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La vastità del cazzo che ce ne frega

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Non sono in grado di ricordare chiaramente la data ma faceva freddo ed avevo su il “cappottino” … l’anno l’ho recuperato guardando la rosa,  le formazioni (era l’ultimo anno di Miazza) e sopratutto perchè retrocedemmo .. era il 1967 … ma mio nonno mi disse alla fine di quel campionato: Paolo non ti preoccupare siamo il Novara il prossimo anno torniamo su.

Sono passati 54 anni e per almeno 53 (cancello l’ultimo) la mia testa, come quella di tutti i miei compagni di questo splendido viaggio, è sempre stata alta … indipendentemente dalla categoria.

Mai avrei pensato, nemmeno negli anni bui della C2, che tribunali, consigli di stato e carte bollate potessero prendere il sopravvento su quella che era (ma lo sarà ancora) una semplice passione fatta di gioie, incazzature, profumi di erba e salamelle e, spesso, tante sigarette.

Prima di esprimere un punto di vista (che resterà personale) sul delirante comunicato del 5 agosto vorrei, a nome mio e spero di tutti, rendere evidente al mondo qual’è il nostro pensiero:

NOI DA TUTTO QUESTO CI DISSOCIAMO!

Ci dissociamo dalla famiglia De Salvo, dai Rullo’s e Pavanati’s boys e ci dissociamo pure, in via preventiva, da chi arriverà, chiunque sia, se non farà esclusivamente gli interessi sportivi del Novara Calcio 1908.

Ma,  terminato questo piccolo ma doveroso pippone introduttivo , cerchiamo di capire quale può essere il fine di questo famoso comunicato attraverso il quale i Pavanati’s boys denunciano il mondo ….

Assumiamo il fatto che l’avvocato Lubrano, incaricato dalla famiglia una settimana fa  (presumo con epurazione di Di Cintio per i suoi legami con mister 20% ) stenda una memoria di querela articolata con un lessico meno arrafazzonato e sgangherato del comunicato in questione.

Assumiamo anche che gli eventuali esposti alla Procura ed alla Guardia di Finanza abbiano un fondamento reale ( false documentazioni presentate dalle proprietà precedenti ed avallate impropriamente dagli organi di sorveglianza interni alla società e/o preposti dalla Lega e dalla Federazione).

Assumiamo tutto ciò, diamolo per reale, provato e motivato .. bene: ma il risultato?

Il risultato, ma è esclusivamente un mio assoluto punto di vista, può essere uno solo: l’invalidazione dell’atto del 22 giugno ultimo scorso con conseguente restituzione delle quote alla proprietà precedente (i Rullo’s boys).

Scenario che apre un ventaglio di ipotesi dalle quale penso sia opportuno per il fegato di tutti noi manifestare distacco e disinteresse ma che lascia un interrogativo su quel benedetto titolo sportivo che, alla fine, racchiude tutti questi anni di passione.

Uno scenario che dovrebbe comunque esentarci da quel dilaniante interrogativo lanciato dal Vannu qualche giorno fa: due squadre non le potrei, e con me parecchi altri, digerire.

Si prospettano mesi di indagini, querele, contro querele e stracci volati in faccia a tutti noi: non so se Pavanati scoperchierà un barile di merda che, inevitabilmente ci pioverà addosso, ne so se quella invalidazione prospettata potrà avere riscontro nei vari arbitrati ai quali, presumo, le due compagini si presenteranno.

Vale comunque quanto evidenziato nel titolo .. e queste poche  riassumono uno stato d’animo simile per molti di Noi.

Vale solo una cosa: ridateci il Novara, comunque e dovunque sia, poi, come diceva mio nonno, il Novara prima o poi risale.

.. e vaffanculo tutti gli altri

Ciumi

 

Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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L’opzione Cappato

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Già da qualche tempo trovare argomenti per scrivere tre robe sensate stava diventando veramente complicato. Ma penso che dopo una prestazione come quella di ieri, dopo due allenatori che le hanno provate letteralmente tutte per raddrizzare questa barca – difesa a 4 , a 3, a 5, attacco a 2 a 3 o 1 punta – ogni considerazione tecnica o tattica rimanga esercizio giusto per qualche onanista internettaro allenatore mancato, in potenza o incompreso. Probabilmente le parole giuste le ha dette Di Battista nel post-partita: siamo scarsi. Ma non siamo scarsi tecnicamente. Non lo siamo più di una Giana, di una Pro Sesto, di un Legnago, di un Arzignano o di una Pergolettese che hanno dal doppio al triplo dei nostri punti. Siamo scarsi di cuore e di orgoglio. Perché una squadra può essere scarsa, ma se ha cuore e orgoglio, come fa notare Hod sul muro, non prende l’ennesimo gol nello stesso stracazzo di modo – palla persa sulla sinistra su appoggio o cambio di campo sbagliato, prateria, difesa schiacciata in area a curare non si sa chi visto che non c’è un altro stracazzo di nessuno da prendere, interni di centrocampo in ritardo nel recupero, cross basso per l’uomo a rimorchio, e collo a giro nel sette dell’attaccante dal limite dell’area – e non lo fa dopo 1 minuto e 30 secondi esatti.

