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Domani (oggi) si vince

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Non mi interessa nulla determinare se è più azzurra la maglia attuale o quella che mi ha accompagnato durante la mia crescita di tifoso innamorato, o di chi poggia le chiappe sulla nostra panchina ora o tra un anno o due, e nemmeno chi sia attualmente il proprietario della societá.

Voglio che mi si consenta di vivere l’attesa, e poi la gara, con la stessa leggerezza con cui aspettavo, circa sessant’anni orsono, le partite del mio Novara.

Allora, giocatori a parte, conoscevo a malapena il nome dell’allenatore, Carletto Parola, semplicemente perché lo vedevo strigliare i miei idoli al campo di allenamento dell’Enel.

E il presidente era il geometra Santino Tarantola eh!! mia batarìa!!

Ecco, mi interessava esserci, non vedevo l’ora di esserci, mi piaceva annusare il profumo intenso dell’attesa, ci tenevo ad assistere al riscaldamento dei “mitici” che si svolgeva dietro la curva del mercato coperto, dentro a un quadro la cui cornice era la semplicitá dei soggetti, fossero essi calciatori, tifosi, amici.

Non vedevo l’ora di assistere a una volata inarrestabile della “freccia di Caltignaga”

o a una finta maledetta del Luigino, la cui classe sopraffina faceva si che l’avversario depositasse il culo a terra, o allo spettacolo del duello ingaggiato dal Nini con il centroattacco di turno….povero Pruzzo, non la vedeva mai!!

Mi piaceva tutto questo o solo questo, dipende dai punti di vista; era comunque una buona metá delle emozioni che popolavano la mia domenica.

Perché la domenica, per essere tale, oltre al risotto di mezzogiorno a pranzo, ottenuto con il brodo del “buí”, aveva bisogno della partita del Novara per essere considerata festiva.

E veniva preceduta da tutti quei riti scaramantici che accompagnavano l’attesa, come rispettare le tappe ai vari Circoli che si trovavano sul percorso destinazione Alcarotti, e che gli adulti rigorosamente imponevano, compresi i bambini trasportati sulla canna della bici.

Non esisteva il Muro e nemmeno questo blog su cui scrivere le proprie opinioni; qualcosa si scriveva si, ma sul muro di cinta che racchiudeva come uno scrigno il terreno di gioco e le tribune dell’Alcarotti.

“Viva Ghio” c’era scritto con un pezzo di mattone, proprio sopra la feritoia, dalla quale una mano senza proprietario, ti allungava il biglietto d’ingresso recante la pubblicitá del Cynar.

E quel biglietto era come un “minerva” che incendiava la mia passione….ecco, la passione; la stessa che oggi brucia lentamente come la “brasca”.

Non piú la fiamma viva che tutto divora, ma tizzoni ardenti che meditano e ponderano il calore necessario per tenere in vita la storia, perchè questo è il solo e unico dovere che abbiamo: tenere in vita la storia, indipendentemente dagli attuali interpreti, noi compresi.

Retorica? Si, puó essere, anche perchè di moduli, formazioni e tattiche io non parlo, non avendoci mai beccato nè capito quasi niente. Preferisco lasciare questi contenuti a coloro che sanno tracciare sapienti geometrie e sviluppare oculati schemi. 

Io, come altri gnürantòn in materia di tecnica, ci metto solo il cuore a sorreggere tutta l’impalcatura di questo castello azzurro che, in fin dei conti, ha solo cambiato il proprietario, il quale tutto ha fatto per salvarlo dalla fatiscenza in cui era stato abbandonato da lestofanti indegni, turpi e volgari. E, parafrasando il titolo di un libro di qualche anno fa, opera dello scrittore Marco Paracchini, ribadisco a tutti che “Il castello è nostro e ve lo prestiamo solo per giocare, come del resto la Maglia”.

  

Forsa Nuara tüta la vita

Nonnopipo

Novara perchè è la mia città, il Novara calcio perchè è la squadra della mia città, il dialetto perchè se il futuro è una porta il passato è la chiave per aprirla. Forsa Nuara tüta la vita.

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Pensare positivo (sperando di essere negativi)

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Ci risiamo si ferma tutto. La cecità dei vertici pallonari si palesa nelle decisioni tardive ed isteriche che disorientano i fruitori nonché motori dello spettacolo e cioè i TIFOSI. Era ampiamente prevedibile un innalzamento dell’allerta covid sin dai giorni precedenti il Natale, col governo del calcio assennato che avrebbe sancito il blocco fino a fine gennaio, evitando così la solita pantomima delle ASL che bloccano le squadre. Si pensa sempre che il foot-ball sia avulso dalla realtà quotidiana e possa continuare a dispetto di ogni situazione, ma non è necessario essere dei soloni per capire che quando non puoi schierare una pletora infinita di giocatori bloccati dalla positività al virus allora la regolarità sportiva degli incontri non è più garantita. Ancor di più nel mondo dilettantistico dove stiamo giocando ed in cui le fantomatiche “bolle” sono improponibili.

