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L’ultimo giorno.

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Dopo mesi a raccontarci che quella entrante sarebbe stata la settimana decisiva, finalmente è arrivata davvero. Tra oggi e domani partirà ufficialmente il via la storia del Novara FC. In realtà l’avventura è partita il 20 agosto 2021, ma per una serie di meccanismi mentali nostri, di qualche paradosso delle Istituzioni, e di una serie di comportamenti fraintendibili dei nuovi e vecchi attori protagonisti, in questi ultimi giorni è nata una paura che qualcosa possa andare per il verso sbagliato. Paura che, diciamocelo, non si basa su elementi concreti, però è comprensibile. Facciamo un po’ di ordine e chiarezza. Il primo fatto è rappresentato da alcuni passi parecchio discutibili delle Istituzioni che non ci hanno aiutato. La FIGC, per esempio, da un lato ha “tolto” l’affiliazione al Novara Calcio 1908 inteso come diritto di disputare qualche campionato, ma dall’altro, nonostante un regolamento chiaro, non ha provveduto a cancellare la matricola. In realtà sembra essere prassi consolidata da qualche tempo, visto che ad esempio pare ancora attiva la matricola della Pro Piacenza, in ogni modo concretamente da un lato ha messo il punto alla storia del Novara Calcio 1908,  ma dall’altro non lo ha ancora cancellato. Il TAR, per la prima volta nella storia e contro un chiaro regolamento delle NOIF, ha creato un bruttissimo e scomodissimo precedente: non ha iscritto la Casertana in C ma le ha consentito di potersi iscrivere in D. Atto che immediatamente è stato oggetto di ricorso dalla FIGC che rimane in attesa di nuova sentenza. Succede, poi, che la vecchia Sambenedettese, facendo riferimento a questa sentenza, ha subito inoltrato una nuova richiesta al TAR chiedendo la stessa cosa della Casertana, in virtù del principio “se lo hai concesso a loro, lo concedi anche a noi”. E questo è ciò che sta paralizzando la serie D col Novara FC, apparentemente e per quanto a nostra conoscenza leggendo atti e comunicati, in attesa solo di ok. Parallelamente, il vecchio Novara Calcio 1908, che per quanto da loro comunicato sarebbe ancora in corsa col TAR ma in chiave risarcitoria, avrebbe ufficiosamente fatto capire di voler continuare a mantenere in vita la matricola attraverso 3 formazioni giovanili. Questo fatto ha contribuito a creare un po’ di marasma nella testa dei tifosi, perché ha suonato un po’ come un’operazione di disturbo, un po’ come un tentativo di rimanere a galla per intascarsi i crediti, e un po’ come una mossa disperata per provare a fare ciò che sta cercando di ottenere la vecchia Sambenedettese. Fermiamoci un secondo senza aumentare le variabili (perché ce ne sono altre e lo vedremo più avanti), e proviamo a ragionare.

Ai miei occhi risulta davvero incomprensibile il precedente creato dal TAR con la Casertana. Se posso accettare il modus operandi “democristiano” della FIGC, aver invece sentenziato in palese contrasto con una normativa è bizzarro, a meno che questo sia frutto di una contrattazione privata basata sul “caro TAR, a Caserta non siamo in grado di creare una nuova Società come hanno fatto altrove, consentiteci di fare la D con questa perché unica soluzione”. Sarebbe aberrante, ma non vedo altre motivazioni. Rimane il fatto che il ricorso della FIGC testimonia come, eventualmente, non fossero a conoscenza di possibili patti, ovviamente se di patti si possa parlare (ma pare fantascienza). Sarebbe stato davvero un enorme ostacolo se Pavanati, con gli stessi tempi della vecchia Sambenedettese, avesse fatto analoga nuova richiesta di ammissione in subordine alla D. Ci saremmo probabilmente trovati nella stessa situazione dei marchigiani con un futuro tutto da decifrare. Farlo ora appare davvero fuori tempo, e dando per scontato che invece non lo abbia fatto (nell’ultimo comunicato ufficiale del Novara Calcio 1908 appare chiaro l’oggetto del contendere col TAR, denuncia al mondo a parte), metterebbe però il Novara FC al riparo da colpi di scena. Novara Calcio 1908 che, invece, provando a tenere in vita una basica attività di giovani, è vero che potrebbe riscuotere tutti i vari crediti che vanta, ma rimarrebbe nella spiacevole situazione di dover onorare anche tutti debiti. Sbaglia chi legge questa loro mossa in chiave esclusiva di “intascarsi i soldi”, perché non ci sono solo soldi da intascare, ma anche tanti da dover sborsare. Il problema di tutta questa situazione è che Pavanati e De Salvo non hanno mai rilasciato alcun tipo di dichiarazione che, in qualche modo, potesse aiutare a distendere la situazione. Appare quindi chiaro che, posto quanto spiegato sopra, esista un loro tentativo di ostacolare, per principio o volontà di non mollare non so, Comune, Novara FC e relativa piazza. Il paradosso di tutto questo è che ad oggi, contro ogni logica, effettivamente il Novara Calcio 1908 potrebbe iscrivere una sua squadra in terza categoria, posto sia in tempo per farlo. Che poi questa duri solo il tempo di liquidare la Società (l’eventuale liquidazione non è immediata, servono mesi e anni), o solo il tempo di incassare, o  ancora che serva solo per rompere i coglioni, poco cambia perché la sola esistenza di Pavanati e De Salvo sta contribuendo al caos.

