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Quelli che attendono.

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Si vede proprio che il destino del nostro Novara Calcio nelle festività natalizie sia quello di convivere non solo con l’aria frizzante tipica del periodo invernale, ma anche e soprattutto con quella delle novità. Lo scorso natale Santa Klaus ci ha infatti portato Rullo, quest’anno nulla di concreto ma comunque “molto movimento” che potrebbe portare ad una rivoluzione insperata dell’assetto Societario. A differenza della ridicola pantomima cui abbiamo assistito tra settembre ed ottobre, questa volta gli attori protagonisti e le Guest star si sono mosse molto più nell’ombra, senza esporsi e, finalmente, senza alimentare in città voci che non sempre in passato hanno aiutato. Ma qualcuno, in questi mesi e in questi ultimi giorni, ha lavorato parecchio; e lo ha fatto pure il 30 dicembre quando la massa era in coda all’esselunga per acquistare cotechino e lenticchie. Viviamo in una realtà molto particolare noi di Novara. Se parli vieni accusato di alimentare voci, di dire cazzate o anche (e questa è l’accusa che preferisco) di essere colpevole del fallimento di una trattativa. Mi chiedo, però, se l’alternativa corretta possa davvero essere il silenzio e la censura da parte dei media locali che, apparentemente, sta caratterizzando questo “movimento” di questi ultimi giorni, interrotto solo da un Twitt di Schira (non il primo pirla a caso) che ieri ha finalmente rotto il silenzio parlando di una possibile cordata locale (o quasi, aggiungiamo noi) interessata a rilevare il pacchetto di maggioranza del Novara Calcio. Forse l’ho sempre fatta troppo semplice io, o forse viene facile a me scrivere perché non vivo di ciò che scrivo ma alimento solo una passione personale. Rimane però un fatto, ai miei occhi evidente ed incontestabile, che dalle nostre parti si abbia una fottuta paura di esporsi. E se è saggio farlo fin quando si rimane nel campo delle illazioni o delle favole, lo capisco un po’ meno quando le stesse evidentemente diventano fatti di cronaca. Stiamo diventando quelli che “non parliamone che porta sfiga, non parliamone che poi finisce come l’ultima volta, non diciamo nulla silenzio assoluto”. Credo invece che bisogni farsene una ragione: il manifestarsi di una cordata, una volta appurata l’esistenza effettiva o comunque un serio e concreto tentativo di crearne una, è un fatto di cronaca, e prima o poi bisognerà parlarne. E pensare che solamente citarne l’esistenza possa essere causa di fallimento è una cosa irreale e assurda. Forse il recente esempio malamente naufragato aumenta questa paura di parlarne, ma tant’è.  E’ proprio un limite mio quello di non capire per quale concreto motivo una trattativa per l’acquisto di una Società di Calcio possa fallire se qualcuno ne parla, ma siccome sto prendendo davvero in considerazione che il diritto di cronaca possa causare realmente questo, ho deciso che rispettosamente attenderò che altri facciano il loro lavoro e ne parlino, quando lo riterranno e se ci sarà da parlarne, prima di entrare nei dettagli.

Per cui ad oggi il vero tema è uno solo: il calciomercato invernale. Che mai come quest’anno considero davvero il più grande falso problema del Novara Calcio. Il motivo è molto semplice, ma purtroppo si ritorna a quanto scritto sopra: capire se esiste una possibile e reale alternativa ai Rullo. Se questo si rileverà possibile, e magari succederà in maniera rapida ciò che (quasi) tutti speriamo, mi pare allora evidente che questo campionato si potrà tranquillamente archiviarlo alla voce “ma chissenefrega”. Basterà arrivare alla fine salvandosi (cosa che ad oggi ancora vedo come unico finale possibile) e poi attendere il nuovo corso. Contrariamente, se le voci rimarranno tali, sinceramente il fatto che un Firenze o Lanini a caso possano tornarsene a casa loro per essere rimpiazzati da altrettanti evidentemente scarsi uguali (anche se la possibilità di migliorare i due citati è elevatissima), rimarrà un mero fatto di cronaca che difficilmente potrà cambiare il corso della storia. Il tema, a quel punto, sarà un altro: capire quale futuro potranno darci i Rullo. Perché se a partire dalla scadenza del 16 febbraio 2021 ricominceremo col solito teatrino del chi paga e quanto, e tutto ciò che ne consegue, allora vorrà dire che il nostro futuro sarà talmente cupo, più che dal punto di vista sportivo da quello delle prospettive, che davvero pensare a migliorare qualche posizione in questo campionato sarà l’ultimo dei problemi. Ne avevamo già parlato, ma ditemi voi onestamente come vedreste i prossimi 3-4 anni con questo Rullo al timone, con questo DS e con questo modus operandi generale. Ditemi voi se è sostenibile nel medio lungo periodo convivere con una proprietà che, quando non sa più cosa dire, nega tutto ciò che può negare e rilancia accusando le istituzioni di remargli contro (come se fosse colpa loro per esempio se hanno assunto un DS incompetente) o critica l’imprenditoria locale rea di non aiutarli economicamente. Poi magari scopriremo che Babbo Natale 2020 ci ha portato un Rullo nuovo, che avrà la forza di allontanare tutti quelli che hanno fatto del male al Novara e li rimpiazzerà con professionisti seri ed impeccabili e allora applaudiremo e torneremo orgogliosi di questa Società. Ma ad oggi la realtà è un’altra, peraltro parecchio diversa.

