Nel bene e nel male sempre al suo fianco. Editoriale

Ormai il tema retrocessione è confinato solo nella testa degli inguaribili scaramantici oppure dei fini matematici. Qualcuno sostiene che con ieri sia matematico, altri che manchi ancora un punto, rimane il fatto che salvi lo eravamo già prima e maggior ragione anche oggi. Il film di questa stagione è davvero una pellicola che non sfigurerebbe in quei cinematografi d’autore un po’ retrò, tipo la sala del Sacro Cuore, quando il lunedì sera si popolava di una ventina di cultori di cortometraggi ungheresi polacchi, che poi il Franco dell’allora Bar Roma attendeva fino alle 23 per spillargli l’ultima consumazione della giornata. Un film assurdo, paradossalmente noioso, certamente drammatico quello che ci ha visti protagonisti. Dalla paura delle fideiussioni in tarda estate, alla certezza di lottare per il vertice, al concreto rischio retrocessione e alla remuntada finale che, vedremo, dove ci porterà. In mezzo un cambio di guida tecnica, la distruzione della tenuta psicofisica della piazza e tanta voglia di spaccare tutto. Verrebbe da dire che non ci si annoia in quel di Novara, ma la verità è che, nel complesso, archivierò questa stagione come una da dimenticare. Eppure non è oggettivamente tutto da buttare, perché questo girone di ritorno avrebbe meritato il pubblico sugli spalti, ma soprattutto un po’ più di tranquillità generalizzata per potercelo godere appieno. Diciamoci la verità: le nostre urla di gioia sono comunque un po’ strozzate in gola, perché quanto abbiamo vissuto, e che stiamo ancora vivendo, ci ha dipinto il cielo di grigio. Sarebbe facile oggi “annualizzare” questo campionato considerando solo il girone di ritorno e pensando a cosa avremmo potuto fare, ma è un esercizio fuorviante che non porterebbe da nessuna parte per il semplice motivo che quella del girone di ritorno è fondamentalmente un’altra squadra che non avevamo a settembre, e non la stessa che, magicamente, ha iniziato a giocare.

Trovo tantissime analogie con l’altra famosa remuntada, quella di Aglietti. In quella stagione fummo assoluti protagonisti e star del girone di ritorno, grazie anche e soprattutto ad un mercato di gennaio che ci rivoluzionò in meglio. Quell’anno, se avessimo giocato i playoff a marzo invece che a maggio/giugno, probabilmente avremmo battuto chiunque, così come potremmo fare oggi se li giocassimo in questo momento. Da quella grande remuntada, purtroppo, nacque poi una stagione devastante, probabilmente frutto di un errore di valutazione sicuramente figlio di una visione sfalsata della realtà che, appunto, quel girone di ritorno ci aveva portato a vedere. E arrivo al punto. L’errore che si può facilmente commettere oggi è quello di considerare questa rosa un punto di arrivo invece di un punto di partenza. Dare per scontato che “siamo questi” e che il prossimo campionato torneremo a lottare per il vertice. Sarebbe un errore madornale per due motivi ai miei occhi evidenti. Il primo è che nessuno può lottare al vertice senza un’adeguata Società alle spalle. E in questo momento la nostra situazione non è cambiata di una virgola anzi, chi non è dentro nel tam tam di notizie si metta il cuore in pace perché le cose stanno andando sempre peggio anche se, rispetto a qualche tempo fa, pare essere calata un po’ di pace sociale su Novarello. Il secondo, che se volete è un di cui del primo, questa rosa va confermata negli elementi che devono essere assolutamente confermati. Lanini è in prestito, e un Parma che retrocede in B non è una buona prospettiva a noi favorevole in chiave di rinnovo, e di conseguenza snaturando potenzialmente la coppia d’attacco va capito il ruolo di Rossetti. Cagnano va tenuto, e per farlo ci vogliono argomenti, a Collodel va fatto un contratto nuovo sempre con gli stessi argomenti, con Zunno va proprio capito cosa fare e via dicendo, considerando anche i fine prestiti e la vecchia guardia. Insomma c’è da riscrivere il futuro.

Detto questo, e torno al punto iniziale, nelle prossime ultime 3 partite ci giocheremo l’accesso ai playoff, ovvero il nuovo mini torneo dove però occorre essere realisti : sarà solo un bagno di sangue dal punto di vista delle casse societarie e una probabile delusione sul campo. Dimentichiamoci quello successo lo scorso anno, figlio di una ripresa dopo 4 mesi di inattività globale che, pur senza sminuire i nostri enormi meriti, ha evidentemente sfalsato completamente gli equilibri. Il raggiungimento dei playoff sarebbe però una bella storia da raccontare, e un premio morale per questi ragazzi che davvero se lo meriterebbero. Sarebbe ingiusto e pretestuoso oggi ritornare ai più volte elencati punti di vista sull’allenatore piuttosto che sul singolo giocatore, perché arrivati ad un certo punto nel calcio contano solo i risultati. La storia sta dicendo che questo allenatore verrà ricordato (vedremo le ultime tre partite ma insomma questo è) come uno che ha fatto bene, Lanini come un centravanti di valore e il gruppo come un complesso di ragazzi che hanno avuto i coglioni di uscire da una situazione complicatissima. Inutile provare a spaccare il muro di gomma con argomenti che pur giusti che siano non fregano niente a nessuno. Ieri sarà anche girata bene, o come ho letto da qualcuno che dice di capirne di calcio abbiamo battuto una squadra molto solida, ben strutturata e difficile da incontrare. Io ho visto invece un’avversaria che inspiegabilmente aveva 14 punti più di noi (quasi il 25% in più), dandomi più o meno la stessa impressione di tutte le altre incontrate recentemente con una classifica migliore. E se questo stiamo dimostrando vuol dire che i meriti sono del gruppo.

Vorrei oggi essere capace a non strozzare in gola le urla di gioia, a godere un po’ di più di questo mini periodo, ma purtroppo non riesco a non pensare quanto il nostro vero mini torneo non saranno gli eventuali playoff ma tutto ciò che accadrà dopo. Qualcuno dice che il Novara Calcio 1908 è sempre esistito e sempre esisterà, e posso essere d’accordo. Il vero tema non è però se ci saremo, ma come. E in questo “come” c’è tutta la differenza che esiste tra il giorno e la notte, tra il chiaro e lo scuro, tra il bene e il male. Il dove è invece chiaro: sempre al suo fianco.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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