Aumentiamo ancora le variabili. Purtroppo siamo tutti bruciati nella mente dagli ultimi 3 mesi. Quelle continue rassicurazioni senza senso di Pavanati e Civitarese: “abbiamo già un Ds ma non lo possiamo ancora ufficializzare prima dell’iscrizione della FIGC”, “abbiamo già 5 giocatori acquistati  e l’allenatore ma non possiamo ancora ufficializzarli” faticano ad uscire dalla testa di tanti di noi. E’ però davvero angosciante averle, più o meno, dovute risentire in questi giorni con Ferranti e Di Bari: “dobbiamo aspettare l’ok della FIGC prima di ufficializzare”, “martedì conferenza ma subordinata all’ok della FIGC”, “non parliamo di mercato fino a quando non abbiano l’ok della FIGC”. Qualcuno di voi ha visto in faccia il Mister Marchionni insieme a Di Bari e Ferranti? Noi saremo anche traumatizzati, ma oggettivamente sembra un film già visto, nonostante, mi ripeto, non ci sia oggi alcun tipo di evidenza che autorizzi a pensare negativo. Ai primi consigli non richiesti a Ferranti mi permetto quindi oggi di rimarcare l’importanza di un netto cambio di passo relativo alla comunicazione. Oggi finirà questo incubo, da oggi/domani si inizi ad essere un’effettiva Società di calcio. L’ho scritto nell’ultimo editoriale, siamo al punto di non ritorno. Non mi permetto ovviamente di entrare nel merito delle scelte del neo DS, ma rifacendomi ad una sua intervista in cui chiaramente faceva intendere di vedere di buon occhio l’utilizzo di molti giovani proveniente dalla ex Beretti, faccio notare che la stragrande maggioranza dei profili spendibili alla causa hanno atteso fino all’ultimo una chiamata che non è arrivata. Non è che quei ragazzi si auto tesserano solo perché sono di Novara, e infatti si sono sistemati per lo più in altre squadre di D. Intendiamoci, non ho mai fatto e mai farò una battaglia per la novaresità della nostra nuova squadra intesa come utilizzo di giovani ex Novara Calcio 1908, anzi vedrei pure bene un rinnovamento generale. Ma se si dichiara una cosa e, ad oggi, pare non si sia fatto nulla per raggiungere questo obiettivo, è lecito farsi due domande.

Ecco, la somma di tutti questi fatti, unita al tirarla per le lunghe in FIGC (per chiedere i soldi fissano termini perentori, poi però si prendono i loro tempi per tutto il resto) fanno si che non si riesca davvero a uscire da questo incubo di estate 2021 e ripartire. Di tutto quello che vi ho scritto è chiaro che c’è, di fondo, la grossa scottatura con Pavanati. Però non mi sono inventato nulla di tutto ciò che ho riportato, la situazione è questa. Molto non dipende da noi, ma è altresì evidente che, almeno per noi, tutto entro domani deve andare a posto. L’augurio che faccio di cuore a tutti noi è quello che oggi sia l’ultimo giorno di attesa. Che si possa tutti noi insieme scacciare quei demoni che da mesi usano la nostra testa come un camping estivo e che inizi questa nuova avventura. Dai ragazzi che ci siamo.