Potrebbe finire qua, senza nemmeno commentare 4 minuti dopo la comica di quella roba simile a un tentato fuorigioco mancato, perché è chiaramente figlio del fatto che non sapevi neanche più da che parte stavi girato. E, come scrive l’ottimo articolista di tuttoc, forse abbiamo tutti (me compreso) dato un valore troppo alto a quella rimonta di Meda, preferendo dimenticarci che non si è mai vista una squadra che parte ogni volta con l’aratro sulle spalle, e, quando per una volta riesce a trovare la scintilla per rimetterla in piedi e il culo per rimontarla con relativo dispendio di energie fisiche e nervose, alla volta dopo se ripete lo stesso canovaccio ha la forza di recuperarla un’altra volta.

Quindi? Da una parte viene da dire finiamola qua. Abbiamo tutti una parte che implora di smettere di soffrire, che ci urla che questo è troppo da sopportare, che abbiamo una dignità. Ma dall’altra parte, se concordiamo tutti che non siamo nettamente più scarsi a livello di singoli di almeno metà delle altre squadre di questo campionato, allora non possiamo accettare questo stillicidio senza fare nulla. Sono abbastanza certo che in altre epoche, anche a parità di budget speso e di ambizioni, qualche schiaffone a quelli giusti sarebbe già volato e qualche posta davanti allo 049 per far capire che ci sono altri momenti storici per viversi l’intensissima movida novarese ci sarebbe già stata. Ma si è scelto, anche giustamente, il profilo comprensivo del buon padre di famiglia che lascia la piccola creatura cadere e rialzarsi imparando dai suoi errori, sempre incoraggiandola e mai forzando la mano. Adesso però è evidente che quel profilo non funziona più, lo ha detto chiaramente anche Di Battista. E allora bisogna cominciare a mettere un po’ di pepe al culo. E non dico certo di farlo coi Migliardi, coi Boccia, o con gli altri ragazzotti arrivati dalla D che, poveri cristi, tra uno stipendio da CCNL metalmeccanico (da quadro eh) e un appartamento condiviso, è già tanto se non si fingono malati da qui a maggio. Ma magari con quelli che dovevano essere i pilastri intorno a cui si era costruita questa squadra, quelli a cui quest’estate era stato chiesto anche con una certa insistenza di andare a provare emozioni altrove magari per uno stipendio un po’ più basso col quale ce ne saremmo tranquillamente pagati altri due di giocatori, ma hanno preferito restare. Quelli accolti con l’emoticon del saluto militare manco arrivasse Kessié e che non riescono mai, mai, mai a trovare una giocata risolutiva ma ogni volta c’è il portiere, la deviazione, il controllo leggermente lungo, il tentativo di saltare qualcuno con la velocità di mia nonna invece di spaccare la porta.

Se ne hanno la forza, sono questi giocatori che devono fino a gennaio prendersi l’onere di ridare dignità a noi ma in primis a loro stessi. Altrimenti l’unica altermativa rimane il viaggio in Svizzera con Cappato. Sempre che non costi troppo anche quello per il nostro patron perennemente piangente miseria.

Jacopo

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Ci sono uomini e uomini …

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L’ultima volta che abbiamo dedicato una pagina ai calciatori di quello che una volta era il “Novara Calcio” eravamo appena retrocessi e, con la rubrica ” personaggetti senza coglioni ” avevamo sottolineato quanto piccoli fossero i “maroni” di una rosa che ci aveva accompagnato in una retrocessione che nessuno di noi si meritava.

Oggi, davanti alla foto in copertina,  Noi tutti dovremmo inchinarci davanti a un ragazzo che, pur avendo poco più di due paia di manciate di anni alle sue spalle, è stato l’unico, dal presidente al magazziniere, a dimostrare che non solo ha i coglioni ma sopratutto la coscienza, pur non essendo quasi mai stato in grado di partecipare, dello scempio perpetrato ( sempre dal presidente al magazziniere ) in questa stagione.
Grazie Samuele Bonaccorsi .. gli altri, dal presidente al magazziniere, che se ne vadano tutti affanculo.

