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Pensieri e parole

Il filo azzurro

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In 113 anni il Novara Calcio ha cambiato stemmi e loghi, presidenti e proprietà, tonalità di azzurro e maglie di gioco. Ha cambiato cinque volte denominazione sociale: nei primi anni di vita il Novara Calcio si chiamava Football Association Studenti Novara poi Foot Ball Club Novara, Foot Ball Association Novara ed infine dal 1930, Associazione Calcio Novara (A.C. Novara). Questa denominazione rimase fino al 1975 quando diventò Novara Calcio.

Quello che non è mai cambiato è la continuità della sua storia. Un sottile, resistente filo azzurro lungo 113 anni che non si è mai spezzato fino al 26 luglio 2021.

Nulla da quel giorno sarà come prima, il danno fatto da Pavanati e De Salvo è irrimediabile ma qualcosa può essere ancora salvato, quel filo azzurro può essere riannodato. Oppure si può fare come il “Città di Varese” che non è interessato a chiedere alla FIGC il titolo sportivo del Varese Calcio, fallito e radiato nel 2019. Per molti bisognerebbe seguire quella strada, dimenticare e mettersi il cuore in pace perché tanto il Novara siamo noi, decidiamo noi chi è il Novara e tra 10 anni rimarremo in due ad essere interessati a questa storiaccia.

Personalmente ritengo che sia un dovere della società che rappresenta la città di Novara riprendere il titolo sportivo, che di per sé non significa nulla ma che in realtà è l’unica cosa che conta: significa riappropriarsi della propria storia e della propria identità.

Il FC Novara di Ferranti sta compiendo un vero e proprio miracolo sportivo. È divertente, bello, vincente con un presidente onesto e appassionato. È legittimato dai fatti, dalla tifoseria, dal sindaco, dalla banca, dal tessuto imprenditoriale locale e dai media ma finché il Novara Calcio 1908 esisterà anche con una sola squadra giovanile, il FC sarà sempre una società senza storia che rappresenta per decisione del Sindaco, la città di Novara. Il logo, lo stemma, il marchio, la ragione sociale non hanno alcuna importanza perché in 113 anni sono frequentemente cambiati ma la storia deve essere unica. Non può esistere un Novara Calcio proprietario della storia fino al 2021 e contemporaneamente un FC Novara con 6 mesi di storia. Il filo deve essere riannodato e deve essere fatto in fretta.

Perché questo avvenga ci sono tre strade percorribili:

  • Il Novara Calcio SpA fallisce e cessa l’attività. La conseguenza è il passaggio del titolo sportivo al FC Novara se fosse interessato a chiederlo.
  • La FIGC revoca l’affiliazione del Novara Calcio 1908 per cessata attività sportiva. La conseguenza è la stessa del punto precedente.
  • Il Novara Calcio SpA cede la società ed il titolo sportivo al Novara Football Club società sportiva dilettantistica srl. In questo caso, con una nuova denominazione sociale il nuovo/vecchio Novara, riconquisterebbe automaticamente il titolo sportivo, ricominciando la sua storia dalla categoria conquistata dal FC Novara.

In realtà ci sarebbe anche una quarta strada che sinceramente sembra inverosimile: Il vecchio Novara Calcio riprende l’attività agonistica ripartendo dalla categoria che gli assegnerà la FIGC. Per quanto improbabile, questa ipotesi non esclude il punto tre ma neanche l’aberrazione di avere due società rappresentanti la città di Novara.

Il monte debitorio del Novara Calcio è elevato ma la maggior parte di questo è costituito da debiti fiscali che, come ha insegnato Lotito, possono essere dilazionati nel tempo. Non essendoci più la spada di Damocle dell’iscrizione ai campionati professionisti, per Pavanati & C non diventa così urgente il pagamento immediato e puntuale dei debiti fiscali. L’iniziativa dell’Avvocato Grassani che con un’istanza al Tribunale di Novara, ha chiesto di fatto il fallimento del Novara Calcio SpA è il primo passo verso la soluzione descritta al punto uno. Ma non conoscendo le intenzioni della coppia di fatto Pavanati/De Salvo e della Magistratura non si possono prevedere le prossime mosse.