Claudio Vannucci

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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…che lei salva lui!

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E cosa succede dopo che lui ha scalato la torre e salvato lei?

Che lei salva lui

Il celebre finale di Pretty Woman è ciò che più si avvicina alla realtà che abbiamo vissuto quest’anno. Un anno iniziato in salita, con tanti rischi e incognite, dove inizialmente ci ha visti tutti protagonisti uniti nel prendere per mano la squadra, proteggendo un improbabile gruppo col fine unico di salvaguardare, o meglio salvare, il nostro Novara. Unione che partita dopo partita si è inevitabilmente sgretolata, vinta da quei fatti che, inequivocabilmente, mostravano il disastro di un progetto low cost insostenibile e, forse, irrealizzabile. Il tutto durato fino a quando, col cambio di proprietà e la creazione di un nuovo gruppo, lentamente abbiamo assistito al ribaltamento dei compiti, questa volta con la squadra che ha preso per mano la piazza accompagnandola ad una salvezza che, dopo i soli 15 punti dell’andata, pareva irraggiungibile. E cosi siamo arrivati alle 20 di domenica 19 maggio 2024 quasi con gli occhi lucidi, forse pure un po’ magonati, perché quella fine di stagione più volte auspicata da tutti, e ieri sera arrivata, pone fine ad una storia probabilmente di irripetibile, quanto meno per come è maturata, e che ricorderemo tutti con affetto per sempre. Se prima tutto era da buttare, oggi ci sono molte basi sulle quali costruire una nuova stagione che non potrà prescindere da alcuni rinnovi: Gattuso in primis (mi risulta che con la salvezza sia scattato il rinnovo automatico), Urso e Ongaro. Quanto meno perché l’eventuale perdita rappresenterebbe un fatto impopolare e poco gradito.

Torno a ripetermi rispetto al precedente editoriale: ha vinto Lo Monaco, ha vinto la proprietà, ha vinto la filosofia dello spendere qualcosa in più. E adesso arriva il bello perché se prima si doveva parlare di costruire l’arca di Noè per salvarci, ora c’è da costruire un castello, ma soprattutto una nuova storia che speriamo non dovrà più raccontare angosce e paure di retrocessione. Concordo con chi sostiene che, talvolta, sia meglio una salvezza ottenuta con lacrime e sangue di una totalmente anonima e anaffettiva, ma è altresì vero che un lieto fine ottenuto una volta non rappresenta garanzia futura di finale analogo. E se oggi sono qui a raccontare la mia tristezza per la fine di questa stagione è solo perché ci siamo salvati (bene), perché se lo stesso gruppo avesse perso i playout oggi staremmo parlando di altro. Certamente siamo alla vigilia di un’estate molto più tranquilla della scorsa, in cui i nostri pensieri saranno solo rivolti al calciomercato inteso come un momento di speranza positiva e non come lo scorso in cui, al telefono con l’amico Faranna, la domanda che ci facevamo dopo ogni rumors era: “e chi cazzo è questo?”. Ma di questo avremo tempo per parlarne.

Oggi è tempo di goderci questa salvezza, e di rendere onore a chi ha contribuito a raggiungerla. Abbiamo vinto un po’ tutti, dove nel tutti ci metto quello zoccolo duro di tifosi che ha mangiato tanta, tantissima merda. Ma non ha mai mollato. E’ stato un anno difficile, soprattutto triste perché si è reso protagonista di tanti addii di cuori azzurri che ci hanno lasciato. E mi piace oggi pensare che siano tutti lì, un po’ magonati come siamo noi, ma felici per aver vinto. Perché poi il calcio si sintetizza cinicamente così: perdere una finale di playoff o vincere un playout alla fine porta allo stesso risultato: esserci ancora il prossimo anno. E noi ci saremo.

