Rimaniamo in contatto

Editoriale

Con i piedi, con le mani, con il culo, ciao ciao

Published

on

Abbiamo vinto il campionato. Se non ho avuto problemi ad espormi negli ultimi 3 mesi non vedo perché debba farlo oggi dopo aver espugnato il campo dell’antagonista principale di questa stagione, relegandola a -11 (-12 considerando che loro dovrebbero fare un punto in più di noi) e rimanendo a +10 dall’attuale seconda che, però, ha una gara in più. La scaramanzia è cosa buona e giusta e soprattutto diffusa nel mondo del calcio, ma l’eccesso della stessa per timore di un meteorite, o che succeda in 2 mesi ciò che non è successo nei precedenti 6, è cosa che non mi apparterrà mai. Ricordiamoci sempre del ruolo di ognuno di noi: se Ferranti, Marchionni o i giocatori festeggiassero oggi la promozione sarebbero dei folli e sarebbe giustificato un intervento energico, ma se un tifoso oggi pensasse realmente “non abbiamo fatto nulla, non ci vuole niente a perdere il vantaggio, sarà durissima da qui alla fine”, l’intervento di uno specialista bravo sarebbe sì giustificato, ma per lui. Siamo tutti tifosi, e io sono uno con oltre 40 anni alle spalle di campionati e partite viste dal vivo (il capirci o meno di calcio è irrilevante quando si ha un approccio concreto come il mio impostato solo sul “fai bene o fai male”), direi abbastanza per capire come il punto sia stato messo. Poi certamente potrà pure colpirci un meteorite (ma in questo caso non festeggerebbero nemmeno il Varese o la Sanremese), o noi smettere di vincere, ma insomma ci siamo capiti.

Il fatto è che la vittoria di ieri a Varese non è stata niente di diverso rispetto a ciò che stiamo assistendo da novembre, con la sola differenza di un numero di occasioni da goal avute inferiore al solito. E la sintesi migliore ce la regala propio il ritornello della canzone “ciao ciao” de La rappresentante di lista, cantata a Sanremo:

Con le mani, con le mani, con le mani
Ciao ciao
Con i piedi, con i piedi, con i piedi
Ciao ciao
E con la testa, con il petto, con il cuore
Ciao ciao
E con le gambe, con il culo, coi miei occhi
Ciao

Il senso è che questa è la nostra stagione: siamo i più forti quindi vinciamo. E quando non basta la forza allora viene fuori il nostro cuore, un colpo di culo, o come ieri anche uno di mano. Punto. E il fatto che il nostro goal fosse irregolare perché viziato da un fallo di mano non cambia il senso del discorso. Sarebbe infatti potuto maturare dopo uno stacco di testa regolare che avrei scritto la stessa cosa, e lo stesso avrei detto se avessimo pareggiato, perché in un anno storto certamente il goal lo avremmo subito. Comprendo l’amarezza e l’incazzatura del Varese, che sarebbe stata la stessa nostra se ieri avessimo perso nello stesso modo, o la stessa che abbiamo provato in passato. Capisco un po’ meno questa ostinata insistenza dei loro media locali nel pretendere scuse o nel volerci far ammettere di aver rubato, senza comprendere che sono proprio queste cose che metteranno la partita di ieri nell’olimpo di quelle che i tifosi del Novara ricorderanno, o come se davvero ieri fossero interessati al fatto che la nostra Società in qualche modo ne potesse uscire con signorilità. Per quanto vi possa interessare, cari amici di Varese, sappiate che la nostra proprietà è molto più signorile di quella che avevamo prima, ma al contempo non vede l’ora di levarsi da questa categoria di merda, e lo farà meritatamente a prescindere dal fatto che lo accettiate o meno. Il fatto che da noi si sia speso una fortuna o, che il mondo antagonista voglia cercare di ridimensionare il nostro campionato proprio buttandola sul “e ci mancherebbe con quello che avete speso”,  non cambia il fatto che il campionato lo si stia dominando. Che è qualcosa di più del vincerlo e basta.

