Il banco vince sempre e comunque. Editoriale

Davvero inquietante, snervante, mortificante. La sola certezza che abbiamo oggi è quella che siamo fuori dai campionati. Ce lo hanno detto i due gradi di giudizio sportivo e, probabilmente, in settimana lo ribadirà anche il TAR. Personalmente, dopo aver letto (e soprattutto dopo avermele fatte interpretare da amici legali) le motivazioni al rigetto del nostro ricorso da parte del CONI, mi pare impossibile qualsiasi forma di ottimismo. Mi dicono, infatti, che la perentorietà del termine non lo può superare nessuno. Se il Tar potrebbe addirittura darci ragione sulle quietanze e sulla surroga, improbabile entri nel merito della regola del termine che non è di sua competenza. E’ finita, se mai qualcuno ancora ci sperasse. E in questo momento particolarmente confuso è angosciante non riuscire a trovare qualche certezza intorno a noi che non sia appunto l’ovvietà dell’esclusione.

Non ci è riuscito nemmeno il Sindaco giovedì alla manifestazione a fare chiarezza. Perché, non ho capito se volutamente o inconsciamente, ha più volte usato (e abusato) del termine “titolo” giocando sulla parola “Novara”, specificando che il piano B prevedesse sì una nuova Società, ma col titolo “Novara” chiesto alla FIGC, che però, detta così, è un concetto privo di senso. Tanto è vero che chi era intorno a lui non sono così certo abbia capito realmente che l’eventuale nuovo Novara, per il quale si lavora, non si potrebbe chiamare Novara Calcio 1908 per un paio di anni. E’ passato il messaggio che Pavanati non possa iscrivere il Novara Calcio 1908 e che la FIGC non possa far altro che attribuire il vecchio titolo alla nuova Società in serie D in sovrannumero, come dal Sindaco stesso richiesto già il 27 luglio. Ma non è proprio così.

Non è per nulla chiaro nemmeno Pavanati, che nel frattempo mi raccontano si sia chiuso nel silenzio, perché continuare a far passare il messaggio che iscriverà la squadra in un campionato dilettantistico è qualcosa che non aiuta nessuno, tantomeno lui che ormai ha contro chiunque. La verità è che Pavanati ha un disperato bisogno di comprarsi tempo. Tempo per provare a giocarsela al TAR ed eventualmente al Consiglio di Stato, ma soprattutto per maturare una serie di crediti di importo molto rilevante che oggi vanta con FIGC. Mi riferisco ad esempio ai bonus promozione Di Mariano, bonus Montipò, riscatto Nardi. Più altri bonus e minutaggi dello scorso campionato. Soldi che verranno accreditati a partire dalla metà di settembre e che gli impediscono, a logica ed ovvietà, di mettere in liquidazione la Società oggi. Intendiamoci, farei ne più ne meno quello che sta facendo lui ora, perché chiudere oggi vorrebbe dire (come casse Societarie) rinunciare ad oltre 800.000 euro, in aggiunta alla perdita del valore del parco giocatori che sta per subire.

Gli posso concedere ancora qualche giorno, fino alla sentenza del TAR. Ma dal minuto successivo all’inevitabile bocciatura sappia che è fermamente chiamato a fare chiarezza sul futuro. Se dal mio punto di vista sarebbe accettabile e condivisibile il temporaneo “congelamento” del marchio (quindi della Società) per il tempo necessario al salvare il salvabile dal punto di vista dei conti, considererei criminale il tenere una piazza ostaggio di una volontà irresponsabile e suicida di proseguire. Perché questa decisione ci esporrebbe tutti al verificarsi di tre scenari devastanti: due Novara calcio, un solo Novara in una categoria bassissima o un anno di stop, con guerra legale per accaparrarsi il diritto del nome. Con grosso imbarazzo della FIGC che si troverebbe a dover gestire un caso senza precedenti in Italia. Nessuna proprietà estromessa, infatti, ha mai provato a rimanere al comando con volontà di proseguire nelle categorie regionali, e una una postilla del regolamento, probabilmente inserita (ma mai usata) per eventualmente salvare squadroni, sembrerebbe invece consentirglielo:

“Il Presidente Federale, sentita la Lega di competenza, può mantenere l’affiliazione della Società ove ravvisi causa di forza maggiore o di particolare rilevanza, determinandone la collocazione negli organici dei campionati, sentito il Comitato o la Divisione interessata relativamente alle disponibilità di fatto esistenti negli stessi, e disponendo a tal fine, in casi eccezionali l’ampliamento della composizione numerica di uno o più gironi in cui si articola la relativa attività”

In sostanza se vieni estromesso perdi chiaramente l’affiliazione (cap A del regolamento, che non riporto ma è chiarissimo), ma il Presidente Federale, grazie a questo passaggio che ho riportato e che rimette, di fatto, nelle sue mani il potere di fare ciò che vuole, può comunque mantenere in vita il vecchio titolo e decidere dove farlo giocare. Quindi, se Pavanati si incaponisce chiedendo l’iscrizione in un qualsiasi campionato, il Sindaco non avrebbe più alcun privilegio o vantaggio se non quello della casistica passata, in cui la FIGC ha sempre favorito la neo nata Società. Ma come detto, il caso Novara salvo errori non avrebbe un vero precedente simile (Taccone ad Avellino dopo il Tar abdicò), e chiamerebbe la FIGC ad una scelta che farebbe giurisprudenza.

Oggi fatico a vedere la luce in fondo al tunnel. Sono seriamente spaventato da quello che potrebbe succedere, anche perché il tempo è tiranno. Tra poco più di un mese i campionati inizieranno, e in qualsiasi categoria eventualmente giocheremo sarà sinceramente complicato farlo in maniera competitiva. Mi si potrà far notare che, ad oggi, quello della competitività sia l’ultimo dei nostri problemi, ma faccio umilmente notare che questa considerazione è sì vera, ma presuppone una grossa forza interiore nell’accettare di giocare in serie D (ma magari!) o peggio in eccellenza, promozione o prima categoria, e magari piazzarsi in centro bassa classifica. Perché continuo a credere che tanti oggi parlino per slogan, ma poi li vorrò vedere a Piedimulera al 3 a 0 per loro, dopo che sul comodino tengono ancora la foto del tabellone a San Siro “Inter Novara 0-1 Caracciolo”.

Prego Dio che la prossima settimana ci regali un po’ più di chiarezza. Che la diplomazia e la ragione prevalgano e che si possa provare a ripartire in qualche modo. Veniamoci tutti incontro, troviamo tutti un compromesso perché mai come oggi il rischio di perdere tutti quanti è altissimo. E’ come giocare al casinò: se insisti perdi perché il banco vince sempre e comunque. Perdiamo noi (soprattutto), perde il Sindaco in immagine e perde Pavanati in soldi. Ne vale così la pena?

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: