Ormai ci siamo. Editoriale

Mancano ancora 90 minuti per capire se riusciremo nell’impresa di centrare quel decimo posto simbolico che permetterebbe l’ingresso ai playoff. Totalmente immeritati, se si analizza la stagione nel suo complesso, sacrosanti se invece ci si ferma al solo girone di ritorno. In ogni modo la parola “amarezza ” e “rammarico” sono d’obbligo in un campionato vinto dal Como che, per quanto ha complessivamente mostrato, ha meritato di vincerlo ma ha altresì dimostrato di essere la formazione probabilmente più scarsa tra quelle che hanno vinto gli ultimi 15 campionati in questo girone. Troppo brutti noi nei mesi di ottobre, novembre e dicembre per essere veri, ma le remuntade in campionato sono belle storie da raccontare quasi sempre con l’amaro in bocca, perché alla fine non portano quasi mai al risultato sperato. Ed è giusto così. Olbia e Novara ieri hanno dato vita alla più bella partita probabilmente di tutta la stagione, coi sardi che addirittura hanno attaccato col portiere allo scadere per centrare una vittoria che avrebbe spalancato le porte al mini torneo finale. Ma forse sarebbe stato troppo. Entrambe sono sempre state nei fondi della classifica per meritarsi anche la fortuna di una combinazione di risultati favorevoli (che, ben inteso, ancora per noi può verificarsi). E’ stato ed è un campionato onesto: pure l’Alessandria ha alzato bandiera bianca solo allo scontro diretto finale perso, ma per tutta la stagione è sempre stata alle spalle del Como, e per questo nessuno può sostenere che la vittoria in campionato dei Lariani sia immeritata. Tornando a noi, però, impossibile non avere quel retrogusto amaro di chi, a ragione, pensa che almeno il quarto/quinto posto potesse essere stato la collocazione corretta in rapporto a ciò che abbiamo visto per tutto l’anno.

Forse la contestuale vittoria di Ludi e Gattuso, il primo fallimentare come dirigente (a differenza di quanto fatto come calciatore), il secondo vincente come allenatore delle giovanili ma rivedibile e discutibile in quelle poche partite in cui è stato chiamato, nella sua seconda vita, a salvare la baracca, rendono ancora un po’ più amara una stagione comunque da dimenticare per i tanti motivi più volte citati. Chi vince ha sempre ragione, per cui bravi loro, la storia però ora dirà quanto davvero, dal punto di vista tecnico perché per quello umano non vi sono dubbi, dovremo mangiarci le mani per averli persi. Insomma, il bello e il difficile per loro arriva ora. Ma tornando a noi, che è quello che ci interessa, tutto è ancora aperto ma la sensazione è che il treno playoff lo si sia perso in terra sarda. Mi rimarrà l’incazzatura a vita se pensiamo che i playoff li abbiamo fatti quell’anno di Viali che facevamo sinceramente ridere, e non in questo, che nel fare a tratti ridere comunque abbiamo avuto più dignità. Ma il nostro playoff da vincere davvero rimane il futuro societario. Rullo sta lavorando per ripulirsi l’immagine mostrandosi come quel valoroso Presidente che ha commesso errori e che ora si sta mettendo in carreggiata, e mi dispiace ammettere che sta riuscendo a far passare questo ad una fetta di tifoseria militante che, giustamente, può non essere a conoscenza di molti fatti o, ancor più legittimamente, se ne può fregare. Ma davvero il nostro futuro, al di là del mero atto di iscrizione al prossimo campionato, risulta davvero un’incognita. C’è proprio poco di limpido e lineare in tutto ciò che riguarda il Novara Calcio. Solo per citare gli ultimi eventi, abbiamo messo fine al progetto ambizioso del calcio femminile, tanto pubblicizzato ed esaltato dall’Elisa, silurando la Tagliabue; un ulteriore taglio al settore giovanile è imminente, e dove non voluto dalla Società, sarà impostogli dai nostri giovani attratti dalle sirene di chi, in provincia a pochi km da Novarello, sta lavorando in maniera molto più seria. Un allenatore tanto piaciuto alla piazza ma che, pochi lo sanno, se Lanni non avesse fatto il miracolo contro la Pistoiese nel finale sarebbe stato esonerato. Inoltre, ogni giorno arrivano voci e notizie di litigi interni tra le anime differenti del management che, ancora una volta, sull’esclusione di Lanini di ieri non è stata capace di dare una versione univoca e credibile. Per non parlare di chi già ha fatto sapere di salutare tutti a fine campionato. Sinceramente, ai tifosi che se ne fregano di tutto perché guardano solo al risultato li capisco e non dico nulla, ma a tutti gli altri mi chiedo come possano ancora pensare di difendere una situazione che non può portare da nessuna parte. C’è davvero da azzerare tutto, a partire da Mr 80%, per scendere a Mr 20% che davvero mi chiedo per quanti anni ancora godrà della difesa ad oltranza.

La prima cosa da fare è chiarire definitivamente non solo se Pavanati è un bluff, ma se lo è anche questa acciaieria tedesca che, mi pare evidente, possa essere solo un intervento amicale di qualcuno già vicino a Rullo. Perché se Pavanati è accusato di non fornire le garanzie necessarie (e può essere), permettetemi di ridere quando sento Rullo stesso dire “se sapeste il nome dell’acciaieria vedreste che non servono garanzie”. Bene, ci dica questi nomi, ci spieghi perché decidono di entrare nel Novara e di farlo con una quota del 40% che imprenditorialmente parlando è un non sense. L’avvento nella cronaca di Pavanati ha però avuto un merito: rendere palese la situazione debitoria complessiva di circa 7 milioni. E’ chiaro che questa cifra non è stata creata da Rullo che, ovviamente, risponderà solo per la parte di sua competenza, ma il grosso deriva ancora dalla gestione MDS che, come però avevamo già visto, ha già garantito la totale copertura. Per cui tralasciamo questo aspetto per ora e concentriamoci su qualcosa di più terra a terra: siamo in grado di affrontare una nuova stagione? Siamo in grado di convivere nuovamente con due anime societarie parecchio distanti e palesemente in contrasto che, in aggiunta, hanno pure smesso di difendere Jo Condor? Abbiamo imparato a fare una fideiussione? Siamo quindi capaci di mettere un punto definitivo su tutte le voci di cambio societario e ripartire in qualche modo con chi, tra i tifosi, non è stato perso per strada in questi lunghi mesi? Ormai ci siamo. Queste risposte le attendiamo tutti, in mancanza delle quali, per quanto mi riguarda il futuro sarà ancora pieno di nubi.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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