In ogni modo personalmente rispetto il Varese e i suoi tifosi che, in un certo senso, mi ricordano noi nel modo d’essere e di vivere lo stadio. Li ho elogiati all’andata, ho apprezzato la mentalità mostrata ieri dai loro ultras di non aver fatto nemmeno un coro contro di noi orfani dei nostri, e in generale mi hanno dato nuovamente conferma che, come hanno fatto loro, tutte queste adunate allo stadio ed eccessivi carichi di ambiente durante la settimana portino solo una sfiga enorme. Che poi è ciò che regolarmente succede da noi quando facciamo lo stesso. Quello che però da noi è diverso, e mi dispiace che in tanti non se ne rendano conto, è la fortuna che abbiamo a Novara. Non mi riferisco necessariamente all’avvento di Ferranti (che comunque è stata un’oggettiva e discreta botta di culo), quanto a tutto il contorno. Mi riferisco al fatto che il nostro Novara abbia ricevuto un endorsment importante dall’amministrazione comunale locale a differenza di ciò che è avvenuto da loro, con la squadra di calcio che paga al Comune un gettone ad ogni partita ed è costretto a giocare in uno stadio davvero in pessime condizioni, frutto del fatto che in città chiaramente il Comune deve gestire anche altri sport come hockey ghiaccio e, soprattutto, il basket che ha una tradizione e un seguito nazionale molto più importante di una squadra in serie D. Ecco, noi conviviamo solo con la pallavolo femminile che è nicchia, e toglie molte meno risorse anche perché di fatto si mantiene da sola grazie a Leonardi. Da noi il Sindaco e l’Amministrazione si sono mossi per salvare il salvabile dopo lo scempio estivo di Pavanati e MDS. Poi che pure loro abbiano avuto culo è chiaro, ma è l’atteggiamento che è stato diverso. Questo è il nostro grande vantaggio, ed è uno dei motivi per cui Novara può essere piazza ambita. C’è tutto per fare bene, e posto avere soldi da investirci, è meno complicato farlo qui rispetto ad altre realtà.

Niente di più da dire se non che da domani Marchionni ancora di più è chiamato a mantenere altissimo il livello di intensità agonistica e di cattiveria sportiva. Sulla carta avremo qualche partita più abbordabile che, tanto per cambiare, dovremo vincere. Con i piedi, con le mani o con il culo sarà solo mera statistica. Avanti Novara.

Claudio Vannucci

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Continua a leggere
Clicca per commentare

Lascia un commento

Editoriale

…che lei salva lui!

Published

on

By

E cosa succede dopo che lui ha scalato la torre e salvato lei?

Che lei salva lui

Il celebre finale di Pretty Woman è ciò che più si avvicina alla realtà che abbiamo vissuto quest’anno. Un anno iniziato in salita, con tanti rischi e incognite, dove inizialmente ci ha visti tutti protagonisti uniti nel prendere per mano la squadra, proteggendo un improbabile gruppo col fine unico di salvaguardare, o meglio salvare, il nostro Novara. Unione che partita dopo partita si è inevitabilmente sgretolata, vinta da quei fatti che, inequivocabilmente, mostravano il disastro di un progetto low cost insostenibile e, forse, irrealizzabile. Il tutto durato fino a quando, col cambio di proprietà e la creazione di un nuovo gruppo, lentamente abbiamo assistito al ribaltamento dei compiti, questa volta con la squadra che ha preso per mano la piazza accompagnandola ad una salvezza che, dopo i soli 15 punti dell’andata, pareva irraggiungibile. E cosi siamo arrivati alle 20 di domenica 19 maggio 2024 quasi con gli occhi lucidi, forse pure un po’ magonati, perché quella fine di stagione più volte auspicata da tutti, e ieri sera arrivata, pone fine ad una storia probabilmente di irripetibile, quanto meno per come è maturata, e che ricorderemo tutti con affetto per sempre. Se prima tutto era da buttare, oggi ci sono molte basi sulle quali costruire una nuova stagione che non potrà prescindere da alcuni rinnovi: Gattuso in primis (mi risulta che con la salvezza sia scattato il rinnovo automatico), Urso e Ongaro. Quanto meno perché l’eventuale perdita rappresenterebbe un fatto impopolare e poco gradito.

