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Pensieri e parole

5 consigli non richiesti

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Entriamo nella settimana probabilmente chiave, forse definitiva, che ci proietterà davvero all’inizio dell’era Pavanati/Bonanno e della stagione 2021/2022. Deve essere per forza così, qualsiasi ulteriore ritardo risulterebbe ancor più incomprensibile agli occhi della piazza. Vorrei spendere oggi, primo giorno effettivo dell’estate, il primo e ultimo “disclaimer” con Voi lettori con la preghiera in chi legge di ricordarselo: l’assunto è che ognuno è libero di dire e fare quello che ritiene. Ed altrettanto vale per me. Solo che, comprendete, non si può ogni singola volta che si entra nel merito di un dibattito, e magari si contesta, o meglio, si manifesta dissenso nei confronti di qualcosa detta o scritta da terzi, dover rispondere al piccato di turno perché lui la vede in un modo e io in un altro. Diciamo che queste sono le basi del confronto e quindi andiamo avanti. A partire da questo articolo. Siccome il dibattito all’interno della piazza è abbastanza serrato e variopinto, mi permetto di dare qualche consiglio un po’ più mirato, assolutamente non richiesto, alla nuova proprietà.

Non si esponga mai in termini temporali. Purtroppo siamo tutti molto scottati dagli ultimi 18 mesi, e lo scetticismo unito alla diffidenza rende i più molto critici. Frasi pronunciate assolutamente con buona fede tipo “in settimana annunciamo il DS” che però non trovano effettivo riscontro, oggi sono deleterie. Non vengono perdonate dal più scettico di turno perché nella sua testa è partito già il film horror che vede voi (Società) protagonisti di una grande presa per il culo nei nostri confronti (piazza). E non importa se spenderete tempo a spiegare il perché e per come, oggi verrà comunque visto come una grossa scusa e presa in giro. Ricordatevi che nell’immaginario collettivo oggi pagate Voi anche colpe non vostre.

Curi i rapporti con la stampa locale. Non lo so il perché, ma mi pare abbastanza evidente che questo nuovo corso non sia andato a genio alla stampa locale. Magari con sfumature e prese di posizione diverse da testata a testata e da giornalista a giornalista, ma non vedo quell’enfasi che la stessa categoria, rappresentata allora per lo più dalle stesse persone di oggi, aveva riservato per esempio all’avvento della famiglia Rullo. E dico questo leggendo quotidianamente in tanti articoli una sorta di legittima diffidenza mascherata da cronaca. Se avete tempo, basta digitare su YouTube “presentazione Rullo”, oppure cliccare qui, e riascoltarvela. Vedrete da soli le differenze in termini di trasporto emotivo di molti giornalisti nel dicembre 2019 rispetto allo stesso piglio attuale mostrato nell’analoga presentazione di insediamento, in cui si è fatto a gara per trovare qualche magagna. Probabilmente, essendo loro esseri umani e, in alcuni casi, tifosi del Novara, gli ultimi 18 mesi hanno avuto effetti devastanti come a tutti. Mi dispiace se qualcuno di loro si offenderà leggendo questo articolo, ma la mia sensazione è questa. Tutto legittimo, ma se nella nuova Proprietà non vedono una sorta di miglioramento rispetto al recente passato forse il problema sta altrove. Altra considerazione: è piacevole vedere (giustamente e finalmente) che vadano a fondo di certe questioni sull’attività professionale di Pavanati e Bonanno e sui loro conti correnti (pur dando l’impressione, in alcuni casi, di usare termini quali MoL e fatturato senza aver la minima idea del reale significato di queste parole), mi chiedo però perché tutto questo non è avvenuto anche con Rullo. Ma in fin dei conti gli “psicopatici che guardano in maniera assolutamente folle” i numeri siamo sempre stati noi, e va bene così. Ci prendiamo questo fardello.

