Il martellamento di coglioni Analisi Tecnica

Il Novara attuale è una bestia davvero strana e imprevedibile. Nelle ultime due partite abbiamo preso due gol contro una squadra derelitta quando eravamo avanti 3-0 (e senza i miracoli di Lanni finisce nel sangue), e tre dall’Olbia dopo essere stati avanti altrettante volte. Solo una squadra che non è serena al 100%, al di là del risultato finale, ha dei saliscendi così vertiginosi a livello di concentrazione. E proprio la partita di domenica, più che un inno al calcio, a mio parere assomiglia molto più a un inno al martellamento di coglioni. A livello di indirizzo e impostazione di gara siamo chiaramente partiti per giocare di rimessa (e ci sta), ma da subito abbiamo dimostrato di soffrire maledettamente ogni volta che Ragatzu partiva alle spalle dei centrali o uno dei due in appoggio si infilava tra le linee. Se questa partita non fosse coincisa con la migliore prestazione stagionale di Pogliano, la faccenda sarebbe andata in modo ben diverso. E invece paradossalmente eravamo riusciti ad andare davanti già due volte nel primo tempo, di cui la seconda praticamente appena prima del duplice fischio, la situazione ideale per impostare la ripresa secondo il proprio canovaccio. Dopo il 2-2, addirittura neanche il tempo di riprendere il gioco ed eravamo un’altra volta in vantaggio. Quando una partita gira così, 9 volte su 10 la vinci, specie se le condizioni sono da dentro o fuori come domenica.

E invece è successo qualcosa con la girandola di sostituzioni. Immagino che Banchieri pensasse di sfruttare il calo fisico dell’Olbia che da un mese praticamente gioca una volta ogni tre giorni, anticipando dei cambi che altrimenti avrebbe fatto alla fine per far leva sulla freschezza dei subentrati. Cosa che a mio avviso aveva assolutamente senso visto anche il passare dei minuti e la prevedibile frenesia degli avversari nel cercare di recuperare. Ma a conti fatti, gli innesti non hanno contribuito, chi probabilmente più a livello mentale (Lanini) chi palesemente perché non all’altezza (gli altri).

Se le prossime tre partite decisive per noi che si giocheranno tra mercoledì e domenica (oltre la nostra contro il Como) andranno come è scritto, non parteciperemo ai prossimi play off. Il che spiace non tanto in ottica promozione, visto che avevamo le stesse probabilità di passare al turno nazionale di quante ne abbia io di approcciare con Jennifer Lawrence. Ma piuttosto perché nei prossimi mesi, una volta tolta la testa dal campo, ci aspetta un altro martellamento di coglioni ben più doloroso di quello con l’Olbia. Vale a dire quello sul futuro. E, visti i chiari di luna, tra sirene di settori giovanili di società dilettantistiche della zona e folgorati da scenari di ripartenza dal bass(issim)o, sommelier della figa milanesi, acciaieri tedeschi e rutamat pentiti, vorrei accorciare il più possibile l’agonia per le mie gonadi.

Jacopo


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