sempre onesto nella narrazione. Se ancora ieri, sul palco, dice che l’obiettivo è la serie B io ci credo. Ci devo credere. Non gliel’ho chiesta io e non gliel’ha chiesa nessuno, ma se è un obiettivo credibile, possibile e sostenibile non sarò certo io che mi metterò a fare le crociate ambendo, al contrario, ad una tranquilla e conservativa mediocrità. A Ferranti ho sempre detto una cosa: “Novara non ha bisogno di vincere, ma ha bisogno di aver la percezione di poterlo fare”. Solo così può funzionare, ed è così che ha funzionato quest’anno già dall’inizio.

La stagione non è ancora finita. Ammetto che mi piacerebbe molto diventare Campione d’Italia di serie D, giusto per pigliare per il culo i “pluriscudettati” d’oltre Sesia, ma comunque continuo a ritenere questa possibilità come un extra e nulla di più. Se il nostro destino è quello di essere orgogliosamente nicchia, allora continuiamo ad esserlo. Ognuno di noi sa chi c’è stato quest’anno, ognuno di noi ieri sera ha stretto la mano ed abbracciato chi ha ritenuto meritevole di ricevere questo gesto. Essere nicchia è qualcosa non per tutti, o lo sei o non lo sei. E se lo sei, credetemi gli altri non sono nulla.

Claudio Vannucci

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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Buon Novara FC 2.0 a tutti

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Oggi è il 30 giugno, data sparti acque tra il Novara FC prima edizione e il Novara FC 2.0 che nascerà a partire da domani 1 luglio 2022. Se è vero che il rompete le righe reale è in atto dal post Recanatese, oggi ci sarà quello ufficiale, giuridico, al termine del quale si staccherà davvero il cordone ombelicale con un gruppo di calciatori che si sono guadagnati l’onore di entrare nella storia (idealmente) continuativa del nostro Novara. Da domani si inizia a fare sul serio, e questo comporta inevitabilmente una serie di situazioni e di sentimenti parecchio contrastanti tra loro. Non è questione di essere cinici o anaffettivi, ma il professionismo impone di resettare il passato, cioè condizione necessaria e sufficiente per potersi proiettare nel futuro con l’obiettivo di migliorarsi. Se questo tendenzialmente è abbastanza prassi per i giocatori, mi pare parecchio più complicato per i tifosi riuscire a calarsi in questa mentalità che, me ne rendo conto, è parecchio severa. Per come la vedo io, chi avrà l’onere e l’onore di essere confermato non dovrà nemmeno per sbaglio giustificare eventuali difficoltà con l’argomentazione “lo scorso anno ho (abbiamo) fatto bene e abbiamo vinto”. Chi da domani sarà ancora con noi è evidente che lo sarà perché, in un certo senso, gli verrà riconosciuta l’importanza strategica e, ovviamente, l’utilità alla causa collettiva. Ma deve sapere che ciò fino ad oggi fatto non conta più nulla. Solo Pablo ha una storicità talmente importante tale per cui il giudizio su di lui andrà rapportato alla sua storia, ma per esempio un Bonaccorsi o un Paglino, che cito senza sapere se verranno confermati (lo ipotizzo solo) quindi a solo titolo esemplificativo ipotetico, sappiano fin dalla mezzanotte e zero uno che è meglio pigino Ctrl + Alt + Canc e ripartano con lo stesso entusiasmo. Le legittime opinioni di molti tifosi espresse sui vari social e comunità online mi fanno proprio credere al contrario, ovvero ad una forte riluttanza a voler tagliare quel cordone ombelicale che li lega all’immagine vincente impressa nella testa, e quindi a sperare in conferme di massa, dettate dalla convinzione che questo gruppo possa vincere anche in serie C. Probabilmente nessuno di noi avrà la riprova sul campo, perché difficilmente vedremo molte conferme e, se le cose quest’anno dovessero non andare bene, chi invece auspicava di ritrovare ancora il gruppone potrà solo usare la sua convinzione col più classico dei “io l’avevo detto” senza però poter appunto dimostrare concretamente che avrebbe avuto ragione. Ricordo una spaccatura così l’anno della retrocessione dalla B, quando la parte che chiedeva continuamente l’esonero di Corini (allenatore che ricordo essere stato esonerato a +1 dai playout) dopo la retrocessione è stata oggetto di critiche di chi invece lo difendeva. Peccato che rimase indimostrabile il fatto che mantenendo quell’allenatore ci saremmo salvati. Questo per dire che ognuno è legittimato ad avere le sue opinioni, ma poi il mercato lo faranno Zebi coi soldi di Ferranti, e quindi sarebbe già un buon inizio attendere la costruzione della squadra prima di parlare, e poi metterla nelle condizioni di lavorare bene stringendoci intorno. Che poi, per chi usa google translate per tradurre in italiano il gergo Vannucciano, significa “non rompete i coglioni fino a quando non si scenderà in campo”.