Curi i rapporti con le Istituzioni. Non lo so il perché, ma anche dall’Amministrazione Comunale non mi pare di aver avuto un riscontro entusiastico di questo nuovo corso, come era invece successo, prima che i rapporti si deteriorassero, con Rullo. Sicuramente, se c’è stato, non è stato raccontato in questi termini dai media locali. Eppure, non prendiamoci in giro, il Sindaco Canelli col cambio Proprietà si è visto miracolosamente togliersi dalle mani una patata non bollente, ma proprio ustionante. Inoltre mi pare che la qualità degli interlocutori che la nostra Amministrazione avrà da ora con la Società Novara Calcio sia leggerissimamente migliorata rispetto a Cianci, Rullo padre e figlia. Comprendo che siamo alla vigilia di qualche mese di dura campagna elettorale e che il capitolo “Novara Calcio” all’attuale Sindaco ha portato….qualche critica….nei mesi scorsi, per cui comprensibile un po’ di distacco (che mi riferiscono essere comune anche ad altri esponenti della maggioranza cittadina), ma sinceramente mi sarei aspettato maggior enfasi. Problema mio ovviamente.

Capisca in fretta cosa è Novara città e cosa e come sono i Novaresi. Se ne facciano presto una ragione perché da noi funziona così: non riusciranno mai a nascondere nulla perché ci sarà sempre quello che sa e non sta zitto, oppure pensa di sapere (perché ovviamente ha mal interpretato) e racconterà. E la cosa vale per i tifosi, così come per i dipendenti e i giocatori, e forse anche a qualcuno vicino al nuovo Management magari oggi considerata figura amica. La voce girerà in città amplificandosi in modo tale per cui diventerà una certezza. E su certe certezze la gente ci costruirà la sua opinione. Per cui che intervengano, ovviamente in maniera selettiva senza dare retta a tutte le scemate, ma che lo facciano quando serve perché da una scintilla è un attimo a Novara tramutarla in incendio di dimensioni enormi.

Faccia quel cavolo che gli pare. E’ il consiglio più importante di tutti gli altri. La forza di una società è quella di dover andare avanti per la propria strada e di far parlare i fatti. Non ci saranno mai vie di mezzo perché se oggettivamente faranno bene verranno santificati, se faranno male verranno trucidati. Le sfumature intermedie tendenzialmente verranno viste come un fallimento, in ogni modo verranno sempre e comunque valutati sul risultato sportivo. Che è la sola cosa che dovrebbe interessare ai tifosi.

Claudio Vannucci

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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Disincanto e catarsi

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Penso che immaginare il  disincanto che viene sopraffatto dalla catarsi possa essere un concetto intrigante che sottolinea la nostra trasformazione interiore e il senso di purificazione che abbiamo  sviluppato in questi ultimi giorni, dopo la merda mangiata negli ultimi anni, con una esperienza ( quella di domenica ) che stiamo facendo diventare intensa e coinvolgente.

La catarsi, che secondo  Aristotele era il processo di purificazione delle emozioni attraverso l’arte drammatica, è la forma di liberazione dalle  emozioni negative ( potremmo anche dire dai  blocchi emotivi )  che ci hanno imprigionato negli ultimi tre anni.

Non veniamocela a raccontare:  col cazzo che la serie D è stata emozionante, che Ferranti o il clan dei calabresi prima e dei siciliani ora ci hanno fatto venire il cazzetto duro… anni di merda pura, anni che hanno generato, senza tanti giri di parole, disincanto all’ennesima potenza.

E così è stato rappresentato il nostro senso di smarrimento; quella perdita di fiducia, la consapevole certezza di non poterci rifugiare in quel mondo fatto di illusioni che da sempre ci appartiene e che è indispensabile per ogni tifoso .

Molti di noi hanno vissuto un distaccamento emotivo profondo, e il disincanto, nonostante tutto, è stato un sentimento comune, causato proprio dalla consapevolezza di non poter sviluppare illusioni.

Tuttavia, da dieci giorni a questa parte, se consideriamo la catarsi come un’opportunità per affrontare e superare il disincanto, possiamo aprire la strada a una trasformazione personale e collettiva.

Fiorenzuola ci mette di fronte alle nostre paure, ai nostri limiti e alle nostre vulnerabilità, e con Fiorenzuola possiamo giungere a quella consapevolezza di quel mondo che ci circonda per qualcuno di noi da oltre mezzo secolo.

La catarsi, quindi, diventa il mezzo che ci consente  di rigenerare la nostra sfera emotiva, e ci libera dalle catene dell’apatia e della disillusione. 

Ci permette di riconnetterci con le nostre emozioni più autentiche e di riscoprire la bellezza e la complessità della passione per una squadra che ha sempre rappresentato, anche nelle sue sfaccettature più oscure, una importante parte della nostra vita.