La sola cosa che possiamo fare oggi è quindi attendere e sperare. Chi e cosa non si sa, ma noi attendiamo. Qualcosa (forse) succederà.

Claudio Vannucci

Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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…che lei salva lui!

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E cosa succede dopo che lui ha scalato la torre e salvato lei?

Che lei salva lui

Il celebre finale di Pretty Woman è ciò che più si avvicina alla realtà che abbiamo vissuto quest’anno. Un anno iniziato in salita, con tanti rischi e incognite, dove inizialmente ci ha visti tutti protagonisti uniti nel prendere per mano la squadra, proteggendo un improbabile gruppo col fine unico di salvaguardare, o meglio salvare, il nostro Novara. Unione che partita dopo partita si è inevitabilmente sgretolata, vinta da quei fatti che, inequivocabilmente, mostravano il disastro di un progetto low cost insostenibile e, forse, irrealizzabile. Il tutto durato fino a quando, col cambio di proprietà e la creazione di un nuovo gruppo, lentamente abbiamo assistito al ribaltamento dei compiti, questa volta con la squadra che ha preso per mano la piazza accompagnandola ad una salvezza che, dopo i soli 15 punti dell’andata, pareva irraggiungibile. E cosi siamo arrivati alle 20 di domenica 19 maggio 2024 quasi con gli occhi lucidi, forse pure un po’ magonati, perché quella fine di stagione più volte auspicata da tutti, e ieri sera arrivata, pone fine ad una storia probabilmente di irripetibile, quanto meno per come è maturata, e che ricorderemo tutti con affetto per sempre. Se prima tutto era da buttare, oggi ci sono molte basi sulle quali costruire una nuova stagione che non potrà prescindere da alcuni rinnovi: Gattuso in primis (mi risulta che con la salvezza sia scattato il rinnovo automatico), Urso e Ongaro. Quanto meno perché l’eventuale perdita rappresenterebbe un fatto impopolare e poco gradito.

Torno a ripetermi rispetto al precedente editoriale: ha vinto Lo Monaco, ha vinto la proprietà, ha vinto la filosofia dello spendere qualcosa in più. E adesso arriva il bello perché se prima si doveva parlare di costruire l’arca di Noè per salvarci, ora c’è da costruire un castello, ma soprattutto una nuova storia che speriamo non dovrà più raccontare angosce e paure di retrocessione. Concordo con chi sostiene che, talvolta, sia meglio una salvezza ottenuta con lacrime e sangue di una totalmente anonima e anaffettiva, ma è altresì vero che un lieto fine ottenuto una volta non rappresenta garanzia futura di finale analogo. E se oggi sono qui a raccontare la mia tristezza per la fine di questa stagione è solo perché ci siamo salvati (bene), perché se lo stesso gruppo avesse perso i playout oggi staremmo parlando di altro. Certamente siamo alla vigilia di un’estate molto più tranquilla della scorsa, in cui i nostri pensieri saranno solo rivolti al calciomercato inteso come un momento di speranza positiva e non come lo scorso in cui, al telefono con l’amico Faranna, la domanda che ci facevamo dopo ogni rumors era: “e chi cazzo è questo?”. Ma di questo avremo tempo per parlarne.

Oggi è tempo di goderci questa salvezza, e di rendere onore a chi ha contribuito a raggiungerla. Abbiamo vinto un po’ tutti, dove nel tutti ci metto quello zoccolo duro di tifosi che ha mangiato tanta, tantissima merda. Ma non ha mai mollato. E’ stato un anno difficile, soprattutto triste perché si è reso protagonista di tanti addii di cuori azzurri che ci hanno lasciato. E mi piace oggi pensare che siano tutti lì, un po’ magonati come siamo noi, ma felici per aver vinto. Perché poi il calcio si sintetizza cinicamente così: perdere una finale di playoff o vincere un playout alla fine porta allo stesso risultato: esserci ancora il prossimo anno. E noi ci saremo.

Claudio Vannucci

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Abbiamo vinto tutti

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In queste occasioni la mia testa si divide sempre tra quella corretta scaramanzia che imporrebbe di non esporsi troppo fino a quando l’obiettivo non è stato raggiunto, e quel rispetto alla razionalità ed oggettività dei fatti che, ovviamente, mi fanno guardare con un po’ di disprezzo e noia chi fa notare quanto la salvezza sia ancora da conquistare. In questi casi mi e gli ricordo che il nostro compito è quello di essere tifosi, e pertanto dovremmo dare per scontato un approccio più umile da parte della squadra ma, contemporaneamente, più sereno nostro. Perché in tutto il mondo oggi è evidente come il Novara si sia salvato. Poi, certo, è tecnicamente possibile perdere con 3 goal di scarto la partita di ritorno, ma mi permetto di suggerire ai cultori del “non dire gatto se non l’hai nel sacco” di non eccedere in manifestazioni tafazziane porta sfiga. E che cazzo, siamo reduci da 9 mesi di merda, vinciamo in trasferta 1-3 la partita di andata contro una squadra che, ricordiamolo, con ieri ha perso 5 partite su 5 in questa stagione contro di noi, è così reato godere?

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) si sta delineando la vittoria di PLM. Ha avuto ragione lui. Ma soprattutto ha avuto la ragione la filosofia in base alla quale bisogna spendere per inserire in rosa qualità o, comunque, esperienza. Solo dopo si possono questionare alcune scelte che, oggettivamente se guardiamo il mercato invernale, non hanno pagato. Ma con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) nasce davvero la vera era PLM (& Co), perché è adesso che potrà agire costruendo una squadra da zero, senza il pensiero di una classifica drammatica e, auspicabilmente, con un innesto di liquidità sufficiente a far si che non si debba mai più convivere con lo spettro di una retrocessione.

Con la partita di ieri (o con quella di domenica prossima, se preferite) è nata una nuova stella. O semplicemente si è guadagnata non solo la riconferma, ma una maglia titolare Gaston Ongaro, che per proprietà associativa rappresenta un’ulteriore vittoria di PLM visto che è stato un acquisto tutto suo. Forse il ragazzo ci ha messo un pochino troppo ad ambientarsi, forse ci ha messo un pochino troppo a trovare la forma, forse è anche stato un pochino sfigato ma anche un pochino troppo timido, ma certamente dal punto di vista tecnico sempre impeccabile. Certo andrà messo nelle condizioni di dare il meglio, e probabilmente gli va affiancato un “Felice Evacuo” del caso, ma il goal segnato ieri è cosa che difficilmente si vede in questa categoria.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica prossima) si è dimostrato quanto anche questa categoria non può fare a meno della tecnologia. Sono sempre stato un estimatore del var, sicuramente perfettibile e criticabile per alcune distorsioni al gioco del calcio che ha provocato, ma se è visto come uno strumento in grado di correggere un errore macro allora è perfetto. Come ho detto è perfettibile, e in tal senso grida vendetta il non goal della Giana, ma altrettanta vendetta avrebbe gridato la non concessione del nostro rigore apparso evidente a tutti allo stadio. Non posso non pensare a che campionato avremmo potuto fare se la tecnologia fosse stata presente in tutte le partite. Certamente non saremmo primi, ma magari ci saremmo risparmiati Fiorenzuola.

Con la partita di ieri (e speriamo anche con quella di domenica) ha vinto anche tutto lo zoccolo duro del tifo novarese. Ieri davvero pochi gli occasionali presenti (magari sono stati occasionali da trasferta ma vabbè, ci sta) perché i cuori azzurri presenti al velodromo erano davvero quelli che ogni domenica sono lì a soffrire sugli spalti. Non solo non c’è stata competizione coi locali, ma quando siamo così c’è competizione solo coi mostri sacri di tifoserie della categoria.

E allora che arrivi domenica e si festeggi definitivamente. Ce lo meritiamo tutti.