Personalmente mi sono sempre definito un animale da mercato. A differenza di tanti il calciomercato mi ha sempre affascinato e divertito, a prescindere dal fatto sia costruito fondamentalmente sulla narrazione inventata e sulla menzogna. Facciamo parte del carrozzone che prevede tutto questo per cui provo a gustarmelo. Il fatto è che il mondo è cambiato, e il calcio ancora di più. Tanta gente è ancorata ad una convinzione totalmente anacronistica della costruzione di una squadra di calcio che fa quasi tenerezza. La frase “programmiamo in tre anni la promozione” bisogna che qualcuno dica chiaramente oggi essere, se non una presa per il culo, quanto meno solo una paracula richiesta di tempo per poter versare sul mercato una cifra cui la proprietà è magari impossibilitata ad usarla subito, o per non essere massacrato subito se fallisci. Non siamo più negli anni ’90 o a inizio anni 2000 dove potevi permetterti di dire: “il primo anno ne compro 4, il secondo 2, il terzo massimo altri 2 e vinco col gruppo”. Intendiamoci, era assolutamente corretta come visione, ma tendenzialmente non funziona più così. Perché un calciatore in C è difficile tenerlo 3 anni, visto che se fa bene e non vinci te lo fregano o lui ti saluta e va a monetizzare, se fa male e non vinci sei te che farai di tutto per levartelo di torno. Vedete, ci sono due tipi di Società in serie C: le ambiziose e quelle che mirano alla mera sopravvivenza. Nel primo caso, se nel 2022 puoi ancora permetterti di buttare 4-5-7 milioni all’anno in una squadra di serie C, ma col cavolo che ti metti come obiettivo la vittoria in 3 anni!!! Semmai metti le mani avanti con la piazza giusto appunto per prendere tempo se le cose non dovessero andare bene subito, ma questo è solo tema di narrazione. Se invece fai parte della categoria sopravvivenza, allora si che è più semplice. E quindi si ritorna al quesito dei quesiti: noi cosa siamo? Basandomi sugli 11 mesi di storia nostra e sulle dichiarazioni di Ferranti mi pare evidente che facciamo parte della prima categoria. Ma far parte di questa élite sappiate prevede tendenzialmente mercati mediamente da 15 annunci all’anno (magari i successivi qualcosa meno ma il senso è quello) proprio perché Ferranti se arrivasse quinto o sesto, e volesse continuare con questa forza a mirare alla B, vedrete che l’anno successivo non andrebbe a fare 2 acquisti mirati, ma mezza squadra te la cambierebbe proprio perché sarebbe il primo a voler prendere a calci in culo quei giocatori, magari strapagati, che hanno fatto male, e noi tifosi idem. Il limite di tutto questo nuovo modo di concepire il calcio ce lo ha dimostrato l’epilogo di Novara Calcio 1908: a furia di spendere più del dovuto e di pigliare sistematicamente poi a calci nel culo quelli che si sono arricchiti e basta, siamo finiti nel bidone dell’indifferenziato. L’alternativa a questa filosofia è buttarla sul filosofico sostenibile (che ben inteso approvo), quindi cambiare un po’ tutti atteggiamento per cambiare questo mondo, ma sappiate che spesso significa solamente alzare bandiera bianca ed accettare di non vincere mai. Detto ciò, sapere che quest’anno, come minimo, leggerò 15 nuovi annunci sinceramente mi elettrizza molto. Poi se saranno 15 campioni o scarponi sarà una storia diversa, con effetti diversi, ma che vedremo da settembre.

Posta una sostenibilità nel lungo di base, posto un budget importante, la differenza la faranno Zebi e, poi Marchionni. Col secondo, per natura della figura che ricopre, potenzialmente a rischio siluramento e sostituzione. Sarà fondamentale la trade union e condivisione di strategie ed obiettivi di mercato tra Ds e allenatore per evitare per prima cosa di comprare male, e poi di farlo pure caro. Poi chiaro che il campo parlerà, ed entreranno in gioco altre variabili. Ma ad oggi questa è l’alchimia da creare e la strada da seguire. Buon Novara FC 2.0 a tutti, che le danze abbiano inizio!