In questo contesto rimetterci la maglietta azzurra  non sarà soltanto un momento fugace di liberazione, ma un processo  di crescita e, speriamo, di trasformazione.

Domenica ritorneremo ad esplorare la profondità del nostro senso di appartenenza ed a  confrontarci con le nostre contraddizioni e i nostri conflitti, con la speranza di  emergere più forti e più consapevoli.

Quindi, sebbene il disincanto sia sembrato, sino ad ieri, come  una barriera invalicabile, la catarsi ci offre la possibilità di superarlo e di risvegliare in noi la speranza di credere ancora nella bellezza della nostra passione e, anche se un po’ azzardato, nel significato di una parte  della nostra esistenza. 

La catarsi sostituirà  il disincanto non come negazione delle difficoltà e delle delusioni che abbiamo vissuto,  ma come accettazione e trasformazione di esse in occasioni di crescita e di rinascita.

Bom vi ho annoiato abbastanza ma è importante che ciascuno di noi sappia fare tesoro di queste esperienze passate e che sia consapevole che Fiorenzuola non sarà la gita fuori porta da raccontare ai propri figli o nipoti ma la pietra con cui ricostruire una passione in parte perduta … un saluto, prima di chiudere, a Jacopo 😜

Ciumi 

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Coltiviamo l’ottimismo: situazione ripescaggi

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Nella passata stagione il Mantova, con una squadra costruita per la parte alta della classifica arrivò sedicesima con 45 punti, perse i play out da favorita contro l’Albino Leffe (sconfitta fuori casa e pareggio in casa) retrocedendo in serie D. Poche settimane dopo fu ripescata in serie C al posto del Pordenone e sappiamo tutti come è andata a finire: il Mantova ha dominato il successivo campionato 2023/24 grazie ad una squadra piena di talento ma sicuramente inferiore a Vicenza, Padova e Triestina e soprattutto grazie al gioco dominante e propositivo di Mister Possanzini, discepolo e per diversi anni secondo di De Zerbi.

Questa bella favola non si ripeterà quest’anno. Come sempre il Novara dovrà sudare sul campo la salvezza e non potrà sperare in un ripescaggio che con le nuove regole sarà praticamente impossibile.

La strada della “riammissione” (diversa dal ripescaggio) presuppone che una società del girone A di serie C rinunci a partecipare al campionato come, per esempio, è successo proprio al Pordenone l’anno scorso che ha dato via libera alla riammissione del Mantova all’interno dello stesso girone. Non sembra che quest’anno ci siano società del girone A intenzionate a rinunciare all’iscrizione. In quel caso il Novara “scalerebbe” una posizione in classifica e si salverebbe.

Se invece a luglio la FIGC deciderà di escludere qualche società per inadempienze o per irregolarità nelle iscrizioni (come successe al Novara 1908) si procederà ad un “ripescaggio” comune alle 60 squadre di serie C, le cui regole non sono state ancora ufficializzate ma dovrebbero essere le seguenti:

  • La condizione essenziale per effettuare ogni singolo ripescaggio è che il numero delle formazioni che hanno il diritto di giocare il campionato di C sia inferiore a 60 (in attesa della annunciata e mai realizzata riforma dei campionati)
  • Le società interessate al ripescaggio dovranno effettuare un versamento straordinario di 720.000 euro alla FIGC. Cifra che scoraggerebbe dal ripescaggio tutte le piccole società e soprattutto quelle della serie D avente diritto.
  • Nella graduatoria per i ripescaggi le seconde squadre di serie A avranno una corsia preferenziale e saranno le prime ad essere ripescate. Dal 2024/25 sembrerebbero molti i club di serie A interessati all’iscrizione della propria squadra in Serie C, con il Milan in prima fila.
  • A seguire sarà ripescata una formazione di serie D seconda classificata e vincitrice dei play off di serie D.
  • Infine, saranno ripescate una o più squadre retrocesse dalla C alla D.

Con queste regole è impossibile sperare in un ripescaggio del Novara. Dovrebbero essere escluse almeno 4-5 società di serie C per dare alla società di Lo Monaco qualche speranza di ripescaggio.

Quindi cancelliamo anche questo falso alibi e andiamo a battere il Fiorenzuola.