Torno a ripetermi rispetto al precedente editoriale: ha vinto Lo Monaco, ha vinto la proprietà, ha vinto la filosofia dello spendere qualcosa in più. E adesso arriva il bello perché se prima si doveva parlare di costruire l’arca di Noè per salvarci, ora c’è da costruire un castello, ma soprattutto una nuova storia che speriamo non dovrà più raccontare angosce e paure di retrocessione. Concordo con chi sostiene che, talvolta, sia meglio una salvezza ottenuta con lacrime e sangue di una totalmente anonima e anaffettiva, ma è altresì vero che un lieto fine ottenuto una volta non rappresenta garanzia futura di finale analogo. E se oggi sono qui a raccontare la mia tristezza per la fine di questa stagione è solo perché ci siamo salvati (bene), perché se lo stesso gruppo avesse perso i playout oggi staremmo parlando di altro. Certamente siamo alla vigilia di un’estate molto più tranquilla della scorsa, in cui i nostri pensieri saranno solo rivolti al calciomercato inteso come un momento di speranza positiva e non come lo scorso in cui, al telefono con l’amico Faranna, la domanda che ci facevamo dopo ogni rumors era: “e chi cazzo è questo?”. Ma di questo avremo tempo per parlarne.

Oggi è tempo di goderci questa salvezza, e di rendere onore a chi ha contribuito a raggiungerla. Abbiamo vinto un po’ tutti, dove nel tutti ci metto quello zoccolo duro di tifosi che ha mangiato tanta, tantissima merda. Ma non ha mai mollato. E’ stato un anno difficile, soprattutto triste perché si è reso protagonista di tanti addii di cuori azzurri che ci hanno lasciato. E mi piace oggi pensare che siano tutti lì, un po’ magonati come siamo noi, ma felici per aver vinto. Perché poi il calcio si sintetizza cinicamente così: perdere una finale di playoff o vincere un playout alla fine porta allo stesso risultato: esserci ancora il prossimo anno. E noi ci saremo.

Claudio Vannucci

Continua a leggere

Editoriale

Abbiamo vinto tutti

Published

on

By

In queste occasioni la mia testa si divide sempre tra quella corretta scaramanzia che imporrebbe di non esporsi troppo fino a quando l’obiettivo non è stato raggiunto, e quel rispetto alla razionalità ed oggettività dei fatti che, ovviamente, mi fanno guardare con un po’ di disprezzo e noia chi fa notare quanto la salvezza sia ancora da conquistare. In questi casi mi e gli ricordo che il nostro compito è quello di essere tifosi, e pertanto dovremmo dare per scontato un approccio più umile da parte della squadra ma, contemporaneamente, più sereno nostro. Perché in tutto il mondo oggi è evidente come il Novara si sia salvato. Poi, certo, è tecnicamente possibile perdere con 3 goal di scarto la partita di ritorno, ma mi permetto di suggerire ai cultori del “non dire gatto se non l’hai nel sacco” di non eccedere in manifestazioni tafazziane porta sfiga. E che cazzo, siamo reduci da 9 mesi di merda, vinciamo in trasferta 1-3 la partita di andata contro una squadra che, ricordiamolo, con ieri ha perso 5 partite su 5 in questa stagione contro di noi, è così reato godere?

