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Noi il risotto lo mangiamo a casa

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Comunque  vada entro fine mese desidererei  ricordare a tutta quella pletora di personaggi pubblici, di politici o di imprenditori  che, come riportato nel titolo, noi il risotto lo abbiamo sempre mangiato a casa e, quando possibile, in compagnia di amici che avevano gli stessi battiti del cuore.

Per troppi anni abbiamo visto la tribuna del nostro stadio affollata  di tacchetti, borsettine, pochette e cravattine pronte ad ingozzarsi di risotto al gorgonzola rigorosamente seduti su un seggiolino che non avevano pagato …

per troppi anni abbiamo visto mani sbracciarsi per salutare l’amico di turno, mani stringersi in segno di stima e spesso di riverenza da parte di tanti parvenues venduti per un piatto di risotto…

Queste poche righe solo per ricordare a tutti questi personaggi improvvisamente dileguatisi prima della pandemia e in questi giorni improvvisamente riapparsi su social e media che il Novara non è mai stato loro e che non lo sarà nemmeno in futuro.

Io comprendo che tanti di noi, probabilmente la maggioranza, sarebbero pronti a genuflettersi sui ceci per una sentenza positiva o, magari con qualche cecio in meno, per una riammissione in serie D.

Ma non è questo il tema ( il mio punto di vista su come affrontarlo l’ho già spiegato sabato ): il tema è diverso … il Novara non si compra per due lire e se non valeva un cazzo prima non vale un cazzo nemmeno ora … statene fuori.

Tanti, come me, non si sono venduti per un piatto di risotto nemmeno quando diluviava .. non lo facciamo ora.

Chi vuole affacciarsi, sempre comunque vada, a risollevarne le sorti o nel rilevarne il titolo sportivo dovrà, ma è chiaramente un mio personale punto di vista, scendere in curva, distinti, rettilineo abbandonando la tribuna ed assolvere e superare un’esame di dedizione e di purezza d’animo comparabile con il Nostro.

Ciumi

PS: forzanovara.net non facciamo polemiche stizzite; chiaro che le bandiere sono un segnale di appartenenza … ma in questo momento, ribadisco, oltre al colore non servono ad una beata minchia. Questo è il momento di andare a cazzo duro e le aste delle bandiere devono essere messe in culo a chi ci ha messo in questa situazione. Baci

Analista tecnico delle partite e sfanculatore ufficiale del blog. Convive con una sana passione per le Converse All Star sgualcite e scolorite e per la scarsa considerazione sul genere umano. Severo ma giusto.

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E che vaffanculo sia

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La foto non è esaustiva …  dovrebbe essere affollata da tutti quei personaggi che negli ultimi tre anni hanno presidiato  le cronache e la mente del popolo azzurro, ma era la più significativa …. quella che più di tutte esaltasse il nostro sdegno ed evidenziasse, nel contempo, quanto il nostro vaffanculo fosse sincero, spinto dal cuore.

Pavanati, Rullo, Cianci, Civitarese, Nespoli, il duo De Salvo ed il resto della compagnia cantante sono riusciti, in soli due anni, a spezzare l’anima di almeno tre generazioni di tifosi, rubando un sogno, portandoci via l’amico di tutta una vita.

Il Novara Calcio era così : un amico.

Un amico che ha volte ti faceva incazzare ma sapeva farsi volere bene comunque; sapeva ascoltarti senza mai chiederti niente; era capace,  per un paio d’ore a settimana, di sgombrarti la mente facendo sparire le preoccupazioni e le ansie  di ciascuno di noi…. un amico che ha accompagnato, per tanti di noi, in ogni istante della vita.

E sti bastardi ( io faccio parte di quella frangia che non potrà mai dimenticare) quell’amico ce l’hanno portato via, facendolo a pezzi e buttato in un fosso.

Senza dimenticare il fatto che hanno tolto pure al buon Ferranti, con i sacrifici che sta facendo,  il diritto di avere la pienezza di oneri ed onori.

