L’esame superato. Editoriale

I 3 punti di ieri rappresentano molto più di una vittoria. Sono un vero e proprio esame di maturità che siamo riusciti a passare a pieni voti. Quante volte, anche nel recente passato più glorioso, abbiamo assistito alla classica partita “stronza”, dove mostravamo evidentemente una superiorità fisica, tecnica e mentale, eppure non la sbloccavi. Bene, quelle partite “stronze” finivano quasi sempre male, perché la legge divina del calcio non ci graziava mai: gli altri imbroccavano un tiro o una ripartenza e via, con tutti noi poi pronti ad anticipare la crocifissione di Gesù Cristo sulla prima montagnetta libera tra Fara e Sizzano, macinando odio per tutta la settimana. E’ un esame di maturità passato perché invece abbiamo vinto, per lo più al 90esimo, in una partita che in un certo senso rappresentava una sorta di crocevia. Vincere voleva dire continuità di passo e, al netto di un improbabile suicidio e tracollo, salvezza. Chi vi scrive è molto scaramantico, ma credo anche che arrivi un punto in cui bisogna essere più pragmatici e seri, e anche la scaramanzia debba essere confinata in un posticino del nostro cuore che conti il giusto. A 5 partite dalla fine, per giunta con un margine di vantaggio cosmico rispetto alla penultima, e con un bel margine di avanzo rispetto a quegli 8 punti di distanza con lei che ci permetterebbero di evitare il playout, parlare oggi in termini catastrofici di rischio retrocessione significa sinceramente avere una visione della vita parecchio nera. Aggiungo, nella sciagurata ipotesi di doverli davvero disputare, è quasi certo succederebbe contro la Lucchese (7 goal fatti a loro in due partite, di cui 4 in Toscana). Se siamo seri nel pensare di poter soccombere contro di loro, con la squadra che abbiamo oggi, allora facciamo bene a girare per la città con i ramoscelli di ulivo benedetto e con un crocifisso al collo. Intendiamoci, non è una critica, perché chi scrive fa parte del team che addirittura indossa le mutande specifiche portafortuna o evita una determinata pizza nel pre gara perché poi ha sempre portato sfiga. Ma la situazione è questa.

Per fare un paragone, forse azzardato, la vittoria di ieri è la tipica vittoria che ci è mancata in precisi momenti di questo campionato, e che avrebbe forse potuto connotarlo in altro modo. Per esempio il crocevia casalingo contro la Carrarese (un pareggio dopo una delle migliori gare stagionali) che ci avrebbe proiettato al primo posto, oppure il crocevia a Gorgonzola contro la Giana, la cui vittoria ci avrebbe allontanato molto prima da certe zone, per non parlare del derby casalingo. In precisi momenti chiave abbiamo sempre fallito, ma ieri no. Rimane comunque una stagione parecchio strana, e sotto certi punti di vista irripetibile. Si dice che gli episodi si compensino sempre nel corso di una stagione, tuttavia è abbastanza ardito parlare di sfortuna in un campionato in cui 3 partite le hai vinte oltre il 90′ e il tuo portiere ha parato ad oggi 5 rigori (o gli avversari hanno sbagliato 5 rigori, se preferite, non cambia la questione). Ma è altresì vero che siamo primi in classifica nel numero di pali e traverse. A pelle, però, verrebbe da dire che la sfortuna è stato l’ultimo dei nostri problemi. E arriviamo purtroppo al solito punto sul quale non si troverà mai pace e un punto di incontro. Se la mettiamo, infatti, esclusivamente sulla media punti ottenuti da Banchieri in rapporto al numero di partite giocate in due (uno e mezzo) campionati, uccidiamo il discorso: il nostro allenatore ne esce bene sotto ogni punto di vista, e tutto il resto vale zero. Ha lanciato un giovane lo scorso anno che abbiamo venduto benino (continuo a ritenere Barbieri un sopravvalutato che non avrà un gran futuro, ma quello che penso io è irrilevante), ne abbiamo lanciato uno quest’anno che, detto fra noi, forse c’è da sperare che giochi le prossime 5 partite parecchio male, perché qui siamo oltre la singola partita che può aver giocato bene per culo o caso. Le partite in cui è stato determinante iniziano ad essere tante, e se davvero nel calcio italiano esiste ancora lo scouting vorrei capire per quale motivo qualcuno in A non dovrebbe venire a prendercelo. E questa esplosione di Zunno, facciamocene una ragione, non è certo merito per esempio di Rullo ma lo è di Jo Condor, che lo ha fatto crescere inserendolo poi al momento giusto. Se invece guardiamo all’impianto organizzativo di gioco, alla gestione della rosa nel suo complesso, alla “guerra” immotivata a certi senatori, al suo essersi totalmente messo a 90 a favore del volere della società, anche quando questa dava pochi segni di lucidità, e alla sua (presunta) mancanza di correttezza nei rapporti umani, Banchieri ne esce parecchio male. Ognuno di noi dia il peso che preferisce ad ognuna di queste variabili e tiri le somme. Il tutto senza dimenticare l’apporto dei ragazzi che scendono in campo, nel bene e nel male. Perché non può essere solo colpa dell’allenatore quando perdono e nemmeno soli suoi meriti quando vincono.

La partita di sabato contro la Pergolettese sembrerebbe ancora essere caratterizzata da una sorta di nuovo crocevia: una vittoria davvero potrebbe proiettarci verso un playoff che, parliamoci chiaramente, non porterebbe da nessuna parte. E probabilmente sarebbe pure deleterio perché rischierebbe di dare una lettura sfalsata di questa stagione. Certamente restituirebbe alla storia un dato per la statistica molto importante e, paradossalmente, metterebbe Rullo nella condizione di poterci sventolare in faccia un curriculum di tutto rispetto: semifinale playoff il primo anno, playoff il secondo. Col risultato che, tra qualche centinaio di anni, il Massimo Barbero o Paolo Molina del futuro, nell’analizzare la nostra storia, giustamente scriverebbero che eravamo una piazza di pirla a contestare uno così. Ma la realtà è diversa e forse, benché godrei come un riccio (cit.) nel fare i playoff, è giusto arrivare in quella posizione sfigata tipo 13esimo posto che ti porta a chiudere la serranda a fine aprile e a romperti i coglioni per quattro mesi almeno. Posto che poi si esista ancora, cosa che non vedo così scontata. Ma questa è un’altra storia, la solita storia di sempre con la quale abbiamo purtroppo imparato e metabolizzato nel convivere, e che ci sta portando ad abbassare la guardia. E invece sbagliamo. Questa proprietà se ne deve andare fuori dai coglioni. E ribadirglielo puntualmente è un obbligo morale.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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