Più elogi per tutti. Editoriale

Avevamo tutti bisogno di un pomeriggio così. Uno di quelli che ce la mette tutta per convincerti di non essere così brutti come in molte, troppe occasioni, avevamo invece dimostrato di essere. E di averlo fatto contro una squadra dotata di un’organizzazione di gioco che pagherei per vederla da noi, che ha dimostrato di valere tutta quella classifica. Proprio per questo i meriti dei nostri ragazzi sono ancora più grandi, e sarebbe profondamente ingiusto non attribuirglieli. In meno di un mese abbiamo battuto, e lo abbiamo fatto bene, due squadre che per nomi e/o intensità di gioco che propongono possono essere considerate al top del nostro girone, e non può essere un caso. Il tutto, considerando anche la precedente vittoria contro l’Alessandria e la sfortunata parentesi contro la Juve U23, dimostra ancora una volta in maniera inequivocabile quanto il problema di questo Novara non risieda tanto nel livello qualitativo della rosa (se non in termini assoluti certamente in quelli relativi rispetto agli antagonisti del girone), ma in quello organizzativo e dell’impianto di gioco. Quando incontriamo una squadra chiusa, che non ti permette di giocare, non abbiamo evidentemente la forza e le idee per costruire un’alternativa al lancio di 50 metri di Migliorini (o chi per lui) che non porta a nulla. Se è vero che la classifica ancora è pericolante, è altresì vero che è in miglioramento rispetto a qualche settimana fa, e soprattutto le ultime due o tre sembrano davvero avere un passo decisamente più lento. La nostra salvezza si dovrà quindi raggiungere adesso, muovendo sempre la classifica e non sbagliando più quegli scontri diretti che dovremo affrontare, soprattuto quelli nei quali troveremo quelle squadre volte a non farti giocare che tanto male ci hanno fatto in questo campionato.

Il grandissimo paradosso è che, nonostante quello che abbiamo detto in passato o abbiamo visto sul campo, questo mercato invernale ci ha comunque regalato una sorta di scheletro molto interessante cui poterci costruire sopra una squadra competitiva per il futuro. Se fino a dicembre si scriveva, a ragione, che la nostra fosse una rosa senza un domani, oggi invece credo si possa davvero ragionare sul futuro, se non in grande almeno seriamente. Lanni (aprirei una seria riflessione su di lui, me se gli abbiamo rinnovato il contratto vorrà dire che ripartiremo dall’attuale portiere), Cagnano (se rimarrà con noi, in alternativa Colombini appare credibile), Corsinelli, Pogliano, Bove, Schiavi, Collodel, Malotti, Panico, Zunno (se non decideremo di fare la solita puttanata di svenderlo al primo che passa) e Rossetti rappresentano un’ossatura importante e credibile sulla quale poter costruire un futuro, acquistandone poi almeno altri 5-6 dal profilo simile a quelli acquistati nel mercato di riparazione. Senza contare le posizioni di alcuni in scadenza (Piscitella e Lanini per esempio) coi quali si vedrà se ci saranno margini o volontà per trattenerli, insieme ai tre senatori assurdamente epurati quest’anno ma sui quali è normale capire con loro che cosa fare per il prossimo. Inutile ribadire che questa ristrutturazione necessiti di due ovvie condizioni: un assetto societario differente, ed uno staff tecnico abituato a gestire situazioni più di vertice che vada oltre al far crescere un gruppo di giovani. Nessuno sta chiedendo la luna o cose irrealizzabili, ma solo logica e competenza. In assenza di questi due cambiamenti radicali è inutile ragionare oggi sul futuro. Lo so che mi ripeto settimanalmente, ma il punto rimane sempre lo stesso, e fino a quando ci sarà aperta una concreta possibilità di cambiamento allora spenderò le mie forze per auspicare si vada in questo senso. Un ipotetico cambio societario ad agosto vorrebbe dire iniziare una nuova stagione monca, proprio per questo è fondamentale che lo stesso si concretizzi entro aprile, massimo maggio.

Tornando alla partita di ieri e a quella precedente di mercoledì, rimango dell’idea che, per quanto possibile, questa squadra vada sostenuta fino alla fine. Purtroppo la mancanza di continuità e la volatilità delle prestazioni sono un fardello che dovremo gestire e ci renderanno ancora parecchio complicato il cammino verso la salvezza. Salvo debacle indifendibili che speriamo di non vedere più, forse un elogio in più a giocatori ed allenatore rispetto ad una critica in meno è quello che serve per raggiungere l’obiettivo salvezza. Jo Condor è stato molto elogiato (in realtà si è auto incensato molto da solo) lo scorso anno per Barbieri (il cui apporto nella Juve U23 più forte di sempre è stato quest’anno parecchio marginale, evidentemente il ragazzo non è da Borussia Dortmund come il nostro allenatore per mesi ha raccontato), ma quest’anno rischia davvero di consegnarci un giovane talento di assoluto valore come Zunno, e per questo va elogiato. Poi possiamo criticare l’allenatore per non averlo utilizzato prima, ma a mio avviso è una critica parecchio sterile perché questi ragazzi, al primo anno di professionismo, vanno protetti e gestiti inserendoli in maniera graduale. E quando esplodono, esplodono. Purtroppo per noi fa l’attaccante, e questo significa aver gli occhi puntati addosso maggiormente rispetto ad un terzino. Mi auguro davvero che, per una volta, si provi a massimizzarne il profitto tecnico e non solo quello economico, e che il prossimo campionato sia ancora con noi. Concordo con Jacopo: il Renate oggi è l’avversario migliore. Avanti così!

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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