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Pensieri e parole

Il corto circuito

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Mi rendo conto che siamo tutti nauseati dalle vicende dei tribunali, e non è certo mia intenzione annoiare nuovamente nessuno, tuttavia ieri è successo un nuovo fatto che non può essere ignorato perché merita una riflessione. Come riportato dalla Voce il Carpi FC (che per intenderci è l’alter ego emiliano del Novara Calcio 1908 di Pavanati) ha visto accogliere il suo ricorso dal TAR del Lazio, relativamente alla richiesta di ammissione in serie D. Con questa sentenza si certifica un primo fatto, peraltro cruciale: il 2021 verrà ricordato anche e soprattutto per una netta rottura col modus operandi adottato dalle Istituzioni sportive e non nel recente passato, in cui i FIGC e i tribunali sportivi e quelli nazionali viaggiavano a braccetto. Mai nessun colpo di scena: FIGC e Coni sentenziavano, Tar confermava. Questa volta il Tar, con modalità diverse, ha chiaramente ribaltato tutte le sentenze precedenti. In realtà, già con la sentenza Casertana si era capito che qualche cortocircuito fosse in atto, perché in barba alle normative Noif hanno permesso alla squadra campana appena estromessa di iscriversi in serie D creando un precedente pericoloso cui, immediatamente, Sambenedettese e appunto Carpi hanno preso come riferimento per chiedere un nuovo, vincente, intervento al TAR. Prima di arrivare al punto del discorso, va detto per onestà che queste vittorie non aprono ancora le rispettive porte della serie D ai marchigiani ed emiliani, i primi chiamati a dover inoltrare una nuova richiesta (già presentata) con conseguente approvazione della FIGC (non si è ancora pronunciata), e i secondi a dover ottemperare tutte le pratiche burocratiche per saldare i precedenti arretrati oltre poi a provvedere a quelli propedeutici all’eventuale nuova iscrizione. Si parla di parecchi soldi da versare senza certezza di iscrizione, quindi va capito che decideranno di fare.

Arrivo al nocciolo della questione. Non sono chiaramente un legale tuttavia sono in grado di fare 1+1. E il risultato di questa somma fa pensare che, oltre alla modalità di pagamento, Pavanati abbia chiaramente sbagliato anche la linea difensiva. 4 casi su 4 che insieme a noi hanno popolato i tribunali questa estate, si sono visti riconoscere il diritto teorico di partecipare alla serie D (posto una serie enorme di “se” soprattutto economici da garantire), dopo una battaglia legale improntata, la faccio molto breve, sul “ti chiedo di ammettermi in C perché ritengo di aver fatto correttamente, se proprio non mi ammetti in C allora ammettimi in subordine in D”. Per quanto a noi noto, perché dichiarato ufficialmente dagli interessati o riportato da qualche media, il Novara Calcio 1908 non avrebbe mai chiesto in subordine l’ammissione in D. Tanto è vero che, ed è storia recente, il Sindaco ha chiesto alla FIGC un “titolo”, o meglio lo slot concesso alla città di Novara da assegnare con bando con FIGC stessa che gli ha poi assegnato quello della serie D. Le motivazioni del Tar all’accoglimento del ricorso della Samb sono molto interessanti perché, sempre molto in sintesi, dicono: “prima di concedere l’ok ad una nuova Società della stessa città va chiesto alla precedente se ha intenzione di iscriversi in D perché ha chiaramente la precedenza”. 

Non sto ora giudicando o sentenziando ma mi sto solo limitando ad analizzare nella maniera più asettica possibile i fatti noti, e credo sia normale pensare che se Pavanati avesse chiesto la riammissione in C, o in subordine a quella in D come hanno fatto le altre 4, oggi sarebbe iscritto. E questa considerazione mi riporta al dubbio principale cui non sono ancora riuscito a trovare risposta: è stato fatto scientemente oppure si è sbagliato pure questo aspetto? Nel secondo caso, mi pare chiaro che la figura di Di Cintio ne uscirebbe parecchio male, dando per scontato che il cliente Pavanati si sia fidato ed abbia avallato la strategia difensiva del suo legale. Se invece fosse stato voluto, credo non ci sia niente da aggiungere, ognuno tragga le conclusioni che ritiene. Aggiungo, in considerazione delle motivazioni pro Samb, Sindaco e FIGC hanno ottenuto garanzie da Pavanati che non avrebbe avuto intenzione di iscriversi eventualmente in D a prescindere dalle sentenze dei tribunali? Oppure il fatto che in un tribunale stesso Pavanati non abbia chiesto mai l’ammissione in D ne è la prova? Queste risposte sono impossibili da dare oggi, ma certificano che la vicenda non è ancora chiusa, a prescindere dalla piena legittimità del Novara FC di Ferranti (e dell’Athletic Carpi) di disputare il suo campionato.

Va detto anche che il Novara Calcio 1908 di Pavanati, rispetto alle altre, ha un’aggravante: la perentorietà dei termini non rispettati. Amici legali mi garantiscono che questo sia un punto insuperabile anche dal Tar stesso, e che il futuro sia quindi segnato. Come va detto che, se il Tar dovesse dare ragione a Pavanati (ad oggi non è ancora stata resa nota una data in cui si discuterà il caso), lo stesso dovrebbe procedere con una nuova richiesta alla FIGC di ammissione saldando tutto l’arretrato e sperando di essere accolto, ma lo farebbe a campionato ampiamente iniziato quindi non sarebbe realistico ipotizzare un clamoroso ingresso del Novara Calcio 1908 come seconda squadra della città in serie D. Con che squadra poi? Giocherebbero Pavanati, Civitarese, Borghetti e Bonanno? Nell’ultimo comunicato ufficiale da loro pubblicato si legge chiaramente come la battaglia legale fosse peraltro volta più a fini risarcitori che altro. Vedremo che succederà, certamente due cose sono chiare. In primis la FIGC sta lentamente scivolando verso una delicata situazione in cui rischia seriamente di dover risarcire soldi. E secondo che, relativamente alla nostra realtà, fino a quando il TAR non si esprimerà non possiamo ancora mettere il punto definitivo.

Un corto circuito, o meglio, un grande puttanaio.

Claudio Vannucci

 

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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Godiamoci la festa

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Sarà anche lapalissiano ma vincere non è mai facile, ed al riguardo cito una lista di società che non potevano non vincere ed invece sono rimaste al palo: Casale, Sanremese, Legnano, Ravenna, Athletic Carpi, Arezzo, Torres, Casertana, Sambenedettese. Forse ne ho anche dimenticata qualcuna ma il concetto non cambia, nulla è dovuto ed il solito refrain che recita “questa squadra non c’entra niente con la serie D” è pura sterile retorica. I successi si conquistano sul campo attraverso la costruzione di una società seria e competente e questo il Novara FC lo ha fatto.

Qui non si tratta di autoincensarsi ma di riconoscere i meriti con la consapevolezza che qualche critica ci possa essere senza essere tacciati di pessimismo. Il presidente Ferranti ha ragione quando dice “godiamoci la festa” perché il carpe diem non può essere posposto ad altri
momenti. L’entusiasmo genera entusiasmo ed il vero obiettivo è non disperdere questa carica positiva e sono convinto che
l’empatia di Massimo Ferranti possa portarci ad altre soddisfazioni. Forti e convinti per raggiungere obiettivi importanti senza facili proclami ma con la certezza e la solidità del Novara FC.
Siviersson

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Torneremo in serie C

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Il coro “torneremo in serie C” è come la mano di Mario Brega: “po esse fero e po esse piuma: oggi è stata piuma”. Domenica è stato bellissimo pensare al coro torneremo in serie C, quella serie C che quattro balordi senz’anima ci hanno fatto perdere un anno fa insieme alla nostra storia che ancora ci devono restituire.
Ma come sarà la serie C 2022/23? Ipotizzando il mantenimento del format attuale, saremo inseriti nel girone A e anche se i play off e play out sono ancora in corso possiamo già prevedere quali saranno le nostre rivali:

Padova (se non riuscirà a vincere i play off)
FeralpiSalò
Renate
Triestina
Lecco
Pro Vercelli
Juventus U23
Piacenza
Fiorenzuola
Pergolettese
Pro Patria
AlbinoLeffe
Virtus Verona
San Giuliano City (promossa dalla serie D)
Mantova
Trento – Pro Sesto – Seregno – Giana Erminio (due di queste retrocederanno ai play out)
Pordenone
Alessandria/Vicenza (una delle due retrocederà anche se c’è la possibilità che retrocedano entrambe)

Si prospetta quindi un campionato molto competitivo con il Padova nettamente favorito insieme ad Alessandria o Vicenza oppure ad entrambe ma anche la Triestina con la nuova proprietà da un miliardo di dollari e la solita FeralpiSalò da anni ai vertici del campionato di serie C che potrebbe essere il nuovo Sud Tirol.

Non vorrei mettere pressione al Presidente Ferranti in un momento così bello e giustamente di grande festa ma se vuole mantenere la promessa fatta a febbraio e ripetuta in queste ore di puntare senza esitazione alla serie B già il prossimo anno, deve correre perché il Padova ha fallito l’obbiettivo del primo posto pur avendo in rosa gente come Ceravolo, Bifulco, Jelenic, Chiricò, Dezi, Germano, Donnarumma (il fratello) per non citare Ronaldo Pompeu da Silva che da noi ha fatto disastri ma che a Padova ha avuto un rendimento da top player. Per puntare alla serie B il livello dei giocatori deve essere alto quanto quello del Padova. Quello di Alessandria e/o Vicenza e Triestina non sarà più basso, anzi.

Ho amato la banda di ragazzini guidata da Banchieri che si barcamenava per un posto nei play off e mi andrà bene qualsiasi squadra che onorerà la maglia e batterà la Pro Vercelli. Il gruppo che ha conquistato la serie C merita riconoscenza e fiducia e bisogna solo ringraziare il Pres per la passione e i soldi che sta mettendo dentro la nostra maglia ma visto che l’obbiettivo della promozione in serie B è stato fissato da lui è lecito chiedersi quanti dei giocatori dell’attuale rosa sono pronti ad affrontare un campionato professionistico (per molti sarà il primo) e soprattutto quanti dell’attuale rosa hanno le qualità per vincerlo.
Vincere il campionato di serie C è una cosa seria e molto costosa, ci vogliono quelli come Motta e Tesser, Lisuzzo e Fontana, Gemiti e Shala e soprattutto una base di giocatori seri e affidabili forgiati da anni di delusioni, vittorie e strizzate di palle di un certo Sergio Borgo.

Ora è tempo di festeggiare e ringraziare chi ci permette di andare allo stadio a tifare per i colori azzurri. È tempo di lasciare per sempre questa categoria di merda con campi e squadre di merda, magari vincendo lo scudetto, giusto per lasciare un ricordo definitivo ma una riflessione sull’opportunità di un all in immediato o una costruzione dal basso, forse sarebbe opportuno farla.

Depa

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I campi di merda

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Axel Desjardins rappresenta il pensiero di tutti noi in questo anno: “giochiamo in campi di merda con squadre di merda”. Ora che abbiamo riconquistato il calcio professionistico possiamo sottoscrivere il pensiero del canadese senza remore.

Si riparte dalla serie C, che non è proprio il gotha del calcio, ma che può rappresentare uno straordinario trampolino di lancio per riassaporare un torneo di prestigio. Forse è il destino, forse una predisposizione del territorio novarese e, senza voler essere blasfemo, ricordo due date che creano un parallelismo irriverente: 23 marzo 1849 (battaglia della bicocca) e 27 marzo 2022 (Novara-Sanremese 1-5). Sconfitte, debacle, umiliazioni o chiamatele come volete, ma punti di partenza per risorgere e rinascere.

Le grandi vittorie nascono dalle grandi sconfitte (se sai farne tesoro) e noi celebriamo i rovesci subiti perché è ancora più bello gioire dopo aver ingoiato la polvere. Grazie a tutti coloro che ci hanno fatto ripartire: dal presidente fino a tutti i preziosissimi collaboratori ed ovviamente ai calciatori che hanno conquistato il primo posto. Ora inizia un altro percorso irto di difficoltà ma che affronteremo con un largo sorriso perché quando risali dall’inferno anche una landa sperduta ti appare come un resort 5 stelle.


Siviersson

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