Claudio Vannucci

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Abbiamo vinto tutti

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In queste occasioni la mia testa si divide sempre tra quella corretta scaramanzia che imporrebbe di non esporsi troppo fino a quando l’obiettivo non è stato raggiunto, e quel rispetto alla razionalità ed oggettività dei fatti che, ovviamente, mi fanno guardare con un po’ di disprezzo e noia chi fa notare quanto la salvezza sia ancora da conquistare. In questi casi mi e gli ricordo che il nostro compito è quello di essere tifosi, e pertanto dovremmo dare per scontato un approccio più umile da parte della squadra ma, contemporaneamente, più sereno nostro. Perché in tutto il mondo oggi è evidente come il Novara si sia salvato. Poi, certo, è tecnicamente possibile perdere con 3 goal di scarto la partita di ritorno, ma mi permetto di suggerire ai cultori del “non dire gatto se non l’hai nel sacco” di non eccedere in manifestazioni tafazziane porta sfiga. E che cazzo, siamo reduci da 9 mesi di merda, vinciamo in trasferta 1-3 la partita di andata contro una squadra che, ricordiamolo, con ieri ha perso 5 partite su 5 in questa stagione contro di noi, è così reato godere?

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) si sta delineando la vittoria di PLM. Ha avuto ragione lui. Ma soprattutto ha avuto la ragione la filosofia in base alla quale bisogna spendere per inserire in rosa qualità o, comunque, esperienza. Solo dopo si possono questionare alcune scelte che, oggettivamente se guardiamo il mercato invernale, non hanno pagato. Ma con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) nasce davvero la vera era PLM (& Co), perché è adesso che potrà agire costruendo una squadra da zero, senza il pensiero di una classifica drammatica e, auspicabilmente, con un innesto di liquidità sufficiente a far si che non si debba mai più convivere con lo spettro di una retrocessione.

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) è nata una nuova stella. O semplicemente si è guadagnata non solo la riconferma, ma una maglia titolare Gaston Ongaro, che per proprietà associativa rappresenta un’ulteriore vittoria di PLM visto che è stato un acquisto tutto suo. Forse il ragazzo ci ha messo un pochino troppo ad ambientarsi, forse ci ha messo un pochino troppo a trovare la forma, forse è anche stato un pochino sfigato ma anche un pochino troppo timido, ma certamente dal punto di vista tecnico sempre impeccabile. Certo andrà messo nelle condizioni di dare il meglio, e probabilmente gli va affiancato un “Felice Evacuo” del caso, ma il goal segnato ieri è cosa che difficilmente si vede in questa categoria.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica prossima) si è dimostrato quanto anche questa categoria non può fare a meno della tecnologia. Sono sempre stato un estimatore del var, sicuramente perfettibile e criticabile per alcune distorsioni al gioco del calcio che ha provocato, ma se è visto come uno strumento in grado di correggere un errore macro allora è perfetto. Come ho detto è perfettibile, e in tal senso grida vendetta il non goal della Giana, ma altrettanta vendetta avrebbe gridato la non concessione del nostro rigore apparso evidente a tutti allo stadio. Non posso non pensare a che campionato avremmo potuto fare se la tecnologia fosse stata presente in tutte le partite. Certamente non saremmo primi, ma magari ci saremmo risparmiati Fiorenzuola.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica) ha vinto anche tutto lo zoccolo duro del tifo novarese. Ieri davvero pochi gli occasionali presenti (magari sono stati occasionali da trasferta ma vabbè, ci sta) perché i cuori azzurri presenti al velodromo erano davvero quelli che ogni domenica sono lì a soffrire sugli spalti. Non solo non c’è stata competizione coi locali, ma quando siamo così c’è competizione solo coi mostri sacri di tifoserie della categoria.

E allora che arrivi domenica e si festeggi definitivamente. Ce lo meritiamo tutti.

Claudio Vannucci

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Nessuna opzione diversa dalla salvezza

