Il cerchio magico Editoriale

La partita con la Pro Sesto certifica una cosa chiara, se ancora ce ne fosse stato bisogno. Se salvezza sarà, dovrà esserlo con un organico effettivo di 14-15 giocatori a stare larghi. Il rischio che sta correndo il Jo è quello di cui parlavo subito dopo Alessandria: affidarsi a un cerchio magico di uomini fidatissimi, non so se più per necessità o per convinzione visto che alcuni di questi il campo non l’avevano praticamente mai visto con lui prima di questa seconda parentesi.

Ed ecco quindi che, alle porte di un altro tour de force con tre impegni in una settimana, contro la Pro Sesto ci siamo costretti a un turnover dentro la gara. Prima, rinunciando all’unica soluzione ad oggi efficace quando gli esterni non girano, vale a dire Rossetti, per un problema muscolare prevedibile come la pioggia durante le stagioni monsoniche visto come lo stiamo spremendo. A questo proposito speriamo non sia una cosa lunga, perché, considerando che i nostri esterni non girano da almeno 3 partite, tolto l’exploit Zunno a Carrara, Rossetti è l’unico a garantire ‘peso’ offensivo in senso stretto. E abbiamo appena visto cosa succede quando a un Rossetti in panne si unisce un Lanini che, anche qui ampiamente prevedibile dopo due mesi che corre come un cavallo, tira il fiato e lascia spazio solo all’indolenza che lo caratterizza appena perde in lucidità: la conseguenza è che non facciamo gol neanche se sviene il portiere. E quindi, immagino per far rifiatare Collodel, in una partita in cui già giochiamo a 2 all’ora, siamo costretti a inserire Buba in cui è evidente che attualmente Jo crede come un talebano al dogma della transustanziazione e abbassiamo ulteriormente la velocità di gioco. E infine, per disperazione, buttiamo dentro Cisco che oggi per atteggiamento non dovrebbe neanche vedere la tribuna, peraltro così come Panico non dovrebbe vedere il campo perché non azzecca una giocata manco per sbaglio. Sorvolo su Moreo che se entra in una partita così a 5 minuti dalla fine è evidente che ha l’autonomia di Jimbo con Nadia in American Pie nella scena del ‘belo maialo’. E intanto io continuo a chiedermi che senso abbia portare in panca Bianchi e Gonzalez, continuo a chiedermi cosa mai dovesse succedere se a Corsinelli o Cagnano venisse la sciolta o a Malotti un raffreddore.

Ma questi siamo appunto. Per una precisa e consapevole strategia di ottimizzazione e fidelizzazione di uno zoccolo duro di onesti pedatori. Forse ci basterà per salvarci, anzi visto il livello delle altre è più che probabile. Forse troveremo sempre la squadra che, pur non mettendo noi un cross degno di essere chiamato tale in 90 minuti, sarà talmente derelitta da non avere uno straccio di spunto offensivo per affondarci. Dopo Alessandria, scrivevo che con questa squadra di partite ne perderemo poche. Continuo a pensarlo. Il problema è che temo ne vinceremo altrettante. Spero basterà a lasciarcene cinque dietro al culo e finire questa stagione maledetta in cui, oltre a rischiare di retrocedere, stiamo facendo come tifosi una figura peggio dei grillini dopo la votazione su Rousseau. E se per caso dovesse finire male, sia ben chiaro che non sarà solo a causa di Rullo, di Banchieri, dei giocatori o di chiunque ognuna delle parti in causa veda come colpevole: spiace dirlo ma sarà anche colpa di tutti noi.

Jacopo


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