Tifiamo tutti indistintamente Novara Fc ma, sino a quando quello scudetto non sarà restituito con tutti gli onori che lo accompagnano, rimarrà il fratello del tuo amico , quello che da piccolo ci andavi d’accordo e gli volevi bene, ma non era la stessa cosa Lui, quello grande, ti mancava.

Che sti bastardi siano destinati all’ottavo cerchio dantesco non ci piove ma la speranza, per me – per noi – per Ferranti .. per tutti, è che il  sentiero con destinazione inferno possa delinearsi per tutti loro ( senza distinzione ) il prima possibile.

Non ci resta che confidare nel fatto che, avendone  combinate talmente tante,  la magistratura non possa non essersi già da tempo mossa.

E speriamo, aggiungo, che se così fosse individui talmente tanti capi di reato da buttare via la chiave per un po’ di tempo per tutti sti buffoni.

Il Novara non è mai morto nel nostro cuore e continua a vivere in quello attuale … ma sapere che tutti paghino per la fraudolenza con la quale si sono comportati darà il giusto risalto al Novara attuale sgombrando definitivamente il campo dall’equivoco, qualunque esso sia.

Ciumi

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Vietato fare gli snob

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Ma come si fa a giocare con la Romentinese? È la frase che più circola tra i tifosi alla vigilia della prima partita ufficiale della nuova era. Sgombriamo il campo da equivoci: l’RG Ticino ha conquistato la serie D sul campo e a pieno titolo giocherà il campionato di serie D. Per noi dovrà essere un’avversaria al pari delle altre contendenti, quindi evitiamo quell’atteggiamento da radical chic che può portare solo antipatia e delusioni.

In un momento di reminiscenza storica ho percorso alcune tappe geografiche figlie delle trasferte in luoghi fino ad allora per me sconosciuti. Il primo approccio in trasferta con mio zio fu a Verona ma non con l’Hellas bensì con l’Audace S.Michele finì 1-1 era il 1977. Proseguiamo con la Brembillese (BG) stagione 1983/84 per arrivare al 1984/’85 con la famosa Virescit Boccaleone e la Pievigina (Pieve di Soligo). Saltiamo poi al 1987/’88 dove arrivammo a Telgate (BG). Anno horribilis 1989/’90 dove anche grazie al La Palma (CA), che non si iscrisse al successivo campionato, evitammo di finire già allora tra i dilettanti, che rappresentava in quel frangente la quinta serie. Nel 1991/’92 scoprimmo il Leffe che peraltro vinse il campionato ben prima della fusione (Albinoleffe). Nella storia recente citiamo il Renate, altra realtà importante di un comune non certo grandissimo.

Quelli descritti rappresentano solo alcuni esempi della nostra lunga presenza sui campi di calcio, per cui non è il caso di fare gli snob. Presentiamoci al Piola e percorriamo una nuova avventura nel segno dell’Azzurro.
Siviersson

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Ridateci i trofei

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Ridateci i trofei e le coppe che appartengono al popolo azzurro. Nel totale disfacimento della storia del Novara calcio penso sia doveroso partire dal recupero di ciò che rimane. A novarello, da qualche parte ci sono i trofei che hanno certificato i successi dei nostri colori, e depauperare questo patrimonio sarebbe un ennesimo smacco alla passione ed al cuore della tifoseria azzurra.

Faccio appello a quel briciolo di buonsenso che spero sia rimasto in coloro che questo disastro hanno perpetrato. Non credo che mettendoli all’asta si possano ricavare cifre iperboliche, mentre disperdendoli lascerebbero un vuoto non tanto fisico ma morale in tutti coloro che vogliono bene al Novara calcio.

Uscite di scena con un gesto che non vi riqualifica ma vi rende possessori di una coscienza che sino ad ora non sembra essersi manifestata.

Forsa Nuara
Siviersson

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