Claudio Vannucci

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Appunti pro futuro

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Mezz’ora del secondo tempo, minuto più minuto meno. Due panchinari del SanGiuliano che si riscaldavano confabulano tra di loro: “ma con lo 0-0 passiamo noi?”, “Si”, “ma vaffanculo, dovevo già stare al mare”. Questo esilarante siparietto cui ho assistito lo utilizzo proprio in apertura per provare a ridimensionare un po’ questa poule scudetto, nel senso che i tanti spunti di riflessione emersi dopo questo match comunque andrebbero analizzati guardando la stagione nel suo complesso. Premetto che ieri pomeriggio un po’ mi giravano le palle, primo perché perdere non è mai bello, e secondo perché comunque, pur in un contesto asssolutamente di clima estivo, salvo nuove sciagure alla Pavanati probabilmente abbiamo fallito un’occasione irripetibile di provare a vincere un titolo, sicuramente simbolico, ma decisamente affascinante da esibire. Pazienza, attendiamo l’ufficialità dell’eliminazione (ad oggi non ancora così scontata perché se abbondassero i pareggi nelle partite degli altri gironi allora i nostri 3 punti potrebbero bastare), e gettiamoci nella costruzione del nuovo Novara FC.

Detto questo, senza nulla togliere ai meriti dei ragazzi e nella mia certezza che avrebbero probabilmente vinto il campionato non solo nel girone A, la partita di ieri conferma però alcune problematiche più o meno evidenti sulle quali bisognerà intervenire. Della carenza di Kg e cm ne abbiamo più volte parlato, quello che però è stato sottolineato poco è a mio avviso che questo gruppo tenda a soffrire un po’ troppo dal punto di vista emotivo certi appuntamenti “da non sbagliare”. Tolta la partita in casa col Varese (a mio avviso arrivata troppo presto, ovvero in un clima ancora euforico da neo nascita), già nel match casalingo contro il Casale si è visto un atteggiamento iniziale non dei migliori, poi soppiantato da una reazione da grande squadra. Ma citerei anche le due partite contro la Sanremese, la simbolica trasferta a Romentino o la partita “finale” a Gozzano, dove questa voglia di asfaltarli per chiudere il discorso non è che si sia vista. E infine ieri, cui tutti eravamo consci di affrontare avversario ben più impegnativo di quello di mercoledì in Veneto, mi è sembrato di vedere una squadra che, più che sul campo, fosse inferiore soprattutto nella testa. Molte volte la nostra superiorità tecnica poi alla fine in campionato ha sopperito a delle lacune di personalità, ma che per il prossimo campionato serva aumentare anche l’età media, nel senso di inserire profili che concretamente vivano per partite da “dentro o fuori”, e che non patiscano certi appuntamenti mi sembra prioritario.

Un capitolo tutto a parte se lo merita Vuthaj. Premesso che sarei contento di vederlo in C, andrebbe però fatta una riflessione anche con lui per chiarire con forza un punto: se quest’anno ha potuto permettersi di mandare a fare in culo la chiunque, tanto coi 35 (37) goal ha avuto la ragione sempre dalla sua parte, non potrà più funzionare così in serie C. Non è una critica fine a se stessa o una bocciatura, ma credo sia costruttivo e utile far presente anche a lui che, una volta trovata una difesa di livello, o comunque una difesa tipo che troverebbe in C, sia sostanzialmente sparito dal campo correndo per lo più a vuoto, e “ciccando” pure la sola palla avuta. Questo per dire che coprire di insulti Pagliai lo potrà pure far star bene, ma il tutto funziona fino a quando appunto hai in campo un Pagliai che abbassa la testa. In un contesto di gente con, magari, centinaia di partite nei professionisti alle spalle come potrebbe trovarsi il prossimo anno, ci sta pure che al secondo vaffanculo qualcuno nello spogliatoio gli cambi a suon di sberle il biondo che ha in testa. Bene Vuthaj il prossimo anno ma che si rilassi, e soprattutto gli si metta alle spalle uno che sappia fare l’ultimo passaggio e, perché no, vicino un altro che segni anche grazie agli spazi che potrebbe creargli proprio l’albanese.

Infine Marchionni. Non sono mai stato il suo più grande ammiratore, nel senso che a mio avviso tanti altri allenatori avrebbero vinto il campionato. Ma in panchina c’era lui per cui è lui che ha vinto e trovo corretta la conferma. Attendo con curiosità di vederlo all’opera in una situazione ribaltata, ovvero senza squadra più forte ma anche, finalmente, nella condizione di poter schierare la formazione migliore senza quegli assurdi vincoli dei giovani che, per come la vedo io, peggiorano solamente la qualità complessiva. Però, caro Marchionni, un piano B allo stesso tipo di gioco utilizzato sempre con tutti, ogni tanto non sarebbe utile provare ad utilizzarlo?