A proposito, dagli inizi di agosto, Leonardo Pavanati è scomparso da tutti i radar comunicativi. Il silenzio assordante dietro il quale si sta nascondendo, conferma la teoria di una storia che prima o poi andrà a concludersi, civilmente o penalmente, in qualche tribunale.

Anche i tifosi hanno scelto la strada dell’oblio: non parlo di Pavanati, quindi non esiste. Abbiamo scelto di cancellare dalla faccia della terra e dalla nostra testa Pavanati e la sua banda, vogliamo dimenticarlo e far finta che non sia mai esistito. Vogliamo voltare pagina, andare avanti, guardare al futuro e in questo i successi sportivi del FC Novara stanno aiutando moltissimo.

Novara Siamo Noi è un blog di tifosi, nessuno di noi è un giornalista, facciamo mestieri diversi con una passione comune: il Novara ed in questo momento il Novara è il FC Novara di Ferranti. Ma se fossi un giornalista proverei a contattare Pavanati per fargli qualche domanda, per cercare di capire quali sono le sue intenzioni e soprattutto per tenere i fari accesi su una situazione che rischia di trascinarsi per degli anni come quella triste e incomprensibile dell’Hockey Novara.

Depa

Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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Godiamoci la festa

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Sarà anche lapalissiano ma vincere non è mai facile, ed al riguardo cito una lista di società che non potevano non vincere ed invece sono rimaste al palo: Casale, Sanremese, Legnano, Ravenna, Athletic Carpi, Arezzo, Torres, Casertana, Sambenedettese. Forse ne ho anche dimenticata qualcuna ma il concetto non cambia, nulla è dovuto ed il solito refrain che recita “questa squadra non c’entra niente con la serie D” è pura sterile retorica. I successi si conquistano sul campo attraverso la costruzione di una società seria e competente e questo il Novara FC lo ha fatto.

Qui non si tratta di autoincensarsi ma di riconoscere i meriti con la consapevolezza che qualche critica ci possa essere senza essere tacciati di pessimismo. Il presidente Ferranti ha ragione quando dice “godiamoci la festa” perché il carpe diem non può essere posposto ad altri
momenti. L’entusiasmo genera entusiasmo ed il vero obiettivo è non disperdere questa carica positiva e sono convinto che
l’empatia di Massimo Ferranti possa portarci ad altre soddisfazioni. Forti e convinti per raggiungere obiettivi importanti senza facili proclami ma con la certezza e la solidità del Novara FC.
Siviersson

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Torneremo in serie C

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Il coro “torneremo in serie C” è come la mano di Mario Brega: “po esse fero e po esse piuma: oggi è stata piuma”. Domenica è stato bellissimo pensare al coro torneremo in serie C, quella serie C che quattro balordi senz’anima ci hanno fatto perdere un anno fa insieme alla nostra storia che ancora ci devono restituire.
Ma come sarà la serie C 2022/23? Ipotizzando il mantenimento del format attuale, saremo inseriti nel girone A e anche se i play off e play out sono ancora in corso possiamo già prevedere quali saranno le nostre rivali:

Padova (se non riuscirà a vincere i play off)
FeralpiSalò
Renate
Triestina
Lecco
Pro Vercelli
Juventus U23
Piacenza
Fiorenzuola
Pergolettese
Pro Patria
AlbinoLeffe
Virtus Verona
San Giuliano City (promossa dalla serie D)
Mantova
Trento – Pro Sesto – Seregno – Giana Erminio (due di queste retrocederanno ai play out)
Pordenone
Alessandria/Vicenza (una delle due retrocederà anche se c’è la possibilità che retrocedano entrambe)

Si prospetta quindi un campionato molto competitivo con il Padova nettamente favorito insieme ad Alessandria o Vicenza oppure ad entrambe ma anche la Triestina con la nuova proprietà da un miliardo di dollari e la solita FeralpiSalò da anni ai vertici del campionato di serie C che potrebbe essere il nuovo Sud Tirol.