Claudio Vannucci

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Nessuna opzione diversa dalla salvezza

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Triestina Novara si sono incontrate dopo un girone di ritorno nel quale entrambe hanno conquistato lo stesso identico numero di punti. Solo che la prima giocava per provare ad ottenere il terzo posto mentre l’altra la salvezza diretta. Questo certifica nuovamente come il girone di andata, o meglio i primi tre mesi dello stesso, abbiano rappresentato qualcosa di molto simile ad una sentenza. Ma i numeri raccontano anche di un Novara in grado evidentemente di giocarsela oggi con la maggior parte delle avversarie a prescindere dalla classifica occupata da queste. Coi se e coi ma non si va da nessuna parte, ma se avessimo ottenuto all’andata gli stessi punti ottenuti al ritorno saremmo oggi al settimo posto, ovvero avremmo disputato un onesto playoff passando, se bravi e fortunati, uno o due turni prima di lasciare il palcoscenico a qualche altra compagine più attrezzata. Settimo posto che, tanto per dire, sarebbe stato ben più onorevole e lodevole di quel decimo posto ottenuto lo scorso anno da una squadra molto più quotata di questa. In chiave imminenti e molto probabili playout, anche se non lo ammetteranno mai, la verità è che il Novara FC è la squadra che nessuno oggi vorrebbe incontrare, e probabilmente lo stesso sarebbe capitato se avessimo dovuto disputare i playoff. Che qualcuno sano di mente a Fiorenzuola oggi possa sostenere che sia meglio giocare contro di noi rispetto ad una Pro Sesto, Pergolettese o Arzignano, non ci credo esista nemmeno se si materializzasse ora davanti a me. Detto questo, domenica prossima potremmo beneficiare di una combinazione di risultati favorevoli non così impossibile, anzi. Non dobbiamo infatti sperare in una sconfitta casalinga del Real Madrid contro il fanalino di coda, ma di tre risultati (vittoria Novara, pareggio o sconfitta Pergolettese, pareggio o sconfitta Pro Sesto) che tranquillamente potrebbero verificarsi senza che nessuno possa gridare allo scandalo, a differenza di alcuni risultati un po’ naïf successi le scorse settimane. Le buone notizie sono però finite.

Quel dannato minuto di ieri, nel quale in sequenza è arrivato prima il pareggio della Pergolettese e poi quello della Triestina in pieno recupero, può essere una mazzata psicologica devastante. Paradossalmente una sconfitta in Friuli per 4-0 avrebbe lasciato meno strascichi dell’ennesima beffa subita in tempo di recupero che, ormai, è diventato un marchio di fabbrica di questa stagione. Che una partita si possa risolvere nel recupero fa parte dell’ordine delle cose, ma che questo, nel poco bene e tanto male, sia ripetutamente successo è un qualcosa che difficilmente può trovare una spiegazione razionale. Non ne va bene una, e anche il primo fortunoso pareggio dei locali va nella direzione di una sfortuna inenarrabile. Così come l’ennesimo non fischio arbitrale in occasione del secondo pareggio, unito ad un possibile rigore non dato a favore, fortificano in me l’impressione che il “sistema” sia totalmente avverso a PLM. Il mio ultimo editoriale ha causato qualche critica, soprattutto dalla parte buonista e “verginona” del tifo, quella che va sempre bene tutto e che mai una volta faccia lo sforzo di capire una provocazione. E’ evidente che non chiedessi a PLM di presentarsi negli spogliatoi avversari o nel “palazzo” con gli assegni in mano, ma invece che facesse un po’ di casino e provasse ad influenzare il mood. Come fanno tutti i Dirigenti mestieranti del calcio, in qualsiasi categoria. Non so se questo gli è riuscito col Legnago evidentemente sceso al Piola in ciabatte, certamente non è riuscito ieri dove è arrivata appunto l’ennesima riprova di come, nel dubbio, il Novara debba essere penalizzato. Detto questo, sfortuna a parte, non può essere un caso che questa squadra non riesca a mantenere un vantaggio fino alla fine. Evidentemente ci sono limiti caratteriali molto più profondi, uniti ad una spirale negativa tale per cui, arrivi all’85’, e ti tremano pure le corde vocali.

A questo punto, salvo un lieto fine tra sette giorni, è arrivato il momento di tacere durante la settimana e di presentarsi allo stadio e fare la sola cosa che possiamo fare: tifare. La sola storia che fa fede è quella che viene scritta, quindi ringraziare oggi PLM perché in sua assenza saremmo stati al posto dell’Alessandria è una narrazione inutile in caso di retrocessione ai playout, così come dannarci troppo pensando all’inizio di questo campionato pensando ad un qualcosa che, in quel momento , non era possibile fare: vincere di più. Portiamo a casa la stagione e poi ognuno tragga le sue considerazioni, ognuno faccia le polemiche che vuole, ognuno si tolga i sassolini nella scarpa che ritiene. Solo dopo. Oggi serve salvarsi.

Claudio Vannucci

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