Il rammarico per non poter oggi assistere ai matches che tanto ci appassionano è smisurato ma non possiamo esimerci dal guardare in faccia a quello che avviene nella quotidianità. Quello che guardo con grande contentezza è la classifica del Novara FC che rimanendo inalterata per la fermata obbligata mi dona un sorriso enorme nella convinzione che possa vederci in testa anche all’atto finale della stagione.
Qualcuno dice che l’inizio dell’anno non è dei migliori io invece dico che è fantastico: SIAMO PRIMI.
Forsa Nuara
Siviersson

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Il filo azzurro

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In 113 anni il Novara Calcio ha cambiato stemmi e loghi, presidenti e proprietà, tonalità di azzurro e maglie di gioco. Ha cambiato cinque volte denominazione sociale: nei primi anni di vita il Novara Calcio si chiamava Football Association Studenti Novara poi Foot Ball Club Novara, Foot Ball Association Novara ed infine dal 1930, Associazione Calcio Novara (A.C. Novara). Questa denominazione rimase fino al 1975 quando diventò Novara Calcio.

Quello che non è mai cambiato è la continuità della sua storia. Un sottile, resistente filo azzurro lungo 113 anni che non si è mai spezzato fino al 26 luglio 2021.

Nulla da quel giorno sarà come prima, il danno fatto da Pavanati e De Salvo è irrimediabile ma qualcosa può essere ancora salvato, quel filo azzurro può essere riannodato. Oppure si può fare come il “Città di Varese” che non è interessato a chiedere alla FIGC il titolo sportivo del Varese Calcio, fallito e radiato nel 2019. Per molti bisognerebbe seguire quella strada, dimenticare e mettersi il cuore in pace perché tanto il Novara siamo noi, decidiamo noi chi è il Novara e tra 10 anni rimarremo in due ad essere interessati a questa storiaccia.

Personalmente ritengo che sia un dovere della società che rappresenta la città di Novara riprendere il titolo sportivo, che di per sé non significa nulla ma che in realtà è l’unica cosa che conta: significa riappropriarsi della propria storia e della propria identità.

Il FC Novara di Ferranti sta compiendo un vero e proprio miracolo sportivo. È divertente, bello, vincente con un presidente onesto e appassionato. È legittimato dai fatti, dalla tifoseria, dal sindaco, dalla banca, dal tessuto imprenditoriale locale e dai media ma finché il Novara Calcio 1908 esisterà anche con una sola squadra giovanile, il FC sarà sempre una società senza storia che rappresenta per decisione del Sindaco, la città di Novara. Il logo, lo stemma, il marchio, la ragione sociale non hanno alcuna importanza perché in 113 anni sono frequentemente cambiati ma la storia deve essere unica. Non può esistere un Novara Calcio proprietario della storia fino al 2021 e contemporaneamente un FC Novara con 6 mesi di storia. Il filo deve essere riannodato e deve essere fatto in fretta.

Perché questo avvenga ci sono tre strade percorribili:

  • Il Novara Calcio SpA fallisce e cessa l’attività. La conseguenza è il passaggio del titolo sportivo al FC Novara se fosse interessato a chiederlo.
  • La FIGC revoca l’affiliazione del Novara Calcio 1908 per cessata attività sportiva. La conseguenza è la stessa del punto precedente.
  • Il Novara Calcio SpA cede la società ed il titolo sportivo al Novara Football Club società sportiva dilettantistica srl. In questo caso, con una nuova denominazione sociale il nuovo/vecchio Novara, riconquisterebbe automaticamente il titolo sportivo, ricominciando la sua storia dalla categoria conquistata dal FC Novara.

In realtà ci sarebbe anche una quarta strada che sinceramente sembra inverosimile: Il vecchio Novara Calcio riprende l’attività agonistica ripartendo dalla categoria che gli assegnerà la FIGC. Per quanto improbabile, questa ipotesi non esclude il punto tre ma neanche l’aberrazione di avere due società rappresentanti la città di Novara.

Il monte debitorio del Novara Calcio è elevato ma la maggior parte di questo è costituito da debiti fiscali che, come ha insegnato Lotito, possono essere dilazionati nel tempo. Non essendoci più la spada di Damocle dell’iscrizione ai campionati professionisti, per Pavanati & C non diventa così urgente il pagamento immediato e puntuale dei debiti fiscali. L’iniziativa dell’Avvocato Grassani che con un’istanza al Tribunale di Novara, ha chiesto di fatto il fallimento del Novara Calcio SpA è il primo passo verso la soluzione descritta al punto uno. Ma non conoscendo le intenzioni della coppia di fatto Pavanati/De Salvo e della Magistratura non si possono prevedere le prossime mosse.

A proposito, dagli inizi di agosto, Leonardo Pavanati è scomparso da tutti i radar comunicativi. Il silenzio assordante dietro il quale si sta nascondendo, conferma la teoria di una storia che prima o poi andrà a concludersi, civilmente o penalmente, in qualche tribunale.