Non vorrei mettere pressione al Presidente Ferranti in un momento così bello e giustamente di grande festa ma se vuole mantenere la promessa fatta a febbraio e ripetuta in queste ore di puntare senza esitazione alla serie B già il prossimo anno, deve correre perché il Padova ha fallito l’obbiettivo del primo posto pur avendo in rosa gente come Ceravolo, Bifulco, Jelenic, Chiricò, Dezi, Germano, Donnarumma (il fratello) per non citare Ronaldo Pompeu da Silva che da noi ha fatto disastri ma che a Padova ha avuto un rendimento da top player. Per puntare alla serie B il livello dei giocatori deve essere alto quanto quello del Padova. Quello di Alessandria e/o Vicenza e Triestina non sarà più basso, anzi.

Ho amato la banda di ragazzini guidata da Banchieri che si barcamenava per un posto nei play off e mi andrà bene qualsiasi squadra che onorerà la maglia e batterà la Pro Vercelli. Il gruppo che ha conquistato la serie C merita riconoscenza e fiducia e bisogna solo ringraziare il Pres per la passione e i soldi che sta mettendo dentro la nostra maglia ma visto che l’obbiettivo della promozione in serie B è stato fissato da lui è lecito chiedersi quanti dei giocatori dell’attuale rosa sono pronti ad affrontare un campionato professionistico (per molti sarà il primo) e soprattutto quanti dell’attuale rosa hanno le qualità per vincerlo.
Vincere il campionato di serie C è una cosa seria e molto costosa, ci vogliono quelli come Motta e Tesser, Lisuzzo e Fontana, Gemiti e Shala e soprattutto una base di giocatori seri e affidabili forgiati da anni di delusioni, vittorie e strizzate di palle di un certo Sergio Borgo.

Ora è tempo di festeggiare e ringraziare chi ci permette di andare allo stadio a tifare per i colori azzurri. È tempo di lasciare per sempre questa categoria di merda con campi e squadre di merda, magari vincendo lo scudetto, giusto per lasciare un ricordo definitivo ma una riflessione sull’opportunità di un all in immediato o una costruzione dal basso, forse sarebbe opportuno farla.

Depa

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I campi di merda

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Axel Desjardins rappresenta il pensiero di tutti noi in questo anno: “giochiamo in campi di merda con squadre di merda”. Ora che abbiamo riconquistato il calcio professionistico possiamo sottoscrivere il pensiero del canadese senza remore.

Si riparte dalla serie C, che non è proprio il gotha del calcio, ma che può rappresentare uno straordinario trampolino di lancio per riassaporare un torneo di prestigio. Forse è il destino, forse una predisposizione del territorio novarese e, senza voler essere blasfemo, ricordo due date che creano un parallelismo irriverente: 23 marzo 1849 (battaglia della bicocca) e 27 marzo 2022 (Novara-Sanremese 1-5). Sconfitte, debacle, umiliazioni o chiamatele come volete, ma punti di partenza per risorgere e rinascere.

Le grandi vittorie nascono dalle grandi sconfitte (se sai farne tesoro) e noi celebriamo i rovesci subiti perché è ancora più bello gioire dopo aver ingoiato la polvere. Grazie a tutti coloro che ci hanno fatto ripartire: dal presidente fino a tutti i preziosissimi collaboratori ed ovviamente ai calciatori che hanno conquistato il primo posto. Ora inizia un altro percorso irto di difficoltà ma che affronteremo con un largo sorriso perché quando risali dall’inferno anche una landa sperduta ti appare come un resort 5 stelle.


Siviersson

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