IL CLUB DELLE 200 MAGLIE AZZURRE (prima parte) Storia e memoria

Duecento maglie azzurre significano come minimo sette stagioni passate con la maglia del Novara, tanti applausi, cori, fischi e probabilmente qualche insulto. Ma questo non conta.

La cosa importante è che questi uomini sono entrati a far parte delle nostre vite di tifosi e ognuno di loro, per le sue generazioni, ha fatto un pezzo di strada insieme a noi.

E allora andiamo a onorare questi trenta miti di ieri e di oggi, con l’augurio che il club continui ad allargarsi. Perché sembrerà banale ma il periodo più buio della storia azzurra, gli anni 80 e 90, è coinciso con l’assenza di giocatori bandiera e la sua rinascita, nel nuovo secolo è stata accompagnata dal ritorno di giocatori “stanziali” non necessariamente campioni ma calciatori e uomini veri che hanno garantito continuità e fedeltà alla causa.

CARLO ALBERTO LUDI #204 PRESENZE (2006-2016)

Arriva in azzurro nel 2006 a 24 anni e conclude a Novara nel 2016 la sua carriera passando attraverso dieci campionati tra serie C, serie B e l’indimenticabile campionato di serie A. Difensore centrale di sicuro affidamento, diventa il simbolo dell’era De Salvo. Entra nel club delle 200 maglie azzurre grazie alle 5 presenze nei play off 2010-11 e 2012-13.

 

EZIO RIZZOTTI #206 PRESENZE (1930-1938)

Arriva dal quartiere di Sant’Agabio e cresce nella squadra del circolo operaio Cairoli d Sant’Andrea. Gioca per otto stagioni consecutive in maglia azzurra di cui una in serie A e realizzerà ben 74 gol in totale che lo posizionano tra i migliori marcatori della storia del Novara. Segna al suo esordio appena diciottenne, è suo il primo gol realizzato nello nuovo stadio Littorio il 20 settembre 1931 ed infine segna anche nella sua ultima partita in azzurro, lo storico spareggio per andare in serie A, vinto contro l’Alessandria. Ala sinistra di piede mancino e dal tiro potente morirà giovanissimo a soli 31 anni in conseguenza di una malattia contratta in guerra.

     

CARLO JACOMUZZI #207 PRESENZE (1970-72 e 1977-1982)

Veste la maglia azzurra in due distinti periodi: due campionati in serie B nelle stagioni 70-71 e 71-72 e altre 5 stagioni dal 1977 al 1982 in serie C1 e C2. Dal fisico tarchiato ma molto piantato sulle gambe era un centravanti che dominava l’area. Forte di testa e nello stacco nonostante non fosse molto alto. La capacità di difendere la palla ed il senso della posizione lo aiutarono molto nella sua seconda esperienza azzurra.

     

GIORGIO MILANESI #216 PRESENZE

Nato nella vicina Magenta, dopo qualche esperienza al Brescia giunge a Novara e per otto stagioni diventa un punto fermo della squadra azzurra. Classica seconda punta, giocatore utilissimo perché oltre a un discreto numero di gol (41 in totale) aggiungeva al suo gioco tanta corsa e sacrificio.

    

ENRICO BRAMATI #219 PRESENZE (1960-1970)

Enrico Bramati tocca le 219 maglie azzurre in un giorno molto particolare: è l’ultima partita del campionato di serie C 1969-70 ed il Novara la settimana precedente aveva raggiunto la matematica promozione in serie B andando a vincere sul campo del Marzotto Valdagno. Da buon centravanti si congeda dalla maglia azzurra con un gol, il 55° della sua esperienza azzurra. Per lui nove stagioni con il Novara di cui 5 in serie C e 4 in serie B, interrotte da una sola stagione a Grosseto.

    

UMBERTO RENICA #219 PRESENZE (1948-1955)

Bergamasco di origine, arriva a Novara nel 1948 e disputa otto campionati consecutivi in azzurro, tutti in serie A. Dotato di un gran fisico e di un tiro potente e preciso, realizza in azzurro 34 gol giocando in diversi ruoli del fronte offensivo. Come molti altri giocatori azzurri, decide a fine carriera di stabilirsi nella nostra città aprendo un bar dedicato alla figlia Serenella.

 

LANFRANCO ALBERICO #227 (1945-1953)

Arriva a Novara dopo la fine della seconda guerra mondiale all’età di 28 anni ma nonostante l’età avanzata per l’epoca, disputa con la maglia azzurra 8 campionati di cui ben 5 in serie A. Seconda punta e centrocampista offensivo segna in azzurro 43 gol.

 

PAOLO MORGANTI #239 PRESENZE (1997-2009)

Cresce nella società azzurra e qui passa tutta la sua carriera calcistica: 12 campionati di C1 e C2 per un totale di 227 presenze. Totalmente dedito alla causa azzurra è stato il dodicesimo uomo perfetto, sempre pronto ad ogni chiamata ed in ogni occasione. Vera e forse ultima bandiera azzurra.

 

 

A questo primo gruppo di giocatori che hanno raggiunto le duecento maglie azzurre bisogna aggiungere necessariamente due calciatori che si affermarono nei tempi eroici del football. Prima dell’istituzione del girone unico (1929-30) i campionati si disputavano con suddivisioni geografiche e spesso le partite venivano annullate oppure mai disputate ed è praticamente impossibile avere dei dati statistici certi ma considerato il numero di campionati giocati con la maglia azzurra è sicuro che due miti del calcio novarese hanno vestito almeno duecento volte la maglia azzurra:

ETTORE REYNAUDI #>200 PRESENZE (1913-1930)

Ettore Reynaudi esordisce in maglia azzurra il 4 gennaio 1914 a soli 18 anni, segnando una doppietta nella vittoriosa partita contro il Como. Disputa con la maglia del Novara undici campionati interrotti solamente da due eventi traumatici: la prima guerra mondiale e due stagioni con la Juventus. Nasce mezzala e diventa con il tempo mediano componendo con l’amico Meneghetti una copia centrale spesso insuperabile.

MARIO MENEGHETTI #>200 PRESENZE (1913-1933)

E’ presente nella prima partita ufficiale del Novara Calcio e lo sarà per altri 13 campionati. Rappresenta la storia del Novara degli anni pionieristici. Anche per lui come per il suo compagno Reynaudi l’esperienza azzurra è interrotta solamente dalla grande guerra e dalla Juventus. Iconica la sua immagine con la fascia in testa in parte per raggruppare i suoi folti capelli ed in parte per proteggere la fronte dal pallone, all’epoca di cuoio duro, dai suoi forti colpi di testa.


Se la cava meglio con i video che con la scrittura, spiega meglio il passato che il presente. Ma l’importante è che ci sia Novara ed il Novara di mezzo. La sintesi è la sua dote migliore.

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