Ciumi

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Conquistate sto cazzo

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In questa foto, in cui si evoca la conquista addirittura dell’Arena a seguito di una immaginaria imminente vittoria sulla terza squadra di Verona (ohibò, pare che Francisco Pizarro stia prendendo appunti dall’aldilà) si riassume tutta l’ostinata presunzione, boria, mancanza consapevole o inconsapevole di realismo e equilibrata valutazione del peso in primis morale, valoriale, umano e solo in un secondo step tecnico e atletico della rosa che stava scendendo in campo da parte della società tutta. Ovviamente, come una monoposto coi freni rotti a 300 all’ora a 10 metri dal muretto, il tutto senza dare una fottuta minima soddisfazione al tifoso medio che alla vigilia chiedeva a gran voce nella sua quasi totalità solo due cose per questa molto probabile ultima apparizione: Benalouane fuori da coglioni per decenza e dignità dopo la prestazione di Trento, e Pablo in campo, sia per gratitudine eterna, sia perché alla probabile ultima presenza in azzurro, sia perché era l’unico che in questo finale di campionato avesse dimostrato di meritarselo. E invece ovviamente Benalouane in campo e addirittura CAPITANO (Nini perdonali perchè non sanno quello che fanno) e Pablo subentrato a buoi abbondantemente scappati dal recinto e solo per pro forma, con l’ulteriore sfregio di non dargli la fascia da capitano all’uscita del membro onorario della coppia d’oro di cui al mio scorso pezzo, e che non si è completata solo perché l’altro era squalificato. Tra i noti rappresentanti del catalogo dei rottami, per onestà intellettuale stavolta mi sento solo di spezzare una lancia, e chi mi legge solitamente sa quanto mi costi, quanto meno per Lazaar, che ha dimostrato nel primo tempo di cominciare ad assomigliare a un giocatore di calcio, a differenza dei suoi compagni del pacchetto arretrato, in particolare il quasi deambulante ex Frosinone e il quasi pugile tunisino.

Basterebbe questo preambolo per sintetizzare i motivi per cui il diversamente alto di Monterotondo non dovrebbe mai più neanche dipinto avvicinarsi ai cancelli di Novarello, e credo che sia un preciso dovere della dirigenza e del presidente spendersi perché questa cosa si compia, visto che il signore in questione ha fatto capire chiaramente nell’intervista post partita che di dimettersi e di perdere la sua bella annualità non ci pensa neanche lontanamente. E invece, pensa un po’, c’è stato qualcuno che è riuscito, al di là di tutte le evidenze giunte copiose in quest’ultimo mese e mezzo, a dare credito in settimana a questo personaggio e alla squadra che avrebbe mandato in campo, come facevamo noi con la ragazzina del liceo che non ti cagava per un mese, ma che quando ti degnava di uno sguardo all’intervallo riaccendeva come per magia tutte le illusioni romantiche della tua triste adolescenza brufolosa che andavano puntualmente a schiantarsi contro un enorme e mastodontico due di picche.  Abbiamo addirittura dovuto assistere alle prediche di fini opinionist* che in settimana hanno abbondantemente cosparso di saliva le terga del nostro, facendo approfondite esegesi dei concetti chiave del conquistador romano, che immagino siano stati pubblicati in un manuale a tiratura limitatissima in possesso solo di pochissimi fortunati. Perché invece i tanti sfortunati che hanno avuto modo di assistere all’obbrobrio andato in scena ieri hanno perfettamente compreso i ‘concetti chiave’ di Marchionni. Concetti chiave che sono emersi ancora una volta in tutta la loro potenza dopo i soliti 5 minuti che ci sono voluti per prendere il decimillesimo gol di merda di questa stagione, che si sono suggellati nel pallone perso da Benalouane sull’azione che ha portato al secondo gol, che si sono sublimati nei recuperi di Ariaudo condotti con la freschezza atletica di un tetraplegico.

Ecco, adesso che è veramente finita, un caro e affettuoso vaffanculo anche a questi fenomeni delle fette di prosciutto sugli occhi, inconsapevoli o più probabilmente consapevoli solo della comodità del seggiolino in tribuna di fianco alla Novara dei vip, mi sento caldamente di rivolgerlo. Ovviamente insieme a un buon 90% della rosa e dello staff tecnico di questa stagione, che mi auguro trovino un altro posto di lavoro il più possibile lontano da una piazza che ha sopportato la loro presenza ben più del lecito.

Jacopo

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