Le tre partite Editoriale

Novara Alessandria è stata la somma di tre partite. La prima, quella forse più importante, è iniziata poco prima delle dodici nel parcheggio della tribuna. Novara è una piazza che spesso mugugna, ma quasi mai agisce. Ma quando lo fa, riesce a far passare i suoi messaggi. Una settantina di tifosi, poi numericamente un po’ aumentati nei minuti successivi, ha dimostrato concretamente il proprio dissenso nei confronti di Patron Rullo. Quando succedono queste cose la città si riempie di critiche perbeniste e melensi, in base alle quali questo gruppo di contestatori avrebbe dovuto, nella testa degli scettici, manifestare con qualche margherita in mano, magari stringendo le mani al nostro patron per convincerlo a fargli cambiare rotta. Credo che Rullo ieri abbia davvero capito cosa voglia dire dover rendere conto ad una piazza calcistica, cosa che, causa stadi chiusi, non aveva ancora realizzato. Non sta a me giudicare se in quei cinque minuti di “vivace confronto” una delle due fazioni abbia esagerato, ma non è nemmeno poi così importante stabilirlo e riportarlo. Ad ogni azione ne consegue sempre una reazione, e in questi casi chi era presente ha potuto verificare personalmente l’inesperienza di Rullo nell’affrontare il cuore della tifoseria, già incazzata di suo, con quel piglio un po’ troppo sopra le righe che sicuramente non ha aiutato. Semmai il vero tema da affrontare è il perché solo una settantina di tifosi abbiano risposto all’invito. L’errore che si possa fare adesso è quello di colpevolizzare troppo gli assenti o esaltare troppo i presenti, nel senso che il detto “meglio pochi ma buoni” vale sempre fino a certo punto. Ieri sono (siamo) sicuramente bastati per trasmettere un messaggio forte, ma ancora una volta la città (e la provincia) ha numericamente deluso. Per l’ennesima volta abbiamo dimostrato di essere bravissimi a mugugnare comodamente seduti sulla poltrona, un po’ meno a farlo fisicamente.

La seconda partita si è giocata sul terreno del Piola. Ed è stata una grande partita. Nel nostro cuore abbiamo probabilmente pensato tutti che i ragazzi siano scesi in campo con la stessa grinta di chi era nel parcheggio della tribuna, e vederli finalmente esultare insieme, come un grande gruppo sotto la curva purtroppo vuota, è stato un bellissimo segnale e, nello stesso tempo, un grandissimo messaggio che a loro volta hanno voluto trasmetterci. Non sono culturalmente il tipo propenso a ringraziare troppo i giocatori, e quest’anno c’è proprio ben poco da ringraziare, tuttavia sarebbe ingiusto e criminale non rendere merito non solo per una prestazione sontuosa di tutta la squadra dal punto di vista tecnico, ma anche e soprattutto da quello della testa. E’ evidente di come la squadra ora abbia un approccio alle partite totalmente differente da quel vergognoso atteggiamento apatico e impaurito che ha accompagnato le nostre partite nei tre mesi precedenti, ed è davvero auspicabile ora affrontare una seconda parte di campionato in maniera completamente diversa e più proficua.

E poi c’è la terza partita, che inizia a giocarsi oggi. Quando abbiamo scritto che alternative alla proprietà Rullo ce ne fossero, non lo facevamo sulla base del nulla. Ci sono almeno tre filoni che vale la pena seguire attentamente. Il primo ammetto di saperne troppo poco, per cui per ora accantoniamolo. C’è poi il filone Pavanati, che oggi si incontrerà nuovamente con Rullo. E’ un ipotesi molto più concreta di quello che pensiamo e, probabilmente, l’opzione più gradita a Rullo stesso. Imprenditore un po’ discusso, finanziariamente parlando un po’ più solido di quello che si sta già raccontando in città. Vicino nel recente passato all’acquisizione del Pescara calcio, che sembra però aver accantonato più per una situazione debitoria molto importante di quella società emersa nel corso della due diligence che per altro. E infine la terza opzione, che scommetto invece essere molto più gradita alla componente De Salviana e all’amministrazione cittadina, è quella di una sorta di pool di milanesi-novaresi i cui nomi sono ancora top secret ma alcuni indizi portano a ritenere essere imprenditori noti. Dalle scritture che tutti noi possiamo verificare emerge come, in teoria, la famiglia Rullo abbia la prelazione sulla possibile cessione della quota MDS ma non il contrario. Questo farebbe pensare che Rullo possa vendere a chi vuole e De Salvo no. Ma è altrettanto evidente di come i reali accordi non saremo mai nelle condizioni di poterli scoprire. Non escluderei, anzi lo darei per certo, che De Salvo abbia potere di veto sull’eventuale cessione della quota di maggioranza.  In ogni caso stiamo uscendo davvero dal campo delle illazioni e delle storie per entrare nella fase vera e propria delle trattative. Il Novara Calcio è quindi altamente probabile che la prossima stagione avrà un assetto societario completamente diverso.

Delle tre partite, due almeno sono già state vinte. Manca ora la terza. A costo di ripetermi ribadisco: che deve vendere non si arrocchi, chi può comprare non tiri la corda.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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