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Triestina Novara si sono incontrate dopo un girone di ritorno nel quale entrambe hanno conquistato lo stesso identico numero di punti. Solo che la prima giocava per provare ad ottenere il terzo posto mentre l’altra la salvezza diretta. Questo certifica nuovamente come il girone di andata, o meglio i primi tre mesi dello stesso, abbiano rappresentato qualcosa di molto simile ad una sentenza. Ma i numeri raccontano anche di un Novara in grado evidentemente di giocarsela oggi con la maggior parte delle avversarie a prescindere dalla classifica occupata da queste. Coi se e coi ma non si va da nessuna parte, ma se avessimo ottenuto all’andata gli stessi punti ottenuti al ritorno saremmo oggi al settimo posto, ovvero avremmo disputato un onesto playoff passando, se bravi e fortunati, uno o due turni prima di lasciare il palcoscenico a qualche altra compagine più attrezzata. Settimo posto che, tanto per dire, sarebbe stato ben più onorevole e lodevole di quel decimo posto ottenuto lo scorso anno da una squadra molto più quotata di questa. In chiave imminenti e molto probabili playout, anche se non lo ammetteranno mai, la verità è che il Novara FC è la squadra che nessuno oggi vorrebbe incontrare, e probabilmente lo stesso sarebbe capitato se avessimo dovuto disputare i playoff. Che qualcuno sano di mente a Fiorenzuola oggi possa sostenere che sia meglio giocare contro di noi rispetto ad una Pro Sesto, Pergolettese o Arzignano, non ci credo esista nemmeno se si materializzasse ora davanti a me. Detto questo, domenica prossima potremmo beneficiare di una combinazione di risultati favorevoli non così impossibile, anzi. Non dobbiamo infatti sperare in una sconfitta casalinga del Real Madrid contro il fanalino di coda, ma di tre risultati (vittoria Novara, pareggio o sconfitta Pergolettese, pareggio o sconfitta Pro Sesto) che tranquillamente potrebbero verificarsi senza che nessuno possa gridare allo scandalo, a differenza di alcuni risultati un po’ naïf successi le scorse settimane. Le buone notizie sono però finite.

Quel dannato minuto di ieri, nel quale in sequenza è arrivato prima il pareggio della Pergolettese e poi quello della Triestina in pieno recupero, può essere una mazzata psicologica devastante. Paradossalmente una sconfitta in Friuli per 4-0 avrebbe lasciato meno strascichi dell’ennesima beffa subita in tempo di recupero che, ormai, è diventato un marchio di fabbrica di questa stagione. Che una partita si possa risolvere nel recupero fa parte dell’ordine delle cose, ma che questo, nel poco bene e tanto male, sia ripetutamente successo è un qualcosa che difficilmente può trovare una spiegazione razionale. Non ne va bene una, e anche il primo fortunoso pareggio dei locali va nella direzione di una sfortuna inenarrabile. Così come l’ennesimo non fischio arbitrale in occasione del secondo pareggio, unito ad un possibile rigore non dato a favore, fortificano in me l’impressione che il “sistema” sia totalmente avverso a PLM. Il mio ultimo editoriale ha causato qualche critica, soprattutto dalla parte buonista e “verginona” del tifo, quella che va sempre bene tutto e che mai una volta faccia lo sforzo di capire una provocazione. E’ evidente che non chiedessi a PLM di presentarsi negli spogliatoi avversari o nel “palazzo” con gli assegni in mano, ma invece che facesse un po’ di casino e provasse ad influenzare il mood. Come fanno tutti i Dirigenti mestieranti del calcio, in qualsiasi categoria. Non so se questo gli è riuscito col Legnago evidentemente sceso al Piola in ciabatte, certamente non è riuscito ieri dove è arrivata appunto l’ennesima riprova di come, nel dubbio, il Novara debba essere penalizzato. Detto questo, sfortuna a parte, non può essere un caso che questa squadra non riesca a mantenere un vantaggio fino alla fine. Evidentemente ci sono limiti caratteriali molto più profondi, uniti ad una spirale negativa tale per cui, arrivi all’85’, e ti tremano pure le corde vocali.

A questo punto, salvo un lieto fine tra sette giorni, è arrivato il momento di tacere durante la settimana e di presentarsi allo stadio e fare la sola cosa che possiamo fare: tifare. La sola storia che fa fede è quella che viene scritta, quindi ringraziare oggi PLM perché in sua assenza saremmo stati al posto dell’Alessandria è una narrazione inutile in caso di retrocessione ai playout, così come dannarci troppo pensando all’inizio di questo campionato pensando ad un qualcosa che, in quel momento , non era possibile fare: vincere di più. Portiamo a casa la stagione e poi ognuno tragga le sue considerazioni, ognuno faccia le polemiche che vuole, ognuno si tolga i sassolini nella scarpa che ritiene. Solo dopo. Oggi serve salvarsi.

Claudio Vannucci

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