Comunque va bene così, l’importante era vincere e lo abbiamo fatto bene. Davvero l’ultima cosa che voglio fare è rompere i coglioni, e ciò che avremo da mangiare nel piatto il prossimo anno lo mangeremo. Tuttavia se Ferranti ad ogni occasione parla di B allora mi sento autorizzato ad evidenziare i punti dove bisogna intervenire. Guardatevi la finale Palermo Padova, ricordandovi che parliamo di due squadre che comunque non hanno vinto il loro girone, e ditemi se non fanno un altro sport rispetto a noi. La narrazione è tutto, non mi illudo ma ad oggi la narrazione di Ferranti è quella e non nascondo che mi gasa molto. Aprite il mercato!!!

Claudio Vannucci

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Un’ estate da libidine

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Se serviva una garanzia che questa squadra ha strameritato di vincere con così largo anticipo il campionato, è arrivata nelle ultime due giornate. Abbiamo giocato due partite contro due squadre che avevano ancora altissime velleità di centrare i play off, due di quelle che nel girone d’andata per un certo periodo prima che staccassimo tutti in classifica ci avevano dato qualche pensiero. E le abbiamo meritatamente vinte entrambe, quando sarebbe stato fisiologico e per certi versi molto ‘italiano’ staccare la spina e lasciare punti non avendo più nulla da chiedere. Non ho visto quella col Chieri, ma ieri mi è parso chiaro per l’ennesima volta che in questo campionato fossimo di un altro livello. E lo dice uno che ciclicamente, ma ovviamente in particolare dopo il crollo in casa con la Sanremese, qualche serio dubbio sulla reale tenuta soprattutto mentale di questa squadra se l’era posto.

Ieri non abbiamo sostanzialmente mai sofferto, a parte un paio di mischie e il troppo spazio lasciato a Manasiev (gran bel giocatore, incredibile che uno così a 37 anni non abbia mai calcato una volta in vita sua un palcoscenico da professionista). E abbiamo avuto la conferma che quello davanti con la maglia numero 9 è un giocatore senza senso in queste categorie, dove nonostante sia palesemente un alieno riesce ancora a trovare le motivazioni per stare una partita intera sul pezzo, segnando un gol pazzesco da fuori, un altro di rapina come da suo repertorio, e infine fottendone uno a Gonzo (Pablo, non prendertela, è fatto così), andando addirittura in tante occasioni a prendersi la profondità sulla fascia. Insomma, è un mostro, e a questo punto pure io che sono sempre molto prudente nell’andare incontro alle richieste dei giocatori che vogliono monetizzare il più possibile il momento di hype, inizio a pensare che davvero un sacrificio fuori dai parametri varrebbe la pena farlo per lui. Non per altro, ma perché perdere a zero oggi un giocatore che magari l’anno prossimo in C ti spara 20 gol, e che potresti rivendere 3 o 4 volte i soldi che ci spendi per un anno di nuovo ingaggio sarebbe davvero un peccato.

Ora ci affacciamo a questa poule scudetto, che ci consegna ancora qualche partita ‘vera’ in cui ci giochiamo qualcosa, anche se dobbiamo dire che pure ieri da tifoso ho avvertito un coinvolgimento emotivo molto maggiore rispetto alle ultime partite di campionato giocate in ciabatte come ne abbiamo viste per tanti anni. La mia sensazione è che in tanti, con le ambizioni espresse da Ferranti per la prossima stagione, in questa coda di campionato si stiano giocando una possibile riconferma che potrebbe essere l’occasione della vita e quindi ci stiano mettendo quel qualcosa in più anche ora, in un momento in cui fisiologicamente quasi tutti staccano la testa. Le prime indiscrezioni che filtrano parlano di un budget importantissimo per la prossima stagione in C, con nomi che farebbero bagnare le mutande anche agli amici della tribuna (e non per l’incontinenza). Sarà un’estate dolce, come non ne vediamo da tanto tempo, in cui spero ci prenderemo qualche rivincita anche nei confronti degli usurpatori di simboli e marchi così facciamo rilassare un po’ il Depa. Per una notte torneremo anche ai ruggenti anni ’80 (che io odio con tutto me stesso, ma che devo ammettere funzionano molto nell’attrarre un certo pubblico nostalgico) con Jerry Calà alla festa promozione di domenica. Più libidine di così si muore.

Jacopo

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