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) si sta delineando la vittoria di PLM. Ha avuto ragione lui. Ma soprattutto ha avuto la ragione la filosofia in base alla quale bisogna spendere per inserire in rosa qualità o, comunque, esperienza. Solo dopo si possono questionare alcune scelte che, oggettivamente se guardiamo il mercato invernale, non hanno pagato. Ma con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) nasce davvero la vera era PLM (& Co), perché è adesso che potrà agire costruendo una squadra da zero, senza il pensiero di una classifica drammatica e, auspicabilmente, con un innesto di liquidità sufficiente a far si che non si debba mai più convivere con lo spettro di una retrocessione.

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) è nata una nuova stella. O semplicemente si è guadagnata non solo la riconferma, ma una maglia titolare Gaston Ongaro, che per proprietà associativa rappresenta un’ulteriore vittoria di PLM visto che è stato un acquisto tutto suo. Forse il ragazzo ci ha messo un pochino troppo ad ambientarsi, forse ci ha messo un pochino troppo a trovare la forma, forse è anche stato un pochino sfigato ma anche un pochino troppo timido, ma certamente dal punto di vista tecnico sempre impeccabile. Certo andrà messo nelle condizioni di dare il meglio, e probabilmente gli va affiancato un “Felice Evacuo” del caso, ma il goal segnato ieri è cosa che difficilmente si vede in questa categoria.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica prossima) si è dimostrato quanto anche questa categoria non può fare a meno della tecnologia. Sono sempre stato un estimatore del var, sicuramente perfettibile e criticabile per alcune distorsioni al gioco del calcio che ha provocato, ma se è visto come uno strumento in grado di correggere un errore macro allora è perfetto. Come ho detto è perfettibile, e in tal senso grida vendetta il non goal della Giana, ma altrettanta vendetta avrebbe gridato la non concessione del nostro rigore apparso evidente a tutti allo stadio. Non posso non pensare a che campionato avremmo potuto fare se la tecnologia fosse stata presente in tutte le partite. Certamente non saremmo primi, ma magari ci saremmo risparmiati Fiorenzuola.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica) ha vinto anche tutto lo zoccolo duro del tifo novarese. Ieri davvero pochi gli occasionali presenti (magari sono stati occasionali da trasferta ma vabbè, ci sta) perché i cuori azzurri presenti al velodromo erano davvero quelli che ogni domenica sono lì a soffrire sugli spalti. Non solo non c’è stata competizione coi locali, ma quando siamo così c’è competizione solo coi mostri sacri di tifoserie della categoria.

E allora che arrivi domenica e si festeggi definitivamente. Ce lo meritiamo tutti.

Claudio Vannucci

Continua a leggere

Editoriale

Nessuna opzione diversa dalla salvezza

Published

on

By

Triestina Novara si sono incontrate dopo un girone di ritorno nel quale entrambe hanno conquistato lo stesso identico numero di punti. Solo che la prima giocava per provare ad ottenere il terzo posto mentre l’altra la salvezza diretta. Questo certifica nuovamente come il girone di andata, o meglio i primi tre mesi dello stesso, abbiano rappresentato qualcosa di molto simile ad una sentenza. Ma i numeri raccontano anche di un Novara in grado evidentemente di giocarsela oggi con la maggior parte delle avversarie a prescindere dalla classifica occupata da queste. Coi se e coi ma non si va da nessuna parte, ma se avessimo ottenuto all’andata gli stessi punti ottenuti al ritorno saremmo oggi al settimo posto, ovvero avremmo disputato un onesto playoff passando, se bravi e fortunati, uno o due turni prima di lasciare il palcoscenico a qualche altra compagine più attrezzata. Settimo posto che, tanto per dire, sarebbe stato ben più onorevole e lodevole di quel decimo posto ottenuto lo scorso anno da una squadra molto più quotata di questa. In chiave imminenti e molto probabili playout, anche se non lo ammetteranno mai, la verità è che il Novara FC è la squadra che nessuno oggi vorrebbe incontrare, e probabilmente lo stesso sarebbe capitato se avessimo dovuto disputare i playoff. Che qualcuno sano di mente a Fiorenzuola oggi possa sostenere che sia meglio giocare contro di noi rispetto ad una Pro Sesto, Pergolettese o Arzignano, non ci credo esista nemmeno se si materializzasse ora davanti a me. Detto questo, domenica prossima potremmo beneficiare di una combinazione di risultati favorevoli non così impossibile, anzi. Non dobbiamo infatti sperare in una sconfitta casalinga del Real Madrid contro il fanalino di coda, ma di tre risultati (vittoria Novara, pareggio o sconfitta Pergolettese, pareggio o sconfitta Pro Sesto) che tranquillamente potrebbero verificarsi senza che nessuno possa gridare allo scandalo, a differenza di alcuni risultati un po’ naïf successi le scorse settimane. Le buone notizie sono però finite.

