Il parcheggio dell’Iper Coop Editoriale

Siamo proprio una squadra sfigata, in un anno avverso al Signore e pure avverso a quella grande troia della dea bendata. Siamo finiti pure su Striscia la notizia per il solo, determinante ma isolato, favore arbitrale a Grosseto, lasciando agli occhi della gente quella convinzione che dobbiamo stare solo zitti. Convinzione poi fortificata nell’immaginario collettivo italiano dalla pura poesia del fatto Cianci. Ma se siamo onesti dobbiamo pure ammettere di come questa stagione sia davvero angosciante per il fatto che non ne vada mai bene una. La moviola del Depa di questa mattina non possiamo far finta di ignorarla sempre “perché facciamo cagare e non dobbiamo appellarci agli arbitri”, ma ogni tanto, per il bene dei ragazzi che scendono in campo, andrebbe pure ammesso quando usciamo da una partita parecchio penalizzati. E non è la prima volta. Poi chiaro che possiamo sempre tutti iscriverci al festival delle critiche meritate, e anche ieri motivi per farlo ne troviamo parecchi, ma a questo punto della stagione credo valga la pena ingoiare qualche boccone amaro in più guardando con costruttività alle prossime partite, soprattutto quella di mercoledì, decisamente fondamentale per archiviare il discorso salvezza. Insomma, poche balle, se c’era una squadra che doveva uscire coi tre punti dallo stadio ieri era il Novara, e l’essere riusciti addirittura a perdere non può e non deve autorizzare nessuno a sottovalutare dettagli e segnali che portano a credere si dovrà parecchio soffrire da qui alla fine. La classifica non mente mai, ed evidentemente fossimo capaci di vincere queste partite non ci troveremmo in questa situazione, ma non avrebbe nemmeno senso avere un approccio distruttivo come abbiamo giustamente avuto tutti, per esempio, dopo la sconfitta di Crema. Ora siamo altra roba, ma dobbiamo continuare ad esserlo.

Eppure non è facile. Veniamo da una settimana in cui il parcheggio di Novarello sembrava quello dell’Iper Coop al sabato pomeriggio pre Covid. Ogni giorno qualcuno si presentava per comprare. In realtà, tornando seri, i filoni concreti da seguire oggi sono proprio quei tre di cui avevamo già parlato nell’ultimo editoriale. Profondamente diversi tra loro, sia dal punto di vista qualitativo che imprenditoriale: si passa dal gruppo internazionale a quello italiano, il cui patron mi raccontano si sia pure infastidito nel leggere i commenti novaresi e abbia replicato piccato “leggo troppe critiche al mio stile di vita, sappiate che sono uno a cui piace profondamente la figa, non ci posso fare nulla”. Devo nuovamente ribadire una convinzione in me molto forte, già più volte espressa: Novara resta ad oggi la miglior possibilità di ingresso nel calcio a cifre ancora ragionevoli, con prospettive di guadagno. Non è però un investimento per tutti. Chi entra oggi nel Novara Calcio deve mettere in conto un esborso immediato “a perdere” di una cifra che va dai 5 agli 8 milioni di euro (più verso gli 8 che i 5). E poi deve iniziare ad investire sapendo di trovarsi, inizialmente, in una realtà come la serie C che rappresenta un salasso insostenibile dal punto di vista finanziario. Non è nemmeno un investimento facile, perché, facciamocene una ragione, ad oggi non può riguardare il 100%. De Salvo la sua quota non la vende per cui chi entra deve accettare di avere un Socio “forte”. Non mi stupirei se, nelle prossime settimane, i possibili acquirenti, o possibili interessati, aumentassero. La cittadella dello Sport e una serie A ancora recente (quindi giro di affari ed interesse provato sul campo e dimostrabile dal punto di vista numerico e finanziario) consentono di prevedere guadagni. E la voce si sta espandendo. Ne vedremo delle belle, ma nei giusti tempi che, e concordo col mio amico Renato Ambiel , difficilmente saranno brevissimi.

Vincere contro il Livorno mercoledì sarebbe fondamentale. Purtroppo abbiamo una capacità di autolesionismo parecchio marcata, e la partita di ieri ce lo dimostra ma non solo. Ormai è certo l’accantonamento coatto di Pablo, Bianchi e Buba che, per scelta dirigenziale più che tecnica, sono stati messi ai margini. Una scelta a mio avviso assurda, non tanto dal punto di vista dell’undici titolare (che potrebbe avere pure senso) ma per i modi e, soprattutto, per il contesto in cui ci troviamo. Serve l’aiuto di tutti, in campo e fuori, e umiliare i tre senatori come è stato fatto è un qualcosa di vergognoso e controproducente. E mi dispiace che anche il tanto amato e pontificato Borghetti sia stato complice e protagonista di questa brutta pagina. Ma tant’è.

Archiviamo quindi Pontedera, come storicamente dobbiamo sempre mestamente fare, e guardiamo al futuro. In qualche modo il Novara c’è, prima o poi ci sarà anche tanto altro.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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