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I Promessi Sposi

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Per una strana congiunzione astrale, tra qualche mese potrebbe succedere quello che tutti gli appassionati novaresi di Hockey su Pista aspettano da vent’anni.

Il centenario dell’Hockey Novara che cade proprio quest’anno, il Campionato del Mondo di Hockey su Pista che si disputerà a settembre sulle piste cittadine, la nomina di Novara Città europea dello sport del 2025 e la possibilità che già quest’anno l’Azzurra Hockey conquisti la serie A potrebbero e sottolineo potrebbero essere i detonatori di una clamorosa fusione.

In occasione di una cena organizzata pochi giorni fa dal Panathlon Club Novara per celebrare i prossimi mondiali di Hockey erano presenti uno a fianco all’altro il Presidente dell’Azzurra Hockey Novara, Roberto Scacchetti e il Presidente dell’Hockey Novara, Massimo Rapetto. Di fronte a loro il Sindaco Canelli.

Il giornalista Renato Ambiel è stato diretto e senza tanti giri di parole ha pubblicamente chiesto ai due “padroni” dell’hockey cittadino: “ma la vogliamo fare questa fusione o no? È possibile che a Novara ci siano due società?” Rapetto e Sacchetti non si sono tirati indietro e hanno esternato la loro posizione:

Rapetto ha ricordato che nel 2003 Luciano Ubezio era pronto a portare in tribunale i libri contabili dell’Hockey Novara con 1.600.000 euro di debiti. Rapetto rivendica il merito di aver “salvato” l’Hockey Novara e ribadisce che oggi la società non ha più alcun debito. Secondo Rapetto l’Hockey Novara non dovrà mai giocare in serie B o in A2 ma dovrà riproporsi solo in A1, per questo motivo negli ultimi tre anni l’attività è ripresa esclusivamente dal settore giovanile. Ricorda infine che in passato più volte ha dato la sua disponibilità a discutere di fusioni e che anche questa volta non si tirerebbe indietro.

Scacchetti ex giocatore dell’Hockey Novara tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 ha rivendicato il merito di aver portato l’Azzurra negli ultimi due anni a livelli sempre più importanti sia a livello giovanile che nel campionato Nazionale di A2. Soprattutto quest’anno l’Azzurra, a quattro giornate dal termine è al primo posto del campionato di A2 che garantirebbe la promozione nel massimo campionato nazionale. La parte che accomuna le due società (Azzurra e Hockey Novara) è il settore giovanile che entrambe le società stanno sviluppando.  Scacchetti ha infine dato la disponibilità a sedersi intorno ad un tavolo con Rapetto per valutare tutte le soluzioni tecnico giuridiche possibili per una eventuale unificazione.

Il Sindaco Canelli che evidentemente ha assistito in passato a diversi tentativi di fusione falliti ha smorzato gli entusiasmi ricordando che non stiamo celebrando un matrimonio ma al massimo all’organizzazione di una cena conoscitiva. È però evidente che qualcosa stia succedendo.

Prima di tutto l’Azzurra deve centrare la promozione in A1 e sarebbe importante, nelle ultime due partite casalinghe riportare al palazzetto un po’ di sano tifo per aiutare i ragazzi dell’Azzurra che tanto bene hanno fatto quest’anno. Perché come chiaramente ha fatto capire Rapetto l’eventuale “fusione” può avvenire solo partendo dalla serie A1.

Poi entrambe le parti dovranno fare un passo indietro, mettere da parte orgoglio ed interessi personali e trovare un punto di incontro. Scacchetti deve capire che senza l’Hockey Novara storico è impossibile ricreare l’entusiasmo di una volta e contemporaneamente Rapetto deve farsi perdonare 20 anni di sequestro di titolo sportivo che è di sua proprietà giuridica ma appartiene come i cimeli alla collettività novarese. Rapetto deve decidere se continuare a coltivare l’idea di lucrare su un titolo sportivo tenuto nel cassetto per 20 anni oppure accreditarsi veramente come salvatore dell’Hockey Novara agli occhi della cittadinanza novarese.

I promessi sposi novaresi dovranno evitare la peste e personaggi come Don Abbondio, Don Rodrigo, l’Azzeccagarbugli ed il Griso. Ma il romanzo manzoniano ha un lieto fine e gli appassionati novaresi non meritano un finale diverso dal matrimonio.

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