Anche i tifosi hanno scelto la strada dell’oblio: non parlo di Pavanati, quindi non esiste. Abbiamo scelto di cancellare dalla faccia della terra e dalla nostra testa Pavanati e la sua banda, vogliamo dimenticarlo e far finta che non sia mai esistito. Vogliamo voltare pagina, andare avanti, guardare al futuro e in questo i successi sportivi del FC Novara stanno aiutando moltissimo.

Novara Siamo Noi è un blog di tifosi, nessuno di noi è un giornalista, facciamo mestieri diversi con una passione comune: il Novara ed in questo momento il Novara è il FC Novara di Ferranti. Ma se fossi un giornalista proverei a contattare Pavanati per fargli qualche domanda, per cercare di capire quali sono le sue intenzioni e soprattutto per tenere i fari accesi su una situazione che rischia di trascinarsi per degli anni come quella triste e incomprensibile dell’Hockey Novara.

Depa

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Grazie a tutti e vaffanculo

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Col nuovo anno che inizia, e visti i chiari di luna molto poco rassicuranti sulla ripresa del campionato, vorrei fare ora qualche ringraziamento preventivo e poi tacere fino a che non si tornerà a parlare di calcio giocato.

Grazie in primis a noi tifosi, che siamo quelli che hanno pagato il prezzo più alto nello scorso biennio e, c’è da giurarlo, saremo i primi a pagarlo nel 2022 in caso di ulteriori restrizioni. Siamo dei cazzo di eroi moderni, ormai ne sono convinto. E’ vero che il costo a dir poco popolare degli abbonamenti quest’anno aiuta a mangiarsi meno il fegato, ma di fatto ci troveremo con ogni probabilità per il secondo anno su tre ad aver pagato un servizio (l’accesso allo stadio) che ci viene in corso d’opera sospeso senza che si possa continuare ad usufruirne dal vivo come da condizioni a cui è stato sottoscritto. Credo non esista un’altra categoria di ‘utenti di un servizio pagato’ così penalizzata, per giunta adeguata già a tutte le condizioni possibili e immaginabili di sicurezza COVID. Non voglio buttarla in virologia da strada, ma trovo francamente incredibile che nel 2022, con una variante che ha un sesto della letalità delle precedenti e con l’80% di popolazione vaccinata (più tutta quella che si sta immunizzando naturalmente in questi giorni visto che c’è mezzo mondo infetto, me compreso) non si possa permettere di continuare normalmente un’attività fatta all’aperto, da atleti sottoposti a tamponi continui, e che nella sua utenza ha già capienze ridotte definite, mascherina e distanziamento teoricamente obbligatori (poi possiamo discutere di quanto vengano rispettati) oltre al green pass.

Grazie alla società Novara FC, alla squadra e all’Ing. Ferranti. Non servono tante parole. E’ stato il campo a parlare, l’ascolto costante e il rispetto nei confronti dei tifosi, le promesse a cui sono sempre seguiti i fatti. Per i consigli e i miglioramenti ci sarà tempo, per ora le aspettative sono state ampiamente superate, dai giocatori e dalla società.

Grazie al Vannu, che ha tenuto in piedi anche nello scorso difficilissimo 2021 questa creatura strana del blog. Non è facile mantenere una linea editoriale indipendente quando in mezzo c’è la squadra del cuore. Per di più in un momento così difficile per la propria storia e dando espressione a tutte le opinioni, anche quando sono in contrasto tra loro. Questo blog è riuscito nel piccolo miracolo di diventare un punto di riferimento per la galassia che ruota intorno al Novara partendo da un semplice gruppo di tifosi, e permettendosi banalmente di dire nei suoi rappresentanti tutti sempre e soltanto quel che pensa. Non si è mai cercato nulla né chiesto nulla alla società (Novara Calcio 1908 prima e Novara FC dopo): non un biglietto, non un abbonamento, non un posto in tribuna, non uno stipendio per sé o per altri. Magari non ci prendiamo sempre, magari scriviamo qualche cazzata ogni tanto, ma lo facciamo sempre e soltanto con la buona fede e l’indipendenza di chi sa che la domenica passa dai tornelli con la propria tessera ed è davvero solo un tifoso come gli altri.

Grazie agli altri membri del team del blog, anche e soprattutto a quelli che si leggono meno. Mai vista una scaramuccia per chi deve scrivere qualcosa o per la ‘visibilità’. Non la pensiamo tutti allo stesso modo, ma c’è talmente tanta stima fra noi che quando esce dal blog un’opinione su cui non si concorda ci si prende un po’ per il culo su WhattsApp e finisce lì.

Infine grazie a quel microcosmo che ci legge, interagisce, ci critica a volte, ma sempre con la consapevolezza che si lavora per un obiettivo, ossia il bene di questa maglia. Auguro a tutti che questo 2022 possa ridarci quello che ci è stato tolto. Ce lo meritiamo tutti.

Grazie a tutti quindi. O come direbbe Ciumi, grazie a tutti e vaffanculo.

Jacopo

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