Quel dannato minuto di ieri, nel quale in sequenza è arrivato prima il pareggio della Pergolettese e poi quello della Triestina in pieno recupero, può essere una mazzata psicologica devastante. Paradossalmente una sconfitta in Friuli per 4-0 avrebbe lasciato meno strascichi dell’ennesima beffa subita in tempo di recupero che, ormai, è diventato un marchio di fabbrica di questa stagione. Che una partita si possa risolvere nel recupero fa parte dell’ordine delle cose, ma che questo, nel poco bene e tanto male, sia ripetutamente successo è un qualcosa che difficilmente può trovare una spiegazione razionale. Non ne va bene una, e anche il primo fortunoso pareggio dei locali va nella direzione di una sfortuna inenarrabile. Così come l’ennesimo non fischio arbitrale in occasione del secondo pareggio, unito ad un possibile rigore non dato a favore, fortificano in me l’impressione che il “sistema” sia totalmente avverso a PLM. Il mio ultimo editoriale ha causato qualche critica, soprattutto dalla parte buonista e “verginona” del tifo, quella che va sempre bene tutto e che mai una volta faccia lo sforzo di capire una provocazione. E’ evidente che non chiedessi a PLM di presentarsi negli spogliatoi avversari o nel “palazzo” con gli assegni in mano, ma invece che facesse un po’ di casino e provasse ad influenzare il mood. Come fanno tutti i Dirigenti mestieranti del calcio, in qualsiasi categoria. Non so se questo gli è riuscito col Legnago evidentemente sceso al Piola in ciabatte, certamente non è riuscito ieri dove è arrivata appunto l’ennesima riprova di come, nel dubbio, il Novara debba essere penalizzato. Detto questo, sfortuna a parte, non può essere un caso che questa squadra non riesca a mantenere un vantaggio fino alla fine. Evidentemente ci sono limiti caratteriali molto più profondi, uniti ad una spirale negativa tale per cui, arrivi all’85’, e ti tremano pure le corde vocali.

A questo punto, salvo un lieto fine tra sette giorni, è arrivato il momento di tacere durante la settimana e di presentarsi allo stadio e fare la sola cosa che possiamo fare: tifare. La sola storia che fa fede è quella che viene scritta, quindi ringraziare oggi PLM perché in sua assenza saremmo stati al posto dell’Alessandria è una narrazione inutile in caso di retrocessione ai playout, così come dannarci troppo pensando all’inizio di questo campionato pensando ad un qualcosa che, in quel momento , non era possibile fare: vincere di più. Portiamo a casa la stagione e poi ognuno tragga le sue considerazioni, ognuno faccia le polemiche che vuole, ognuno si tolga i sassolini nella scarpa che ritiene. Solo dopo. Oggi serve salvarsi.

Claudio Vannucci

Continua a leggere

NSN on Facebook

Facebook Pagelike Widget

Telegram

Ultimi Articoli

Copyright © 2017 Zox News Theme. Theme by MVP Themes, powered by WordPress.