Falsi problemi e problemi reali Editoriale

Cambiare oggi allenatore non è una cosa banale proprio perché riporterebbe un ordine tra i giocatori che, nel tanto bene e poco male che è stato, è evidente oggi non esista. Qualcuno che oggi nel gruppo decide (per il bene del gruppo stesso, sia chiaro) domani potrebbe dover solo accettare scelte e basta. E non è scontato che questa cosa faccia così bene alla squadra. Equilibrio si, Equilibrio no, 19 ottobre 2020

Il 19 ottobre scrivevo questo. E lo riporto ora non per autocelebrazione (non è cosi semplice la ricostruzione della fallimentare storia di Marcolini, ma comunque ci torneremo) ma per arrivare subito al nocciolo del problema. Una buona fetta di tifosi chiede energicamente il ritorno di Jo Condor argomentandola con la più classica delle equazioni: “eravamo terzi con lui, lo hanno cacciato e siamo quattordicesimi, lo rimettiamo e torniamo a vincere”. Credo che la questione sia molto più complessa e di non così semplice soluzione. Chi crede che Marcolini sia il colpevole di questo fallimento e lo accusa di essere un incapace probabilmente non ha ben capito, o non aveva capito prima, il fragile equilibrio sul quale questo Novara si è retto fino ad inizio Ottobre. Un equilibrio che solo in parte era garantito dalla presenza di Jo Condor che però, e purtroppo il suo allontanamento dopo Sesto non darà mai la riprova di quanto sostengo, inevitabilmente sarebbe naufragato nel momento in cui i nuovi acquisti avrebbero preso sempre più potere all’interno del gruppo, spazzando via quella sorta di autogestione che vigeva dalla stagione precedente. Quanto dico si basa su una profonda convinzione: l’errore originale di questa stagione è stato quello di confermare Banchieri in estate, e nello stesso tempo di rivoluzionargli la squadra togliendoli alcune certezze per rimpiazzarle con sostituti che, una volta prese le misure, si sarebbero imposti proprio perché la loro personalità, o convinzione di essere giocatori fatti e finiti, sarebbe emersa. E quindi, giusto per fare due esempi, magari non avrebbero accettato di regalare all’allenatore la maglietta appena donatagli da Ibra o accettato in silenzio i compiti in campo decisi dai più vecchi.

Tutta questa situazione che a fine settembre Urbano Orlando ha creato, avrebbe retto solo al verificarsi di una condizione: che i nuovi arrivati fossero stati forti, vogliosi di vincere e soprattutto veri uomini. Ed arriviamo al secondo fatale errore di questa stagione: aver messo in mano il tutto ad un Direttore Sportivo inesperto, con l’aggravante di avergli permesso di costruire il grosso della formazione solo l’ultimo giorno di mercato, peraltro dopo aver prima venduto alcune certezze del Jo (vedi Nardi) nei giorni precedenti. E’ vero, Jo Condor era terzo al momento in cui gli è stata tolta la panchina, ma reduce da una disfatta a Sesto che, nei modi in cui è maturata, ricorda molto il Novara che purtroppo abbiamo visto successivamente. Per questo dico, senza purtroppo averne la riprova sul campo, che anche Banchieri sarebbe diventato presto vittima della situazione, e non è così scontato che, un suo ritorno, possa risistemare le cose. Potrebbe farlo ma dovrebbe avere alle spalle una Società pronta ad intervenire nuovamente a gennaio sul mercato correggendo gli errori madornali commessi in estate. Ma poiché siamo in una situazione in cui è seriamente a rischio il nostro futuro, parlare oggi di mercato invernale è sinceramente ridicolo.

Sempre alla voce “ridicolo” classifichiamo anche la conferenza stampa di Rullo e Nespoli dopo la partita di ieri. Il primo è semplicemente ridicolo nel chiedere le dimissioni di qualcuno (senza citarlo) sperando che, per fargli un favore, rinunci al grosso stipendio che Rullo stesso gli ha concesso. Inoltre, penso bisogna trovarsi nella condizione morale di poter fare simili reprimende pubblicamente. E siccome il nostro patron non solo continua a non pagare gli stipendi dei suoi dipendenti (una mensilità + la tredicesima ancora non bonificata, forse ma forse nel fine settimana faranno la cortesia di pagare sempre che non piglino nuovamente per il culo quei ragazzi che ci lavorano nel Novara), ma ad oggi non è riuscito ancora a regolarizzare la situazione fideiussione, sentirlo attribuire patenti di scarsa professionalità agli altri è sinceramente penoso. Ma ridicolo è anche Nespoli, che di fatto rimette il suo mandato pubblicamente sapendo che, essendo espressione dei De Salvo, nessuno potrà mai toglierlo da quella poltrona. Come non comprendo il suo continuare ad annunciare la fine del Livorno (e dei nostri 3 punti guadagnati) quando il caso Pro Piacenza del recente passato semmai dimostra che, dal momento in cui eventualmente verranno estromessi, daranno 3 punti a tutti quelli che avrebbero dovuto giocarci contro giornata dopo giornata. Perché gettare benzina sul fuoco così? A che pro? In ogni modo, il loro è un teatrino che ormai fa presa solo su una piccola parte della piazza che, per non girarci intorno, si è ampiamente rotta i coglioni di ascoltare parole prive di riscontro effettivo. Il dramma è che, comunque, ascoltando Rullo non hai l’impressione di trovarti davanti ad una persona che voglia mollare. Questo è totalmente convinto di poter dire la sua nel mondo del calcio, ed è questo il vero problema di oggi. Rimettere Banchieri (o chi per lui) è un falso problema che non cambierà il futuro se chi lo guiderà non ha la minima idea di come si gestisca una squadra e, fino a riprova contraria, non abbia nemmeno liquidità per farlo se non chiedendo sempre aiuto a mister 20%.

Probabilmente Marcolini oggi tornerà da dove è venuto. Un allenatore che, è bene sottolineare, non è assolutamente esente da colpe. Ha probabilmente accettato un incarico senza avere la minima idea della qualità della rosa e delle sue caratteristiche, ma pensando di venire qui a vincere per diritto divino solo perché ha letto qualche nome importante nel gruppo. Questo è un errore che possiamo fare noi tifosi, non lui. Un allenatore che, dopo le prime partite in cui ha provato a fare tutto e il contrario di tutto, e dopo essere scoppiata la bega fideiussione, ha probabilmente capito di aver sbagliato ad accettare questo incarico, e si è sciolto come neve al sole, fino ad arrivare al paradosso di citare post Piacenza Cagnano come esempio di cose che non funzionavano (uno dei pochi che oggettivamente puoi considerare certezza). Ascolti Marcolini oggi e francamente ti viene il dubbio se farti di eroina o buttarti sotto un treno, e ciò significa che da questa situazione non è in grado di uscirne e nemmeno di lottare. E’ un uomo ormai desolato in balia di se stesso. Il grosso rammarico è quello di non averlo potuto provare in una situazione di relativa tranquillità, con una squadra costruita con una certa logica, insomma l’uomo forse giusto ma al momento drammaticamente più sbagliato.

Ormai siamo al momento della verità. Troppe scadenze imminenti che andranno onorate. Se le onoreremo e, soprattutto, chi lo farà, ci dirà molto del nostro futuro. Mai come oggi così cupo.

Claudio Vannucci


Fondatore dei Blog Novara Siamo Noi e Rettilineo Tribuna, Vice Presidente del Coordinamento Cuore Azzurro e fraterno amico di chiunque al mondo consideri lo stadio la sua seconda casa. O addirittura la prima. Editorialista estremista, gattaro.

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